I dolcetti di Re Mida

Cosa Fare Dove Andare Le Idee
5 Gennaio 2021
I dolcetti di Re Mida

I dolcetti di Re Mida

Nel 2001 durante uno dei miei viaggi in camper in Turchia, avevo deciso, con mia moglie, di visitare il sito archeologico del mitico Re Mida.
Ecco un’estratto del mio diario di viaggio, relativo a quella parte del percorso.
Qui ho avuto modo di assaggiare i famosi dolcetti di Re Mida direttamente nei luoghi storici che ne hanno consacrato il mito.


Gelibolu (Dardanelli)

Il ritorno in Turchia mi provoca sempre grande emozione: una vaga sensazione adrenalinica comincia ad affiorarmi non appena passati i Dardanelli.
Sbarchiamo con il nostro camper dal traghetto e tocchiamo il suolo Asiatico.
Il breve braccio di mare è attraversabile in meno di mezz’ora imbarcandosi a Gelibolu, (dove al porticciolo troviamo già dei venditori che aspettano i turisti) e sbarcando a Lapseki.
La strada passa per Bandirma e costeggia per alcuni km il mare, che sembra molto bello, ma poi quando ci avviciniamo, ci accorgiamo che l’acqua non è poi così invitante come sembrava da lontano.
La stessa Bandirma è una città di cemento e quindi passiamo oltre e ci fermiamo per la notte sulle sponde del lago Kus Gölü, dove si trova il Kuscenneti Milli Parki (parco Nazionale paradiso degli uccelli) una riserva ornitologica.
Non possiamo pernottare all’interno del parco (è vietato il campeggio), allora sostiamo all’ingresso.

Proseguiamo per Bursa, una grande città con oltre un milione di abitanti.
Parcheggiamo all’esterno dell’Otopark (all’interno i camper non entrano per via dell’altezza, ma il mezzo è comunque custodito) che si trova entrando in città nei pressi dell’Otogar.
Andiamo in centro con uno dei tanti Dolmus, una sorta di taxi-minibus collettivo a prezzi bassi.
Prima Capitale dell’impero Ottomano, Bursa è una città prospera e ha un bel centro.

I suoi monumenti più belli sono:

  • l’Emir Sultan Camii, una delle Moschee preferite dagli abitanti.
  • La Uli Camii, la grande Moschea con all’interno una selva di colonne di sostegno, in stile selgiuchide.
  • La Yesil Camii, la Moschea verde con l’annessa Loggia del sultano, che è il più grande monumento di Bursa.
  • Il pittoresco quartiere di Bat Pazari, dove artigiani lavorano nelle loro botteghe e vendono i loro prodotti.

Shopping ovviamente anche al Bedesten, il bazar coperto, molto grande.
A Bursa troviamo molti ristoranti: è nato qui infatti il famoso Iskender Kebap, lo “spiedone” verticale di carne di agnello o montone che si trova in ogni angolo della Turchia e ultimamente anche in molti posti d’Europa.
Naturalmente pranziamo con due bei piatti ricolmi di Iskender Kebap e le sue saporite salse.
All’Otopark è possibile anche pernottare.

Dopo la città con la sua folla e i suoi negozi, lasciamo Bursa e ci rechiamo in un luogo sperduto davvero speciale.
Arriviamo a Çifteler e quindi deviamo a destra; percorriamo ancora 50 km quasi interamente sullo sterrato, e finalmente arriviamo a Midas Sehri, il sito archeologico del mitico Re Mida.
Il minuscolo villaggio, veramente fuori dal tempo, è prevalentemente composto da stalle e ovili.
Ormai è sera e ci fermiamo per la notte parcheggiando il camper nel piccolo giardinetto del sito archeologico.
Passa un pastore con il suo cane, ci guarda incuriosito e ci saluta, poi non vediamo più nessuno: il silenzio è interrotto saltuariamente, da qualche belato di pecora.
Dopo cena facciamo due passi e ci accorgiamo che il sito non ha cancelli, non è recintato, praticamente è aperto.
Allora entriamo…

Una visita suggestiva

Vedere le rovine e le tombe alla luce della luna piena è veramente suggestivo.
Siamo consapevoli di trovarci in un posto speciale; siamo nel cuore dell’antico Regno di Frigia, che era governato dal mitico Re Mida, una figura nota per la leggendaria capacità di trasformare in oro qualsiasi cosa toccasse.

Torniamo in camper soddisfatti.

Il sito archeologico lo vedremo domani con calma, ma anche solo per questa breve, emozionante, passeggiata notturna tra le rovine di questo luogo remoto, posso dire che sì, ne è valsa la pena guidare per tutti quei chilometri sullo sterrato.
Notte tranquilla, una pace assoluta. Sono beatamente disteso sul letto della mansarda, quando un pensiero mi sfiora la mente:
“Re Mida, potresti toccarmi il camper?”

Il mattino dopo

Veniamo svegliati da lontani suoni primordiali: belati di pecore, cani che abbaiano, e dal vociare di pastori che guidano il gregge tra le vie del villaggio.
Nessun rumore di alcun tipo di motore: Franca abbassa l’oscurante e vede che, sul gradino della piccola casetta che funge da biglietteria e da ostello, c’è seduto un uomo.
Questi, quando ci vede, saluta con la mano.
Scoprireremo ben presto che è il custode; mi chiedo quanti possano essere i visitatori che si spingono in questo luogo così remoto.

Dopo colazione, scendiamo dal camper e il custode, parlando un mix d’inglese e francese, ci farà da guida alla tomba di Re Mida, alle altre tombe e alle rovine scavate nel tufo, non solo della civiltà Frigia, ma anche a resti Bizantini che ci ricordano molto la Cappadocia.
E’ un posto che ha un potenziale enorme!

Terminata la visita che dura un paio d’ore, ripartiamo alla volta di Afyon.
Percorriamo lo sterrato con prudenza, la strada sembra non finire mai e finalmente raggiungiamo l’asfalto e arriviamo a Afyon.

Conosciamo i famosi dolcetti di Re Mida

La città non è particolarmente bella, ma merita la sosta per la panna Kaymak e i suoi particolari dolci “all”oppio”.
Intendiamoci: è tutto regolare.
In questa zona dell’Anatolia, si coltiva un terzo dell’oppio prodotto legalmente in tutto il mondo.
L’oppio è prevalentemente destinato all’uso farmaceutico: i semi non vengono usati, e allora vengono sparsi sul pane e sui dolci, e gli scarti della pianta vengono dati come mangime alle mucche. Ebbene, le mucche sembrano gradire questa alimentazione, e producono un ottimo, particolare, latte cremoso che viene usato per fare la Kaymak, una panna usata per i dolci.
La Kaymak non ha controindicazioni ed è venduta anche in piccoli contenitori, oppure usata come ripieno nei dolci.
Assaggiamo questa panna e i dolci, in una delle numerose pasticcerie della città.
Ci dicono scherzando, che questi sono i dolcetti di Re Mida.
La panna è buonissima!
Acquistiamo una vaschetta di panna Kaymak e alcuni dolcetti di Re Mida, poi lasciamo Afyon.

Buoni chilometri ( buoni come i dolcetti di re Mida ) da Franco Parla,
CAMPERISTA ITALIANO

Accompagna i tuoi viaggi dalla nostra Premium Card e dalla nostra Premium APP. Scopri di più su tutte le potenzialità e i vantaggi cliccando “passa a premium”
Franco Parla

Franco Parla, viaggiatore da sempre e camperista dal 1991. Numerose le località visitate in lunghi viaggi in camper, prevalentemente in solitaria con la moglie Franca. Dal Marocco a Capo Nord, dalla Siria alla Russia, dalla Giordania alla Turchia. Tutta l'Europa e, naturalmente, l'Italia.