Isernia in Camper
Immagine di di Veronica Forlani

di Veronica Forlani

Isernia in Camper

Viaggio nella città del merletto, con i suoi edifici storici immersi nell'entroterra del Molise.

Isernia in Camper

Arrivare a Isernia in camper significa immergersi in un territorio che è una vera e propria finestra sulla storia dell’uomo. Questa città, adagiata su un crinale tra i fiumi Sordo e Carpino, vanta infatti uno degli insediamenti preistorici più antichi d’Europa, risalente a circa 700.000 anni fa. Molto prima di diventare una colonia romana con il nome di Aesernia, fu un centro fondamentale per i Sanniti e divenne persino la prima capitale della Lega Italica. Nonostante le ferite profonde lasciate dai terremoti e dai bombardamenti del 1943, Isernia ha sempre saputo rinascere, conservando gelosamente un fascino antico che si respira tra i suoi vicoli stretti e le piazze acciottolate.

 

Isernia in Camper
Foto di Francesco Ricchitelli, dal nostro gruppo

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Cosa vedere nel Centro Storico di Isernia?

Passeggiando per il centro storico, il cuore della visita è sicuramente la Cattedrale di San Pietro Apostolo, l’edificio sacro più importante di Isernia che vanta origini antichissime che affondano le radici nell’epoca italica. Sorge infatti sulle vestigia di un imponente tempio pagano del III secolo a.C. dedicato alla triade capitolina, ovvero Giove, Giunone e Minerva.

Nel corso dei secoli, la struttura ha subito numerose trasformazioni e ricostruzioni, spesso causate dai violenti eventi sismici che hanno colpito la zona, come il devastante terremoto del 1805 che la rase quasi interamente al suolo. L’aspetto attuale, in stile neoclassico, risale ai lavori conclusi nel 1837 e ai successivi restauri della seconda metà dell’Ottocento ordinati dal vescovo Gennaro Saladino.

L’esterno della cattedrale è caratterizzato da una facciata maestosa preceduta da un pronao con quattro alte colonne ioniche in travertino che sostengono un grande timpano triangolare. Uno degli elementi più iconici è la torre campanaria, conosciuta come Arco di San Pietro, che sovrasta Corso Marcelli con il suo grande arco a sesto acuto. Alla base di questa torre si trovano quattro statue romane, note popolarmente come “mamozi“, che inizialmente erano acefale e raffigurano personaggi togati provenienti probabilmente dall’antico foro.

All’interno, la chiesa è divisa in tre navate da pilastri ornati con lesene corinzie e marmi policromi, arricchite da affreschi del Novecento e modanature dorate.

Un dettaglio straordinario è la pavimentazione che, in diversi punti, presenta delle coperture in vetro. Questi inserti permettono ai visitatori di osservare direttamente i resti archeologici sottostanti, rendendo visibili le stratificazioni storiche che includono il podio del tempio romano e i resti della precedente chiesa medievale. Tra i tesori artistici custoditi spicca l’antica tavola bizantina della “Virgo Lucis” (Madonna della Luce), risalente al XV secolo e situata nella cappella del Santissimo Sacramento

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Qual è il monumento simbolo di Isernia?

Poco distante si incontra la Fontana Fraterna considerata il vero simbolo di Isernia e una delle fontane monumentali più belle e significative d’Italia. La sua origine storica è profondamente legata alla “Frataria“, la società di mutuo soccorso istituita da Papa Celestino V, e la leggenda vuole che sia stata eretta proprio in onore del Pontefice molisano. L’aspetto attuale della fontana si deve alla nobile famiglia Rampini, che nel 1835 commissionò la fusione di due strutture preesistenti, realizzando un’opera che testimonia i diversi periodi storici attraversati dalla città attraverso l’uso di materiali di recupero. Dopo essere stata parzialmente danneggiata dai bombardamenti del 1943, è stata ripristinata fedelmente utilizzando i pezzi originali e ricollocata in Piazza Celestino V.

La fontana si distingue per la sua particolare struttura a loggiato composta da blocchi di pietra calcarea e materiali di spoglio, tra cui elementi provenienti da un mausoleo patrizio di epoca romana e altri edifici cittadini dismessi. Sette colonnine, di cui le prime tre circolari e le restanti ottagonali, sostengono una serie di archi a tutto sesto, presentando ognuna capitelli con decorazioni differenti. Al centro della composizione si trova una celebre lastra marmorea che raffigura due delfini e un fiore in bassorilievo, affiancata da epigrafi antiche come quella dedicata agli Dei Mani.

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Qual è l’edificio più curioso di Isernia?

Un elemento di grande curiosità che alimenta le credenze locali è la lastra che reca l’iscrizione “AE PONT“, che la tradizione attribuisce al monumento sepolcrale di Ponzio Pilato. La parte superiore della fontana è ulteriormente impreziosita da dodici archetti pensili sorretti da mensole che riportano disegni tutti diversi tra loro, mentre dalla struttura sgorgano costantemente sei o sette getti d’acqua limpidissima che vanno a riempire la vasca sottostante.

Un altro luogo magico è il Complesso monumentale di Santa Maria delle Monache, un antico monastero che oggi ospita un museo archeologico ricco di reperti che raccontano il passato romano e paleolitico della zona.

Cosa si può vedere nel Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia?

Se volete scoprire le radici più profonde della città, non potete perdere il Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia che trae la sua origine dalla scoperta casuale avvenuta nel maggio del 1979, quando il ricercatore Alberto Solinas rinvenne tracce preistoriche durante i lavori di costruzione di una bretella stradale in località La Pineta.

Questo sito archeologico è considerato uno dei più importanti giacimenti preistorici a livello europeo, poiché documenta una presenza umana risalente ad almeno 700.000 anni fa, un valore storico tale da aver portato alla sua candidatura nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 2006.

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Foto di Francesco Ricchitelli, dal nostro gruppo

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Qual è il reperto più celebre del museo?

Il reperto più celebre e prezioso custodito all’interno della struttura è il dentino di un bambino, attribuito all’Homo heidelbergensis, che rappresenta attualmente il resto umano più antico mai ritrovato in Italia. Il museo non si limita a questo singolo reperto, ma espone una vasta gamma di materiali che includono resti faunistici e numerosi manufatti in pietra, fondamentali per analizzare e ricostruire le modalità di vita dei primi popolamenti europei. Tra le scoperte di rilievo effettuate negli anni figura anche l’Homo Aeserniensis, un Homo Erectus vissuto circa 736.000 anni fa, che sottolinea ulteriormente l’importanza del sito isernino per la comprensione dell’evoluzione umana.

L’allestimento museale è studiato per offrire un’immersione completa nella preistoria, permettendo ai visitatori di osservare da vicino le superfici abitative paleolitiche e i resti di antiche costruzioni e manufatti. Situato a breve distanza dal centro abitato, il museo richiede mediamente un’ora e mezza per una visita esaustiva e offre spesso la possibilità di acquistare biglietti integrati per visitare anche la sezione archeologica ospitata nel complesso monumentale di Santa Maria delle Monache. Attraverso testimonianze originali e ricostruzioni scientifiche, il percorso espositivo guida il pubblico in un vero e proprio viaggio alle radici della storia d’Italia e d’Europa.

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Foto di Francesco Ricchitelli, dal nostro gruppo

Le altre chiese di Isernia

Per concludere il tour delle chiese, merita una visita la Chiesa di San Francesco, fondata secondo la tradizione proprio dal Santo nel 1222, e il Santuario dei Santi Cosma e Damiano, situato su un colle poco fuori città e costruito sopra un antico luogo di culto dedicato alla virilità.

Oltre alla storia e alla cultura del merletto a tombolo, antica arte che ancora oggi brilla nelle mani delle artigiane locali, Isernia è un paradiso per chi ama muoversi all’aria aperta.

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Perché Isernia è chiamata la “Città dei merletti”?

Isernia è conosciuta come la “città dei merletti” per via della sua secolare e prestigiosa tradizione nella lavorazione del merletto a tombolo, un’arte finissima che rappresenta un pilastro dell’identità artigianale locale.

La diffusione di questa tecnica in città ha origini molto antiche e si presume risalga al XIV secolo, quando fu introdotta da alcune suore spagnole che alloggiavano nel monastero di Santa Maria delle Monache.

Ciò che distingue maggiormente il tombolo isernino è l’impiego di un particolare filo color avorio prodotto direttamente in zona, il quale conferisce ai lavori una luminosità e un’eleganza superiori. Questa tradizione è così radicata che, oltre a essere ancora praticata in modo artigianale e industriale, è diventata materia di studio presso l’Istituto artistico cittadino.

Per preservare e valorizzare questo patrimonio, le merlettaie della città hanno creato un’associazione ed è possibile vederle all’opera in Vico Pentri 24 a Isernia.

Informazioni precise QUI

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Che passeggiate si possono fare nei dintorni di Isernia?

Ecco i sentieri e i percorsi principali per chi vuole esplorare la natura circostante:

  • Valico del Macerone: è una meta famosissima per i ciclisti, caratterizzata da pendenze ripide e panorami mozzafiato che collegano Isernia all’alto Molise. Un tempo era l’unica strada che collegava l’Abruzzo al Molise.
  • Sentieri di Colle dell’Orso: situati vicino a Frosolone, offrono percorsi ben tracciati immersi nel verde, ideali per trekking e passeggiate rilassanti.
  • Via Matris: un sentiero spirituale e naturalistico di 750 metri che collega il Santuario di Castelpetroso al luogo delle apparizioni.
  • Cammino di Ronda: un sentiero panoramico a Scapoli che permette di godere di una vista a 360 gradi sulle Mainarde e sulla Valle del Volturno.
  • Passeggiata del Gusto: un’iniziativa locale che unisce il trekking alla scoperta dei sapori enogastronomici del territorio.
  • Via Francigena del Sud: il territorio è attraversato dai percorsi storici che ripercorrono le antiche vie dei pellegrini.

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Quali sono i piatti tipici della cucina isernina?

La gastronomia isernina è profondamente radicata nella tradizione contadina e propone primi piatti caratteristici come i crjoli (una pasta alla chitarra), i cavatelli conditi con sugo di maiale e le laganelle ai fagioli. Si distinguono inoltre preparazioni a base di polenta come ru macche, servito con i fagioli, e i frattaruoli accompagnati dalla salsiccia, oltre a ru sciarone, ovvero mezzelune di pasta ripiene di uova e formaggio. Per i secondi piatti la cucina locale privilegia le carni ovine e caprine, con specialità quali i turcinelli (interiora di agnello arrostite) e le teste di agnello o capretto al forno. I prodotti d’eccellenza del territorio includono il pregiato tartufo bianco molisano, la tipica cipolla di Isernia utilizzata per la frittata chiamata cipollata e rinomati formaggi come il caciocavallo, la scamorza e la stracciata, spesso accompagnati dai vini locali Pentro di Isernia.

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Quali eventi e feste popolari animano Isernia durante l'anno?

Isernia vanta un calendario ricco di eventi che fondono fede, storia e tradizioni popolari lungo tutto l’arco dell’anno. Una delle celebrazioni più suggestive è la Processione del Cristo Morto durante il Venerdì Santo, caratterizzata dalla presenza degli incappucciati, fedeli che sfilano a piedi scalzi e con corone di spine in segno di penitenza. Nel mese di marzo, la città si anima con il Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe, un grande corteo che vede sfilare maschere tradizionali provenienti da diverse regioni.

 

Il mese di giugno è segnato da due appuntamenti molto sentiti dalla comunità:

  • Festa di Sant’Antonio (13 giugno): si distingue per la sfilata di tredici cavalli bardati con drappi e immagini del santo, che seguono il corteo religioso per le vie cittadine.
  • Fiera delle Cipolle (28-29 giugno): legata ai festeggiamenti di San Pietro e Paolo, è un evento di origini antichissime (risalente al XV secolo) che celebra il prodotto simbolo dell’agricoltura locale, la cipolla di Isernia.

 

A fine settembre si tiene la Festa dei Santi Cosma e Damiano, che include cerimonie religiose, fiere e spettacoli musicali presso l’omonimo eremo. Questa festa ha radici lontane, essendo originariamente legata a riti pagani sulla fertilità poi convertiti al culto cristiano. L’intero periodo è inserito nel cosiddetto Settembre Isernino, un mese interamente dedicato a manifestazioni culturali e festività popolari.

Dove sostare in camper a Isernia?

📍Area Sosta Comunale

Viale Aquilonia 2, Isernia

N41.6037, E14.2457

PORTAMI QUI

Parcheggio molto grande, poco distante dal centro.


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