Santiago De Compostela 2

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11 Gennaio 2021

Santiago De Compostela 2

Uno splendido itinerario per ogni stagione.

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Franco Parla.

In questo articolo continua il mio viaggio lungo le tappe del famoso: Cammino di Santiago De Compostela. Un tour che ho presentato in una puntata di ITINERANDO che potrete rivedere cliccando qui e trovare info utili fornite dai miei ospiti e altri suggerimenti.


Tappa 5: León – Astorga


Lasciata la città di Lèon, dopo una quarantina di km, arriviamo al Puente del Paso Honroso.

Questo ponte è il più lungo di tutto il Cammino di Santiago ed è formato da ben 19 arcate, anche se il fiume Orbigo scorre solo sotto le prime due. Questo Puente è famoso, oltre che per la sua lunghezza e bellezza, anche per una strana storia,della quale ho sentito almeno tre versioni diverse, In tutte le versioni, comunque,compaiono : un cavaliere, una damigella ed un torneo cavalleresco durato un mese, avvenuto nel lontano 1434. Alla fine di questo torneo il Ponte fu anche chiamato “Paso Honroso”cioè il Ponte dell’Onore. Lo vedete nella foto qui sotto.

 



Si racconta che nel 1434 Don Suero de Quiñones un nobile e ricco cavaliere, si innamorò di una bella dama la quale però rifiutava decisamente la sua mano. Colpito nel suo orgoglio il cavaliere decise di far vedere alla sua amata quanto egli fosse forte e coraggioso compiendo un’impresa che avrebbe fatto parlare di se. Coinvolse dieci suoi amici e con loro decise di lanciare una sfida contro tutti i cavalieri d’europa, affermando che per un mese di seguito avrebbe impedito a chiunque di attraversare il ponte di Orbigo. La notizia si diffuse e oltre ai cavalieri, nella sfida vennero coinvolti anche condottieri, soldati in armi e banditi.

Il torneo ebbe luogo a partire dal 10 di luglio di quell’anno e terminò il 9 di agosto, ma nessuno riuscì ad attraversare il ponte. Grato della vittoria ottenuta e dell’orgoglio riscattato, il cavaliere si recò a Santiago a ringraziare il santo per l’aiuto ricevuto e fece dono di un collare d’oro che ancora oggi adorna il busto della statua di San Giacomo (…dice la leggenda). Da allora il ponte venne chiamato “puente del paso honroso” che significa “ponte del passaggio d’onore”.

Si riparte alla volta di Astorga 
Parcheggio Astorga: Grande P in centro (Aparcamiento de Melgar) Av. las Murallas, 23, 
Astorga è un villaggio monumentale che si trova nella provincia di León.

Nei monumenti di Astorga spicca il suo passato romano e la sua condizione di sede vescovile. Sono testimoni di questa storia il Palazzo Episcopale di Astorga, il Museo del Cioccolato, le mura romane, la Cattedrale, il Museo Romano, la Via Romana, l’antico Seminario Diocesano, il Palazzo Granell, la chiesa di Sant’Andrea, il Museo dei Cammini e il Museo della Cattedrale.
Il Palazzo Episcopale di Astorga è un edificio neogotico progettato dall’architetto modernista Antonio Gaudí. L’esterno del palazzo ricorda un castello (con merlature, punti panoramici e fossato), mentre l’interno assomiglia più ad una chiesa. La pietra scelta per l’esterno, il granito grigio del Bierzo, integra l’edificio nel suo ambiente attraverso un corretto contrasto con il muro e l’arenaria rossa utilizzata nella cattedrale.

All’interno del Palazzo si trova il Museo dei Cammini, dedicato al Cammino di Santiago e dove si possono ammirare opere d’arte sacra dedicate al pellegrinaggio a Santiago de Compostela. 
Cattedrale di Astorga – La Cattedrale fu edificata su una chiesa romanica e la sua costruzione terminò solo nel XVIII secolo, con la conclusione delle due torri. La struttura è tardo gotica, con alcuni elementi barocchi e platereschi, come la facciata principale e le due torri. La pala d’altare maggiore ha forma ottagonale, una soluzione adottata dall’artista, Gaspar Becerra, per adattarla alla forma dell’abside. La facciata principale, in stile tardo gotico, è di grande bellezza, con profusione di decorazioni vegetali e puttini.

 

 


Tappa 6: Astorga – Cruz de Hierro -Ponferrada – O Cebreiro


Lasciamo Astorga, il territorio diventa più aspro. È nei pressi di Foncebadón che ci si imbatte nella Cruz de Hierro (croce di ferro).
Si trova nei Montes de Leon, a pochi chilometri da Foncebadón e a quasi 250 km da Santiago di Compostela. È uno dei punti più significativi del Camino de Santiago per la sua importanza simbolica. Vi è una forte tradizione che include un rituale che molti pellegrini sono soliti compiere, che consiste nel trasporto di una pietra, di una dimensione proporzionata ai peccati di cui ci si vuole liberare, dal punto di partenza del Cammino fino alla Cruz de Hierro, e una volta lì, viene posta nel mucchio di pietre che sostiene la croce. Questo simboleggia liberarsi da quei peccati mediante il sacrificio. Altre persone, in aggiunta o in sostituzione della pietra, depositano oggetti personali, ai piedi della croce, che gli conferisce un aspetto tra pittoresco e mistica. Anticamente al posto della Cruz sorgeva un tempio pagano dedicato a Mercurio che era anche il protettore dei cammini.

 

Si riparte per Ponferrada:
Parking Albergue de Peregrinos – Calle de la Loma s/n 24400 Ponferrada: 42°32’36.7″N 6°35’10.6″W : 42.543515 -6.586287
Il Castello si eleva sul fiume Sil, dominando il centro storico della città. La costruzione della fortezza medievale, a pianta poligonale, è iniziata verso la fine del secolo XII. L’ingresso è sul lato meridionale, attraverso il ponte levatoio che si apre sul fossato. La facciata principale è fiancheggiata da due torrioni, uniti da un doppio arco a tutto sesto. Attorno al grande cortile interno si aprono diversi ambienti, come la Sala delle armi e le Scuderie; e non passa inosservato il Maschio, insieme a le torri di Malpica, Cabrera, Malvecino.
Ospita la Biblioteca Templare e il Centro di Ricerca e Studi Storici di Ponferrada, con oltre 1400 libri tra cui facsimili di opere di Leonardo Da Vinci.

Ai piedi del Castello si estende il centro storico della città.

castello santiago

Proseguendo il Cammino, si entra in Galizia. Questo passaggio è indicato da una pietra. 
I pellegrini devono affrontare L’Alto do Cebreiro, una montagna che raggiunge circa 1.300 mt di altitudine e si trova nel comune di Pedrafita do Cebreiro.
L’ascesa sino alla cima dell’Alto do Cebreiro è uno dei punti più impegnativi per i pellegrini.
È costituito dal tratto del Cammino di Santiago, lungo circa 8 km, che porta da Las Herrerias (frazione di Vega de Valcarce), ad un’altitudine di 675 metri circa, sino ai 1300 metri della cima del monte, ed al villaggio di O Cebreiro, dove si trova la Chiesa Santa Maria la Real, famosa perché lì sarebbe avvenuto nell’anno 1300 il Miracolo eucaristico di O Cebreiro.

Nel medioevo la salita al Monte Cebreiro era considerata così impegnativa che dal 1455 papa Callisto III concesse che a Villafranca del Bierzo, che si trova a circa 28 km dal villaggio di O Cebreiro, i pellegrini che non fossero nelle condizioni di arrivare a Santiago di Compostela, potessero godere dell’indulgenza passando attraverso una porta (la “Porta del Perdono”) realizzata nella locale chiesa di Santiago.
O Cebreiro è uno dei luoghi simbolo del Cammino di Santiago de Compostela in Spagna.
Il piccolo villaggio di O Cebreiro si può raggiungere dopo aver superato il famoso cippo chilometrico che indica l’ingresso in Galizia e dopo aver percorso il tratto di salita più difficile del Cammino di Santiago (Dislivello di 700 metri) che porta da Villafranca del Bierzo a O Cebreiro.
Ogni anno più di 80.000 pellegrini, provenienti da tutte le parti del mondo, attraversano o scelgono come tappa di partenza O Cebreiro per percorrere il Cammino di Santiago.

Inizierete a vedere alcuni hórreos gallegos, tipici granai in pietra oppure legno. Sono sopraelevati dal suolo mediante pilastri e destinati a conservare i raccolti. Si tratta di una forma propria dell’architettura rurale galiziana e un elemento caratteristico del paesaggio.


Tappa 7 – O Cebreiro – Santiago de Compostela


Si riparte. La meta si fa più vicina, Santiago de Compostela è alle porte. 
In prossimità della città, ci si imbatte in una collinetta, chiamata Monte do Gozo.

È nota per essere il luogo da cui i pellegrini che percorrono il Cammino di Santiago vedevano e vedono per la prima volta in lontananza le tre guglie della Cattedrale di Santiago di Compostela. Con un’altitudine di 385 metri, è l’ultima collina affrontata dai pellegrini e, per molti, è l’ultima fermata prima di raggiungere la cattedrale, che dista comunque circa un’ora di cammino (circa 5 km).

Finalmente si arriva a Santiago de Compostela
A Santiago esiste una grande parcheggio dove lasciare il camper, (Aparcamiento de Salgueiriños): scarico acque incluso, carico acqua a pagamento. No allacciamento elettrico.
 Rúa Manuel María, 1, 15703 Santiago de Compostela
 42.894694, -8.532556 42°53’40.9″N 8°31’57.2″W
L’area dista 1,5 km dal centro, raggiungibile in bus o con una facile camminata a piedi.

Piazza dell’Obradoiro è il centro monumentale di Santiago.
Il suo nome galiziano sembra che venga dalle botteghe degli scalpellini che lavorarono nella costruzione della facciata barocca della Cattedrale, che domina la piazza e dà il benvenuto alle migliaia di pellegrini che arrivano per il Cammino di Santiago.
Gli edifici che chiudono la piazza – la Cattedrale, l’Hostal de los Reyes Católicos, oggi albergo monumentale nazionale e prima ostello per pellegrini, il Colegio di San Xerome, sede del rettorato dell’Università ed il Palazzo di Raxoi, sede del Comune di Santiago- sono rappresentazione dei principali poli della vita della capitale galiziana: la religione, l’educazione universitaria, l’attenzione al pellegrino ed al viaggiatore, e l’Amministrazione. Al centro della piazza dell’Obradoiro è bene notare la modesta lastra in granito considerata dai pellegrini il ‘kilometro zero’, punto di arrivo di tutti i cammini che conducono all’Apostolo. In essa si legge che il Consiglio d’Europa dichiarava nel 1987 il Cammino di Santiago “Primo Itinerario Culturale Europeo”.

La Cattedrale di Santiago de Compostela è l’opera più rilevante dell’arte romanica in Spagna ed è il punto d’arrivo del viaggio dei pellegrini.
 Presenta pianta a croce latina con tre navate e una superficie di circa 8300 metri quadrati.
Il Portico della Gloria costituisce l’ingresso principale. Fu eretto dal Maestro Mateo (1188) ed è decorato da circa duecento figure che fanno riferimento all’Apocalisse. Tra di esse la raffigurazione di San Giacomo Apostolo poggiata sulla colonna divisoria sembra porgere il benvenuto ai pellegrini. La facciata dell’Obradoiro della cattedrale è opera di Fernando de Casas y Novoa ed è considerata una delle massime espressioni del barocco spagnolo.

 

La Capela Maior (il coro o presbiterio) è il cuore della cattedrale. Vi si trova il sontuoso altare maggiore, sormontato da un baldacchino. L’altare, in stile barocco, contiene la statua in pietra di Santiago, opera del XIII secolo influenzata dal maestro Mateo, ricoperta da un mantello d’argento. I pellegrini, salendo una scala situata dietro l’altare, hanno accesso a un angusto spazio dal quale è possibile abbracciare la statua e baciare il mantello.
La comprensione della Cattedrale di Santiago non si può considerare completa, se non si entra nel suo prezioso museo, nel chiostro e nella Cripta. Botafumeiro, il più grande incensiere al mondo: Il botafumeiro è un grande turibolo presente nella Cattedrale di San Giacomo a Santiago di Compostela risalente al XIX secolo. In passato veniva utilizzato prevalentemente per coprire il forte odore emanato dai pellegrini che affollavano la cattedrale e nella quale spesso trovavano ricovero per la notte.
Il botafumeiro viene fatto oscillare da personale addetto (i “tiraboleiros”) che lo issano fino a 22 metri d’altezza nella croce della navata centrale e quindi, con un sistema di corde e carrucole, gli imprimono un moto pendolare, fino a fargli sfiorare il soffitto delle navate ad una velocità di circa 70 km/h.
Nel corso della storia è accaduto alcune volte che il “fumeiro” si distaccasse dalle corde: famosi sono rimasti gli incidenti del 1499 e del 1622.

Lasciata la Cattedrale e la Piazza dell’Obradoiro, ci si può perdere nelle animate vie del centro storico, ricco di palazzi storici ed eleganti piazze in pietra e granito. Un viavai di pellegrini affollano i negozi di souvenir e pranzano nelle famose “picadas” (trattorie), che offrono piatti abbondanti. Insomma, si respira un’atmosfera positiva, allegra.

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Tappa 8: Santiago – Carnota – Finisterre

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Santiago è stata raggiunta ma il Cammino non è ancora completato del tutto.
Proseguiamo in direzione ovest, ed arriviamo sull’oceano Atlantico.
La spiaggia di Carnota è considerata la più grande della Galizia. L’arenile è lungo sette chilometri e largo mezzo chilometro.
Il Monte Pindo si erge a 627 metri a due chilometri scarsi dal mare. Ai suoi piedi, nel piccolo paese di Ézaro, la cascata del fiume Xallas che si getta nel mare da un’altezza di 40 m.. Abbiamo già parlato degli Hórreos, i tipici granai in pietra oppure in legno.
Quello di Carnota lungo 35 m, è dichiarato monumento storico nazionale.

Costeggiamo l’oceano e arriviamo al piccolo villaggio di pescatori di Finisterre.Perdetevi tra le strade di questo paese di pescatori e visitate la zona del porto. C’è una bella area sosta camper, proprio sul mare.
Area sosta camper – Calle la Coruña, 53 Finisterre (bella posizione): N 42.91071 W 9.26336 : N 42°54’39” W 9°15’48″
Carico/scarico e allacciamento elettrico
La spiaggia di Langosteira occupa quasi due chilometri di costa. Nella parte settentrionale c’è un suggestivo cruceiro.

L’ultima tappa, la meta di questo viaggio è Cabo Fisterra (Finisterre) un remoto angolo dell’Europa
Ed è proprio in questo punto che si trova il Ceppo che indica il KM 0 del Cammino di Santiago.
Gli antichi romani pensavano che questo fosse il punto più occidentale della terra, e quindi, che il mondo finisse qui. Era appunto il “finis terrae”, la fine della terra

La tradizione vuole che i pellegrini, dopo aver raggiunto Santiago e pregato sulla tomba del Santo, completino il cammino arrivando a Finisterre. 
Dopo essersi purificati con un bagno nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico, bruciano i vestiti indossati durante il pellegrinaggio e lasciano una pietra ai piedi della croce.


In questo tratto di costa sono stati registrati diversi annegamenti di pellegrini, anche per una scarsa informazione circa la pericolosità delle acque, che formano pericolosi mulinelli trascinando al largo i bagnanti.
Qui inizia la “Costa de la Muerte”, così chiamata per le condizioni spesso difficili del mare e dalla conformazione della costa, formata da numerose scogliere rocciose a picco sull’oceano. Evocata nei suggestivi racconti di pescatori che riportano immani tragedie del mare.

 

Nel frattempo, buoni chilometri a tutti da Franco Parla,
CAMPERISTA ITALIANO


 

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Franco Parla

Viaggiatore da sempre e camperista dal 1991. Numerose le località visitate in lunghi viaggi in camper, prevalentemente in solitaria con la moglie Franca. Dal Marocco a Capo Nord, dalla Siria alla Russia, dalla Giordania alla Turchia. Tutta l'Europa e, naturalmente, l'Italia.