Le Idee

Dove andare in camper?

Cosa fare in camper se si ha solo un weekend a disposizione? Dove andare in vacanza in camper?
Queste sono le proposte dei nostri ambassador, navigati camperisti con migliaia di ore di strada alle spalle, pronti a darvi spunti e consigli sui vostri prossimi itinerari.

Figuratevi di essere bambini

Figuratevi di essere bambini

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Le scuole sono finite, se siete genitori e camperisti, vi consiglio un evento imperdibile per rendere l’estate dei più piccoli veramente indimenticabile!
Quest’anno, per la prima volta, il Festival Figuratevi di Essere Bambini sbarcherà in Valnerina con un’edizione speciale nei giorni dal 18 al 25 agosto 2019 nei comuni interessati dagli eventi sismici del 2016 (Preci, Sellano, Cerreto, Monteleone, S. Anatolia di Narco, Scheggino e Vallo di Nera) e avrà come tappa conclusiva e principale Norcia nei giorni 24 e 25 agosto 2019.

Il Festival Internazionale Figuratevi di Essere Bambini che si svolge ogni anno a Perugia in un grande parco (“Percorso Verde”) è un evento dedicato ai bambini e alle famiglie, arrivato quest’anno alla 32°edizione ed è riconosciuto a livello nazionale ed europeo. Questa manifestazione nelle passate edizioni a Perugia ha coinvolto numerosi camperisti con le loro famiglie.
Il festival è l’occasione perfetta per trascorrere qualche giorno in un ambiente naturale bellissimo con tante proposte per i bambini, la manifestazione è infatti un contenitore con moltissime esperienze che vedono loro direttamente protagonisti: spettacoli di burattini e marionette, laboratori espressivi legati all’ambiente, all’alimentazione e ai libri, giochi, e tante altre cose, le famiglie oltre che godere del bellissimo ambiente potranno anche gustare i prodotti tipici della zona che sono conosciuti in tutto il mondo.

Visitare Norcia e la Valnerina in questo momento rappresenta inoltre un gesto di grande solidarietà verso le popolazioni locali.
L’evento in Valnerina sarà una grande festa di bambini e famiglie, non mancate! Vi aspettiamo numerosi da tutta Italia e in particolare da tutto il centro Italia da dove potrete raggiungere  con facilità le aree interessate all’evento.

Informazioni:
Direttore artistico: Mario Mirabassi
Contatti: Tieffeu Teatro 075.5725845-3483036952 /Ada Mirabassi 3280308221
Area sosta a Norcia (PG): Via Circonvallazione, 50 – N 42.790550, E 13.094160, parcheggio promiscuo, in zona centrale, incustodito, vicino alle scuole ad alla zona impianti sportivi, camper service. Circa 8 posti camper

Link utili:

Sito dell’evento: www.figuratevi.net

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/FIGURATEVI-Festival-Internazionale-delle-Figure-Animate-71734337911/

Video della scora edizione: https://www.youtube.com/watch?v=na20hxY9pp8&feature=youtu.be

Buoni km a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Torrita Blues Festival

Torrita Blues Festival

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Ascoltare la propria musica preferita mentre si viaggia è un must. E voi, siete appassionati di musica? Allora non perdetevi il Torrita Blues Festival, uno dei più importanti Blues Festival europei che si svolge a Torrita di Siena ed è arrivato alla sua trentesima edizione.
La manifestazione si svolge sulle colline vicino Pienza, Montepulciano, Montalcino e Cortona in un piccolo castello medievale chiamato Torrita di Siena. Il festival è nato nel 1989 grazie ad un gruppo di amici amanti del blues. Il Torrita Blues è uno dei più importanti e longevi festival blues in Italia, in Europa e nel Mondo. Sono tantissimi gli artisti blues internazionali e italiani passati dal Torrita Blues; tra questi:

Taj Mahal, John Mayall, Robben Ford, Doyle Bramhall II, Roy Rogers, Bettye Lavette, Popa Chubby, Canned Heat, Luther Allison, Charlie Musselwhite, Phil Guy, The Animals, James Cotton, Tom Principato, Peter Green, Magic Slim, Mike Zito, Joe Louis Walker, Jerry Portnoy, Lucky Peterson, Shemekia Copeland, Billy Branch, Kenny Neal, Rick Estrin, Sugar Blue, R.L Burnside, Frank Frost, Honeyboy Edwards, Fabio Treves, Tolo Marton, Rudy Rotta, Nick Becattini.

Il programma:
Giovedì 20 giugno
il Torrita Blues inizia ufficialmente giovedì 20 giugno con la tradizionale e immancabile “cena blues in piazza” e le sue famose “penne blues” che quest’anno torneranno nuovamente nel menù.
I concerti Blues del Giovedì: a far da cornice alla cena come sempre ci sarà l’ottima musica blues delle band italiane, che mai come quest’anno assume particolare importanza in quanto ci sarà un connubio proprio con il nome di Torrita di Siena. Infatti, oltre ai concerti delle grandi band di Effetto Blues 2019, aprirà il festival la Paletti Blues Band, band toscana che propone un blues rivisitato in chiave soul a seguire il funky/blues della Bad Blues Quartet affermata e collaudata band cagliaritana. Per festeggiare i 30 anni di Torrita Blues è nato un progetto musicale tutto torritese, L’Altra Faccia Blues Band, formato da alcuni amici che porterà sul palco un set dedicato al Chicago Blues con una sorpresa finale che vi invitiamo a scoprire venendo al festival.
Cena blues costo € 20,00 – inizio alle 20.30 – ingresso libero per i concerti (inizio concerti ore 21.30)

Venerdì 21 giugno:
la serata inizia con una power band esplosiva, i torinesi Boogie Bomber provenienti da Effetto Blues 2019 che scalderanno i motori in attesa del grande artista internazionale della serata Robert Randolph. A seguire si esibirà la Fabio Marza Band grande band italiana sulla scena del blues da anni con il suo rock blues dal sapore intenso. A chiudere la serata ci sarà in esclusiva europea, (in collaborazione con Bellinzona Blues) il Re della Pedal Steel Guitar, ROBERT RANDOLPH & The Family Band, artista americano conclamato da moltissimi fans in esclusiva italiana. Eric Clapton lo chiama spesso nei suoi set e sarà in cartellone al prossimo Crossroad Guitar Festival a Settembre a Dallas in Texas. Ingresso € 20.00 – inizio concerti 21.30

Sabato 22 giugno:
la terza serata sarà aperta da una bella realtà acustica umbro/toscano che da qualche tempo si sta facendo conoscere nel panorama blues italiano per qualità e stile proposto: The Bus Drive is a Drunk, band anch’essa proveniente da Effetto Blues 2019; a seguire uno dei chitarristi blues italiani più in forma e seguito, Maurizio Pugno che dopo numerose collaborazioni, tra cui lo stesso Sugar Ray Norcia, si presenta al Torrita Blues con una formazione tutta sua: Pugno Blues Band. Il Torrita Blues 2019 sarà chiuso da una band stellare in esclusiva europea, tutta americana, composta da tre perle del blues mondiale che raramente riusciamo a vedere tutte insieme nella stessa serata: SUGAR RAY NORCIA & the BLUETONES, un grande armonicista che sarà affiancato da 2 chitarristi storici del blues americano, LITTLE CHARLIE BATY e DUKE ROBILLARD, artista pluripremiato per la sua musica e il suo impegno nel blues anche come produttore/songwriter, chitarrista dei Fabulous Thunderbirds al posto di Jimmy Vaughan, vanta collaborazioni con Pinetop Perkins, Jimmy Witherspoon, Ruth Brown o Jay Mc Shann ad artisti come Bob Dylan, Tom Waits, John Hammond, e Scott Hamilton. Ingresso € 20.00 – inizio concerti 21.30

Bimbi in Blues:
per tutti i giorni del festival, a pochi metri dalla piazza del Torrita Blues (piazza Matteotti) sarà presente uno spazio rivolto ai più piccoli con animazione e attività ludiche per consentire ai genitori che hanno i propri figli al seguito di partecipare al Torrita Blues in libertà.

Contatti:  http://www.torritablues.com/tbf/
FB:   Torrita Blues Festival
Per info: 3490801381 0577/686571  0577/687572
Area sosta: Torrita di Siena (SI) – Via di Ciliano, area di sosta a 100 metri dal centro storico, 6 posti con allaccio elettrico, in caso di tutto esaurito esiste un parcheggio a circa 50 metri con ulteriore possibilità di sosta. N 43.164980, E 11.771870

Buoni km a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Casale Comics & Games

Casale Comics & Games

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

A volte, i viaggi in camper sono lunghi e per passare il tempo ci sono moltissime cose da poter fare. Tra queste, sicuramente, si può disegnare oppure si possono leggere i fumetti. A tal proposito, se tra voi c’è qualche appassionato di comics voglio darvi un consiglio per questo fine settimana! Andate a scoprire uno degli eventi emergenti più interessanti dedicati al settore: Casale Comics & Games.

Giunta alla sua quinta edizione, la fiera dedicata a cartoon, personaggi dei fumetti e videogame, è ormai un appuntamento imperdibile per cosplayer, disegnatori, artisti e semplici curiosi. Si svolgerà questo fine settimana, 15 e 16 giugno a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, Piemonte.
La prestigiosa sede dell’evento? Il Castello dei Paleologi che fa da cornice a un meraviglioso mondo immaginario, davvero suggestivo!

Ma vediamo più da vicino il programma del festival:

Sabato:
già dalla mattina, gli appassionati di mistero potranno indagare su un caso insieme a Sherlock Holmes, divertirsi con tornei di giochi di carte e videogame o tentare di scappare dalla escape room.
Interessante la possibilità di partecipare a workshop dedicati alla fantascienza, al doppiaggio e all’illustrazione tenuti da grandi esperti del settore.
Al termine della giornata si terrà anche un concerto jazz contornato da un live painting di famosi artisti locali e non solo.

Domenica:
Da segnalare la presenza di numerosi cosplayer, ragazzi travestiti dai loro personaggi dei cartoon e fumetti preferiti che metteranno in scena una grande parata.
Tanti altri incontri dedicati all’arte, in particolare quella giapponese e esibizioni acrobatiche.

In tutto il castello sarà possibile fare shopping acquistando opere, gadget, libri e fumetti. Si potranno provare dei videogame “retrò”, assaggiare birra artigianale, godersi lo streetfood presente con vari truck in uno dei cortili, ascoltare musica e vedere alcune mostre. Ah, nel castello c’è una splendida enoteca!

Tra i nomi presenti all’iniziativa, gli appassionati riconosceranno di sicuro famosi cosplayer, case editrici, disegnatori famosi, per due giorni all’insegna del puro divertimento.
Per info: www.casalecomicsandgames.com

Visto che vi trovate a Casale Monferrato:
– Consigliamo di visitare il Duomo dedicato a Sant’Evasio, splendido esempio di romanico lombardo e caratterizzato da un meraviglioso nartece unico nel suo genere.
– Sinagoga: è uno dei migliori esempi di sinagoga barocca Piemontese. Nei locali di accesso al matroneo c’è un museo che custodisce reperti di particolare pregio. Consigliamo di verificare preventivamente gli orari di apertura.
– Provate i famosi Krumiri, biscotti dall’aroma inconfondibile. Li trovate nel centro, in una storica pasticceria.
– Visitate le splendide colline del Monferrato, patrimonio dell’Unesco e godetevi un bicchiere di vino locale al tramonto, su una delle maxi panchine panoramiche presenti nei comuni di Rosignano e Sala. https://bigbenchcommunityproject.org/en/

Dove sostare?
Davanti (e dietro) al castello c’è un ampio parcheggio (nel piazzale c’è l’ufficio informazioni per i turisti, davanti al Teatro Municipale): N 45.137220, E 8.448060
Area sosta: Via Giovanni Paolo II N 45.125248, E 8.462120, 1,5 Km dal centro, non custodita.
Parcheggio: Corso Indipendenza, N 45.130350, E 8.454550

Buoni km a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Slovenia

Slovenia

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Voglio condividere con voi un breve viaggio che ho fatto in Slovenia con la mia famiglia in primavera. Può essere uno spunto per un ponte rilassante (ovviamente per chi parte dal nord-est) o parte di un itinerario più lungo per visitare la Slovenia.

Prima tappa subito dopo il confine con l’Italia: le Grotte di Postumia.
Si può parcheggiare il Camper in uno degli ampi parcheggi adiacenti alle Grotte dove è consentita anche la sosta notturna.
Le Grotte di Postumia sono bellissime grotte carsiche dove si possono ammirare splendide forme di stalagtiti e stalagmiti, vere e proprie sculture calcaree. Sono le grotte turistiche più grandi d’Europa, conosciute e visitate da ormai 200 anni. La visita prevede un primo percorso con un Trenino sotterraneo che porta all’interno delle Grotte e poi un sentiero facile a piedi di c.ca 3 km con guida (nel nostro caso la guida era in italiano). Per il ritorno si sale di nuovo a bordo del trenino. In totale 1 ora e mezza di visita che vi lascerà incantati per quanto la natura abbia saputo creare in milioni di anni.
Attrezzatevi con abbigliamento adeguato dato che la temperatura è di 10 gradi costanti tutto l’anno (quindi copritevi bene in estate).

Lasciate le Grotte di Postumia abbiamo percorso circa 150 km attraversando colline e paesaggi boschivi sterminati fino ad arrivare alle Terme di Catez, uno tra i maggiori centri termali della Slovenia che, per sua natura, è ricca di acque di risorgiva.
Le Terme di Catez sono aperte tutto l’anno con piscine e parchi acquatici termali sia al coperto che all’aperto con una temperatura dell’acqua di circa 36 gradi.
Meta ideale per le famiglie, qui i bambini trovano ogni tipo di intrattenimento con acqua termale: scivoli di tutte le dimensioni e difficoltà, giochi d’acqua, castello, nave pirata, piscina a onde, surf… mentre gli adulti possono abbandonarsi a piacevoli nuotate o semplicemente rilassarsi tra i molteplici idromassaggi, cascate e getti d’acqua.
Su prenotazione, possibilità di cure e trattamenti personalizzati per chi lo volesse.

Tra le innumerevoli soluzioni di pernottamento, le Terme di Catez offrono, all’interno del villaggio, anche piazzole Camper attrezzate in mezzo al verde. Noi ne abbiamo scelta una in bellissima posizione in riva al laghetto. Il villaggio è ben curato e la natura fa da protagonista.
Ci sono tutti i servizi necessari, parchi giochi per bambini e, vicino alle Terme, supermercato, ristoranti e negozi.

Noi abbiamo optato per la formula campeggio+ingresso alle Terme (prevista per minimo 3 notti di pernottamento) al costo di Euro 20 a persona al giorno (adulto). I bambini fino ai 12 anni pagano il 50% in meno.

Dopo esserci concessi qualche giorno di totale relax, eccoci in partenza per il viaggio di ritorno.

Tappa obbligatoria la città di Ljubljana, capitale della Slovenia e una delle più piccole capitali Europee con poco più di 200 mila abitanti.
Una città a misura d’uomo in cui trascorrere una piacevole giornata a passeggio per le strade del suo piccolo centro. Rimarrete affascinati dai pittoreschi scorci che si intravvedono percorrendo i ponti e le vie pedonali lungo le rive del fiume Ljubljanica che attraversa in più punti la città.
Le rive del fiume sono un vivace punto di ritrovo cittadino e con i numerosi locali e ristoranti creano un’atmosfera perfetta per piacevoli serate estive, animate dalla presenza di molti giovani.

Tra le cose da fare a Ljubljana:

Crociere turistiche in battello (della durata di c.ca 1 ora)
Salita e visita al Castello che domina la città (con servizio di funicolare)
Trenino turistico Urban – giro della città a bordo di un trenino ecologico con audio guida (una volta seduti si può selezionare la propria lingua di origine con cuffie personali che vengono omaggiate all’acquisto dei biglietti). Il trenino effettua alcune soste per consentire una breve visita di alcuni punti di interesse. Il tour dura circa un’ora e mezza.
Mercato Principale – mercato tradizionale giornaliero che si svolge tra due piazze centrali dal lunedì al sabato. Si possono trovare frutta e verdura, prodotti tipici, souvenir e cibi di strada per degustare i sapori locali. Adiacente si trova anche il Mercato al Coperto.

Per la sosta a Ljubljana: noi abbiamo sostato presso l’area Attrezzata CAMPER STOP VRBINC alle porte di Ljubjana (via Peruzzijeva ulica, 105), semplice ma dotata di tutti i servizi essenziali (compresi bagni e docce). Comodo servizio Taxi per il centro (raggiungibile in pochi minuti) al costo di 6 euro – il tassista parla italiano.

Buoni km a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Liguria

Liguria

di Alberto Angelici

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Alberto il camperista.

Arriviamo al tramonto, mentre il sole scende oltre le rocce di Capo Nero.
Rutilanti effetti da discoteca tingono il mare fin dove le ombre lo precipitano in un cupo color petrolio, anteprima del buio imminente.
Ospedaletti è terra di contrasti e di sorprese, stretta da montagne indecise se ingoiarla o spingerla in acqua.

 Per chi proviene dalle nebbiose contrade piemontesi la discesa in territorio ligure offre la meraviglia di una trasformazione che si brucia in pochi chilometri e che, superati gli ultimi contrafforti, piomba il viaggiatore nel tipico paesaggio subtropicale.

Case e palazzi appaiono affogati in una vegetazione lussureggiante che satura ogni piega del terreno fino alle rocce scure su cui rompono le onde con schizzi bianchi di schiuma.
Eucalipti dall’aria smorta s’addossano a ficus elastica (ficus indiano) di dimensioni colossali che poco ricordano la modesta pianta d’appartamento che ben conosciamo.

Sui muri delle case, specie negl’angoli più assolati e protetti, esplodono i colori delle bouganville e delle camelie.
E poi palme, palme d’ogni varietà, anche da dattero, e banani e varietà nane e quelle, altissime, che segnano la via Aurelia nel tratto cittadino chiamato Corso Regina Margherita o più semplicemente Boulevard.
Mandarini, aranci e limoni ravvivano ogni giardino, macchiano le aree verdi pubbliche come fantasiosi disegni di bimbi.

Ne colgo gli aromi intensi mescolati all’acuto profumo di rosmarino e a quello un po’ salmastro e dolce della salvia, mentre a piedi esploro ogni strada che dalla statale scende verso il mare.
Sto cercando una sistemazione adatta al nostro camper, una che non prometta curve a gomito o auto parcheggiate a strozzo sugli incroci.

Dall’alto, mentre sostavamo al semaforo, ho avuto la fuggevole visione di un posto fantastico, proprio sulla scogliera, davanti al centro storico dove schiere di casette addossate l’una all’altra scendono ad anfiteatro verso il mare.

Non m’azzardo, però, a imboccare viuzze così asfittiche nel timore poi di dover affrontare una retromarcia che… solo a pensarci mi viene la pelle d’oca.
Sbuffando ne faccio tre su e giù ma non mi convincono: troppo strette e troppo storte.
Infine, ecco quella giusta: via Cesare Battisti, rettilinea e larga, che dal Boulevard arriva fino a via XX Settembre e di lì al mare.
Un quarto d’ora più tardi entriamo trionfalmente (la soddisfazione che provo mi porta all’orecchio un immaginario frullo di tamburi) su quella che, mi racconteranno poi nei negozi, fino al 2001 era la massicciata dell’ottocentesca linea ferrata che dal confine francese conduceva a La Spezia: 222 chilometri.

 Molti i testimoni dell’antica destinazione.

Alcuni vecchi pali che reggevano l’elettrificazione, ora svettano come tronchi morti, la leva di uno scambio ormai scomparso che sporge incongrua dal catrame come l’arto rinsecchito di uno scheletro perduto.
A completare il macabro insieme, un paio di sghembi cippi in pietra grigia mostrano ancora numeri che ai macchinisti indicavano chissà cosa ma che ora sembrano lapidi semi-divelte di cimitero abbandonato.
Al fondo di quello che al momento pare un lungo parcheggio, la stazione.
Una volta collocato il camper proprio di fronte al municipio, andando a fare due passi scoprirò che pur essendo chiaramente dismessa e abbandonata appare verniciata da poco di un fresco rosa pesca.
Ogni porta, ogni finestra mostra il vuoto seghettato di vetri sfondati e grandi reti da calcestruzzo impediscono l’ingresso ai non addetti.
Nei locali polverosi mucchi di vecchi arredi sfasciati, una scrivania ancora con la targhetta metallica dell’inventario, tipica dell’ufficio pubblico, bidoni bisunti, un paio di panche da sala d’attesa di seconda casse sfondate e, in un angolo, un mucchietto di targhe gialle: agganciate ai vagoni, ne indicavano ai viaggiatori la destinazione finale.

Un carretto portabagagli punta le stanghe al soffitto e le massicce ruote piene cerchiate in ferro pieni sembrano avere ancora tanta voglia di lavorare.

Ricordo i facchini in tenuta del medesimo grigio, il berrettuccio nero e la massiccia tracolla di cuoio che reggeva il borsino dei soldi.
Li vedevo alla stazione di Bologna, ogni volta che con nonna Vittoria andavo verso Cesenatico dove la mia famiglia aveva la casa per l’estate.
Ogni anno, fra aprile e maggio, aprivano i battenti e una donna del posto si occupava delle camere.
Dei facchini ammiravo la solidità, la flemma e i gesti sicuri con cui caricavano bauli e pesanti valigie sui vagoni.
Ma forse la loro era solo noia e la mia fantasia s’inventava il resto.

E’ buffo e surreale guardare una stazione fantasma, completa di tutto meno che di binari, viaggiatori e personale.

Non manca neppure la fontanella, tonda e di ghisa, grigia pur’essa ma secca.
Di sicuro in estate i passeri ci andavano a bere, davanti a quella che forse fu l’abitazione del capostazione.
Sopravvive un giardinetto due metri per due, con l’aria sconsolata di chi da un momento all’altro tirerà i remi in barca.

Non mancano i respingenti al termine del binario morto, anzi traslato.
Il cadavere infatti, traversine e binari, non c’è più, scomparso assieme ai suoi fratelli un tempo vivi e lucidi per il passaggio dei convogli.
In alto, sulla facciata, i bracci di ghisa della pensilina decò.
Gli stessi che per oltre un secolo hanno protetto le acconciature delle eleganti dame sbarcate al sole della Riviera dalle umide contrade del Regno Unito ora incorniciano le effusioni di due cani che insistono a voler garantire un futuro alla loro improbabile stirpe.

Attorno a noi è quasi buio e il crinale boscoso dietro il paese si accende di lucine sparse.

Altre lampade specchiano in mare e danno vita e luce a una risacca sempre più debole.  In alto, striscia, bianco e rosso, il traffico silenzioso del viadotto autostradale.
Tutto questo, inclusi noi e il camper, mi appare per un attimo come la ricostruzione in cartapesta di un presepe post-moderno.
Manca soltanto un balordo che rubi l’agnello in spalla al pastore verso la grotta e in cielo un quadrigetto a mo’ di cometa.
Al suo posto, una gran luna fa risplendere come metallo le lunghe serre della floricoltura sui gradoni della collina, le stesse che negl’anni, assieme al turismo, hanno reso ricca la zona.

Fu nei primi decenni dell’Ottocento che la cultura anglosassone scoprì questi luoghi.

Merito di un oscuro scrittore ligure che, fuggito in Inghilterra ai tempi dei primi moti rivoluzionari, pubblicò un romanzo che aveva come protagonista la storia amorosa di una tal Mary, londinese, con un medico o farmacista del luogo.
L’opera fu un successone e da quel giorno frotte di inglesi sciamarono fin qui, incuriositi ed estasiati dalle descrizioni di un luogo dove la vegetazione era quella dei tropici e ogni estate pareva tutt’uno con quella successiva.
Nel settembre del 1919 capitò da queste parti anche Katherine Mansfield, neozelandese d’origine, scrittrice di grande talento che rinnovò lo stile della sua epoca.

Vi rimase fino alla primavera dell’anno successivo.
Il clima mite pareva offrire sollievo al suo debole organismo minato da una pleurite, prima, e dalla tisi, dopo.
Un almanacco dell’epoca, ancora conservato in originale alla biblioteca comunale, ricorda i bei vestiti della giovane che il marito le mandava per ferrovia dall’Inghilterra, e gli eleganti cappellini alla moda e il sorriso con cui manifestava la sua simpatia per quella gente industriosa e forte.
Abitò fino al gennaio del ’20 la palazzina Deerholm, ora Villa Paradiso, ma ben presto la malattia s’aggravò e la donna, forse seguendo i suggerimenti dei medici, partì per la Francia dove morì, a Fontainbleu nel 1923 a 34 anni.
Nell’opera “Epistolario” del 1920, che raccoglie molta parte della corrispondenza con il marito, la scrittrice ha parole di grande dolcezza e affetto per questa regione rigogliosa e calda “..è un incantevole piccolo paese”, adorno di rose – scrive di Ospedaletti – “il più bell’angolo di terra”, nel quale “tutto si profila sullo sfondo della montagna violetta”. “è come un racconto di fate… il sole aveva il braccio intorno alle mie spalle”.

Antecedente di quasi 50 anni a questi fatti è la sontuosa Villa La Sultana, costruita nel medesimo stile eclettico francese del casinò di Montecarlo del quale è coeva e con il quale ha in comune l’originale destinazione, quella del gioco e dello svago per i ricchi signori che frequentano la costa.

Nel 1884 diviene il primo casinò italiano, e nel 1905 la gestione è rilevata dalla municipalità di Sanremo.
In seguito muta, paradossalmente, in luogo di culto, sede di due cappelle non cattoliche, la “Deutscher Evangelische Gottesdienst” retta dal Pastore Hartmann e la “Church of England” retta dal cappellano Barber.
Cambia ancora ed è circolo privato fino alle soglie della prima guerra mondiale, evento che decreta la fine della cosiddetta Belle Epoque.
Dichiarata nel 1967 monumento nazionale dopo un lungo periodo d’abbandono, oggi, riportata all’originale opulenza, è utilizzata per manifestazioni culturali e mostre.

Semi sdraiato sul sedile del passeggero rivolto ora verso la dinette, mi godo questa pace, aiutato da un buon libro e dal lento cadenzare della risacca pochi metri più in là.

Ogni tanto passa un’auto, qualcuna ci parcheggia vicino, le persone scendono, a volte occhieggiano dalla nostra parte, a volte qualcuno sorride, qualcun altro è perplesso e guardando fisso in avanti passa oltre e sparisce.
Ascolto la ghiaia scricchiolare sotto le scarpe e quando non la sento più riprendo la lettura, sorseggiando tè bollente e dolce da un boccale di coccio.

La fame ci spinge fuori, intenzionati a trovare un buon ristorante di pesce.
Facciamo uso di un sistema che negl’anni si è dimostrato spesso efficace.
A pochi passi dalla stazione, ai margini di una piazzetta vediamo un bar-pub dall’aria accogliente. Sbircio all’interno.
Un barman asciuga e dispone a strati le tazzine, un’anziano passa frettoloso, va dietro al banco.
Il gilet è di buon taglio, con piccoli bottoni dorati, la camicia elegante, lui ha l’aria del padrone e uno sguardo sveglio che mi piace.
Anche se l’aperitivo è mediocre, la persona è giusta e alla mia domanda dove andrebbe a cena se casa sua fosse inagibile risponde senza esitazione, alza il braccio e indica in là.

Cento metri da quella parte – spiega – Fanno un ottimo pesce, buono davvero.

Locale piccolo e stasera non ci sarà tanta gente, è appena giovedì.
Stefano in cucina ci sa fare, anche se è giovane, e la moglie fa l’accoglienza e serve ai tavoli.
<< Dite pure che ve l’ho detto io…>> aveva suggerito quello del bar.
Noi, invece, non lo diciamo, non so perchè.
Forse in quel momento mi è sembrato banale.
Cinzia è proprio così: sorridente e simpatica, anche se un po’ timida, e il locale è sorridente, simpatico e piccolo come lei.
Legni scuri, vecchiotti ma risistemati bene, specchi molati, belle lampade e luce quanto basta. E solo noi, Anna ed io e nessun altro.
Forse è Aretha Franklin, che canta in sordina, o forse no, ma il profumo che esce dalla cucina è una delizia che arrotola lo stomaco.
Che pacchia… mi sa che ci abbiamo preso, mormoro a mia moglie, e pregusto ciò che a breve arriverà.
Anche se ancora non so che cosa, so già che sarà perfetto.

Gnocchetti di patate alla pescatora, con pomidorini a ciliegia, vongole, calamari e gamberi.
Un condimento svelto, poco lavorato, come piace a me.
Così i sapori restano vivi e ben distinti pur andando a braccetto.
I colori non se ne vanno e sono una gioia per gli occhi e anche il palato è in festa.
Avverto un sentore di vino bianco secco, ma ben sfumato, forse un sospetto di timo.
Arriva un Vermentino ligure, assieme all’insalata di mare calda con zucchine, fagiolini e patate.

Tutto caldino, nè tiepido nè bollente, caldino quanto basta, tutto “assemblato” insieme, condito con appena un giro di olio locale, paglierino e profumato, adattissimo a valorizzare i sapori delicati degli scampi, i minuscoli calamari e i pezzetti di triglia.
Arrivano anche altre due persone, quella che definisco una “coppia improbabile”: lui, capello brizzolato di un grigio che parrebbe artefatto, attempato ma con l’aria di quello che ritiene d’aver ancora cartucce da sparare, Rolex Daytona così sapete chi sono io, lei venticinque anni di meno, bionda e formosa, in abiti firmati che non sembrano in armonia con la persona e di una taglia in meno del necessario.
Il lampo di un’occhiata dalla nostra parte e un monosillabo in risposta al mio saluto, poi chiedono il tavolo più lontano da noi.

È il momento della specialità del locale: cazzuola di pescato, preparato in tegame con erbette e patate.

Dietro un gusto suadente e fruttato il Vermentino nasconde un corpo da guerriero e, forse, più alcool ancora di quanto l’etichetta racconti.
Ci gira un po’ la testa ma stiamo così bene…
La cena è scivolata via senza intoppi, senza un rumore fuori posto, rispettando tempi perfetti.
Il cuoco, Stefano, ogni tanto metteva fuori la testa dalla piccola cucina e senza parere sbirciava per capire se tutto andava bene ed io, senza parere sbirciavo lui.
Credo che la moglie, riparata dal leggero ciangottìo delle padelle, gli abbia riferito i miei discorsi sul pesce, le nostre aspettative.
Così forse, se non preoccupato, almeno un po’ curioso lo doveva essere.

Arriva l’offerta di un paio di liquori di erbe e mi faccio tentare, giusto per bagnare la lingua perchè non potrei star meglio e non voglio guastare uno stato d’animo tanto magico.

Sì, ci gira un po’ la testa, Anna sorride e gli occhi splendono.
La nostra casa ci aspetta, a pochi metri dal ristorante, ai bordi della scogliera.
Abbiamo lasciato il riscaldamento acceso e il letto sarà caldo.
Forse forse, una tisana bollente.., buonanotte…

Photo credits: grazie a www.golfoparadiso.it

Buoni km a tutti da Alberto Angelici, CAMPERISTA ITALIANO.


 

Corsica

Corsica

di Alberto Angelici

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Alberto il camperista.

Appena oltre l’incrocio con la N198, ecco l’indicazione per La Palombaggia.
Siete mai stati da queste parti? La strada si snoda  stretta e serpeggiante. Alti eucalipti la ombreggiano.
Le chiome trasandate e tristi ricordano il salice e i tronchi a torciglione variegati di chiaro s’innalzano come colonne di tempio, il rosso bruciato della corteccia in nuance perfetta con quello più vivace delle querce da sughero appena scorticate.
Superiamo un grande recinto.

Dentro, qualche cavallo bruca a terra.
In un angolo un paio di trailers e una Land Rover bianca. Più avanti, sulla sinistra, a inquadrare le prime case di Porto Vecchio, un acquitrino dove un airone bianco passeggia solitario in un palmo d’acqua e guarda in giù.
Nove chilometri,  dice il cartello.
Nove chilometri per arrivare  in cima alla penisola detta, chissà perchè, Punta Chiappa.
Quanto meno curioso, come sede di un Villaggio-camping naturista, non vi pare?
Attorno a noi la macchia mediterranea imperversa, apre all’ improvviso in vividi squarci di mare azzurro, piccole lune di sabbia e scogli contorti poi si riappropria del paesaggio, rigogliosa e prepotente.

Curve, contro-curve, dossi e avvallamenti e qua e là, scorci subito scomparsi di basse ville a un piano nascoste nel verde.
L’asfalto  sembra continuare all’infinito poi, finalmente, un ultimo bivio, un cartello molto anonimo: CHIAPPA, semplicemente.
Poco avanti, ecco il villaggio, la nostra meta.

Lascio Anna in camper nel piazzale e scendo con i documenti.
Senza storia la procedura di registrazione al bureau, tanto è veloce e snella, efficienti e professionali le due impiegate.
Sappiamo che i boungalows sono molti ma ne vediamo solo qualche angolo, un tetto.  Sulla destra, l’area destinata a campeggio.
Mi pare d’intuire vari spazi disponibili e mi tranquillizzo.
Ogni costruzione è bassa e ben si mimetizza nella vegetazione rigogliosa al punto tale che alla prima, superficiale occhiata, pare quasi che la reception stia a guardia di un bosco.

Lentisco e mirto, erica e corbezzolo, arbousier in francese, ginestre, ginepri e roverelle.
Piante aromatiche come il cisto e il timo, il camedrio arboreo e il rosmarino la fanno da padroni, qui, in un apparente disordine che sembra l’elegante lavoro di un giardiniere e ha il sapore e i profumi di terre lontane e antiche.
Non per nulla a poca distanza, lungo un sentiero scavato nella macchia, c’è una splendida, piccola spiaggia di sabbia bianchissima chiamata Tahiti.
La incorniciano alte pareti di roccia rosata e un mare assurdamente blu, trasparente come un vetro sul quale qualcuno ha appoggiato un paio di barchette.

Entrando nel villaggio s’apprezza subito il silenzio come qualcosa di tangibile.
Colgo il fruscìo del mare sulla spiaggia, il pigolare lontano di un gabbiano, lo scalpiccìo attutito delle persone che percorrono i viottoli interni, fra le varie zone del villaggio, verso il mini-market da una parte o verso il bar-ristorante.
Da una bassa terrazza  i domina l’elisse della spiaggia confinante con un tratto di prato ben curato tenuto fresco e verde da alcuni irrigatori. Il bagnasciuga è a un passo, l’erbetta ci attrae fin da subito e diventerà la nostra postazione fissa nei giorni a venire.

Sulla destra, due piscine a livelli leggermente sfalsati.
Quando t’immergi, l’effetto della prospettiva suggerisce che la vasca prosegua in mare, senza soluzione di continuità.
Poco oltre e attorno, i lettini del solarium, alcuni nascosti tra grandi massi di roccia e cespugli fioriti di rosa e di azzurro.
Un’enorme agave getta orgogliosa al cielo il suo altissimo fiore simile a un albero, bouganvilleas e hibischi esplodono colori assurdi  sulle croste brune di un vecchio muro.

Troviamo facilmente una piazzola adeguata al nostro mezzo e un francese che sta passando si ferma accanto al nostro Laika per aiutarci nella manovra.
Alla mia sinistra, un corbezzolo di bella statura.
All’incrocio di due rami è incastrata di piatto una bottiglia da minerale.
“Guarda tu quant’è maleducata certa gente” – borbotto, prima d’accorgermi che la plastica è tagliata lungo il lato lungo a formare una vaschetta.
L’interno, colmo a metà d’acqua, funge da mini abbeveratoio.
Un tremar di foglie, un rametto che flette sotto il peso di due uccellini che in un paio di saltelli  tuffano il becco per dissetarsi.


Quanto sono  buffi, penso, e resto ad osservarne i brevi movimenti scattanti.
Penso anche che sarebbe una simpatica pubblicità per qualunque acqua minerale che, orgogliosa, potrebbe mostrare di essere a tutti gradita…perfino ai volatili!

Nudo, assaporo il piacere di esserlo, senza timore di scandalizzare, senza alcun senso d’imbarazzo.

Piacere primordiale, forse qualcosa che mi viene da lontano, retaggio di qualche antenato cavernicolo? Del resto nudi si nasce, tutti.
I condizionamenti, le consuetudini arrivano dopo.
In piedi, sul limitare della veranda, assorbo con la pelle e con i sensi l’ambiente che mi circonda.
Ne studio l’armonia, mi sazio della sua pace.

Ma la cambusa piange.
Decisamente serve sperimentare la disponibilità del market. Cinque minuti  e ci sono, intanto che Anna  finisce di sistemare il camper
Vedo subito  che c’è un po’ di tutto.
Riconosco etichette note, ne studio altre  mai viste prima: scatole e vasetti di patè di varie carni, dovizia di marmellate locali a base di castagne, couscous algerino già pronto e condito con verdure, riso con chili, purè, di patate pronto all’uso e coni di cartone ripieni di fusilli all’amatriciana o penne alla puttanesca.
Al reparto biscotti mi supera un carrello spinto da una signora mora. Niente di strano, salvo il fatto che indossa solamente sandali e un cappellino Nike.
Poco dopo incrocio un uomo corpulento dai chiari tratti  germanici.
Chiede educatamente permesso e si serve di piselli e fagioli borlotti.
Lui, non ha neppure il cappellino. Come  me, del resto.

 Buffo, aggirarsi tra i banchi senza nulla addosso, mentre una ragazza e un giovane in divisa verde  dispongono barattoli al loro posto.
“On a plus du  fromage de chèvre, n’est pas?” osserva il secondo.
Passo loro accanto, la ventola del banco-frigo si porta via la risposta della collega e mi spara addosso una ventata di gelo. Quelli neppure si girano a guardarmi, anzi credo non mi abbiano neppure visto.
In fila alla cassa, un ragazzo foruncoloso e magrissimo  mi chiede in francese  di allungargli un sacchetto,  due  anziane donne, rosse come peperoni, chiacchierano animatamente in tedesco ma sembrano  ordini sparati alla truppa.

Rientrando con i sacchi della spesa, passo dalla spiaggia; è troppa la curiosità e non voglio aspettare  fino a domani.  Anche se  il sole sta scendendo e l’aria  si fa  fresca.
C’è ancora gente che s’attarda in riva al mare,  famiglie con bambini, alcune coppie,  due anziani panzuti trafficano sul bagnasciuga attorno a un piccolo gommone.
Ognuno si fa i fatti propri.
C’è chi parla, chi legge e chi  sta steso sui teli per cogliere gli  ultimi raggi prima che il sole scenda dietro gli alberi.
Francesi, molti italiani,  tedeschi, alcuni olandesi. Altri Paesi non vedo rappresentati.
C’è molta educazione, rispetto per gli altri, come dovrebbe essere sempre, niente strepiti, nessuna traccia di radio ma solo qualche auricolare.
Ci tengo a precisare che in spiaggia non è consentito indossare costumi mentre altrove si è liberi di scegliere. 

Trotterellando sulla sabbia arriva un buffo tipo di mezz’età così combinato: cappellino da baseball rosso Anas, marsupio stretto in vita, zainetto ben fermo sulle spalle, calze e scarpette da footing. Quando mi sfila accanto, lo sguardo è concentrato, fisso in avanti.
Lo sento sbuffare,  mentre mi supera e va oltre.

Passerà di lì ogni giorno, stessa ora, stessa  montura, stesso sguardo determinato e compreso.

Cena sotto la veranda al lume di due candeline gialle alla citronella: qualche zanzara c’è e se vogliamo prendercela calma è meglio cautelarsi.
Per buona misura mia moglie, sensibile alle punture, si cosparge anche di repellente.

Insalatona di pomidoro e cetrioli, olive nere e formaggio di capra: quasi una greek salade, quindi, ma in terra corsa.
Anche una baguette che tira come fosse nata in casa Pirelli.
A tratti, dal grosso camper della piazzola accanto , che appena si distingue nel fitto della macchia, giungono  rumori attutiti di qualcuno che come noi sta cenando.
Tra i cespugli un movimento, un’ombra che si sposta cauta. Guardo meglio: è un gatto e pure grosso,  folto di pelo, ben gonfia la coda.

<< Dai, vallo a conoscere >>.
Fa un gesto con la mano, mia moglie, e sorride.
Mi conosce, sa che non so trattenermi dal tentare una carezza a un gatto.
Piano m’avvicino. allungo una mano, lentamente.
Lo guardo.
Mi guarda.
Occhi liquidi e immensi,  color dell’uva moscato, fissi nei miei. Inarca il dorso verso terra come solo un gatto sa fare per sottrarsi al tocco d’un estraneo.
Niente scatti, nessun inutile spreco d’energia: appena quel tanto da evitare la carezza appena di pochi millimetri.

Però non scappa, mi annusa le dita e percepisco il fresco umidore del suo naso.
Nel buio, ne sento il ronfare.
Tutto bene.

 “Kleo… KLEO! Dove sei?”
Compare una ragazza, rimane un attimo sorpresa.
Non mi aveva sentito né visto.
E’ così che conosciamo una coppia  del varesotto,  Tatiana  e Alessio.
Giovani, simpatici e prossimi,  purtroppo, al termine della vacanza corsa iniziata  quasi due settimane prima.

La sera successiva, Anna ed io festeggeremo il mio compleanno, così ho pensato al ristorante del villaggio.
Meglio prenotare con un giorno d’anticipo, mi dico. “Ou vous  preferez la table?” domanda il cameriere,   sopravanzando la musica del trio con vocalist che si sta esibendo poco più in là.
Dove preferisco la tavola? Mah….
“Pas trop près de la musique” replico io.
La loro musica, un garbato simil-jazz, mi piace e pare che se la cavino  bene,  però vorrei anche poter parlare,  mentre ceniamo.
Ride,  l’uomo,  e si affretta a chiarire  che la musica c’è solo   questa sera.
“Pas de musique,  demain, m’sieur”.
Niente musica,  domani e neanche nei prossimi giorni …mmm…peccato, peccato davvero.

 “Au bord de la mer?  Andrebbe bene ai bordi della terrazza,  davanti al mare?”
Avrei dovuto immaginarlo…come del resto molti altri  isolani, anche il cameriere parla un decente italiano ma almeno ho fatto un po’ di esercizio.

La luce cala rapida,  toglie colori e identità agli alberi, tingendo l’acqua come petrolio.
Appena fuori della baia,  scivola spettrale e lento un grosso gommone nero.
Nero è il motore  fuoribordo, neri gli uomini fasciati di neoprene che siedono  sui  galleggianti in due file immobili.
Più che una squadra reduce dalle immersioni sembra il corteo  di  un insolito funerale marino.
Saprò poi che sono incursori della marina francese.

A la Chiappa?

 La sera dopo.
Luci calde, indirette, belle donne, apparecchiature accurate e scintillanti, camerieri silenziosi, candele sui tavoli.
Due bambini si litigano in tedesco una fetta di torta:  non fosse per loro mi sentirei dentro la pubblicità televisiva d’un liquore
Insalata di polipo…così così.
Dovrebbe essere tiepida e tenera, non gelida e gommosa.
Branzino “coltivato” della solita pezzatura,  ad usum singuli,  ben grigliato e morbido dentro, però.
Insalata verde con vinaigrette che fa stringere le labbra a mia moglie, che l’agro non l’ama tanto. Demi-bouteille d’un bianco locale.
Secco, armonioso, di buona acidità,  dalla seducente tonalità verdina del fieno.
Ce ne andiamo più leggeri di novantatre euro.
Questo è già meno seducente,  mi dico, poi penso che è il mio compleanno e ci può stare, ma da domani riapre il ristorante su ruote. 

Di naturismo ho già parlato più volte,  prima d’ora.  Evidentemente perchè tale pratica mi soddisfa e s’attaglia al mio modo d’essere.
Questo non significa che io voglia far proseliti,  quanto piuttosto condividere,  come faccio da sempre, un piacere, una sensazione davvero intensa di appagamento  fisico e mentale.

Rispetto visceralmente ogni diverso sentire e necessità  del tutto differenti dalle mie: chi mi conosce lo sa.
Tuttavia permettetemi di conservare il sospetto che  chiunque possa avere l’opportunità di vivere un’esperienza come questa, in tali condizioni di rispetto e naturalezza, la troverebbe altrettanto piacevole e gratificante.

Prezzi: ecco un’idea.
Maggio, una settimana (si arriva e si riparte sempre di sabato), da 84 euro (dipende dalle dimensioni della piazzola), camper e 2 persone, elettricità inclusa (mi pare ma non sono sicuro).
Giugno (la prima settimana stessa tariffa di maggio), da 114 euro.
Luglio (prima settimana stessa tariffa di giugno) e agosto, da 147 euro.
Wifi: 5 euro al giorno.

Ben attrezzati i servizi e sempre puliti, con lavabiancheria disponibile, ignoro se a monete (non l’abbiamo mai adoperata) ma credo di sì.
Molte le attività opzionali offerte a  pagamento: scuola  di nuoto,  di sub,  di tennis, di equitazione,  tavole a vela,  wind serf, yoga,  gite a cavallo ed altri.

Tante altre informazioni le trovate sul loro sito.

Tel. (+33) 04 95 70 00 31
 fax (+33) 04 95 70 07 70
 chiappa@wanadoo.fr
La Chiappa
Village naturiste
Rue du phare
 F-20137 PORTO VECCHIO – Corsica

Buoni km a tutti da Alberto Angelici, CAMPERISTA ITALIANO.


I credits delle immagini sono indicati sotto le foto.

Corsica in mini camper

Corsica in mini camper

di Alberto Angelici

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Alberto il camperista.

Che significa “mini-camper”?
Nel mio caso, si riferisce a una Range Rover Classic del 1990 radicalmente modificata per l’off-road.
Di recente ho deciso di ottimizzarla per brevi vacanze, a complemento del vero e proprio camper, un motorhome Laika su meccanica Iveco Daily 3.0, adatto ai lunghi viaggi.
All’interno della Range, battezzata Zingara, dopo la rimozione dei sedili posteriori, trovano ora posto un frigo da 40 litri, un fornello con bombola da lt.5, un serbatoio per l’acqua da lt.70 dotato di pompa elettrica e doccetta, un inverter a onda pura da 1500 watt, una batteria di servizio da 100 Ampère, compressore per rigonfiare i pneumatici quando occorra sgonfiarli per passaggi in fuoristrada particolarmente impegnativi e tutta l’attrezzatura utile a trascorrere una vacanza in totale autonomia.

Sul tetto ho installato una tenda Maggiolina con letto da cm 145×220, completa del necessario per la notte. E’ con questo mezzo che ho deciso di scoprire la Corsica in versione quasi invernale.

Arrivo in vista di Bastia la mattina del 20 marzo su di un traghetto della Compagnia GNV, Grandi Navi Veloci, partito semi-vuoto circa 4 ore prima da Livorno.
Nella calda luce del primo mattino le case della città vecchia, assiepate sul pendio della ripida collina a ridosso del mare, hanno assunto un caldo color oro che mi appare come un promettente benvenuto.
L’aria invece è fresca, attorno ai 7 gradi, la brezza robusta e la giacca anti-vento con interno in pile non risulta affatto eccessiva.
La città si trova all’estremità della fertile pianura della Marana, tra una larga valle detta U Fanghu dove si sono sviluppati i quartieri nuovi e una profonda insenatura che ospita il Vecchju Portu, ben riparata da un alto promontorio dove fin dalla metà del ‘300 fu costruita una prima fortezza a difesa dell’abitato, per affermare la nascente potenza genovese sulla Corsica.

La disposizione dei suoi quartieri è la chiave di lettura delle vicende che nei secoli hanno coinvolto Bastia, conferendole l’attuale impronta urbanistica.
Attorno al fortino, che diventerà la Cittadella, si sviluppa la città nuova, a Terra Nova, che sotto Genova vedrà insediarsi le famiglie fedeli alla Repubblica ligure.
Ai piedi di questa collina, si trova a Terra Vecchja e cioè il quartiere del porto, con le chiese di San Ghjuvanni e San Carlu e la Piazza d’u Merca’, luogo d’incontro per eccellenza della città medievale per pescatori e Corsi attratti dalla prospettiva di nuove ricchezze. Nei secoli successivi la città andò estendendosi verso nord e verso sud, bloccata a ovest dalle alte colline della Serra d’u Pignu.
A iniziare dal 18°secolo, nella parte nord si sviluppa la città francese attorno alla bella Piazza San Niculau, davanti alla quale nascerà quello che è oggi uno dei porti commerciali più attivi dell’isola e quello passeggeri.
Lo sviluppo lungo i due assi si è accentuato e attualmente a nord è sorto un grande porto turistico, accanto all’antica zona industriale di Toga e a sud sono cresciuti i quartieri popolari fino ad inglobare i comuni limitrofi. Assolutamente da visitare la Cittadella, chiusa da alte mura del 16° secolo, con il palazzo dei Governatori, che ospita il Museo Etnografico, e la cattedrale di Santa Maria, fra le opere più espressive, assieme all’oratorio di Santa Croce, del barocco mediterraneo.

La Corsica è un’isola in cui mare e montagna convivono insieme sempre e ovunque.
Mille chilometri di coste ma anche montagne che superano i 2700 metri di altitudine.
Roccia e spiagge, fitte abetaie, querce e macchia mediterranea formano un tutt’uno costante e sono fonte di contrasti continui, alla base dell’intrigante fascino di questa regione selvaggia, tanto vicina all’Italia ma ingiustamente poco nota a molti di noi.

Appena sbarcato e uscito dall’area portuale, alla rotonda giro a destra e, seguendo le indicazioni ben visibili, imbocco la strada che dirige a nord, direzione Cap Corse.
Appena fuori dall’abitato il traffico è piuttosto scarso, come prevedibile in questa stagione, e formato solo da locali.
Percorro circa 15 km ed ecco Marina di Sisco dove, proprio a un passo dalla spiaggia si trova il Camping a Casaiola (info@camping-acasaiola.com).

Pochi chilometri ancora di strada tortuosa ma bella e trovo Marina di Pietracorbara.
A ridosso della spiaggia, una larga lunetta di sabbia bianca, adattissima anche per famiglie con bambini.
Appena dietro, stanno ricostruendo una massiccia torre genovese che ospiterà un ristorante fin dalla prossima stagione estiva.
Non lontano, vedo le indicazioni del Camping La Pietra (lapietra@wanadoo.fr) e di alcuni altri ristoranti.
La strada, dal fondo liscio come velluto, pare asfaltata di recente, come del resto la maggior parte delle principali direttrice corse, è sinuosa e copia l’andamento irregolare della costa.
In questo tratto del “dito”, la lunga penisola che si protende nel mar Ligure, è fitto di piccole località marine di solito dotate di almeno un campeggio ciascuna.
Almeno sei anche le strade che si spingono nell’interno, un paio delle quali travalicano l’aspra costola montagnosa e ridiscendono sul versante opposto.
Attenzione però ad affrontarle con camper o caravan, perchè si tratta di percorsi generalmente stretti, spesso esposti e che richiedono impegno e una guida molto attenta.
Questo vale per molti dei tracciati interni e anche per alcuni tratti della costiera, specie nel nord-ovest dell’isola.
A Macinaggio si trova la spiaggia di Tamarone, una delle più belle della zona, fra Punta di a Coscia e Monte di a Guardia.
Dal porto, seguire la D80 che gira a sinistra verso l’interno, prendere a destra alla prima traversa passando davanti al market SPAR e proseguire fino al Camping de la plage u Stazzu.
Il campeggio è ancora chiuso, aprirà ai primi di aprile, ma per voi sono entrato a curiosare.
Si tratta di una struttura davvero essenziale, non ci sono piazzole definite e, confermato da gente del posto, ognuno si sistema come preferisce. Non ho visto colonnine per la corrente.
Il posto è bello, anche se molto a ridosso del paese e del traffico che scorre lungo la statale, e sicuramente merita.
Va detto, per chi non è pratico di campeggi francesi e corsi in particolare, che in questo ambito da sempre la Francia ha avuto una, chiamiamola politica, volta a garantire quasi ovunque delle aree di campeggio e/o sosta camper ma dotate dei servizi basici: carico e scarico acque, colonnine elettriche (ma neppure sempre).
A volte esiste un negozio, a volte un ristorante più o meno attrezzato, ma può capitare che manchino anche entrambi.

I Francesi, o almeno certi Francesi, hanno un animo minimalista e quando vanno in vacanza apprezzano i luoghi selvaggi, dove le strutture ridotte al minimo non guastano l’atmosfera “naturale” di un ambiente quasi intatto con il quale stare il più possibile in simbiosi.

Ai primi anni ’70 mi capitò di trascorrere una settimana all’Ile du Levant, davanti alla Costa Azzurra, in un villaggio naturista dove non c’era neppure la luce elettrica e solo le costruzioni comuni del ristorante e del piccolo negozio, entrambi in legno e stuoie, beneficiavano di un generatore di corrente, soprattutto per alimentare i frigoriferi.
Il luogo era fantastico e dopo il tramonto ci si sentiva protagonisti di un antico presepe napoletano, illuminato soltanto dalle lampade a petrolio o a gas delle tende sparse fra oleandri, pitosfori e rosmarini.

Proseguendo oltre il Camping de la plage u Stazzu inizia uno sterrato dove due pali impediscono il passaggio ai camper ma lo consentono alle auto fin nei pressi della spiaggia, a circa km. 1,5 dove esiste un comodo parcheggio.
Di lì, uno stretto viottolo porta alla Punta di a Coscia e, proseguendo, ad altre, più piccole spiagge.

Rientrato sull’asfalto riprendo la D80 che attraversa tutto il capo fino alla riva opposta con una ricca serie di curve che riducono la media oraria, specie ai camper.
Prima della località Botticella, trovo a destra l’imboccatura non tanto visibile della strada (D253), molto suggestiva ma stretta e percorribile con cautela da un camper, che conduce alla costa, distante forse 3 km, punto estremo del “dito”.
Sull’incrocio, trovate le indicazioni Tollare e Barcaggio.
A Tollare (43°0’26”N 9°23’17.7576”E), esiste un piccolissimo gruppo di case per le vacanze e un’ampia spianata in terra battuta ove un cartello avvisa che in stagione estiva è richiesto un pagamento a giornata per i camper che intendano trascorrervi la notte.
Non è però consentito campeggiare.
Pare un’incongruenza ma data l’assenza totale di persone sul posto non so specificare altro.
Una fontanella un po’ nascosta consente di disporre di acqua ottima ma in quantità minima perchè ne esce proprio poca.
Ci arrivo un paio d’ore prima del tramonto, in tempo per esplorare l’altra strada che, a un bivio poche centinaia di metri prima di Tollare, conduce a Barcaggio, piccola località, in origine villaggio di pescatori. Il paese si trova in una riserva naturale protetta, con qualche dozzina di case, incluso un porticciolo attrezzato, il B&B Barcaggio Casette (Tel.+33 495350763) e il B&B I Peschi.
Da segnalare, la spiaggia omonima e quella di Cala Genovese, raggiungibile attraverso il sentiero dei Doganieri.
Bellissime le dune, dove potrebbe capitarvi d’incontrare qualche mucca al pascolo.
A Tollare realizzo finalmente un antico sogno, passare la notte in solitudine, su questa spiaggia.
E’ quasi il tramonto.
Il sole sta per scomparire alle mie spalle oltre la cresta rocciosa che per un attimo sembra farsi trasparente sotto la sferza degli ultimi, potenti sprazzi di luce.
L’aria si fa più fredda e gli occhi mi lacrimano alla tramontana in aumento.
Calco al massimo la cuffia di lana sulla testa e godo della pace assoluta che mi circonda come qualcosa di fisico, intanto che ad ogni istante il mare muta i suoi colori, dal blu al grigio al verde scuro come petrolio.
Intanto preparo la cena: risotto ai gamberetti e zucchine, formaggio fresco di capra, baguette e… tè bollente, tanto tè bollente!
Al limitare della spianata, gli unici a condividere con me tutto questo sono due tedeschi con cane arrivati poco prima su di un Volkswagen camperizzato.
Mentre sono alle prese con piatti e tegami, raffiche a volte sgarbate colpiscono la Maggiolina aperta sulla Range.
La tela è tesa al massimo e non mostra alcuna indecisione, pur essendo, la struttura, tutt’altro che aerodinamica.
Mi chiedo se non sia meglio chiudere tutto e dormire in macchina, dove, proprio per le emergenze, ho conservato lo spazio sufficiente per un sacco a pelo a mummia.
Approfittando di un discreto segnale, tramite lo smartphone chiedo consiglio agli amici fuoristradisti di un gruppo facebook.
Almeno tre di loro mi tranquillizzano confermando la grande solidità della Maggiolina anche in condizioni di tempo critico.
E’ buio pesto quando mi decido a salire la “scaletta dei polli”, come la chiama mia moglie Anna.

Non prima però di aver guardato ancora la volta del cielo gremita di una quantità assurda di stelle e il fascio di luce del faro che lampeggia sull’acqua il suo codice.

Notte alquanto agitata per le tante volte che le raffiche hanno agitato la tenda e anche per il freddo che riesce a insinuarsi nel sacco a pelo nonostante la spessa coperta di pile che avevo aggiunto sopra.

Alle sette sono già sveglio, desiderando intensamente due cose.
Nell’ordine: una stanza ben calda nella quale vestirmi e una grande, bollente tazza di qualsiasi cosa.
Dispongo invece di un grosso cespuglio come riparo precario mentre alla velocità dei vecchi film muti sostituisco la tuta termica con i vestiti.
Pochi minuti e sono in macchina a sorseggiare un’intera Bialetti da quattro, zuccheratissima e bollente, mentre osservo il mare davanti a me, l’isolotto roccioso della Giraglia e il faro, ultime propaggini di una Terra generosa d’emozioni forti.
E’ un piacere multiforme, quello che sento passarmi sotto la pelle, ma così intenso e fulmineo che mi è difficile renderlo in parole.

Ho già acceso il motore e il riscaldamento, perchè fra il vento e la bassa temperatura, quel che percepisco è vicino allo zero.

Resto ancora un attimo, poi via.
Ho chiuso e controllato tutto, ma è molto a malincuore che volto le spalle a Tollare e alla sua magìa per dirigere a sud, sempre sulla D80 e le mille e mille curve che copiano il continuo dentro e fuori della costa.
Non bisogna aver fretta, quando si affrontano percorsi come questo, specie se farete come me, procedendo cioè da nord a sud, quindi sulla corsia di marcia a ridosso del ciglio.
L’attenzione alla guida è massima, mentre vorrei potermi guardare intorno.
Per fortuna che il traffico continua a restare molto scarso.

Buoni km a tutti da Alberto Angelici, CAMPERISTA ITALIANO.


Pasqua in camper

Pasqua in camper

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Pasqua e Pasquetta sono ormai alle porte.

Molti di noi si stanno già mettendo in viaggio verso le mete più disparate per gustarsi qualche giorno di vacanza tra natura, agriturismi, scampagnate e grigliate. E voi? Dove andrete? Ecco qualche consiglio dal nord al sud per sorprendervi con una meritata pausa dallo stress quotidiano.

Torino: prenotate una visita a musei e monumenti, tra cui il famoso Museo Egizio e la Mole Antonelliana con l’annesso Museo Nazionale del Cinema. Spostatevi poi nelle Langhe o nel Monferrato per un buon bicchiere di vino.

Area sosta Caio Mario: Torino (TO) – Corso Giovanni Agnelli – N 45.028830, E 7.639290

Le cave romane di Colonnata e Carrara: gita perfetta per amanti dei cibi tipici, chi ama abbinare alla visita del territorio la degustazione di specialità locali, sposando il viaggio alla scoperta delle cave di marmo di Carrara alla visita del paese di Colonnata non rimarrà deluso.

Campeggio Italia: Marina di Massa (MS) – Via delle Pinete – 412 N 44.028043, E 10.067309

Venezia e dintorni: fate una visita a Murano, Burano e Torcello con pranzo a bordo dei battelli, godetevi una visita delle ville venete, Villa Pisani e Villa Foscari. Fate un picnic all’aria aperta a Torcello e concludete con un aperitivo i uno dei famosi Bacari Veneziani.

Campeggio Miramare Cavallino – Treporti (VE) – Lungomare Dante Alighieri, 29, Loc. Punta Sabbioni

N 45.441551, E 12.421128

Perugia e Umbria: consigliamo una visita al maestoso Palazzo dei Priori, edificio di origine medievale che ospita al suo interno la Galleria Nazionale dell’Umbria. Spostatevi poi a Spello, Assisi e Foligno.

Area sosta Il Bove – Made in Perugia Perugia (PG) – Via Mentana – SS75bis

Bari: prima di spostarvi sulla costa visitate la città che conta circa 40 chiese, tra cui la Cattedrale di San Sabino (risalente al 1034) e la Basilica di San Nicola, del 1087.

Parcheggio sul lungomare Imperatore Augusto, lato mare, centralissimo, a 100 mt. dalla chiesa di S. Nicola. N 41.128740, E 16.873380

Capri: una delle destinazioni preferite da turisti provenienti da tutto il mondo. Visitate la Grotta Azzurra, quella dei Faraglioni, la celebre piazzetta (piazza Umberto I) e le boutique griffate del centro.

Consigliamo di soggiornare a Napoli, costiera amalfitana o sorrentina e spostarsi in traghetto.

Grazie ai membri del gruppo per le foto:

Capri: Umberto Mondali

Torino: Barbara Bandelli

Bari: Nina Ar

Assisi: Pino Guerriero

Murano: Ferruccio Giacomelli

carrara jessica carboni

Buona Pasqua e buoni km a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Borghetto sul Mincio

Borghetto sul Mincio

di Patty Lelly

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Patty Lelli.

La scorsa settimana ho passato un bellissimo week end lungo il fiume Mincio con Kora e i nostri amici, partendo da Borghetto sul Mincio, attraversando in bici il parco Sigurtà per finire con una bellissima pedalata fino a Mantova e poi Peschiera del Garda.

In questo periodo i paesaggi dei Colli Morenici sono stupendi, fioriture ovunque, il Parco Sigurtà in tutto il suo splendore con le fioriture dei tulipani. Non perdetevi l’area sosta di Monzambano a 5 km da Borghetto (€ 13,00 a notte in Oasi camper) e quella di Grazie di Curtatone (€ 13,00 a notte) famosa per il raduno dei Madonnari nella piazza del Santuario.

Ma cosa importante… non dimenticate le bici ragazzi! Buona pedalata!


Area Monzambano: (MN) – Via degli Alpini 9/A N 45.389301, E 10.692909
info@camperistidimonzambano.it

www.camperistidimonzambano.it


Area Grazie di Curtatone: Curtatone (MN) – Via Fiera 11 – Loc. Le Grazie

N 45.153600, E 10.691120

Ciao a tutti da Patty Lelli, CAMPERISTA ITALIANA.

La Passione Vivente

La Passione Vivente

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Ritorna uno degli eventi storici più attesi della Sicilia per gli appassionati di rievocazioni storiche. Scopriamolo insieme tornando indietro nel tempo, alla ricerca di antiche tradizioni.

La sacra rappresentazione teatrale della passione di Cristo avrà luogo nel centro storico di Caccamo (PA) il 14 aprile a partire dalle 19. L’evento si aprirà con l’entrata degli attori rappresentanti Gesù e gli apostoli in Piazza Duomo seguiti da oltre 100 figuranti fino alla condanna a morte. Il corteo si snoderà  attraverso i vicoli, le vie e le piazze del suggestivo borgo medievale a luci spente. La calda luce delle fiaccole creerà una idonea atmosfera lungo il percorso fino al Calvario.
L’iniziativa è a cura dell’Associazione Artemide sotto la guida del direttore artistico Dr. Dario Spatafora

Programma:
9-12 la più antica tradizione “U Signuruzzu a cavaddu” a  cura della Parrocchia di San Giorgio Martire
13-14.30 Gastronomia e specialità locali con prodotti della natura al servizio  delle  mense  della  gente  semplice
15-16 degustazione del tradizionale Panacéna e tipicità siciliane
16.30-18.30 Rievocazione storica e investitura medievale al castello a  cura  dell’Associazione BC SICILIA – Sede di CACCAMO
 19-22 Passione vivente a cura dell’Associazione ARTEMIDE e della Parrocchia San Giorgio Martire

U  SIGNURUZZU  A  CAVADDU
È una cerimonia di origine orientale che vanta il titolo della più antica Tradizione che si ripete  la “domenica delle palme “ con bambini festanti con in mano ramoscelli d’ulivo che precedono l’ingresso in Paese di un chierichetto che rappresenta Gesù che cavalca un asinello bardato a festa ed infiorato.
Il personaggio è il più piccolo degli aspiranti “russuliddi ” in abito talare ed accessori di colore rosso. Tutti i figuranti accompagnati dal pubblico e dalla banda musicale più antica d’Italia si fermano in 5 chiese per raggiungere  il piazzale antistante la Chiesa Madre dedicata a San Giorgio Martire, dove l’Arciprete accoglie solennemente “Gesù-chierichetto“ e poi, durante la celebrazione della messa, vengono benedette le palme.
L’evento è curato e organizzato dalla Parrocchia di San Giorgio Martire.
 
RIEVOCAZIONE  MEDIEVALE
Con l’intento di incentivare la conoscenza delle radici storiche, i principi  racchiusi nella storia medievale e valorizzare le bellezze artistiche locali, un corteo in costume d’epoca raffigurante la famiglia “Chiaramonte” con dame ed armigeri teatralizzerà la visita al Castello coadiuvato da alcune coppie di bambini (dai 9 ad 11 anni). Tutti insieme rievocheranno: la “promessa di fede”, il “giuramento secondo l’antico codice”, “l’investitura con l’imposizione della spada” e quella a damigella con “l’apposizione della ciambella”. L’evento è curato dall’Associazione  culturale BC Sicilia per la valorizzazione e la salvaguardia dei Beni Culturali ed Ambientali – Sede di Caccamo.

LE  ECCELLENZE  TIPICHE:

SASIZZA PASQUALORA: L’antipasto più gustoso

ATTUPATEDDI CA FRITTEDDA: Pasta fresca con un cocktail di verdure

SASIZZA CHI QUALUZZI: È un secondo molto goloso

TARALLO DI CARNEVALE: È una ciambella della stessa fattura del bignè

SFINCE: Tra i dolci più semplici

PANACéNA: Lavorato a mano con fior di farina

Area di sosta:
A Caccamo in ViaTermitana N 37.935180, E 13.664570
Area con una dozzina di posti camper, posta subito dopo i giardini pubblici ed a 100 metri da castello. Con carico e scarico e colonnine per l’attacco dell’energia elettrica.

Grazie a Giovanni Aglialoro – Associazione per la salvaguardia e la valorizzazione dei Beni Culturali ed ambientali della Sicilia – Sede di CACCAMO (PA)

Per informazioni, dettagli e prenotazioni:  339.3721811  +  091.8149744
giovanni.caccamobcsicilia@gmail.com

Foto copertina di Franco Parla
Ciao a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Francia Centrale 2

Francia centrale 2 di Roberto Ioannilli

TOLOSA 
CITTÀ DELLO SPAZIO


Guerre stellari, l’uomo sulla luna, la stazione orbitante intorno alla terra, i viaggi su Marte, insomma qui vi dovete armare solo di curiosità ed arrivare al mattino, in questo parco spaziale interattivo vi potrete togliere un mare di curiosità e provare il volo simulato e tanto altro.

COORDINATE GPS: 43°35′12.9″N 1°29′35.8″E /
43.586917°N 1.493278°E

CAMPING: Camping Toulouse Le Rupe –21 Chemindu Pont de Rupé, 31200 Toulouse, Francia 
43.6560422, 1.4160671
 N43 ° 39’21 “E1 ° 24’56”

Telefono: +335.61700735

CARCASSONNE: un’antica fortezza, dal basso la visione di mura spettacolari, la storia dei Catari e della loro fine, tutto eccezionalmente conservato. C’è un grosso parcheggio proprio nelle vicinanze, il camping o area di sosta lo trovate a Trebes che è a pochi km

COORDINATE GPS: N 43.2130358 E 2.3491069

AREA SOSTA: ampio piazzale sterrato, non ombreggiato, vicino alla cittadella, carico e scarico, illuminato, tranquillo. Unico posteggio per camper. Seguire le indicazioni per Parking (P2). Gratuita dalle 20:00 alle 8:00 per il pagamento diurno anche in contanti alla cassa automatica. per 20 ore notte compresa abbiamo speso 11,70 €

TREBES E CANAL DU MIDI’ : questo paesino sul fiume è un piccolo giardino fiorito, un classico bel paese francese, ha il Canal Du Midi’ che lo attraversa e molte chiuse di risalita, la storia: Il commercio di frumento nel XVII secolo era fiorente e necessitava di infrastrutture per il trasporto delle merci. Per tale motivo Jean-Baptiste Colbert, controllore generale delle finanze di Luigi XIV (detto “il Re Sole”) autorizzò la costruzione di un canale per favorire gli scambi commerciali evitando il passaggio obbligatorio attraverso lo stretto di Gibilterra. Colbert autorizzò l’innalzamento dell’opera con il decreto reale dell’ottobre. Ideatore, promotore e progettista fu Pierre-Paul Riquet, precedentemente esattore delle imposte, francese nato a Béziers, che diresse i lavori, iniziati appunto nel 1666 e terminati nel 1681.

COORDINATE GPS: N 43.2108325 E 2.4412579

CAMPING: Camping A l’ombre des micocouliers – Chemin de la Lande, 11800 Trèbes, Francia

Telefono: +334.68786175


GPS Location – 43.207006, 2.441132

PORT GRIMAUD
: per chiudere in bellezza questo viaggio, che di sicuro vi entusiasmerà, non c’è posto migliore di Port Grimaud a soli sette km da Saint Tropez. Il paesino vi stupirà, nato dall’idea di un ingegnere ha come caratteristica quella di essere una piccola Venezia, ma non come molte che si definiscono così e poi deludono, qui troverete canali e casette colorate, porticcioli e barche lussuose, si possono affittare delle barchette elettriche e girare per la laguna. Sui bordi di queste strade d’acqua un ‘infinità di ristorantini caratteristici, ovviamente il piatto principale solo le moulesfrittes, per le signore ci sono i mercatini nella piazza centrale, dove si accede tramite un ponticello delizioso. La vallata ed il mare azzurro saranno presenze costanti nei vostri occhi e avrete la possibilità, tramite le Bateaux Vert di essere trasportati a Saint Tropez, attraverserete l’omonimo golfo a pochi euro.

Qui avrete diverse possibilità ma vi consiglio due Camping, il primo in assoluto è LES PAIRIES DE LA MER: ci siamo stati decine di volte, è gigantesco, due supermercati, discoteca, birreria, rosticceria, ristorante, mercatini serali, giostre per i bambini, parrucchiere e attività di mare, due bar sulla spiaggia, bagni in vari stili , romano, greco ecc, insomma realmente un eden, l’unica pecca è l’area che hanno lasciato per i camper è polverosa e sempre piena. Il camping si trova a 300 metri dall’ingresso di Port Grimaud, il campeggio ha due entrate, una dalla statale più semplice per i camper e l’altra dall’ingresso del paese. Considerate anche la pista ciclabile che va dal campeggio a Saint Maxime, lungo questa strada vedrete degli scorci unici e suggestivi. Se non troverete posto in questo campeggio andate in quello vicino

LA PLAGE: qui avrete, sicuramente, la possibilità di mettervi vicino o sulla spiaggia, ci sono meno servizi del primo, ma essendo attaccato, potete, via spiaggia, usufruire di tutti i servizi del primo. Dal campeggio parte anche un trenino che fa diverse corse giornaliere verso il paesino di Grimaud che si trova sulla collina.

COORDINATE GPS: N 43.2718123 E 6.5819521

CAMPING: LE PRAIRIES DE LA MER all’ingresso del paesino o il camping LA PLAGE

AREE SOSTA: Non disponibile

IL VIAGGIO È LA CAPACITÀ DI RESPIRARE I LUOGHI IN SINTONIA CON LA NATURA E LO SPIRITO , È QUEL CONDIVIDERE L’AMORE SCOPRENDO… È L’ANDARE CON NOI STESSI VERSO UN FINITO FISICO E VERSO UN INFINITO DA SCOPRIRE.
BUON RITORNO E MI RACCOMANDO INIZIATE A SOGNARE IL PROSSIMO!

Perigord parte 3

Perigord parte 3

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Franco Parla.
Eccoci all’ultima parte di questo tour.
Rimanete sulla costa del’oceano, ma dirigetevi verso sud, fino ad arrivare alla straordinaria Duna du Pilat.

La “Dune de Pilat” è la duna più alta d’Europa. Lunga circa 3 km, larga 500 mt, ed alta tra 102 e 104m. E’ costituita da circa 60 milioni di metri cubi di sabbia, per il 90% granelli di 0,3 mm di quarzo bianco o rosa pallido. Viene continuamente rimodellata da venti e piogge, e si sposta verso est, dal mare verso la terraferma. La sua sabbia viene dal fondo dell’oceano, che le correnti depositano all’ingresso del bacino naturale. La sommità riserva un panorama unico, diverso ogni giorno: onde di sabbia, canali dalle forme che ricordano i canyon. La consistenza consente di passeggiarvi sopra con una certa facilità, alla scoperta di orizzonti e scorci sempre nuovi. La vista è mozzafiato, tanto sui boschi dell’entroterra quanto verso l’infinito Oceano Atlantico. È consigliabile, se la giornata è molto calda, effettuare la salita alla Duna di Pilat verso il tardo pomeriggio, quando il sole non è più così forte.

Campeggio alla Duna du Pilat:
Camping Panorama du Pyla – Grande Dune du Pyla, Route d’Arcachon À Biscarrosse, 33115 La Teste-de-Buch 44°34’22.4″N 1°13’16.1″W – 44.572895, -1.221139

Lasciato l’Oceano, inizia il viaggio di ritorno. La prossima tappa è il Castello di Monbazillac, nei pressi di Bergerac. Nome del vino dolcissimo che accompagna il foie gras, Monbazillac è anche un paesino e un castello del XVI sec. che domina la valle di Bergerac, al di sopra di un oceano di vigneti. L’architettura dell’edificio oscilla fra austerità militare ed eleganza rinascimentale: i suoi fossati e il suo cammino di ronda sono in sintonia con una facciata in cui si aprono finestre e sormontata da lucernari lavorati. Nel cortile d’onore, le cantine sono state trasformate in ristorante; il negozio propone vini e prodotti del territorio.
La Denominazione di Origine Monbazillac è la culla dei migliori vini dolci di Francia. L’invecchiamento sviluppa caratteristiche intense. Il vino è viscoso con aromi di miele, vaniglia, albicocca e arancia.

Parcheggio a Monbazillac: D13 Monbazillac 44°47’44.5″N 0°29’33.3″E 44.795705, 0.492577

La prossima tappa, è la suggestiva Collonges la Rouge. Un borgo incantato che sembra uscito da un libro di favole, una meravigliosa minuscola cittadina situata nella regione del Limosino: Collonges la Rouge vi saprà catturare perché è davvero unica. Costruita interamente in pietra arenaria rossa, proveniente dal massiccio dell’Habitarelle, in opposizione ai tetti grigi in ardesia, questo borgo dai forti contrasti cromatici è un gioiello che dovete assolutamente vedere. Merita ancora di più al tramonto, si può così ammirare un rosso ancora più intenso. Qui è nata, nel 1981, l’associazione dei più bei villaggi di Francia.

Area sosta camper a Collonges la Rouge: 45°03’30.8″N 1°39’32.5″E 45.058541, 1.659020
Ultima tappa di questo viaggio, sono le Gouffre du Padirac. In pochi minuti, grazie a tre ascensori si scende a 103 metri di profondità ed inizia la visita guidata di 2 km che dura 1,30. Si costeggia le lac des Gours e al passaggio, si può ammirare la Grande Pendeloque, stalattite di 60 metri e la Sala del Grande Duomo con le sue magnifiche sculture rocciose. L’escursione termina con la passeggiata su una barca che scivola lentamente sulla Rivière souterraine e permette di godere uno spettacolo unico, snodandosi tra rocce sporgenti e lisce.

La temperatura all’interno del sito non supera mai i 13° e per questo è consigliato portare un maglioncino e delle scarpe con suola di gomma. Questo sito straordinario è formato da una rete di gallerie e fiumi sotterranei che conta tra i più lunghi del mondo, dopo quelli dello Yucatán (40 km), in Messico. Il Gouffre di Padirac è sicuramente una tappa imperdibile.

Parcheggio della Gouffre de Padirac: 44°51’26.6″N 1°45’05.5″E 44.857393, 1.751535
E voi ci siete stati in queste regioni? Ditemi la vostra, scrivete i vostri suggerimenti qui sotto.

Ciao a tutti da Franco Parla, CAMPERISTA ITALIANO.


Francia Centrale

Francia centrale di Roberto Ioannilli

Il viaggio è quel qualcosa che cura la voglia di vivere.
Quello che seguirà non sarà una vacanza agiata ma una stupenda “fatica” che moltiplicherà per cento quel benessere psicofisico che spesso è messo a dura prova dallo stress quotidiano. Chi, in questo, coglierà la giusta voglia d’andare si ritroverà un piccolo gioiello di vita che rimarrà incastonato nella vostra storia:
L’andare scoprendo è cultura, visione differente del mondo, cambiamento d’unione verso gli altri e la vita.

La Francia è per i camperisti quello che Sanremo è per le canzoni, un paese in cui il plein air è vissuto in maniera capillare, troverete moltissime strutture ricettive pubbliche e private, tra cui tantissimi Camping e miriadi d’aree sosta, anche i particolari Camping alla farm (campeggi creati all’interno di aziende agricole). Per i principianti ed anche per i più esperti è una manna di tranquillità. Il problema che ci affligge in viaggio, del dove fermarsi, non esiste, ovunque andrete troverete una piazzola. Ricordate che in francese Camper si traduce Camping Car.
Nelle prossime righe non da leggere ma da vivere, cercherò di “passarvi” tutte quelle sensazioni magiche che hanno accompagnato me e la mia splendida metà su queste strade d’avventura.
Il viaggio è parte importante nell’amore, l’unione di due che diventano uno ha il suo terreno fertile proprio in quell’insieme che comprende anche l’andar vivendo sulle strade del mondo .

  • SCOPRIAMO QUESTA NUOVA AVVENTURA, PARTENZA (generica per tutti) DA:
    TORINO
    AVIGNONE
    ANDUZE – BAMBUSERAIE
    MICROPOLIS – SAINT LEONS AVEYRON
    GOUFFRE DE PADIRAC
    ROCAMADUR
    ROQUE DE SAINT CRISTOPHE- PEYZAC-LE-MOUSTIER
    TURSAC – PARCO DELLA PREISTORIA
    SARLAT LA CANEDA–FIUME DORDOGNE
    CARSAC – CANOE(partenza canoe)
    GROLEJAC– CANOE(partenza canoe)
    LA ROQUE GAGEAC – CANOE (partenza canoe)
    MONTPON MENESTROL– CANOE (partenza canoe)
    SIORAC-EN-PERIGORD – CANOA (partenza canoe)
    AUBETERRE SUR DRONNE
    DUNA DI PILAT
    LAC DE BISCARROSSE
    TOLOSA – PARCO DELLO SPAZIO
    CARCASSONNE – CASETLLO CATARO
    TREBES – CANAL DU MIDI’
    PORT GRIMAUD – GOLFO DI SAINT TROPEZ

PARTIAMO!
I luoghi che andremo a scoprire sono quelli della Francia Centrale, visiteremo, di passaggio, solo una città importante ma di seguito vi consiglierò posti fuori dai normali circuiti turistici tradizionali.
Partiremo idealmente, per tuti, da Torino, proseguendo dal traforo del Frejus, direzione :

AVIGNONE
La città dei papi è molto bella e conosciuta, l’ho inserita nell’itinerario come sosta utile e come primo contatto con la cultura francese (per chi non c’è mai stato), il camping Bagatelle si trova dall’altra parte del fiume, di fronte alla città.

Vi consiglio di evitare i parcheggi intorno alla città, la zona è frequentata da molti ladruncoli. Il campeggio è sicuro e con 10 minuti a piedi si arriva in centro città. Lungo il fiume vedrete il vecchio ponte cantato da Aznavour, chiamato: ponte degli innamorati, si dice che chi si bacia li sopra s’amerà per sempre.

COORDINATE GPS: N 43° 56’ 59.99’’ – E 4° 49’ 59.99’’

ALTRO LONG: 4.805528 LAT 43,949317

CAMPING: BAGATELLE – Allee Antoine Pinay – ile de llaBarthelasse – 84000
TEL. +33 490863039 – MAIL: camping.bagatelle@wanadaoo.fr
N 43.95228 – E 4.79933
N 43° 57’ 08’’ – E4° 47’ 58’’

AREE SOSTA: Aire de Camping-car Pont d’Avignon – Chemin de la Barthelasse Avignone –
N 43.955580 – E 4.799080

TEL. +33490806350

BAMBUSERAIE– ANDUZE

COORDINATE GPS: N 44° 04’ 9.60’’ – E 3° 58’ 23.99’’

CAMPING: LE PRADAL 200 Route de Generargues 30140 Anduze                    TEL. +33.66617981 GPS: N 44.062303 – E 3.982918
AREE SOSTA: Anduze sud – Avenue du Pateur Rollin- Place de la Gare
GPS: N 44.050000 E 3.984440

MICROPOLIS (città degli insetti)
SAINT LEONS AVEYRON

COORDINATE GPS: N 44° 12’ 30.00’’- E 2° 59’ 10.19’’
44.2083325 – 2.986162722
CAMPING: (a qualche km) Campeggio a Saint-Beauzély, Francia
Indirizzo: La Tacherie, 12620 Saint-Beauzély, Francia
Telefono: +33565620038 – GPS: 44.178519 – 2.999282
AREE SOSTA: ( si trova a Millau a qualche km ) AREA CAMPER PARK MILLAU
Indirizzo: Rue de la Saunerie, 12100 Millau, Francia – Telefono: +33.183646921

Immerso nella splendida cornice naturale di Saint-Léons, la città degli insetti di Micropolis, offre un’avventura unica in Europa. È l’unico posto in cui genitori e bambini possono esplorare, ammirare e sperimentare qualcosa di nuovo tra piccoli animali, ma con enormi sorprese. Avete presente un formicaio visto da una formica? No probabilmente ed è per questo che dovete visitare questo museo interattivo.

GOUFFRE DI PADIRAC
Indirizzo: Le Gouffre, 46500 Padirac, Francia – Telefono: +33565336456
Guidavo da un paio d’ore per le stradine collinari del centro della Francia, lo sguardo cadde li, dove un grosso stormo d’esseri umani, stipati si bordi di in cerchio su quella che poi scoprimmo essere una gigantesca buca. Parcheggiammo il camper e curiosissimi andammo prima ad affacciarci, poi all’ufficio informazioni, la grossa buca è profonda 100 metri e la larghezza sarà di un sessantina.Una volta scesi sotto al Guffre’ si entra in una galleria, si prosegue sottoterra per circa un 300 metri poi c’è l’imbarco sul le Lac de la Plouye , esperti marinai sotterranei ci portarono in quel luogo incantato che ancor oggi mi emoziona ricordare…

COORDINATE GPS: 44.852644, 1.744358
Camping Roca d’Amour
Indirizzo: 46500 Padirac, Francia
Telefono: +33565336554
AREE SOSTA: Parcheggio nei posti riservati poco distante dall’ingresso. Non è consentita la sosta notturna

ROCAMADUR
scoprirete un santuario spettacolare. Praticamente è aggrappato ad una parete rocciosa, gli edifici si sovrappongono creando un effetto castello particolare, il tutto che sovrasta una valle incantevole. La bellezza aiuta la fede ed in questo caso l’affermazione supera la realtà, il santuario è meta di pellegrinaggio.

COORDINATE GPS: Latitude: 44.804198/Longitude: 1.626671
CAMPING: Les Cigales – gpsLat 44.80537 Long 1.63212
AREE SOSTA: A Rocamadour nel parcheggio alto del castello in area camper senza servizi (44 48 0,03n – 1 36 55,9e). Gratuito.

ROQUE DE SAINT CRISTOPHE
Indirizzo: Roque Saint-Christophe, 24620 Peyzac-le-Moustier, Francia
Telefono: +33553507045

COORDINATE GPS: N 44.9890919 – N 1.0685994
CAMPING: le Paradis – La Rebeyrolle – F-24290 St-Léon-sur-Vézère – Dordogne France
Coordonnées GPS: (N 45.00183 – E 1.071006)
Tél : 33 (0) 553 507 264 – Fax: 33 (0) 553 507 590
AREA SISTA: eccellenti strutture per il parcheggio con servizi igienici e una caffetteria. Il cibo è semplice.

Immaginate una valle con un grande fiume che l’attraversa, sulla sua parte destra un’enorme spaccatura orizzontale sulla montagna, già di per se è qualcosa che ti toglie il respiro ma poi quando sapere che li hanno vissuto persone da circa 3.000 anni ti rende il posto atavico e quasi spirituale, toccare quelle pareti e pensare che tremila anni fa altre persone, diversissime da noi, hanno fatto la stessa cosa è emozionante. Dovrete salire per un breve sentiero, all’interno troverete una ricostruzione in scala di come era e anche a grandezza naturale, il sistema di carrucole per l’approvvigionamento.

PARCO DELLA PREISTORIA
Parco Préhisto 24620 TURSAC
COORDINATE GPS: Latitudine: 44.969054 | Longitudine: 1.044529
VIAGGIO NEL CUORE DELLE NOSTRE ORIGINI, DA NEANDERTHAL A CRO-MAGNON
Immerso in un paradiso di verde e situato tra due scogliere nel cuore della valle del Vézère, scoprirete in questo sorprendente parco della preistoria le scene a grandezza vitale della vita quotidiana dei primi Neanderthals cacciatori-raccoglitori e uomini Cro-Magnon. Durante tutto il corso, si approfondiscono gli stili di vita e le abitudini degli uomini della preistoria nei luoghi dove vivevano 35 000 anni fa, e si sarà in grado di osservare la diversità degli animali della preistoria. I segni esplicativi che segnano il percorso permettono un approccio scientifico ed educativo alla vita quotidiana della presenza dell’uomo preistorico in questi luoghi.
Di Animazioni sono offerti per approfondire la vostra visita e sperimentare il modo di vita degli uomini della preistoria. Animazioni durante le vacanze scolastiche di Pasqua e tutti i Santi, week-end del mese di maggio, e tutti i giorni tranne sabato in luglio-agosto. Consultateci per conoscere il programma.

PREZZO: Tariffa adulti: 7,50 euro – tariffa bambini (da 5 a 13 anni): 4,50 euro – tariffa studenti: 6,50 euro-tariffa gruppo adulto: 6,00 euro-tariffa gruppo bambini: 3,00 euro-quota gruppo studenti: 5,00 euro – libretto Prehisto-Games: €0,90-animazioni: €3 per partecipante.
ORARI: Aperto tutti i giorni dal 1 aprile al 5 novembre.
Aprile – maggio – giugno – settembre: 10 – 6,30 PM
Luglio – agosto: 10 – 7,30 PM
Ottobre-novembre 5:10 – 5,30 PM
Parco Préhisto

SARLAT LA CANEDA
COORDINATE GPS: Latitudine: 44.887943 | Longitudine: 1.216132
CAMPING: Camping Huttopia Sarlat – Rue Jean Gabin, 24200 Sarlat-la-Canéda, Francia
GPS: Latitudine : 44.893487 Longitudine : 1.2249027999999953
Telefono: +33553590584

AREE SOSTA: Aire de Camping-Car – Sarlat la Canéda
Avenue du General de Gaulle, 24200 – Tel.: +33553315331
GPS: N 44.89527, E 1.21250
N 44°53’43”, E 1°12’45”

DORDOGNA IN CANOA
Andate in canoa, escursioni o per una giornata semplice, scoprendo i luoghi più belli del Périgord (il Castello di Montfort e i suoi magnifici bastioni che si affacciano sulla Dordogna, la città medievale di Domme, classificato dall’associazione dei borghi più belli di Francia, La Roque GAGEAC, uno dei più bei villaggi della Francia, il castello feudale di Castelnaud, XII, XVI secolo, il più visitato nel sud-ovest della Francia, il Castello di Beynac, fortezza feudale, antica Baronia, tour inglese e francese…).

EXPLORANDO Esplora il Périgord dal fiume Dordogna
+330674244081
Explorando canoe base
GROLEJAC La Gardelle, 24250 Groléjac, France
Latitudine: 44.822502 | Longitudine: 1.282821

EXPLORANDO è una base canoa kayak situato a Grolejac, in Dordogna, vicino a Sarlat, Nel cuore del Périgord Noir.
A 12 km da Sarlat, la base di canoa Explorando a Groléjac è idealmente situato alla fine del corso della Dordogna.
Situazione privilegiata per gli escursionisti, che dopo diversi giorni recupereranno la loro auto senza aspettare un possibile trasporto.

Dettagli Prezzo
Tariffe 2016
– Grolejac>>>Pertrac -9 km-2 ore
Canoa 2 posti €15 per pers.
Kayak 1 posto €18 per pers.
– Grolejac>>> LA ROQUE GAGEAC 17 km-3 ore 1/2
Canoa 2 posti €20 per pers.
Kayak 1 posto €23 per pers.
– Grolejac>>> BEYNAC – 22 km-4 ore 1/2
Canoa 2 posti €25 per pers.
Kayak 1 posto €28 per pers.
I prezzi indicati sono il prezzo per persona.
Tariffe bambini-12 anni: € 10/bambino, qualunque sia il corso.

Date e orari
Da maggio a settembre dalle 9:30 alle 6:00 p.m.

Canoe per vacanze
Naviga lungo i siti elencati e castelli della Dordogna
05 53 28 17 07 Www.canoevacances.com

Indirizzo: 24250 La Roque-Gageac, Francia
 Latitudine: 44.825544 | Longitudine: 1.183499

Situato nella Dordogna in La Roque GAGEAC, canoe vacanze con il suo noleggio di canoa o kayak, vi accoglie per una discesa del fiume della Dordogna, e scoprire luoghi come Beynac, Castelnaud, Montfort, Fayrac, Milandes, Pertrac, e questi magnifici castelli in tutto il corso

Come parlare di una vacanza in canoa senza menzionare la sua posizione e il suo senso di ospitalità. Oltre a preservare questo sito eccezionale, situato di fronte alle scogliere delle Pendoilles, siamo ansiosi di soddisfare il meglio della nostra clientela.
È in questo ambiente idilliaco, con il suo ampio parcheggio ombreggiato, gratuito, il suo snack-bar e la sua terrazza sul fiume che canoa Vacances offre molti servizi:
Canoe 2, 3, 4 posti, kayak, liquori, vi aspettano in 3 diversi percorsi (9 km – 16 km – 25 km).
Sedia
Ogni giorno uniamo la nostra esperienza che abbiamo acquisito da oltre 20 anni per completare il nostro lavoro e dare piena soddisfazione ai clienti che sono diventati per alcuni degli amici. Questo è il modo in cui vi invitiamo a venire a scoprire il bellissimo e anche bellissimo fiume della Dordogna e di navigare lungo i siti e castelli classificati per alcuni dei più belli in Francia. Durante l’attesa per la vostra prossima vacanza, navigare in questo sito e non dimenticate di fare una sosta alla nostra vacanza in canoa base.

E come ha detto G. PERNOUD: “buon vento!”
Tariffe e itinerari

CARSAC – LA ROQUE GAGEAC
Da Montfort (il ping, il castello eretto sul suo promontorio), il villaggio di Detrac, Cénac, che domina la Bastide di Domme e le scogliere delle Pendoilles.
Distanza: 16 km (circa 3 ore)
Prezzo:
Canoa per 2, 3 e 4 posti: € 19/persona
Kayak o Spirito 1 persona: €19
Partenza dalla base in minibus: 10h – 11,15 e 14h

LA ROQUE GAGEAC – LES MILANDES
Itinerario della Valle dei cinque castelli, dal villaggio di la RoqueGageac (costruito sul lato della scogliera, classificato tra il più bel villaggio di Francia con il Fort troglodyte) il Château de la Malartrie, il maniero di Marqueyssac, il Château de Castelnaud, il Castello di Fayrac, il Castello di Beynac e il Castello di Milandes.
Distanza: 9 km (circa 2 ore)
Prezzo:
Canoa per 2, 3 e 4 posti: € 16/persona
Kayak o Spirito 1 persona: €16
Partenza gratuita dalla base in canoa: 9,30 AM-5PM

CARSAC – IL MILANDES
Uno dei percorsi più belli per godersi i paesaggi e castelli del Périgord Noir: il ping di Montfort e il suo castello eretto sul suo promontorio, il villaggio di Cénac, che domina la Bastide di Domme, le scogliere delle Pendoilles, il villaggio di la RoqueGageac ( Costruito sul lato della scogliera, classificato tra i borghi più belli della Francia con il Fort troglodyte) lo Château de la Malartrie, il maniero di Marqueyssac, lo Château de Castelnaud, il Castello di Fayrac, il Castello di Beynac e il Château desMilandes.
Distanza: 25 km (circa 5 ore)
Prezzo:
Canoa per 2, 3 e 4 posti: € 24/persona
Kayak o Spirito 1 persona: €24
Partenza dalla base in minibus: 10h e 11h15h

PROMENADE LA ROQUE GAGEAC
Cammina 1 ora €7 a persona
-50% per i bambini di età inferiore ai 12 anni che condividono la canoa di entrambi i genitori. Prenotazione consigliata. Tariffe speciali per gruppi e comitati di lavoro. 05.53.28.17.07
Escursioni per diversi giorni
2 giorni (46 KM): grotta – > la Roque-GAGEAC
3 giorni (60 KM): Gluges – > la Roque-GAGEAC
4 giorni (78 KM): Carennac – > la Roque-GAGEAC
5 giorni (98 KM): Beaulieu – > La Roque-GAGEAC
6 giorni (120 KM): Argentt – > la Roque-GAGEAC

Il parcheggio è gratuito

Canoa Montpon
Indirizzo:
Base de Chandos, 24700 Montpon Menesterol
GPS: Latitudine:45.00989 | Longitudine:0.16319
Viaggio in canoa sull’isola. TEL. +3306.15.19.11.18 – +3306.25.17.02.78

Canoa Montpon
A Montpon-Ménesterol, offriamo Scopri la valle dell’isola Nel Périgord bianco. Venite a provare la canoa, kayak o giro in bicicletta.Alle pietre di sabbia dei suoi meandri questo bellissimo fiume vi sorprenderà con la sua bellezza in mezzo a una fauna e flora conservati. Offriamo diversi viaggi dalla base del tempo libero: una passeggiata di un’ora, mini-escursione (2:30), mezza giornata o giorno. In loco offriamo l’affitto di biciclette per un’ora, mezza giornata, giorno o più. Abbiamo anche per piccoli e grandi kart pedali utilizzabili sul véloroute Green Lane.

RAID in canoa
Vivere la Dordogna e il Vézère con l’acqua in canoa
+330553316411
+330607155743
Pagina Facebook Www.a-canoe-raid.com

Canoa base RAID canoa kayak
RAID in canoa : Canoa kayak da poche ore a diversi giorni!
Con la famiglia o gli amici, venite a rilassarvi e godervi i paesaggi del Périgord navigando i fiumi Vézère o Dordogne dalla nostra base a Siorac-en-Périgord.
 Lasciatevi guidare tra le acque tonificante di uno dei due fiumi magici che si snodano nel cuore del Périgord Noir, della Dordogna e del Vézère.
Provate la grande avventura dei Gabariers e godetevi la bellezza incomparabile dei paesaggi puntati da scogliere, castelli ripidi, spiagge e villaggi autentici!
Fai il tuo itinerario di viaggio in canoa, scegli
– > Il vostro punto di partenza sulla Dordogna o il Vézère
-> La lunghezza della vostra escursione
– > L’arrivo della vostra escursione sulla Dordogna tra Siorac e Limeuil
(confluenza con il Vézère)
220 chilometri di fiumi senza dighe dalla base di Siorac-en-Périgord
Professionisti al vostro servizio: qualità, competenza, consulenza… Tariffe molto competitive
Eric è il figlio maggiore di Georges Carlos il fondatore della canoa Trek dal 1983

https://www.perigorddecouverte.com/canoes.php
Quando scoprii la Dordogne ebbi un sussulto, l’antichità dei luoghi, la bellezza della natura e lo scorrere lento di questo fiume ci hanno stregato, è bello costeggiarlo in camper, ma farne alcuni tratti in canoa è un’esperienza che non si può perdere. Troverete molte attività di affitto canoa, in genere hanno il parcheggio sull’erba per i mezzi e la sosta è gratuita, si ha la possibilità di scegliere di quanti km si vuol risalire il fiume, poi con un bus vi portano alla distanza scelta, scendono la canoa, ce ne sono di molti tipi, anche famigliari, vi danno dei bidoni chiusi, dove mettere le vostre cose, per evitare che si bagnino e via, una piccola spinta ed inizia la lenta e rilassante discesa. Lungo il tragitto, tra gli alberi delle sponde non mancheranno le indicazioni di bar o ristoranti, potete accostare, mangiare e ripartire a vostro piacimento. Inutile dirvi di armarvi di macchina fotografica, spero siate bravi ad immortalare quella meraviglia che i vostri occhi vedranno.

AUBETERRE SUR DRONNE
COORDINATE GPS: N 45.271297 E 45.271297
CAMPING: Camping d’Aubeterre sur Dronne – Tel. 0033(0)6.87.29.18.36
Capitammo qui per caso, davanti un fiumiciattolo sinuoso, sopra dei piccoli ponti pietra, lungo la “riviere”i platani con le loro foglie grandi e ombrose, il camping proprio sotto la collina del paese, su un’ansa del fiumiciattolo una bellissima radura verde intenso a dividerla dall’acqua un piccola spiaggetta di sabbia. Di getto pensai: voglio vivere qui! Sorrido dei ricordi e spesso li riprendo, ogni volta che posso ci torno. Salendo sopra nel paesino troverete una piccola piazzetta con bar e ristorantini, un piccolo museo delle farfalle e i tanti colori caldi della Francia rurale. Nella parte alta, seguendo le indicazioni, troverete una basilica monolitica sotterranea, impressionante la grandezza, mi ha ricordato una chiesa nelle miniere di sale di Cracovia.

DUNA DI PILAT
La sabbia che copre la foresta, potrebbe essere un titolo di un romanzo ma è cosa reale, questa duna cresce di anno in anno, nel 2010 era lunga quasi tre km ed alta più di cento metri. All’ingresso del parcheggio dite che vi fermate la notte, è anche area di sosta, non perdetevi il tramonto e l’alba, se avete bambini portatevi uno slittino da neve, poi capirete a cosa serve. Si sale sopra da una lunga scala sulla parete della duna, da sopra lo spettacolo non lo scorderete mai… non vi do indicazioni, certe emozioni vanno godute da soli.

COORDINATE GPS: N 44.58916145 E -1.2141047095008597

LAC DE BISCARROSSE
A pochi km dalla Duna di Pilat, a circa 17 km, troverete questo splendido lago. Non pensate che le temperature di agosto siano simili a quelle italiane, sull’oceano , e qui siete a soli 7 km da esso, non troverete afa. La particolarità di questo lago è che la sabbia è bianca e finissima, l’acqua dolce bassissima per parecchie decine di metri, per i bambini un eden e per i genitori tanta tranquillità, ci sono sempre dei giochi d’acqua e per chi ama camminare o usare la bici troverete moltissime piste ciclabili in mezzo ai boschi che lo circondano.

COORDINATE GPS: N 44.4315426 E -1.1734674
CAMPING: Camping La Forêt- Avenue de Biscarrosse, 33260 La Teste-de-Buch, Francia
Telefono: +33556227328
GPS: 44.5847824 / -1.2091827
AREE SOSTA: Aire De Camping Car – Indirizzo: 1039 Avenue de Losa, 40460 Sanguinet, Francia

Piccoli camperisti

Piccoli camperisti

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

A che età avete fatto il vostro primo viaggio in camper? Sicuramente l’esperienza è legata a un bellissimo ricordo!
Eh già, quando si è piccoli, le gite possono essere un’esperienza indimenticabile. Alcuni percorsi però possono essere molto lunghi e, soprattutto per i piccoli camperisti, le ore possono essere molto dure da passare seduti. Così arriva la fatidica domanda: “Quanto manca?”.
Allora perché non pensare a qualche attività da far fare ai bambini durante i viaggi in camper per renderli ancora più divertenti con qualche passatempo che elimini la noia?
Proviamo a spegnere la tv e vediamo qualche gioco e attività da fare insieme per stimolare e intrattenere i più piccoli.

Lettura: il camper è il luogo perfetto per leggere qualche bellissimo libro a tema viaggio. Allora perché non farlo insieme cercando di immaginare luoghi immaginari o ripassando i capoluoghi e le capitali? Potete anche insegnare ai bambini a tenere un diario all’interno del quale segnare (e disegnare) i luoghi visitati o il racconto della propria gita.

La fabbrica dei mostri: Vi bastano qualche foglio di carta o cartoncino, forbici, un dado e un po’ di colori.
1: disegnate alcune parti del corpo o oggetti su alcune carte (per esempio occhi, orecchie, mani, piedi, oggetti di uso quotidiano, animaletti).
2: disegnate una forma neutra su un foglio (il corpo del mostriciattolo).
3: Ogni partecipante ha un foglio sul quale disegnerà un mostro.
4: tirate il dado e pescate una carta, l’abbinamento tra soggetto sulla carta e numero del dado vi dirà quanti occhi, orecchie o zampe ha il vostro mostro. Disegnatelo insieme.
5: finito il mostro scambiatevi il foglio con quello degli altri e disegnate la casa del mostro.
6: appendete i disegni nel camper per renderlo ancora più colorato.

Il viaggio in una mano: Vi bastano qualche foglio di carta o cartoncino e un po’ di colori.
1: disegnate la sagoma della vostra mano e quella della mano del bambino che gioca con voi su un foglio
2: disegnate all’interno delle mani ciò che vedete dal finestrino
3: sovrapponete le mani poggiando i fogli sul finestrino che funziona da lavagna luminosa
4: scoprite come si incastrano i vari disegni, creando nuovi luoghi immaginari.

Materiali consigliati:
carta di risulta o riciclata per rispettare l’ambiente insegnandone il valore.
Matite o cere (i pennarelli potrebbero dare fastidio perché i tappi potrebbero rotolare in viaggio).
Forbici a punta tonda e colla
Dadi
Giornali vecchi da ritagliare per i collage

Ciao a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Nero Norcia

Nero Norcia

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Può essere bianco o nero, è piccolo, si trova sottoterra ed è considerato uno dei cibi più pregiati al mondo. Di chi stiamo parlando? Del tartufo naturalmente!
Se siete amanti di questa prelibatezza vi consigliamo di non perdere assolutamente la fiera Nero Norcia che inizierà questo fine settimana e continuerà nei weekend fino al 10 marzo.

Gli oltre 100 produttori esporranno i loro prodotti artigianali. Non solo tartufi ma anche salumi, formaggi, vini. Ad accompagnarli un calendario ricco di eventi, musica, degustazioni e molto altro ancora.
Bisogna sapere che il tartufo nero è uno dei simboli di Norcia e della sua tradizione. Le morbide colline che proteggono la città, sono lo scrigno di un vero e proprio tesoro, fatto di pepite scure e profumatissime. Nero Norcia 2019, la 56° Mostra Mercato del Tartufo Nero Pregiato, quest’anno è intitolata: Esplorazioni sull’Eccellenza. E quest’anno c’è anche una grande e attesa novità, dopo due anni di “lontananza”, la Sagra torna dentro le mura storiche della città, per le vie del borgo, il luogo dove è nata e dove è sempre stata. Un’importante ed emozionante segno di rinascita.

La fiera apre dalle 9 alle 19.
Da non perdere:
Il 22 alle ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Taglio del nastro mostra fotografica“Perugia Calcio & Norcia”
Il 23 alle ore 17,30 – Show-cooking – Show-cooking e degustazione Pinza al tartufo a cura del Ristorante da Nemo
Il 10 marzo alle ore 12,30 – Piazza San Benedetto – Degustazione formaggi a cura di Gastronomo Gourmet Mario CorradiCome arrivare:
Chi arriva da nord: usate l’autostrada A1 uscendo a Valdichiana. Proseguite per Perugia sulla E45 e poi seguite le indicazioni per Spoleto. Poco prima di entrare a Spoleto si incontra il bivio per Norcia/Cascia.
Chi arriva da sud: Percorrete la A1 in direzione Firenze/Roma e uscire ad Orte. Proseguite fino a Spoleto.

Cosa vedere: L’Umbria e la provincia di Perugia sono meravigliose. Se avete qualche giorno approfittatene per visitare i monti Sibillini o le città di Assisi, Foligno, Spello. Un classico. A Norcia potete visitare la Basilica di San Benedetto o passeggiare intorno alle mura scoprendo le sette porte della città. Per chi ama il mistero consigliamo di spingersi fino al Lago di Pilato. Andate anche ad Acqualagna, altra città famosa per i tartufi.

Parcheggio:
L’area di sosta per i camper, a Norcia, si trova nei pressi del Centro Congressi “Boeri” in via Meggiana.
In alternativa: N 42.790550, E 13.094160 nella zona centrale troverete un parcheggio, vicino alle scuole ad alla zona impianti sportivi, camper service. Circa 8 posti camper. Oppure in località Castelluccio: N 42.805520, E 13.195400 è possibile la sola sosta diurna (senza campeggiare), nell’area al centro del Piano Grande, nei pressi del maneggio.
Per maggiori informazioni: proloconorcia@gmail.com / www.proloconorcia.it

Ciao a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Montecchio Medievale

Montecchio Medievale
di Marzia Moro


AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.
Amanti delle fiere medievali, prendete nota! Ad Aprile, vicino Vicenza e più precisamente a Montecchio Maggiore si terrà la 20esima edizione della “Faida”. Di che si tratta? Scopriamolo insieme:

Potrete scoprire la ricostruzione di un borgo quattrocentesco in un’area naturale quasi priva di elementi moderni; il luogo ideale per rinnovare l’appuntamento con la storia tornando ai fasti di un tempo in cui dame, cavalieri, musici, giocolieri, mercanti ed artigiani animavano i nostri luoghi. Riscoprendo così un glorioso passato che troppe volte è rimasto avvolto nell’oscurità e nel pregiudizio, ma che ha lasciato le sue tracce ben visibili nel territorio.

L’evento inzierà il 30 aprile al Castello della Villa con un grande banchetto teatralizzato.

Prenotazioni: info@faida.it

Costo: euro 35 con posto riservato allo spettacolo teatrale che si terrà alle 21.

Il primo maggio invece consigliamola visita ai castelli per assistere ai giochi di corte e alle famose cave di pietra, le “priare”. Per tutta la giornata l’accesso ai castelli sarà solo pedonale o con servizio di Bus Navetta. Da non perdere la mostra fotografica nella torre del castello di Romeo.

Un’area ben delimitata sarà adibita a stand gastronomici, servizi igienici, Punto di Primo Intervento, Punto Informazioni. Siete camminatori? Il visitatore che avrà percorso più chilometri per vedere “Montecchio Medievale” sarà premiato con un omaggio/ricordo dell’evento. Informazioni e iscrizioni alla Taverna del Castello di Romeo durante la manifestazione nella giornata del 1° maggio.

Dalle ore 9,00 alle ore 12,00 del 1° maggio sarà attivo un punto telefonico per informazioni chiamando il numero 0444.492259.

Amate la natura? Vi aspettano dodici itinerari semplici e affascinanti che vi condurranno tra gli scorci più nascosti e più dolci del territorio castellano, lungo le dorsali dei colli e fin negli angoli delle sue frazioni più lontane.

Servizio BUS Navetta: funzionerà al costo di 2 euro nella giornata del 1° maggio dalle ore 11,00 alle ore 20,00: biglietto valido per l’andata e il ritorno.

Partenze da: Parcheggio Via Degli Alberi (servizio anche per disabili) – Parcheggio Ditta Xylem Via Lombardi.
 
Un parcheggio comodo è in Via Castelli 4 Martiri, 122 N 45.511780, E 11.408860

Per maggiori informazioni visitate: www.faida.it

Ciao a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.

Carnevale in camper

Carnevale in camper

di Marzia Moro

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Marzia Moro.

Carnevale si avvicina, meglio non farsi cogliere impreparati e iniziare a preparare il vostro migliore costume mentre progettate il vostro prossimo viaggio in camper.

Abbiamo selezionato alcuni dei migliori carnevali d’Italia per darvi qualche suggerimento, pronti? Via!

Viareggio: da 140 anni il migliore della Versilia, da qui potrete visitare facilmente anche il litorale toscano. Inizia il 9 febbraio e dura fino al 25 febbraio.

Area attrezzata: C’è una comoda area attrezzata dietro la stazione, perfetta per raggiungere il mare, il centro e gli amici che vi raggiungeranno in treno in 10 minuti.

N 43.865600, E 10.257300

Acireale: Le sue origini risalgono al XVI secolo ed è imperdibile per i camperesti siciliani. Potete visitarlo dal 17 febbraio al 5 marzo. All’inaugurazione alle 16, in Duomo potrete assistere alla cerimonia della consegna delle chiavi della città.

Parcheggio comodo: A 200 m dall’ingresso della Villa Comunale, salite oltre la chiesa e girate a sinistra.

N 37.638942, E 15.176430

Cento: gemellato con quello di Rio, già che siete in zona andate a visitare anche Ferrara, è ricca di storia! Dal 10 al 24 febbraio, il 3 e il 10 marzo Cento vi aspetta numerosi. Da segnalare il concerto di Irama il 17 febbraio e lo spettacolo pirotecnico del 10 marzo.

Parcheggio: In via Marescalca/P.le 7 fratelli Govoni troverete un parcheggio che dista pochissimo dal centro storico, ben illuminato, con quasi 60 posti per sosta camper, camper service e fontanella d’acqua.

N 44.728550, E 11.296430

Putignano: siete in Puglia? Approfittatene per assaggiare la famosa Farinella! Il carnevale si tiene 17, 24 febbraio e 3, 5 marzo. Nel cuore della Valle d’Itria, da qui potrete visitare le grotte di Castellana se amate la natura o Alberobello e i suoi tradizionali Trulli.

Area sosta: Un’area comoda si trova nei pressi delle grotte di Putignano, a 300 mt dal paese su SS 172. A circa un km dal centro.

N 40.852750, E 17.117610

Venezia: A due passi dalle meravigliose Treviso, Belluno, Padova. Il Carnevale più classico vi permette di visitare lo splendido Veneto in poco tempo. Dal 16 al 24 febbraio.

Dove sostare: Vi consigliamo di sostare a Treviso o a Mestre e raggiungere la laguna in treno. In questo modo avrete il massimo della comodità e della praticità e potrete visitare i meravigliosi colli trevigiani. A Treviso c’è un’area con circa 40 posti, a due passi dal centro, è vicino alla ferrovia.

N 45.667699, E 12.263617

Oltre questi vi consigliamo la battaglia delle arance a Ivrea (ottimo carnevale per fare un salto a Torino) e il carnevale sull’acqua di Comacchio per chi vuole visitare il delta del Po. Se invece cercate un carnevale dolcissimo fate un salto a Fano! Sarete ricoperti da una pioggia di caramelle. Preferite le maschere misteriose? Scoprite i carnevali sardi. Oppure, se siete in Campania non perdete il maestoso carnevale Strianese con i suoi grandi carri allegorici.

Ciao a tutti da Marzia Moro, CAMPERISTA ITALIANA.


Colline Pavesi

Colline Pavesi

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Valentina e Lorenzo.

Quando il bollettino meteo dice che Caronte è in arrivo nel week end in città, puoi sempre contare sul tuo camperone che è già pronto per condurti al fresco! Con poco, anzi pochissimo tempo a nostra disposizione il raggio di azione si era ridotto di molto. Per evitare di tuffarci nelle piscine dell’hinterland milanese ci siamo ritrovati nelle colline pavesi, per la precisione a Rocca Susella, nell’oltrepò pavese.

Qui siamo venuti a conoscenza di un posto incantato e incantevole a iniziare dal nome. L’agriturismo Mondo Antico è una azienda a conduzione familiare dove è possibile fermarsi per mangiare dei prodotti tipici della tradizione lombarda con attenzione alle materie biologiche/biodinamiche. Fortuna e intelligenza vuole che si siano attrezzati per avere delle piazzole con il minimo sindacale, acqua e corrente per far vivere anche a noi camperisti un po’ di questa atmosfera. Ma la vera chicca di questo posto siede sul cucuzzolo della collina, superata un’irta salita, il premio: una vista mozzafiato sulle colline e un biolago dove è possibile fare il bagno insieme a dei piccoli pesci e a delle rane!

Ciao a tutti da Valentina e Lorenzo, CAMPERISTI ITALIANI.


Albinia

Albinia

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Valentina e Lorenzo.

Quando la nostalgia di posti belli si fa forte è un attimo che il tuo fedele camperone ti conduce proprio là dove il tuo cuore ti ha portato. Con una notte in più a disposizione partiamo da Milano in direzione Toscana, precisamente ad Albinia (GR) dove di passaggio una volta abbiamo scoperto un’area sosta molto carina (I Delfini – 42.50869, 11.19612) con tutti i servizi del caso curati perbenino, dal mood un po’ hippie, decisamente molto chilling con le sue amache distese, le collane di conchiglie e il lettino per i massaggi fronte mare. Ma per noi è anche il week end perfetto per testare la nostra nuova piccola griglia.

Peccato che qualcuno si sia dimenticato di comprare gli attrezzi base. Fortunatamente con un po’ di ingegno, si fa presto legna e la nostra grigliata di pesce fresco, consegnato a domicilio manco lo avessimo pescato noi, è fatta!

Ciao a tutti da Valentina e Lorenzo, CAMPERISTI ITALIANI.


Valeggio sul Mincio

Valeggio sul Mincio

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Valentina e Lorenzo.

Il week end è il momento d’eccellenza per godersi il tempo in famiglia e per viaggiare. Anche se siamo in inverno, vi diamo un consiglio per quando arriveranno i primi caldi. Cercate mete fattibili nell’arco di pochi chilometri nelle vicinanze di Milano che uniscano relax a refrigerio si contano sul palmo della mano? Noi ne abbiamo scoperta una carinissima e perfetta per lo scopo! A Valeggio sul Mincio c’è un agricampeggio (Parco Borghetto – 45.35762, 10.72163) ben servito, con ampie piazzole e prato all’inglese dotato di una piccola ma confortevole piscina.

 

Prossimamente termineranno i lavori anche per la piscina più grande. Dopo un divertente pomeriggio in piscina, raggiungiamo a piedi il delizioso Borghetto sul Mincio con i suoi ristorantini romantici per un gelato e una passeggiata serale. L’indomani il titolare gentilmente ci offre un passaggio per il parco tematico Cavour che dista un chilometro circa. Il parco offre una vasta gamma di intrattenimenti soprattutto per i più piccini. Di recente apertura è la spiaggia che con un paio di palme e la sabbia chiara per un attimo fa sognare a mamma e papà di essere ai caraibi e a Sofia di essere in un villaggio vacanze! Non mancano l’animazione a tema, gli scivoli e diversi punti ristoro per soddisfare tutte le esigenze di grandi e piccini.

Ciao a tutti da Valentina e Lorenzo, CAMPERISTI ITALIANI.