Portogallo parte 4

Parte Quarta – Lisbona e dintorni

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Franco Parla.

Ripartite alla volta di Sintra. Questa località è una delle mete imperdibili, ma presenta una viabilità difficile. Quindi non avventuratevi in camper in città, ma parcheggiate nell’area di sosta camper in Av. Conde Sucena, nei pressi di un centro sportivo (7€ con carico e scarico).
In prossimità di Sintra, il vostro navigatore potrebbe dare i numeri. Ciò dipende dal fatto che il terreno e le rocce di queste colline sono ricche di metalli ed a volte questo potrebbe creare un campo magnetico. A noi è successo per circa cento, duecento metri, poi il navigatore è tornato a funzionare normalmente. Tra le tante visite che si possono fare a Sintra, vi consiglio le due imperdibili: il Palacio Nacional e il Palacio de Pena.

A cento metri dall’are di sosta camper, ferma il bus 433, che vi porterà in centro. Se volete fare il tragitto a piedi, ci vorranno circa 25-30 minuti all’andata e dieci in più per il ritorno. Sono poco più due km, ma non sono in piano. Inizialmente c’è una leggera salita, poi è tutto in discesa. Ricordate però, che questa strada non è fatta per i pedoni, in particolar modo l’ultimo tratto, è privo di marciapiede e con decine di bus turistici e minibus che convergono a Sintra. La città si presenta caotica, tantissimi turisti. Circondata da colline ricoperte di nubi, si vedono tante case e ville molto belle, alcune tenute benissimo, altre in decadenza. Arrivati in centro, troverete subito il Palacio Nacional (10€) riconoscibile dai grandi camini della cucina. Visitate questo palazzo, davvero molto bello e con pezzi d’arredo di assoluto valore. Poi fate un giro nel piccolo centro gremito di turisti e di negozi, bar e ristoranti. Cercate la famosa pastelaria Piquirita (che troverete senza fatica, anzi adesso c’è anche la Piquirita 2) e assaggiate le specialità della casa: le queijdas ed i travesseiros, sono degli ottimi dolci! A Sintra ci sono parecchi ristoranti, che troverete sempre pieni, invasi da turisti. Noi abbiamo trovato posto, dopo un’attesa di pochi minuti, alla “Tascantiga” una trattoria che propone dei petiscos (piccoli piatti appetitosi, simili alle tapas). Abbiamo pranzato con alcuni spuntini, spendendo 23,50 euro in due.

Per visitare Palacio de Pena, dovrete prendere in centro, il bus 434, che porta a Palacio de Pena (ticket giornaliero 5,50 €). La strada si inerpica subito e il bus la prende con un certo brio, facendo accostare immediatamente i pochi audaci automobilisti che incrocia in questa stretta stradina. Il prezzo del biglietto è di 14 € (Palazzo de la Pena + giardino). Appena entrati vi troverete davanti ad un cartello, il quale vi avvisa che, ci sono da percorrere altri 500 mt in salita per arrivare al Palazzo Pena. Ma, se volete, un altro minibus vi porterà con un ulteriore ticket di 3 euro. Insomma, è un business di bus e minibus. Salite tranquillamente a piedi, è una passeggiata facile e poco dopo vi trovate davanti all’incredibile costruzione multicolore. Bellissima. Pur non essendo antica (escluso ovviamente il nucleo originale del Monastero) è davvero affascinante. Per visitare l’interno, molto bello anche questo, con mobili originali di fine ottocento, bisogna mettersi in coda. La visita interna, dovendo seguire il flusso di persone (regolato dagli addetti) dura circa 45 minuti. Un’altra mezz’ora almeno per vedere gli esterni ed il panorama e poi potrete gironzolare nei giardini.

Lasciate Sintra alla volta di Cabo da Roca. Vi consiglio di prendere la N 249 e poi la N9-1 per Cabo da Roca. Strada bella e soprattutto…larga. Arrivati a Cabo da Roca la strada finisce e quindi dovrete parcheggiare nell’ampio parcheggio. Il posto è bellissimo e anche se troverete tanta gente, avrete l’impressione di essere arrivati in un punto lontano, estremo. Ed è così. Infatti siete arrivati nel punto più occidentale d’Europa. Vedrete la colonna, sormontata da una croce, dove alla base si trova la citazione dal famoso poeta Luis Camoes che ha così descritto questo luogo: “Dove la terra finisce e comincia il mare”.
Vi trovate molto in alto, vertiginosamente a picco sul mare.
Ripartite verso sud ed in meno di mezz’ora starete passeggiando su una delle bellissime spiagge a Guincho. Troverete altri camper parcheggiati in libera. Ottimo per la notte. 
Guincho Praia Parking – Cascais N 38.72792 W -9.47483
Il posto è bello e selvaggio, molto spesso ventoso. Le dune di sabbia proseguono nell’entroterra, solcate da passerelle di legno. C’è anche un campeggio appena all’interno, riparato dai venti.

La prossima tappa è Cascais. Volendo è possibile arrivarci in bici da Guincho, tramite la bella ciclabile (10 km tutti lungo l’oceano) con qualche piccolo saliscendi. Oppure costeggiate il mare in camper fino ad arrivare alle prime case di Cascais. Vi consiglio di parcheggiare sul lungomare a circa 50-100 metri prima di “Boca do Inferno” una roccia a forma di arco dove, durante le tempeste, le onde risuonano fragorosamente. Un angolo suggestivo. Da qui proseguite a piedi verso il centro costeggiando l’oceano (1 km). Cascais ci è piaciuta tanto, anzi tantissimo… Bellissime ville d’epoca, uno spettacolare lungomare, spiagge e calette, un centro storico zeppo di caffè, ristoranti e una bella Marina. Palme, fiori e giardini tenuti benissimo. Un mix di eleganza, un movimentato centro storico, con una tipica pavimentazione (chiamata la calçada portoguese) molto coreografica. Un posto elegante ma non snob, tantissima gente e una bella atmosfera.
Poi partite alla volta del Palazzo Reale di Queluz (10 euro) situato a pochi km da Lisbona. Veramente molto bello, merita decisamente di essere visto, sia gli interni che il giardino, anche se parte di questo era in corso di rifacimento. 
Si riparte, ed eccovi finalmente a Lisbona. Anche se sul lungofiume, in zona Belem, ho visto alcuni camper in sosta libera, io vi consiglio (come sempre nelle grandi città) la sosta in campeggio. Camping Lisboa – Estrada da Circunvalaçao N 38.72462 W9.20809
 Se per Porto due giorni erano pochi, per Lisbona non ne basterebbero quattro. Infatti io vi propongo un itinerario di visita, di cinque giorni. Poi, ovviamente ognuno dedicherà il tempo che riterrà opportuno e che avrà a disposizione. Le cose da vedere sono tante e la città ha un’ampia estensione.

Lisbona- Primo giorno – I quartieri della Baixa e dell’Alfama
Dal campeggio prendete il bus (il n.714, biglietto a bordo €1,85) che vi porta in centro in circa 35-40 minuti. Il capolinea è a Praça Figueira, ma voi oggi scenderete prima, nella grande Piazza del Commercio (Praça do Comèrcio) sul lungofiume, per recarvi alla biglietteria automatica della metropolitana, per acquistare la tessera 7 Colinas che costa 50 centesimi. Poi caricatela dell’importo che volete, sempre con la macchinetta automatica. Ogni ricarica giornaliera costa 6,15€ e vi dà accesso illimitato a tutti gli autobus e tram di Lisbona.
Visto che siete già in zona, iniziate l’esplorazione della Baixa, la zona pianeggiante che sfocia sulla Praça do Comèrcio, attraverso l’arco “Arco da Rua Augusta”. Tutta questa zona, è stata ricostruita dopo lo spaventoso terremoto del 1755. Una zona facile da girare, elegante e piena di negozi e ristoranti. Vi consiglio di prendere l’ascensore che porta sulla sommità del Arco da Rua Augusta (costo a persona 2,50€). Da qui sopra è possibile ammirare interamente la bella coreografia della “calçada portuguesa” (la classica pavimentazione portoghese formata da pietre bianche, simili a piccole formelle di pavè, decorate con pietre nere a formare geometrie ornamentali) di Rua Augusta. 
Pian piano risalite il quartiere in direzione nord, verso la piazza del Rossio (bella la facciata della stazione). Capirete come Lisbona sia una città particolare quando vi troverete davanti l’Elevador de Santa Justa, un ascensore di grande spessore architettonico, che collega l’area della Baixa alle rovine della chiesa di Igreja do Carmo. L’Elevador de Santa Justa è una meraviglia dell’era industriale, con esterni in ferro battuto. E c’è sempre la coda per salire. Ma non è l’unico ascensore che collega la parte bassa alle colline che la circondano. Ne troverete altri. Gli Elevador, gli ascensori d’epoca e i vecchi suggestivi tram che sferragliano nel centro, conferiscono a Lisbona un fascino unico, da vecchia capitale europea.

Iniziate la salita a piedi nell’antico quartiere dell’Alfama; vicoli scalcinati e scale, tram che si arrampicano sulle ripide salite. Un quartiere che nelle guide viene spesso paragonato ad un rione di qualche vecchia città del sud Italia. Il quartiere dell’Alfama custodisce l’anima tradizionale di Lisbona. Noto anche come “quartiere del fado“, è anche il luogo di nascita di una delle più grandi fadiste di tutti i tempi, Amália Rodriguez.

Visitate la Sè, imponente struttura romanica con due organi in legno. Arrivati a Santa Luzia, il panorama che si gode dal Miradouro è magnifico. Salite ancora fino alla chiesa di São Vincente de Fora (che come tanti monumenti in Portogallo, al lunedì è chiusa). La chiesa non ha niente di speciale, ma dovete visitare l’annesso convento (5 €). Un gioiellino. Una concentrazione di azulejos impressionante. Sempre nel convento, non perdete il Panteon dove si trovano le tombe dei Re del Portogallo, ma soprattutto la bellissima terrazza bianca, da dove si gode di bellissime vedute sulla città.
Per tornare in campeggio, scendete nella zona bassa. In Praça Figueira (adiacente alla piazza del Rossio) c’è la fermata del bus n. 714 che qui fa capolinea.

Lisbona- Secondo giorno, il quartiere di Belém.
Oggi andiamo alla scoperta del quartiere monumentale di Lisbona, Il quartiere di Belém. Non è situato in centro città, si affaccia sul Tejo (Tago in italiano), il fiume di Lisbona ed è uno delle zone più frequentate dai turisti. Dal campeggio prendete il bus 714, e scendete alla fermata Mosteiro dos Jerónimos. Dal campeggio sono circa 15 minuti di bus. Per prima cosa vi consiglio una pausa golosa in una pasticceria, la famosa “Antica Confeitaria de Belem”, una vera istituzione in città. Ci siete già passati davanti ieri in bus, andando verso il centro. Se sarete lì dopo le dieci, orario in cui arrivano i bus dei turisti, troverete la coda.
Tra le tante specialità che questa pasticceria propone, la vera star è il Pastel de Nata (Pasteis al plurale), noto anche come Pastel de Belém, è un dolce diffuso non solo in Portogallo, ma anche in tutti i paesi di lingua portoghese. A base di sfoglia, ripieno di crema (infatti “nata” significa crema) lo potete gustare ancora caldo, seduti in pasticceria, oppure, come fa la maggior parte delle persone, mettetevi in fila e prendetene una confezione da sei (fornita con bustina di cannella da spolverare sopra) che divorerete passeggiando. Ora, dopo il dolcetto, guardate verso il fiume e spostatevi sulla destra. Davanti a voi si aprirà la visione della fantastica ed enorme facciata del Mosteiro dos Jerónimos.

Mettetevi in coda e acquistate il biglietto combinato, Mosteiro+Torre di Belem al costo di 12€ a persona. Entrate nel chiostro del Mosteiro dos Jerónimos e rimarrete a bocca aperta. Una meraviglia! Probabilmente il più bel chiostro che avrete mai visto. Nella pietra color miele, gli scalpellini hanno creato un capolavoro in pieno stile Manuelino. Corde, nodi, ghirigori, conchiglie.. simboli marinareschi ovunque. Non sai cosa guardare e vorresti fare foto ad ogni angolo. Davvero imperdibile! È in questo Monastero che nel 2007 fu siglato il Trattato di Lisbona, che sancì la Costituzione dell’Unione Europea. Anche la Chiesa non è da meno. Il portale, alto 32 metri, è di una bellezza incredibile. Tra l’altro l’ingresso alla chiesa è gratuito e anche qui la coda per entrare è notevole. La stupenda tomba di Vasco de Gama è sempre circondata dai visitatori. Lasciate il Mosteiro e incamminatevi lungo il Tejo. Fermatevi davanti al Padrão dos Descobrimentos. Il monumento, pur essendo recente, è suggestivo e la grande rosa dei venti che si estende sulla pavimentazione, davvero molto bella. Il Padrão dos Descobrimentos (Monumento alle Scoperte) è stato costruito sulla riva nord del fiume Tago nel 1960 per commemorare il 500esimo anniversario della morte di Enrico il Navigatore e le scoperte portoghesi. Io non l’ho visitato internamente, ma se lo volete vedere, negli spazi interni troverete un museo multimediale e l’ascensore che raggiunge la terrazza per ammirare il panorama su Belém.

Proseguite sul fiume e vedrete stagliarsi l’inconfondibile Torre di Belem. Quando era stata costruita nel 1520 si trovava in mezzo al fiume a difesa della città dalle navi nemiche che dall’oceano risalivano il Tejo. Poi il terremoto del 1755 ne ha deviato le acque ed ora dista dalla riva solo pochi metri ed è raggiungibile con una passerella in legno. Anche qui per entrare c’è una bella coda. Ma voi riuscirete a saltarla grazie al biglietto combinato. È una fortezza militare e quindi, pur ingentilita dallo stile Manuelino, da vedere non c’è molto, però ci vuole del tempo, perché per salire la stretta scala a chiocciola che porta ai piani superiori, gli addetti alla vigilanza limitano il passaggio ad un numero limitato di visitatori.
Sempre nel quartiere di Belém, c’è un’altra cosa che dovete assolutamente vedere: il Museu Nacional dos Coches, ovvero il Museo nazionale delle carrozze. E’ diviso in due parti, anche qui vi consiglio di fare il biglietto combinato: Museo delle carrozze + Picardia Reale, per un totale di 16€. Per arrivare al Museu Nacional dos Coches dovrete tornare all’Antica Confeitaria de Belem e passare oltre. Visitate prima il museo delle carrozze, sullo stesso lato della strada della pasticceria. E’ situato in un grande e bel salone d’epoca. Le carrozze d’epoca sono una decina e sono stupende. C’è poi una sezione storica dedicata ai Bombeiros, i pompieri, che qui, in Portogallo, sembrano tenuti molto in considerazione.

Poi, quando volete, nella stessa giornata, visitate il secondo museo delle carrozze, cioè la Picardia. Dovrete solo attraversare la strada. Fantastico, tante bellissime carrozze storiche di tutti i tipi. Alcuni pezzi assolutamente imperdibili. Ormai sarà quasi sera. Per terminare nel migliore dei modi la giornata nel quartiere di Belém, vi consiglio di fare una passeggiata sul lungofiume per arrivare al Maat, lo spettacolare, recente museo di arte e tecnologia, che si trova proprio sul fiume, quasi in corrispondenza del Museo delle carrozze. Sinceramente non ho trovato granché esposto all’interno del museo, ma la struttura è bellissima, da fuori sembra un astronave immersa in una spianata bianca. La costruzione, che è situata sul fiume è veramente futuristica, davvero spettacolare. Da qui si vede il bel ponte del 25 aprile. Se arrivate al tramonto, vedrete gli ultimi raggi riflettere sull’acqua e sul ponte, regalandovi uno spettacolo di colori.
Un consiglio: se da Belém volete andare in centro, prendete il tram 15E che vi porta alla stazione Cais Sodrè. E’ più velocemente rispetto al bus 714.

Lisbona- Terzo giorno – il quartiere del Chiado, il Castello e il Jardin Amalia Rodriguez.
Oggi si va alla scoperta di un elegante quartiere di Lisbona: il Chiado
Dal campeggio prendete il bus 714, e scendete a Cais do Sodré, una stazione nevralgica della città. Infatti è sia stazione ferroviaria che stazione marittima, ed è una fermata importante della metropolitana e dei bus.
Attraversate la grande via Av. 24 de Julho, per entrare infine nell’antico mercato coperto: il Mercado da Ribeira. Del vecchio mercato rimane ben poco, perché questa struttura è stata ristrutturata ed adibita in una court-food, chiamato Time Out Market. Qui si trova un po’ di tutto, anche se prevale la cucina portoghese. Tenetelo presente se volete pranzare o fare uno spuntino. La qualità in generale di tutti i ristoranti sembra ottima, i prezzi sono come quelli di un ristorante medio, circa 10-13€ a piatto, che si presenta bene ma non è molto abbondante. Però si mangia bene e lo consiglio, anche perché la scelta è veramente vastissima. A proposito di pranzo veloce, vi consiglio di provare almeno una volta, la Bifanas. Apparentemente sembra un normale panino contenete una scaloppina, ed in effetti è così, ma la bistecca è molto saporita, perché viene fatta marinare per almeno sei ore in frigorifero con vino, paprica, aglio, alloro, sale e pepe. A Lisboa la vendono ovunque. Per esempio, in Praça Figueira, dove fa capolinea il bus 714, c’è un locale che si chiama Casa Das Bifanas. Torniamo al Mercato da Ribeira. Uscite dalla parte opposta del Time Out Market, attraversate un paio di strade, e in Rua de S. Paulo cercate L’Elevador de Bica. Una rarità, un pezzo raro dell’Ottocento. In pratica è una funicolare, ma non è come le altre. Il vagone è costruito come un piccolo tram, (come quelli vecchi che sferragliano ancora a Lisbona), scorre sui binari come un tram, ma sale come una funicolare, tagliando le vie e i vicoli dove le persone si fermano al suonare la campanella e guardano divertite. L’interno è tutto in legno, che scricchiola. Troppo divertente. Ed è compreso nel prezzo del biglietto giornaliero (tessera 7 Colinas) che avete fatto precedentemente. Il Chiado è un elegante quartiere, con tanti negozi. Qui si trova la libreria più vecchia del mondo (è nel Guinness dei primati) ed il romantico e opulento caffè “A Brasileira”. Vi avevo parlato dell’Antica Confeitaria de Belem, che ha fatto la storia del Pastel de Nata. Ma ci sono altre pasticcerie che stanno spopolando in fatto di qualità e bontà di questo dolcetto tipico. Una di queste si trova proprio qui, nel quartiere del Chiado e si chiama Manteigaria (Praça Luís de Camões). Ve le preparano sotto i vostri occhi e sono strepitose! Dolci di altro tipo, ma comunque buonissimi, li potete trovare alla pasticceria Alcoa, sempre in questo quartiere.

Ora avete tre scelte; la prima è quella di proseguire nel Chiado ed andare a vedere la Chiesa del Convento do Carmo, che è molto suggestiva. Distrutta dal grande terremoto del 1755 è rimasta volutamente senza il tetto. Da qui potrete scendere a piedi nella zona della Baixa, dove sbucherete nella piazza del Rossio. Dopo la visita del Convento do Carmo, vi consiglio di girare attorno alla Chiesa del Convento e salire sulla passerella dell’Elevador de Santa Justa da dove avrete una bella veduta sulla Baixa e quindi scendere con questo bell’ascensore (a pagamento). 
La seconda alternativa e quella di prendere lo storico Tram n. 28 che fa capolinea proprio qui, nell’animata Praça Luís de Camões. Non è facile, perché è sempre pieno di turisti, ma qui c’è meno coda che nelle fermate successive. Il tram numero 28 di Lisbona collega Matrim Moniz con Campo Ourique e passa per i popolari quartieri turistici di Graca, Alfama, Baixa e Estrela. È il classico tour a Lisbona, a bordo di un pittoresco tram giallo che stride e sferraglia per le strette vie della città. Se riuscite a prenderlo, rimanete a bordo fino ad arrivare al Castelo de Sao Jorge (la fermata più vicina al castello è Portas do Sol) che si trova nella parte superiore della collina dell’Alfama ed è visibile da diversi punti della città. Dal Castello avrete una bellissima vista panoramica su tutta la città e troverete parecchi turisti. Non è raro fare un po’ di coda, perché, più di venti persone per volta non possono entrare nella Camera Oscura, un sistema ottico di lenti e specchi, che consente, con una visione a 360° osservando minuziosamente la città in tempo reale, con i suoi monumenti, le zone più emblematiche e il fiume.

La terza alternativa è la Lisbona verde. Scendete a piedi al Rossio e prendete la metro Azul in direzione Amadora fino alla fermata San Sebastiano. Da qui, dopo qualche minuto a piedi, arriverete nei Jardin “Amalia Rodriguez”. Una gigantesca bandiera del Portogallo svetta sopra una terrazza, dalla quale la vista spazia fino al mare. Un scenografico giardino con siepi (Parque Edoardo VII) attraverso il quale scenderete fino alla grande rotonda dove si erge la statua del Marquês de Pombal. Se volete continuare a piedi la discesa per questa grande arteria (Av. Da Libertade), vi ritroverete al Rossio. E poi, nella piazza adiacente, Praça Figueira, potete prendere il bus 714 per tornare al campeggio.

Lisbona – quarto giorno.
Al mattino prendete il bus, ma stavolta il n. 750 che parte proprio davanti al campeggio e che, dopo un lungo giro nel quartiere di Benfica, arriva al Parque dal Nações. Se vi può interessare, lungo il tragitto ferma anche nella zona del grande centro commerciale Colombo, adiacente allo stadio del Benfica. La destinazione comunque, è la Stazione d’Oriente, disegnata da Calatrava. Passate attraverso il centro commerciale Vasco de Gama e vi troverete nel Parque dal Nações. Qui nel 1998 si è svolta l’Expo. Sullo sfondo vedrete il lunghissimo ponte Vasco de Gama, che con i suoi 17 km è il ponte stradale più lungo d’Europa. E poi la futuristica torre, l’edificio più alto di Lisbona, 140 metri. È proprio nei pressi della torre, che parte la telecabina (solo andata 7,90€). La teleferica corre parallela al fiume Tejo a 30 metri di altezza e percorre circa 1250 metri. Da lì sopra si godono ottime vedute sia sul fiume, sul lunghissimo ponte, la torre e di tutta l’area dell’Expo, stazione di Calatrava compresa. Un bell’esempio di rivalutazione dell’area utilizzata per l’Expo. Ci sono mostre, palazzetti dello sport e un bel Oceanario. Da visitare.

Lisbona – quinto giorno
Con il bus 714, scendete a Cais Sodrè. Con 3€ a persona (A/R) prendete il battello che vi porta in pochissimi minuti sull’altra sponda del Tejo e precisamente a Cacilhas. Il Cacilheiro, così viene chiamato in modo informale questo battello, viene utilizzato praticamente come se fosse una metropolitana cittadina, tanto sono frequenti le corse e veloce la traversata. Sbarcati a Cacilhas, vi renderete subito conto che questa è una meta “fuori porta” per i lisbonesi, dalla quantità di ristorantini e trattorie. Ma voi per il pomeriggio, avete un obbiettivo preciso, anzi due: Ponto Finale e Cristo Re.
Scendete dal battello e tenete sempre la destra, percorrendo una stradina senza traffico che costeggia il Tejo. Sulla vostra destra avete naturalmente il fiume (e una bellissima vista sulla sponda opposta, quindi su Lisbona) e alla vostra sinistra una fila ininterrotta di mura diroccate, in rovina. Sono i vecchi magazzini abbandonati. Ma nonostante lo scenario apparentemente inquietante, lungo la stradina vedrete sono coppie di giovani ragazzi, turisti e famiglie. Dopo qualche minuto arriverete ad un ristorante, lo passate e vi fermate a quello successivo, che si chiama Ponto Final. Sarebbe meglio prenotare, perché, i tavolini non molti, ma se è disponibile, prendetene uno di quelli sul piccolo molo che si affaccia sulla spiaggetta di spiaggia. È un locale rustico, ma con ottimo cibo ed una posizione spettacolare! Lisbona si estende davanti a voi sull’altra sponda del fiume. Ed il bellissimo ponte del 25 aprile, svetta imponente poco lontano, sul Tejo. Se la giornata è bella, ci sarà una bellissima luce fantastica, che accende i colori. Dopo pranzo, proseguite per una cinquantina di metri e il lungofiume viene arricchito da un bel prato, in corrispondenza di un ascensore che porta alla strada al livello superiore. Dopo aver immortalato questo bellissimo panorama su Lisbona, sul Tejo e sul ponte, tornate sui vostri passi. In pochi minuti siete di nuovo a Cacilhas, dove eravate sbarcati. Qui prendete il bus (1,45€ a tratta per persona) che, salendo sulla collina, fa capolinea ai piedi dell’imponente Cristo Re. Fu il Cardinale patriarca di Lisbona Don Manuel Gonçalves Cerejeira a voler costruire un monumento con l’immagine di Cristo simile al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, dopo una visita in Brasile negli anni Trenta. L’enorme statua si trova all’interno di un parco di ulivi, nell’area del Santuario, con una strepitosa veduta sul Tejo, sul ponte e su Lisbona. Prendete l’ascensore (6€ a persona) che in poco tempo porta ai piedi della gigantesca statua. Inutile dire che da quassù il panorama è moltiplicato per dieci, rispetto a quello che si vede dal parco.

Riprendete il bus e tornate a Cacilhas, se volete fate due passi tra i numerosi pittoreschi ristorantini e poi riprendete il battello.
E arriva il momento di lasciare anche Lisbona. Uscendo dalla città percorrerete il ponte 25 Aprile. L’altezza sul fiume è vertiginosa e i panorami sono mozzafiato.
Nota: uscendo da Lisbona verso sud, il ponte è gratuito, ma se entrate a Lisbona da sud, per percorrete il ponte dovrete pagare un pedaggio. Perché? Non lo so. Misteri portoghesi!

Ciao a tutti da Franco Parla, CAMPERISTA ITALIANO.


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