Napoli in Camper
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di Alberto Pillon

Napoli in Camper

Cosa vedere e dove sostare in una delle città più belle d'Italia

Napoli in Camper

Napoli non è solo una città, ma un universo di contrasti dove il sacro convive con il pagano, e la bellezza più sfolgorante si intreccia con i segni di una storia millenaria. Per chi decide di esplorarla in camper, l’impatto è quello di un tuffo in un teatro a cielo aperto, dove ogni vicolo racconta una leggenda e ogni profumo evoca tradizioni secolari.

Le origini: tra mito e sirene

La storia di Napoli affonda le sue radici nella mitologia greca. Il nome “Partenopea”, spesso usato come sinonimo della città, deriva dalla sirena Parthenope. La leggenda, legata al canto dell’Odissea, narra che la sirena, disperata per non essere riuscita ad ammaliare Ulisse, si lasciò morire tra i marosi. Il suo corpo scivolò negli abissi fino alla costa di quello che oggi è l’isolotto di Megaride, trasformandosi nella morfologia stessa della città e dando vita al primo nucleo di Neapolis.

Il cuore pulsante: cosa vedere in città

Il modo migliore per vivere Napoli è perdersi nel suo Centro Storico, Patrimonio dell’Umanità Il centro storico di Napoli, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è uno dei più vasti e densamente popolati d’Europa, conservando ancora l’antico assetto urbanistico di Neapolis basato su cardi e decumani. Esplorarlo significa immergersi in una stratificazione millenaria di storia, leggende e arte.

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Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Il Palazzo Reale di Napoli, situato nell’imponente Piazza del Plebiscito, rappresenta uno dei monumenti più significativi della città e fu, al tempo della sua costruzione nel XVII secolo, l’edificio più grande d’Europa. Ancora oggi è considerato il palazzo più grande d’Italia.

La sua edificazione iniziò nel 1600 su commissione del viceré Fernando Ruiz de Castro, che affidò il progetto all’architetto Domenico Fontana. L’opera fu concepita per ospitare il re Filippo III di Spagna in occasione di una sua possibile visita a Napoli; tuttavia, il sovrano cambiò idea e non vi soggiornò mai.

Il Palazzo funse da residenza per i viceré spagnoli e asburgici fino al 1734, anno in cui Carlo di Borbone divenne re di Napoli, trasformandolo nella sede ufficiale della corona.

Cosa visitare a Palazzo Reale

L’Appartamento Storico: trasformato in museo, espone capolavori di pittori come il Guercino e Andrea Vaccaro.
Il Teatrino di Corte e la Cappella Reale: spazi interni ricchi di decorazioni originali.
La Biblioteca Nazionale: ospitata all’interno del complesso.
I Giardini: tra cui il Giardino Romantico e il Giardino Pensile.

I Borbone e il loro legame con Napoli

La dinastia dei Borbone ha lasciato un’impronta indelebile sull’assetto monumentale e culturale della città:

Carlo di Borbone: Oltre a stabilire la corte nel Palazzo Reale, nel 1738 ordinò la costruzione della Reggia di Capodimonte per ospitare la prestigiosa Collezione Farnese ereditata dalla madre. Nel 1737 commissionò inoltre il Real Teatro San Carlo, il più antico teatro lirico al mondo ancora attivo, costruito in soli otto mesi per dare prova della potenza del regno.

Ferdinando IV: Nel 1788 dispose la creazione del grande giardino della Villa Comunale affinché la famiglia reale potesse passeggiare lungo il mare.

Ferdinando II: A lui si deve la realizzazione della Galleria Borbonica (o Tunnel Borbonico) nel 1853. Questo viadotto sotterraneo fu progettato come via di fuga rapida per i sovrani verso il mare e come percorso strategico per le truppe in caso di rivolte popolari.

Il legame della dinastia con il sacro è testimoniato anche dalla Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro all’interno del Duomo, che conserva le reliquie del patrono e un tesoro di inestimabile valore protetto dai devoti nel corso dei secoli.

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Galleria Umberto I

La Galleria Umberto I è un imponente capolavoro di ferro e vetro situato nel cuore di Napoli, tra via Toledo, il Teatro San Carlo e Piazza del Plebiscito. Edificata in soli tre anni, tra il 1887 e il 1890 — nello stesso periodo in cui a Parigi veniva realizzata la Torre Eiffel — la sua costruzione rientrava nel vasto programma di rinnovamento e modernizzazione della città noto come “Risanamento”.

La struttura sorse al posto di un isolato che era stato raso al suolo in seguito a una grave epidemia di colera nel 1884. Si distingue per i suoi palazzi finemente decorati e per la grande cupola centrale che inonda di luce naturale gli ampi spazi interni.
Proprio sotto la cupola, il pavimento marmoreo ospita le rappresentazioni dei 12 segni dello zodiaco. Esiste una curiosa tradizione popolare legata a questo luogo: i visitatori cercano il proprio segno zodiacale, si posizionano nel cerchio corrispondente e compiono tre saltelli esprimendo un desiderio, che secondo la leggenda si avvererà entro l’anno.

Il Salotto mondano della città

Fin dalla sua inaugurazione, la Galleria è stata il “salotto mondano” di Napoli. Nei suoi caffè storici si incontravano regolarmente artisti, scrittori, pittori, impresari teatrali e soubrette della tradizione napoletana. Oggi la Galleria conserva intatto il suo fascino ed è il luogo ideale per una passeggiata dedicata allo shopping o per gustare un caffè e un dolce tipico, come la sfogliatella, immersi in un’atmosfera d’altri tempi.

La Galleria Umberto I dispone di quattro ingressi monumentali ed è facilmente raggiungibile a piedi percorrendo via Toledo o scendendo alla fermata Toledo della Linea 1 della metropolitana, considerata una delle stazioni d’arte più belle al mondo.

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Spaccanapoli e il cuore antico

L’arteria principale è Spaccanapoli, una via rettilinea che taglia in due il cuore della città dai Quartieri Spagnoli a Forcella, ricalcando uno dei tre antichi decumani romani. Questa strada, visibile nella sua precisione geometrica dalla collina di San Martino, è un budello stretto dove convivono palazzi nobiliari, botteghe artigiane e la vita quotidiana dei “bassi”.

Lungo questo percorso si incontra Piazza del Gesù Nuovo, dominata dalla Chiesa del Gesù Nuovo con la sua caratteristica facciata a bugnato di pietra nera. Al suo interno, la chiesa stupisce per la ricchezza dei marmi, la grande cupola e una sezione dedicata a Giuseppe Moscati. A pochi passi sorge la Basilica di Santa Chiara, il più importante esempio di architettura gotica della città, ricostruita dopo i devastanti bombardamenti del 1943. Alle sue spalle si trova il celebre Chiostro Maiolicato, un’oasi di pace decorata con pilastri e panchine in maiolica dipinte a mano nel XVIII secolo da Domenico Antonio Vaccaro, che raffigurano scene rurali e mitologiche.

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I misteri della Cappella Sansevero

Nascosta tra i vicoli si trova la Cappella Sansevero, un tempio massonico carico di simbologie ideato da Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Al centro della navata è custodito il Cristo Velato, scolpito da Giuseppe Sanmartino nel 1753: l’opera è celebre per l’incredibile realismo del velo marmoreo che sembra adagiarsi morbidamente sul corpo di Cristo, frutto del genio dello scultore e non di processi alchemici, come volevano le leggende. La cappella ospita anche la Pudicizia (dedicata alla madre del principe) e il Disinganno (dedicato al padre), oltre alle inquietanti Macchine Anatomiche, due scheletri che mostrano l’intero sistema circolatorio perfettamente conservato. Anche la volta, nota come Gloria del Paradiso, è degna di nota per la brillantezza dei colori mai restaurati in oltre due secoli.

Il Cristo Velato

Per visitare il Cristo Velato, custodito all’interno della Cappella Sansevero, la prenotazione è obbligatoria. È necessario acquistare il biglietto in anticipo online collegandosi al sito ufficiale del museo, QUI dove occorre selezionare una specifica fascia oraria per l’ingresso.

In alternativa all’acquisto diretto, è possibile accedere all’opera partecipando a tour guidati del centro storico che includono già l’ingresso al Cristo Velato nel proprio pacchetto. Poiché si tratta di una delle attrazioni più richieste di Napoli, la pianificazione anticipata è fondamentale per garantirsi l’accesso alla struttura.

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Napoli Sotterranea e il Teatro Romano

Per comprendere appieno la città, è necessario scendere a 40 metri di profondità visitando Napoli Sotterranea. Il tour, che parte da Piazza San Gaetano, attraversa i cunicoli scavati dai Greci per estrarre il tufo e trasformati dai Romani in un complesso acquedotto, usato infine come rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’esperienza unica è la visita ai resti del Teatro Romano di Nerone, accessibile tramite una botola segreta nascosta sotto il letto di un tipico “basso” napoletano in via dell’Anticaglia.

La visita alla Napoli Sotterranea più famosa e frequentata ha come punto di partenza Piazza San Gaetano 68, situata lungo Via dei Tribunali nel centro storico. Il percorso è accessibile esclusivamente tramite visite guidate, che partono ogni ora dalle 10:00 alle 18:00 sia in italiano che in inglese. La durata complessiva del tour è di circa 90 minuti.

Caratteristiche della visita

Il funzionamento della visita si articola in diverse fasi e caratteristiche principali:
Il percorso ipogeo: Per iniziare l’esplorazione, occorre scendere 136 scalini che conducono a circa 40 metri di profondità (alcune fonti indicano fino a 70 metri). Il tragitto sotterraneo si snoda attraverso un sistema di cunicoli e cisterne originariamente scavati dai Greci per estrarre il tufo e successivamente trasformati dai Romani in un complesso acquedotto.
Atmosfera e leggende: In alcuni tratti, come per la visita a una cisterna, si cammina a lume di candela attraverso stretti passaggi. Durante il tour, le guide narrano la storia del sito, includendo la celebre leggenda del “munaciello”, figura tipica del folklore napoletano legata ai pozzari dell’acquedotto.
Rifugi e storia moderna: Una sezione rilevante del percorso è dedicata all’uso di queste cavità come rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra Mondiale, dove sono ancora visibili scritte murali, arredi originali e il Museo della Guerra con cimeli dell’epoca

Il Teatro Greco-Romano

La visita continua all’esterno del complesso principale per scoprire i resti del teatro dove si esibì Nerone. L’accesso a questo sito è particolarmente suggestivo, poiché avviene tramite una botola “segreta” nascosta sotto il letto di un “basso” (un’abitazione privata al piano terra) in via dell’Anticaglia.
Esperimenti scientifici: Il sottosuolo ospita oggi anche attività contemporanee, come gli orti ipogei (serre sotterranee) e stazioni sismiche per il monitoraggio del Vesuvio.

Informazioni pratiche per il visitatore

Abbigliamento e condizioni:
Il clima sotterraneo è fresco e umido tutto l’anno; quindi, è raccomandato portare una felpa o una giacca leggera (anche in estate) e indossare scarpe comode.
Accessibilità: Il tour non è adatto a persone con 
mobilità ridotta a causa delle scale ripide e dei pavimenti irregolari. Sebbene gli spazi siano generalmente ampi, esistono cunicoli molto stretti (circa 10 metri) che però sono opzionali per chi soffre di claustrofobia.
Come arrivare: Poiché il sito si trova in una Zona a Traffico Limitato, è raggiungibile solo a piedi; la fermata della metropolitana più vicina è Dante (Linea 1).
Informazioni prezzi e orari QUI

Oltre al percorso classico di Piazza San Gaetano, esistono altri itinerari nel sottosuolo cittadino come la Galleria Borbonica, che offre percorsi a piedi o in zattera, e la Neapolis Sotterranea sotto la Basilica di San Lorenzo Maggiore.

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Galleria Borbonica

La Galleria Borbonica rappresenta uno dei percorsi sotterranei più affascinanti e stratificati di Napoli, distinguendosi nettamente dal percorso classico di Napoli Sotterranea per la sua origine e le sue finalità storiche.
Il traforo fu voluto nel 1853 da Ferdinando II di Borbone, che ne affidò la progettazione all’architetto Errico Alvino. L’obiettivo primario era la creazione di un viadotto sotterraneo strategico che unisse rapidamente il Palazzo Reale con Piazza Vittoria. Questa struttura doveva permettere un accesso veloce delle truppe al palazzo per difendere la monarchia e, contemporaneamente, offrire ai sovrani una via di fuga sicura verso il mare in caso di rivolte popolari.

Funzioni del Tunnel Borbonico negli anni

Nel corso dei decenni, la funzione della galleria è mutata drasticamente, adattandosi alle necessità della città.
Rifugio Antiaereo: Durante la Seconda Guerra Mondiale, le cavità e le cisterne furono trasformate in un rifugio per migliaia di napoletani che cercavano protezione dai bombardamenti. Lungo il percorso sono ancora visibili resti della vita quotidiana di quel periodo drammatico.
Deposito Giudiziario: Dopo la guerra e fino agli anni ’70, il tunnel fu utilizzato come deposito per materiali sequestrati e veicoli rimossi. Oggi, una delle caratteristiche più iconiche della visita è proprio la presenza di vecchie auto e motoveicoli degli anni ’50, ’60 e ’70, ormai ricoperti di polvere e ossidati dal tempo, insieme a enormi frammenti di statue e detriti storici.

Informazioni pratiche per la visita

Per esplorare questo sito è necessaria la prenotazione obbligatoria, poiché l’accesso è consentito solo tramite visite guidate.
Oltre alla visita classica a piedi, la Galleria Borbonica offre itinerari più avventurosi, come il percorso in zattera attraverso una falda acquifera sotterranea o percorsi speleologici per i visitatori più audaci.
Ingressi
Il sito dispone di diversi punti di accesso a seconda del tour scelto: 
Vico del Grottone (vicino a Piazza del Plebiscito), Via Monte di Dio e l’interno del Parcheggio Morelli.
Orari e Costi: La galleria è aperta al pubblico generalmente dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi, con partenze scaglionate (solitamente alle 10:00, 12:00, 15:00 e 17:00). Info prezzi QUI

La Galleria Borbonica è dunque una tappa imprescindibile per chi desidera scoprire una “città di sotto” che non è fatta solo di acquedotti antichi, ma di storia militare, ingegneria ottocentesca e memorie civili del Novecento. 

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Il Duomo e San Gennaro

Proseguendo lungo via Duomo si erge la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che fonde stili che vanno dal gotico al neogotico. È il centro spirituale della città, poiché custodisce le reliquie e le ampolle del sangue di San Gennaro, il cui scioglimento rituale tre volte l’anno è considerato un auspicio vitale per Napoli. All’interno del complesso è visitabile il Museo del Tesoro di San Gennaro, che raccoglie una delle collezioni di gioielli e oggetti preziosi più importanti al mondo, donati nei secoli dai devoti al “Faccia Gialla”.

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Castel dell’Ovo

Il Castel dell’Ovo è il castello più antico della città, edificato nel 1128 sull’antico isolotto di tufo di Megaride, collegato alla terraferma da un ponte. Il suo nome deriva da una celebre leggenda medievale legata al poeta Virgilio, il quale avrebbe nascosto un uovo magico in una gabbia nei sotterranei: la fortuna del castello e dell’intera città dipenderebbe dall’integrità di quell’uovo. Nel corso dei secoli ha ricoperto diverse funzioni, tra cui fortezza difensiva, monastero, carcere e residenza reale.

Dalla sua Terrazza dei cannoni, situata nel punto più alto, si gode di una vista spettacolare sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio. Proprio ai piedi del maniero sorge il Borgo Marinari, un pittoresco porticciolo ricco di caffè e ristoranti tipici. È importante notare che, secondo gli aggiornamenti del 2026, la struttura risulta temporaneamente chiusa per lavori di manutenzione.

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Maschio Angioino (Castel Nuovo)

Il Maschio Angioino, ufficialmente chiamato Castel Nuovo, domina Piazza Municipio nei pressi del porto cittadino. Fu costruito alla fine del XIII secolo (circa 1279-1282) su commissione di Carlo I d’Angiò, che desiderava una reggia fortificata per la corte angioina. Successivamente, sotto la dinastia aragonese, fu trasformato in una fortezza inespugnabile. Un elemento architettonico di eccezionale rilievo è l’Arco di Trionfo marmoreo, inserito tra le torri circolari all’ingresso per celebrare la conquista di Napoli da parte di Alfonso d’Aragona nel 1443.

Il castello è stato un importante centro culturale, frequentato da artisti e letterati del calibro di Giotto e Petrarca. Al suo interno si trova la Cappella Palatina (o di Santa Barbara), che conserva frammenti di affreschi realizzati da Giotto e dai suoi allievi. Attualmente il castello ospita il Museo Civico di Napoli. Tra le curiosità più note vi è la leggenda del coccodrillo, che si narra penetrasse nelle segrete del castello per far sparire misteriosamente i prigionieri trascinandoli in mare. L’ingresso al castello è a pagamento e il biglietto costa tra i 6 e i 10 euro.

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San Gregorio Armeno e le tradizioni artigiane

Poco distante dal Duomo si apre via San Gregorio Armeno, celebre in tutto il mondo per le botteghe dei maestri presepiali. Qui il Natale dura tutto l’anno e gli artigiani realizzano a mano pastori in terracotta e presepi in sughero, inserendo spesso statuine di personaggi famosi o politici contemporanei accanto alle figure religiose tradizionali.

I Quartieri Spagnoli

Caratterizzati da un fitto reticolo di vicoli stretti, panni stesi al sole e piccole taverne che riflettono l’essenza più profonda della città, i Quartieri Spagnoli rappresentano l’anima più autentica e verace di Napoli. Sebbene per decenni siano stati considerati una zona pericolosa da evitare, negli ultimi anni hanno vissuto una profonda rivalutazione, trasformandosi in una delle mete turistiche più amate e assolutamente sicure.

Origini e Storia

Sorsero nel XVI secolo come zona destinata ad accogliere le guarnigioni militari spagnole durante l’occupazione, per volere del viceré Pedro de Toledo. Storicamente, il quartiere fu segnato da fenomeni di criminalità e prostituzione legati proprio alla presenza dei soldati, ma oggi si è trasformato in un sobborgo pittoresco che si estende su tre zone: San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario. Le sue strade si sviluppano in salita, partendo perpendicolarmente dalla centralissima Via Toledo.
Oggi i Quartieri Spagnoli sono una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto grazie ai numerosi murales che ne decorano i muri.

Murales di Napoli

  • Murales di Maradona: In Via Emanuele de Deo (Largo Maradona) si trova l’iconico murale dedicato a Diego Armando Maradona, realizzato nel 1990 da Mario Filardi per il secondo scudetto del Napoli e divenuto meta di pellegrinaggio per i tifosi di tutto il mondo.
  • Vicolo di Totò: Via Portacarrese è stata ribattezzata in onore del “Principe della risata”, ospitando opere, foto e manifesti dedicati ad Antonio De Curtis.
  • Chiese Monumentali: Il quartiere custodisce gioielli come la Chiesa di Santa Maria della Mercede a Montecalvario, con il suo splendido altare maggiore di Cosimo Fanzago, e la Chiesa di Sant’Anna di Palazzo, luogo dove fu battezzato il pittore Luca Giordano.

Mercato della Pignasecca: È il mercato a cielo aperto più antico della città, dove tra folklore e colori è possibile acquistare di tutto, dal pesce fresco allo street food più tradizionale

Esperienze e Gastronomia

L’attività più suggestiva è semplicemente perdersi tra i vicoli, lasciandosi trasportare dai rumori e dagli odori della Napoli più popolare. Per chi desidera ammirare il panorama, dai Quartieri Spagnoli parte la Pedamentina, una scalinata storica di oltre 400 gradini che risale la collina del Vomero fino alla Certosa di San Martino.

Sul fronte culinario, i quartieri sono famosi per offrire piatti tipici a prezzi contenuti:
Si può gustare la celebre pasta e patate con provola presso locali storici come la Trattoria da Nennella.
Lo street food regna sovrano con il cuoppo fritto, la pizza a portafoglio e la trippa.
È possibile trovare lo spritz a solo 1 euro e assaggiare specialità veraci come ‘o per e ‘o muss (piede e muso).

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Le Catacombe di San Gennaro

Le Catacombe di San Gennaro si trovano nel cuore del Rione Sanità, nell’area di Capodimonte, e rappresentano il nucleo funerario più grande e popolare di Napoli. Per organizzare la visita, ecco i dettagli principali tratti dalle fonti.

Orari di apertura: Il sito è visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00.

Modalità di acquisto: I biglietti possono essere acquistati sia direttamente sul posto che online, QUI

Accesso e Trasporti: L’ingresso principale e la biglietteria sono situati in Via Capodimonte 13, presso la Basilica del Buonconsiglio. È possibile raggiungere il sito nei seguenti modi:

  • In metropolitana e bus: Prendendo la Linea 1 fino alla fermata “Museo” e proseguendo con gli autobus n. 168, 178 o C63 (fermata Basilica Incoronata – Catacombe San Gennaro).
  • In autobus: Utilizzando le linee 168, 178 o 204 fino alla medesima fermata.
  • In auto: È disponibile un parcheggio gratuito sul posto.

Cosa aspettarsi dalla visita

Il sito si sviluppa su due livelli. Nella catacomba inferiore si trova la Basilica Ipogea di Sant’Agrippino, con il suo antico altare e la vasca battesimale. La catacomba superiore è invece celebre per aver ospitato la tomba di San Gennaro prima del suo trasferimento al Duomo, ed è nota come la “Cripta dei Vescovi”.
Un aspetto molto importante per i visitatori è che il tour delle Catacombe di San Gennaro è completamente privo di barriere architettoniche, risultando quindi accessibile a tutti. Attualmente sono state individuate oltre 3.000 sepolture e il tufo estratto da queste cavità è stato storicamente utilizzato per costruire celebri edifici cittadini come Castel dell’Ovo e la Basilica di Santa Chiara.

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Panorama da non perdere al Belvedere di San Martino

Per raggiungere il Belvedere di San Martino, situato sulla collina del Vomero accanto a Castel Sant’Elmo e alla Certosa, esistono diverse opzioni di trasporto pubblico o percorsi pedonali suggestivi.

Le modalità principali sono le seguenti:

  • Funicolare: È l’opzione più comoda per spostarsi dal centro verso le attrazioni collinari. È possibile utilizzare la Funicolare Centrale o la Funicolare di Montesanto, entrambe in partenza dal centro città. Chi sceglie la Funicolare di Montesanto deve scendere alla fermata Morghen.
  • A piedi tramite la Pedamentina: Per chi preferisce camminare, si può risalire lungo la Pedamentina di San Martino, una scalinata storica di oltre 400 gradini che inizia dal centro storico (zona Quartieri Spagnoli). Questo percorso offre scorci panoramici unici sulla Baia di Napoli già durante la salita.
  • Autobus: Un’alternativa su gomma è rappresentata dalla linea bus V1.

Il Belvedere è considerato uno dei punti panoramici più iconici della città, offrendo una vista spettacolare che abbraccia l’intero centro storico, il Golfo e il Vesuvio.

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Il Vesuvio: Un’escursione sul Gigante di Fuoco

Il Vesuvio non è solo l’inconfondibile icona che domina il panorama del Golfo, ma rappresenta anche l’unico vulcano attivo sulla terraferma europea. Sebbene la sua ultima eruzione risalga al 1944, la sua presenza è una costante vitale per la città, e raggiungerne la cima offre un’emozione unica e una vista mozzafiato su tutta la costa.

L’esperienza della salita È assolutamente possibile esplorare il cratere partecipando a escursioni che si snodano lungo la rete di sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio. Il percorso più famoso è il Sentiero n. 5, denominato “Il Gran Cono”, che parte dal piazzale del Parco. La salita non è particolarmente impegnativa e viene effettuata con l’accompagnamento di guide esperte che illustrano la storia, le curiosità e l’evoluzione geologica del vulcano dall’eruzione del 79 d.C. a oggi. Per gli appassionati di trekking, il parco offre anche altri itinerari suggestivi, come la Valle dell’Inferno, che attraversa boschi e pinete, o il percorso ad anello del Monte Somma.

Informazioni pratiche per la visita 

Organizzare la salita richiede però un po’ di pianificazione, poiché ci sono regole ferree per l’accesso. 
Biglietti obbligatori online: Una delle informazioni più importanti è che non è presente una biglietteria fisica sul posto. I biglietti per la visita e quelli per il parcheggio devono essere acquistati esclusivamente online prima di arrivare. La visita si svolge in slot orari prestabiliti indicati sul ticket. Informazioni e prezzi QUI

Logistica per i Trasporti pubblici: Dalla stazione centrale di Napoli si può prendere il treno della Circumvesuviana fino alla fermata Ercolano-Scavi, da dove partono regolarmente navette o taxi collettivi verso il vulcano. In alternativa, esistono tour organizzati che partono direttamente dal centro di Napoli includendo il trasporto.
Consigli utili 
Data l’esposizione al sole e la natura del terreno, è fondamentale indossare scarpe comode (meglio se da trekking) e abbigliamento adeguato. Non dimenticare di portare con te un cappellino e della crema solare, specialmente durante i mesi estivi.

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Delizie Partenopee: cosa assaggiare

Il viaggio non può dirsi completo senza onorare la tavola napoletana:

Pizza: La regina è la Margherita, nata nel 1889 in onore della Regina Margherita, ma è d’obbligo provare anche la pizza fritta e quella a portafoglio.

Street Food: Il tipico cuoppo di fritture (crocché, zeppole e arancini) è l’ideale per uno spuntino veloce mentre si cammina tra i vicoli.

Primi piatti: Assaggiate il celebre ragù napoletano (cotto lentamente per almeno sei ore) o la pasta e patate con provola.

Dolci: Concludete in dolcezza con una sfogliatella (riccia o frolla), un babbà generosamente bagnato nel rum o una fetta di pastiera. Per una pausa caffè d’autore, il Gran Caffè Gambrinus in Piazza Trieste e Trento è una tappa storica irrinunciabile.

Nel cuore del centro storico di Napoli, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si concentra un’altissima densità di pizzerie leggendarie dove la pizza è considerata un’istituzione.

Quali sono le migliori pizzerie di Napoli?

  • Pizzeria da Michele: Fondata nel 1870, è una delle più antiche e famose al mondo. Situata in via Cesare Sersale 1, è celebre per servire rigorosamente solo due tipi di pizza: la margherita e la marinara.
  • Antica Pizzeria Brandi: Situata in salita S. Anna di Palazzo 1/2, questa pizzeria vanta il primato storico della nascita della vera pizza Margherita nel 1889, creata in onore della Regina Margherita.
  • Sorbillo: Una delle tappe più iconiche situata in via dei Tribunali. È celebre anche per la sua variante di street food presso l’Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo in Piazza Trieste e Trento.
  • Antica Pizzeria Di Matteo: Situata lungo via dei Tribunali, è considerata una vera istituzione per la pizza a portafoglio (pizza piegata da mangiare in strada).
  • Pizzeria I Decumani: Un altro punto di riferimento storico e rustico situato in Via dei Tribunali, che offre pizze classiche e fritture tradizionali.
  • Starita a Materdei: Sebbene leggermente fuori dal decumano principale (vicino alla metro Materdei), questa pizzeria storica fondata nel 1901 è considerata una delle migliori della città per la qualità dell’impasto e la lunga tradizione familiare.

In generale, percorrendo vie come Spaccanapoli o Via dei Tribunali, avrai l’imbarazzo della scelta poiché ovunque nel centro storico è possibile gustare un’ottima pizza tradizionale. Si consiglia di arrivare in anticipo o prenotare, poiché presso le sedi più famose le code all’ingresso possono essere molto lunghe.

Dove sostare in Camper a Napoli

📍Sosta Camper Parco dei Camaldoli

Via Comunale Guantai Ad Orsolone, 121, Napoli (NA)

N4o.868079, E14.205494

PORTAMI QUI

Attrezzata con camper service, bagni e docce calde, zona lavaggio stoviglie, area barbecue, punto ristoro, wi-fi gratuito. Recintata e videosorvegliata. Info QUI

📍IPM Parcheggio e Sosta Camper

Viale Colli Aminei 27, Napoli (NA)

N4o.8704, E14.2462

PORTAMI QUI

Attrezzata con camper service ed elettricità, recintata e videosorvegliata, fermata bus per il centro all’ingresso dell’area.

📍Area Camper Estatico

Via Dalbono 74, Portici (NA)

N4o.8274, E14.3510

PORTAMI QUI

Attrezzata con camper service, elettricità, bagni e docce calde, sorvegliata H24, collegata con la città dai mezzi pubblici raggiungibili in 15 minuti sulla circumvesuviana.

📍Castagnaro Parking

Via Vicinale Castagnaro 1, Pozzuoli (NA)

N4o.8694, E14.1217

PORTAMI QUI

Attrezzato con camper service, bagni e docce calde, elettricità, collegata alla città dai mezzi pubblici. Info QUI

📍La Boutique del Campeggiatore

Via S. Gennariello 10, Portici (NA)

N4o.828747, E14.355795

PORTAMI QUI

Situata a 9 km dal centro, attrezzata con camper service ed elettricità.


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