Quale mezzo?

Quale mezzo?

di Alberto Angelici

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Alberto il camperista.

(Dal Motor-home alla Range-home)
Questa volta voglio invitarvi a seguirmi non in giro per l’Europa ma in una visita ai mezzi che mi consentono grande libertà di movimento nelle mie/nostre esplorazioni.

Siete pronti?

Viaggio fin dalla pubertà, al seguito di genitori curiosi di tutto e affamati di sapere.
Da allora viaggio ogni volta che posso. In questo modo sono già circa 100 i Paesi visitati, in aereo, auto, barca a vela, cavallo o bicicletta. O camper.
Perfino a piedi ho percorso qualche migliaio di chilometri. Viaggio, fotografo e scrivo. Racconti e note di viaggio. Per assaporare meglio e condividere.
Che poi sono la stessa cosa.
Mi considero un Viaggiatore e l’etichetta di Turista mi sta stretta come la taglia 42 sulla pelle d’un obeso.
Dopo il Volkswagen T2 Vestfalia di quando abitavo in Canada, da quasi vent’anni ho il camper anche in Italia e con l’ultimo ho già percorso assieme a mia moglie 80mila chilometri in appena 7 anni.
È un motorhome Laika 8010 su meccanica Iveco Daily 3000, in parte modificato e ben attrezzato ma solo con dotazioni utili a renderlo più affidabile e autonomo. Non amo andare nei campeggi e ogni volta che è possibile pernottiamo in libera, grazie anche a tre bombole da 10 lt. di gas che, anche nel clima fresco dell’estate scandinava, mi garantiscono una sufficiente autonomia.
Mi piacerebbe poter sostituire la Truma a gas con un sistema alimentato a gasolio ma forse per l’uso quasi del tutto estivo che facciamo del camper un investimento del genere non sarebbe giustificato.
Un Efoy 1200 e un’adeguata riserva di metanolo ci permette di mantenere cariche le batterie. Non avendo accessori molto energivori (il tv serve solo per proiettare film da DVD) ma solo quelli che servono, non ci occorre nulla di più e in ogni caso pratichiamo un turismo di movimento: non più di due giorni nello stesso posto.
Ho trovato molto utili le sospensioni pneumatiche, che su fondi irregolari e per superare rampe di traghetti mi consente di alzare il mezzo di 10 centimetri.
Delle piastre in duralluminio avional montate sul fondo proteggono gli organi più delicati come sterzo, coppa dell’olio, differenziale e serbatoi.
Da qualche tempo, dopo aver visitato vari siti di fuoristrada camperizzati ho deciso di attrezzare una Range Rover Classic del ’90, che già possedevo, con l’indispensabile per potervi alloggiare, dando concretezza a un progetto che da tempo galleggiava nella mia mente,
Grazie ad alcuni interventi specialistici, ora l’auto è dotata di un serbatoio – acqua da 65 litri con tubo-doccia e pompa elettrica, di fornello con bombola, di un inverter a onda pura da 1500 WATTS, di una seconda batteria da 120 Ampère, di frigo/congelatore da 45 litri e di un pratico compressore per l’aria.
Gran parte delle attrezzature, equipaggiamento da cucina incluso, è alloggiata in una struttura interna realizzata su misura in multistrato marino di betulla e resine fenoliche resistenti all’acqua. Sul tetto è comparsa la tenda Maggiolina. Per la notte. E basta. Perché a me piace viaggiar leggero.
Perchè quel che non c’è non può guastarsi.
Al contrario, più cose hai e più ne potrai rompere.
Ci rammenta Murphy che se può succedere accadrà sicuramente, prima o poi, e sempre quando la cosa ci creerà maggior fastidio.
E più cose hai intorno e più cose devi poi tenere in ordine.
E più cose hai e più peso ti porti appresso.
In ogni caso, considero Zingara una sorta di laboratorio, una realtà dinamica che potrà subire variazioni alla luce delle esperienze via via acquisite.
Potrà forse sorprendere l’aver voluto attrezzare a camper un fuoristrada avendo gà un eccellente motor-home.
In realtà è meno strano di quanto sembri.
Se il camper, che ho battezzato Zingaro, offre davvero ogni comodità, presenta nel contempo precisi limiti di mobilità in aree di difficile accesso, nonostante sostanziose modifiche apportate in questi anni grazie ad un altro specialista.
La Range, invece, soprannominata Zingara, seppur un po’ spartana riesce a portarmi quasi ovunque. Mi ricorda gli anni in cui vagabondai per mesi attraverso il nord Africa in Land 88 e sovrastante Air Camping.
All’interno, allora, la cosa più importante era l’Asahi Pentax Spotmatic e molte pellicole.
Tutto il resto era davvero minimalista: una cassa di legno ancorata al fondo con dentro il necessario, 4 taniche d’acqua e 5 di carburante.
Attualmente, Motor-home e Range-home sono complementari e mi consentono di disporre, a seconda del tipo di viaggio, del mezzo più adeguato.
Ogni anno, in agosto, percorro con il camper quasi 10mila km più qualche fine settimana.
Nel novembre del ’18, invece, abbiamo portato a termine un eccellente tour nel Sahara tunisino con Zingara e altri mezzi simili. In due settimane abbiamo percorso oltre 3000 km dei quali circa 300 sulle dune.
Sono convinto che il viaggiare sia la strada più efficace per dilatare i propri orizzonti, il miglior strumento di apprendimento per capire il mondo, il nostro prossimo, le sue diversità e, di conseguenza, noi stessi.
Camper e fuoristrada camperizzato: mezzi agili e duttili con i quali soddisfare un inesauribile sete di conoscenza senza necessità di una preventiva pianificazione.
I nostri viaggi sono all’insegna di un collaudato principio: seguire sempre il naso e se ci piace ci fermiamo, se non ci piace proseguiamo.

Buoni km a tutti da Alberto Angelici, CAMPERISTA ITALIANO.