Da Taormina a Diamante: che Sicilia !

Dove Andare Le Idee
19 Aprile 2022

Tour autunnale della Sicilia: seconda parte.

Oggi vi racconterò il mio viaggio qui soffermandomi molto su Taormina:

  • Tappa 6 – Giardini Naxos – Castelmola –Taormina
  • Tappa 7 – Santuario di San Francesco a Paola – Diamante

Si parte, direzione Taormina.

Andiamo verso Taormina! Al mattino spostiamo il camper in un’ampia piazzola sempre all’interno dell’area camper Lagani a Giardini Naxos, con tanto lavandino, doccia fredda, tavolo, sedie e ombrellone. Ricordo che questa bell’area è convenzionata con Camperisti italiani. Poi andiamo alla fermata del bus e saliamo a Taormina (ci fanno pagare anche per Olly, che è dentro il suo trasportino). Arrivati a Taormina prendiamo il bus per Castelmola (9 euro tot a/r, 6 noi + 3 Olly). La strada si inerpica e gli autisti dei bus devono districarsi tra auto parcheggiate e tornanti effettuando manovre da veri esperti. Salendo appare sotto di noi l’Isola Bella.

A Taormina cambiamo bus e arriviamo a Castelmola, un borgo classificato tra i più belli d’Italia, situato a 500 mt di altitudine. 
La vista spazia da Taormina (che è proprio lì sotto) al lungomare di Giardini Naxos (oggi è ancorata al largo una nave da crociera della MSC) fino all’Etna. Peccato che non sia una giornata limpida, il tempo è nuvoloso. Il borgo è piccolo, lo si gira in meno di un’ora.
Dal Duomo ai ruderi del Castello (dove si ha la veduta migliore) ai vicoli e ai pochi negozi (qualcuno è chiuso) e qualche ristorante.
Curioso è il Bar Torrisi, conosciuto per la sua collezione di oggetti di forma fallica e sculture che rappresentano la virilità dell’uomo poi pranzo veloce con toast e bruschette e, alle 13,10, riprendiamo il bus per Taormina. 

A spasso per Taormina sotto la pioggia.

Qui c’è veramente tanta gente, negozi e ristoranti sono aperti. Ritorniamo da Roberto, il mago del cannolo e ce ne facciamo preparare uno a testa. Non ci ha entusiasmato come lo scorso anno, lo metto al terzo posto dopo quello dell’Eurobar di Dattilo, e il Capriccio di San Vito lo Capo.

Acquistiamo alcuni dolcetti di mandorle, questi davvero molto buoni!
 Gironzoliamo per questa bella città, tra negozi e scorci panoramici, quando inizia a tuonare e poi a piovigginare. Ci incamminiamo verso la stazione del bus e nell’ultimo tratto di strada, inizia a piovere forte. Per fortuna il bus è già lì e si può salire al riparo. Appena in tempo perché la pioggia aumenta d’intensità.

Arrivati a Giardini Naxos, troviamo un forte vento e una pioggia battente. Dalla stazione dei bus ci incamminiamo verso l’area camper ed arriviamo al camper completamente bagnati e anche un po’ infreddoliti. Tuoni e lampi, acqua e forte vento.
Preferisco staccare il cavo dell’alimentazione elettrica, perché i lampi sono intensi e molto vicini. Fortunatamente non siamo parcheggiati sotto le piante. In serata il forte temporale passa.

Apprendiamo in tv che a Catania c’è stato un tornado e un forte nubifragio. Noi non siamo poi così lontani da Catania. Anche per i prossimi giorni, le previsioni del tempo non sono incoraggianti. 

Santuario di San Francesco a Paola – Diamante.

Lasciamo l’area di sosta (paghiamo 34 € per due notti) e prima di mezzogiorno siamo a Tremestieri. Piove. Ci imbarchiamo e per le 14 siamo a Pizzo. Ci fermiamo a pranzo da Callipo: due arancini (così così) e tre tartufi. Secondo me i tartufi sono meglio quelli della gelateria Enrico. È vero che costano di più (5 € contro 3,5 di Callipo) però mi sembrano più grandi e più buoni.  Ripartiamo. Il cielo è coperto e minaccioso ma non piove.

Sosta al Santuario di San Francesco a Paola, per visitare il suggestivo e articolato complesso religioso. In una nicchia incorniciata da marmi e chiusa da un vetro di cristallo sono conservate le reliquie del Santo. Si dice che il Santuario salvò la cittadina di Paola durante la seconda guerra mondiale. Infatti, si può vedere in una nicchia di una parete, una bomba. La storia dice che questa cadde nel 1945, nel letto del torrente Isca, proprio sotto al Santuario, ma non esplose mai.

Poco prima di arrivare a Diamante facciamo spesa presso un centro commerciale e prendiamo anche due hamburger di suino nero calabro. 

📍 Alle 19,30 siamo sistemati nell’area camper Lido Tropical di Diamante, che è convenzionato con Camperisti Italiani. Anche qui troviamo tanti camper. Ci sistemiamo, preparo all’aperto il tavolino, e Franca cucina gli hamburger.

Non piove, la temperatura rispetto a Giardini Naxos è più alta, alle 23 circa 23 gradi. Si sta davvero bene! 

Una giornata di pioggia.

Ha piovuto tutto il giorno, con una pausa nel tardo pomeriggio, il mare è in burrasca. Al mattino andiamo in centro a Diamante. Si sta svolgendo il Peperoncino Fest ma non c’è in giro nessuno, pochi negozi aperti e la maggior parte delle bancarelle sono ancora chiuse. Forse è ancora presto o forse perché piove. La cittadina si anima un po’ dopo le 11,30.

Anche con questo tempo, vale sempre la pena venire a Diamante, con i suoi vicoli, i murales che si trovate ovunque e il bel mare. Pranziamo al ristorante “da Casa mia”. Un abbondante antipasto per due con prodotti locali.) Franca prende un secondo di carne con crema di cedro (papacillo di scamone). Buona. Io prendo un’ottima pasta fatta in casa con ceci. Paghiamo 49 euro con un’acqua grande e un 1/4 di un modesto vino rosso. 
Torniamo in camper e ci rilassiamo.

A tratti piove ma sul tardi si vede un timido sole che durerà poco. Giretto in spiaggia. Questa area di sosta è davvero fronte mare. In effetti ci sono tanti camper, ne ho contati più di 70. E pensare che oggi è il 7 di ottobre!

Dopo cena, io e Franca usciamo e andiamo in centro per vedere la festa del peperoncino. Forse, sarà per via del tempo o perché siamo in settimana, ma c’è in giro veramente poca gente e tante bancarelle sono chiuse
.

Facciamo qualche degustazione e acquistiamo un ottimo liquore al cedro. Alla sera era previsto il concerto di Orietta Berti ma è stato sospeso per il maltempo. Torniamo al camper appena in tempo, perché si scatena un forte temporale con tuoni, fulmini e acqua a volontà. 
Ci accorgiamo che il salvavita del camper è scattato, allora, anche qui preferisco scollegare il cavo 220. Il tour continua…

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Franco Parla

Franco Parla, viaggiatore da sempre e camperista dal 1991. Numerose le località visitate in lunghi viaggi in camper, prevalentemente in solitaria con la moglie Franca. Dal Marocco a Capo Nord, dalla Siria alla Russia, dalla Giordania alla Turchia. Tutta l'Europa e, naturalmente, l'Italia.