Firenze innevata

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23 Dicembre 2020

Firenze Innevata.

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Franco Parla.

Nel 2010 avevamo deciso di tornare in Baviera in camper, per vedere i Mercatini di Natale. 
Ma le avverse previsioni meteo ci convinsero a cambiare destinazione. Non è la prima volta, anche a voi sarà capitato di cambiare meta proprio il giorno precedente la partenza. Poter decidere all’ultimo momento è uno dei vantaggi che abbiamo viaggiando in camper. Le previsioni per Monaco e la Baviera erano impietose, era prevista una corrente d’aria gelida con temperature che oscillavano dai -7 ai -12 gradi!
Allora se lì fa così freddo, perché non andare dalla parte opposta?

Visto che la partenza era imminente, decidemmo di andare in posti che conoscevano bene: Firenze e Roma. Anche Firenze aveva il suo Mercatino di Natale; e poi Roma… è sempre Roma!
Così, arrivati a Firenze, ci sistemammo nell’area camper di via Scandicci, un posto che conoscevamo.
Il mattino di venerdì 17 dicembre 2010 (notare la data) salimmo sul bus che portava in centro. 
Iniziò a nevicare, però smise quasi subito. Per evitare la coda alla Galleria degli Uffizi, eravamo partiti presto. Infatti poco dopo le ore 9 ci trovavamo già all’interno dell’enorme complesso museale. Poco prima di mezzogiorno, quando uscimmo dagli Uffizi, nevicava copiosamente. Ben presto i fiocchi divennero più grandi, la nevicata più intensa e la città era coperta da una spessa coltre bianca. Era magnifico! Piazza della Signoria, iI lungarno, il Ponte Vecchio, il Duomo, tutti imbiancati… chi l’ha mai vista una Firenze così? Per completare quella strana atmosfera, quell’anno in Piazza Santa Croce, c’era il Mercatino di Natale Bavarese 
Ironia della sorte: non eravamo andati in Baviera perché le previsioni erano avverse, per ritrovarci a Firenze sotto la neve, gironzolando tra le bancarelle del Mercatino di Natale Bavarese.

 

Ma era davvero bellissimo, Firenze era magica, ci sembrava di far parte di una fiaba. Eravamo contenti. Franca si è persino comperata una borsetta al mercato della pelle di San Lorenzo. Però, se per noi era divertente, al di fuori del centro pedonale, il traffico era completamente nel caos! Non abbiamo visto nessuno passare a pulire le strade, la neve si era accumulata, le auto scivolavano e urtavano le altre auto in sosta. Alcune persone non riuscivano a ripartire perché le ruote slittavano e non avevano le gomme da neve o le catene per proseguire. Allora scendevano, chiudevano l’auto e la lasciavano lì. Ben presto fu il caos totale. La situazione stava degenerando, la città era totalmente impreparata ad una nevicata come questa. In un solo pomeriggio si erano accumulati quindici centimetri di neve. Vista la situazione, decidemmo di raggiungere la partenza del bus e tornare al camper. Ma era troppo tardi! I bus erano fermi non partivano.
Alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella c’era una folla incredibile! Motivo? Non partivano neanche i treni! Ci dissero però, che la tramvia per Scandicci era ancora operativa. Arrivati alla partenza della tramvia c’era già tantissima gente che aspettava. Il tram era pieno fino al’inverosimile e non riuscimmo neppure a salire. Partì. Ne arrivò un altro e riuscimmo a stento ad entrarci.

Ma questo purtroppo non partì mai! Dopo trentacinque minuti che eravamo lì fermi, stipati come delle sardine, venne annunciata la sospensione del servizio. Incredulità e stupore serpeggiavano tra la gente. C’era chi diceva che il tram precedente era deragliato, chi diceva che, causa neve, alcune auto erano ferme di traverso lungo i binari del tram, impedendo agli stessi di circolare!
Incredibile, non sembrava vero, la città era completamente in tilt!
Ma noi eravamo in vacanza e la prendemmo con lo spirito giusto. L’area camper distava dalla stazione circa quattro chilometri e ci dissero che potevamo arrivarci a piedi, bastava seguire i binari del tram che andava a Scandicci e saremmo arrivati nella zona dell’area camper. Avevamo scarponi invernali e abbigliamento pesante. E così decidemmo di percorrere quei quattro chilometri camminando nella neve fresca. Non c’eravamo solo noi lungo i binari, ma anche tante altre persone, perché quella linea porta al grande parcheggio di Scandicci!
Sembrava una scena Felliniana! Lungo i binari del tram, una moltitudine di persone camminava in mezzo alla neve per tornare a casa, magari dopo una giornata di lavoro!

Il nostro spirito ovviamente era diverso, eravamo persino di buonumore perché avevamo ancora negli occhi quel bellissimo centro storico ricoperto di candida neve! E la camminata l’affrontammo con divertimento, tanto che non potei fare a meno di telefonare ad un amico per raccontargli in diretta questa strana “avventura fiorentina”.
E finalmente, dopo poco meno di due ore, alle 20:15 arrivammo a casa, ovvero al calduccio del nostro camper! Non nevicava più, ma per terra si erano accumulati più di venti centimetri di neve.
La mattina dopo splendeva un bel sole. L’area camper era ancora piena di neve e nessuno l’aveva spalata. Anche volendo restare un altro giorno a Firenze, quando si poteva tornare in centro? Quando sarebbero potuti circolare bus e tram? Allora, montate le catene alle gomme del camper, siamo partiti con grande stupore del gestore, il quale scuoteva la testa e continuava a ripeterci: ma aspetta, poi si scioglie, poi si scoglie… Si, aspetta e spera!

 

 

L’uscita da Firenze (con catene) sembrava il Day After, tante auto abbandonate, anche di traverso e finalmente si iniziò a vedere qualche camion spazzaneve. Anche la superstrada Firenze-Siena non era da meno. Praticamente una corsia era inagibile perché occupata da auto ricoperte di neve, abbandonate da persone prive di catene o gomme da neve che non riuscivano a circolare. A sud di Siena la neve sparì completamente. Alla radio, la notizia principale era proprio quella nevicata straordinaria e il caos che aveva generato a Firenze.

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Nel frattempo, buone feste a tutti da Franco Parla, CAMPERISTA ITALIANO

Franco Parla

Viaggiatore da sempre e camperista dal 1991. Numerose le località visitate in lunghi viaggi in camper, prevalentemente in solitaria con la moglie Franca. Dal Marocco a Capo Nord, dalla Siria alla Russia, dalla Giordania alla Turchia. Tutta l'Europa e, naturalmente, l'Italia.