Modena in Camper
Immagine di di Gianluca Gabanini

di Gianluca Gabanini

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Viaggio nella città Unesco dei motori e del buon cibo

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Un tempo chiamata Mutina dai Romani che la fondarono ufficialmente nel 183 a.C., Modena ha una storia millenaria che si respira in ogni suo angolo. La città ha acquisito il suo aspetto elegante e maestoso soprattutto grazie alla famiglia degli Estensi, che la scelsero come capitale del loro ducato dal 1598 fino all’Ottocento, lasciando un’impronta indissolubile nell’architettura locale. Oggi questa città è un mix perfetto di tradizioni antiche e innovazione tecnologica.

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I monumenti e le chiese da non perdere

Il cuore pulsante di Modena è sicuramente Piazza Grande, che insieme al Duomo e alla Ghirlandina è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. 

Il Duomo di Modena, ufficialmente Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano, è considerato uno degli esempi di arte romanica più eccelsi d’Europa e, dal 1997, è riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO insieme alla Torre Ghirlandina e a Piazza Grande. La sua costruzione iniziò nel 1099 su iniziativa del popolo modenese, un atto di grande autonomia per l’epoca poiché la città era temporaneamente priva di un vescovo. L’edificio sorge esattamente sopra il sepolcro di San Geminiano, patrono di Modena, le cui spoglie sono tuttora custodite all’interno della struttura.

La cattedrale fu progettata dall’architetto Lanfranco, che ideò una struttura a tre navate dalla forma innovativa e “spericolata” per i canoni del tempo.

Il vero tesoro scultoreo è però opera di Wiligelmo, i cui bassorilievi hanno reso il Duomo celebre come una “Bibbia di pietra”.

L'interno e i tesori della cripta

L’interno del Duomo colpisce per il calore dei suoi mattoni rossi e per la ricchezza di opere d’arte accumulate nei secoli. Procedendo lungo le navate, si possono ammirare il pulpito del 1322 e importanti dipinti come la Pala della Peste di Lodovico Lana. Scendendo nella cripta, il cuore sacro dell’edificio, si entra in contatto diretto con la storia della città: qui sono conservate le reliquie di San Geminiano e fa bella mostra di sé un capolavoro del Rinascimento modenese, il gruppo in terracotta policroma di Guido Mazzoni noto come La Madonna della pappa. Per approfondire la conoscenza della fabbrica del Duomo, è possibile visitare i vicini Musei del Duomo.

In piazza si trova anche il Palazzo Comunale, un edificio seicentesco nato dall’unione di palazzi medievali, dove si può ammirare la statua della “Bonissima” e la “Pietra Ringadora”, un antico masso usato in passato come tribuna o per esporre i debitori al disonore.

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L’antica reggia estense: il Palazzo Ducale

Poco lontano si trova l’imponente Palazzo Ducale, considerato una delle più prestigiose regge barocche del mondo, un tempo dimora della Corte Estense e oggi sede della rinomata Accademia Militare. La sua costruzione iniziò nel 1634 per volontà del duca Francesco I d’Este, che affidò il progetto all’architetto Bartolomeo Avanzini, avvalendosi nel tempo anche dei consigli di maestri illustri come Bernini e Borromini.

L’edificio colpisce immediatamente per la sua maestosa facciata, alleggerita da giochi cromatici di marmi e coronata da balaustre ornate di statue. Varcata la porta centrale, si accede all’elegante Cortile d’Onore, un loggiato a due piani che è un vero capolavoro di architettura barocca e teatro delle principali cerimonie militari. Da qui parte il suggestivo Scalone d’Onore, che conduce ai piani superiori dove si trovano le stanze più sfarzose.

Gli interni del Palazzo Ducale

Gli interni del palazzo sono una testimonianza dello splendore della dinastia estense e si dividono principalmente in due aree visitabili:

  • L’Appartamento di Stato: comprende la splendida Gran Sala (o Salone d’Onore), celebre per il soffitto affrescato da Marcantonio Franceschini nel 1695 che raffigura scene mitologiche e l’incoronazione di Bradamante. Vi si trovano anche la Sala del Trono, la Camera d’Oro e il celebre Salottino d’Oro, il gabinetto di lavoro del duca interamente rivestito con pannelli decorati in oro zecchino.
  • L’Appartamento privato dei Duchi: oggi ospita la Sala Museale dell’Accademia Militare, dove è possibile ripercorrere la storia di questa istituzione attraverso memorie e cimeli.

Attualmente il palazzo ospita circa 500 allievi ufficiali che studiano e si addestrano tra le sue storiche mura. Data la sua funzione militare, il Palazzo Ducale è aperto al pubblico solo il sabato e la domenica esclusivamente tramite visita guidata su prenotazione, da effettuare con diversi giorni di anticipo presso l’Ufficio Turistico.

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Le altre chiese e la Ferrari

Modena è ricca anche di chiese preziose come l’Abbazia di San Pietro, considerata una delle testimonianze più belle del Rinascimento modenese con le sue magnifiche statue in terracotta. Merita una visita anche la chiesa di San Giovanni Battista, che ospita il capolavoro della “Deposizione” di Guido Mazzoni, e la chiesa di Sant’Agostino, definita il Pantheon della casa d’Este.

Per gli amanti della modernità, il Museo Enzo Ferrari è una tappa obbligatoria: l’edificio ha una spettacolare copertura gialla a forma di cofano di una Ferrari e racconta la vita e le auto leggendarie del “Drake”. Infine, non si può perdere lo storico Mercato Albinelli, un mercato coperto in stile liberty del 1931 dove si possono trovare tutti i sapori tipici del territorio in un’atmosfera retrò. Per chi viaggia in camper, la città offre ampi spazi di sosta gratuiti come quello in Piazza Tien An Men, molto comodo per raggiungere il centro a piedi.

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Un tesoro nel cuore del Palazzo Comunale: l’Acetaia

L’Acetaia Comunale di Modena rappresenta un luogo suggestivo e quasi segreto, situato proprio nel sottotetto del Palazzo Comunale che si affaccia sulla celebre Piazza Grande. Questo spazio è stato allestito per permettere ai visitatori di immergersi completamente nella cultura dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, offrendo un’atmosfera unica dove il profumo pungente e armonioso dell'”oro nero” riempie l’aria tra le antiche travi del prestigioso edificio cittadino.

Il patrimonio e le batterie di botti

Inaugurata ufficialmente nel 2003 grazie all’impegno della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, l’acetaia custodisce un patrimonio di grande valore produttivo e storico. Al suo interno si trovano tre batterie composte ciascuna da sei botticelle di legni differenti, che seguono il lento rito dell’invecchiamento necessario per ottenere un prodotto d’eccellenza. Alcune di queste botti hanno iniziato a produrre l’aceto “affinato” già nel 2015, mentre per il pregiato “stravecchio” bisognerà attendere il 2028. Oltre alle batterie, l’ambiente ospita tre grandi botti barrique da 100 e 200 litri e diversi oggetti tradizionali legati alla produzione, come i “tragni”, particolari vasi in terracotta smaltata utilizzati storicamente per la conservazione ottimale dell’aceto.

Esperienze e modalità di visita

La scoperta di questo luogo magico è possibile esclusivamente attraverso visite guidate che permettono di comprendere i segreti della lavorazione e la storia millenaria che lega questo condimento unico al territorio modenese. Le visite si svolgono solitamente durante il fine settimana, con appuntamenti fissati il venerdì pomeriggio e turni multipli previsti il sabato, la domenica e i giorni festivi. È indispensabile la prenotazione anticipata, che può essere effettuata comodamente online tramite i portali turistici ufficiali. 

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L’ingresso ha un costo contenuto ed è incluso anche nel conveniente biglietto cumulativo UNESCO, che consente di visitare con un unico ticket anche la Torre Ghirlandina, le sale storiche del Palazzo Comunale e i Musei del Duomo.

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Ciclabili e sentieri nella zona

Per chi ama esplorare la natura, Modena e i suoi dintorni offrono sentieri storici e piste ciclabili molto suggestive:

  • La Via Vandelli è un cammino storico di 180 km fatto costruire nel Settecento per collegare Modena alla Toscana; la sua prima tappa parte dal Palazzo Ducale e attraversa le colline modenesi fino a Puianello.
  • Il percorso natura del Tiepido conduce i camminatori e i ciclisti fino a Torre Maina immersi nel verde.
  • La ciclabile Modena-Vignola è un itinerario pianeggiante molto amato che segue il tracciato di una vecchia ferrovia.
  • La Ciclovia del Mito è un percorso pensato appositamente per chi vuole unire la passione per la bicicletta alla scoperta dei luoghi leggendari dei motori.
  • Nelle Terre di Castelli si trova anche la Ciclabile Jack Kerouac, insieme a numerosi trekking urbani che collegano borghi antichi e natura.

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Quali personaggi di spicco sono nati a Modena?

Modena ha dato i natali a numerosi personaggi di rilievo mondiale nei campi della musica, dei motori, dell’arte e della storia:

  • Luciano Pavarotti: Nato a Modena il 12 ottobre 1935, è considerato uno dei più grandi tenori di tutti i tempi e un ambasciatore della città nel mondo. A lui è intitolato il Teatro Comunale della città.
  • Enzo Ferrari: Il celebre pilota e fondatore della casa automobilistica Ferrari nacque proprio a Modena, dove oggi è possibile visitare la sua casa natale trasformata in museo.
  • Alessandro Tassoni: Poeta modenese del XVII secolo, autore del poema eroicomico “La Secchia Rapita”, che trae ispirazione da una storica disputa tra modenesi e bolognesi.
  • Ciro Menotti: Patriota e figura simbolo del Risorgimento italiano, la cui memoria è celebrata da una statua posta davanti al Palazzo Ducale.
  • I fratelli Panini: Giuseppe, Benito, Franco Cosimo e Umberto Panini hanno fondato a Modena l’omonima azienda, rendendo la città la capitale mondiale delle figurine.

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L'enogastronomia modenese

Il viaggio termina a tavola, dove Modena esprime il meglio di sé con prodotti famosi in tutto il mondo. 

Il re incontrastato è:

L’Aceto Balsamico Tradizionale:

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è un condimento celebre in tutto il mondo, spesso definito l'”oro nero” per il suo inconfondibile colore bruno scuro e la sua consistenza densa. Questo prodotto, che vanta un profumo pungente ma armonioso, è il frutto di una cultura radicata nel territorio modenese e tramandata con passione da generazioni.

Le radici romane e il dono imperiale

La storia di questo prezioso condimento inizia in tempi antichissimi, poiché già i Romani erano soliti cuocere il mosto d’uva per ricavare il sapum, una sostanza densa impiegata sia in cucina che come rimedio medicinale. Una tappa storica fondamentale risale al 1046, anno in cui l’imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico III, ricevette in dono un aceto perfetto da Bonifacio, marchese di Toscana e padre di Matilde di Canossa, mentre transitava per Modena.

Il prodotto acquisì un grande prestigio internazionale a partire dalla fine del XIII secolo grazie alla corte degli Estensi, che ne fecero un bene aristocratico degno di essere donato a nobili e sovrani di tutta Europa. Fu proprio nei registri della cantina ducale che, nel 1747, venne usato per la prima volta l’aggettivo “balsamico”, a sottolineare le virtù curative attribuite a questo speciale aceto.

Un rito di sapienza e pazienza

Ancora oggi, la preparazione dell’aceto segue un rito secolare basato su tempi di invecchiamento lunghissimi e regole precise.
Il mosto cotto viene fatto invecchiare in batterie di botticelle realizzate con legni differenti, che conferiscono aromi complessi e sfumature uniche al prodotto finale.

Le altre tipicità del modenese

Tra i primi piatti regnano sovrani i tortellini in brodo, le lasagne e i passatelli, tutti rigorosamente preparati con pasta fresca fatta a mano.

Come antipasto o spuntino non possono mancare lo gnocco fritto e le tigelle (chiamate anche crescentine), da gustare calde insieme al Parmigiano Reggiano e ai salumi tipici come il Prosciutto di Modena DOP. Per i piatti più robusti si punta sullo zampone o sul cotechino accompagnati dai fagioli.

Il tutto va innaffiato con un bicchiere di Lambrusco, il vino rosso frizzante tipico di queste terre, perfetto per accompagnare questi cibi saporiti. Per concludere in dolcezza, provate la Torta Barozzi o la zuppa inglese modenese

Dove sostare in Camper a Modena?

📍Camper Club Mutina

Str. Collegarola, 76/a, Modena (MO

N44.613782, E10.944432

PORTAMI QUI

Parcheg

Attrezzata con camper service, elettricità, bagni e docce calde, lavatoi stoviglie, animali ammessi. Info QUI

📍International Camping Modena

Str. Cave di Ramo 111, Modena (MO

N44.654906, E10.867546

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Campeggio con tutti i servizi, a 7 km dal centro, collegato con mezzi pubblici. Info QUI


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