Le Idee

Dove andare in camper?

Cosa fare in camper se si ha solo un weekend a disposizione? Dove andare in vacanza in camper?
Queste sono le proposte dei nostri ambassador, navigati camperisti con migliaia di ore di strada alle spalle, pronti a darvi spunti e consigli sui vostri prossimi itinerari.

Belgio in camper

Belgio in camper

Oggi vi propongo un itinerario che potrete utilizzare per le vostre vacanze estive:  si tratta di un tour in camper in Belgio, che vi permetterà di vedere ed apprezzare il meglio di questa piccola nazione, ricca di storia e di fascino.

Una decina di giorni dedicati alla scoperta di magnifiche città, alla storia, alle miniere, alle Abbazie, ai Castelli, al cioccolato, ma soprattutto, alla ricerca delle inimitabili birre belghe.


Belgio in camper

 

Un tour in cui si ritorna sempre volentieri

Ho avuto modo di visitare più volte questo piccolo paese: infatti qualche anno fa, proprio qui, ho organizzato un evento per un Club.
Ed è proprio in seguito a queste esperienze, che vi propongo questo tour, che potrete benissimo effettuare da soli o se volete, in compagnia di altri amici camperisti.

Iniziamo il nostro itinerario all’Abbazia di Notre Dame d’Orval.
Qui si possono visitare le romantiche rovine dell’Abbazia (la nuova Abbazia non è aperta al pubblico).
Nel negozio dell’Abbazia è possibile acquistare il particolare formaggio giallo dell’Abbazia, ma soprattutto la famosa birra Trappista Orval fabbricata nel Monastero.

ℹ️ Parcheggio libero presso l’Abbazia
(gps 49°38’18.4″N 5°20’52.3″E).


TAPPA 2

Bouillon

Si prosegue per Bouillon (35 km), una cittadina dominata da un castello medievale, appartenuto a Goffredo di Buglione e dove è possibile assistere ad un bello spettacolo di falconeria.
Bouillon è una delle cittadine più visitate della Vallonia.
Questa località, così come la splendida vallata sottostante è dominata dal castello di Bouillon, considerato l’attrazione principale della città.
Ulteriori info sul castello cliccando QUI

ℹ️ Due possibilità di sosta libera:

  1. al parcheggio del castello (GPS 49.79435 5.067033)
  2. lungo il fiume, sulla sponda opposta rispetto al castello ( GPS 49.791138 5.065163)

A Bouillon, c’è anche un campeggio, il Camping municipal Halliru – Rue de Corbion 6830 Bouillon (49.791807,5.045909).
Se fate due passi in paese, troverete negozi che vendono le birre locali.
In Belgio scoprirete che tutte le cittadine producono orgogliosamente la propria birra.

Belgio: Bouillon


TAPPA 3

Dinant

La prossima tappa è Dinant (km 90)

Dinant è una pittoresca cittadina sulla Mosa incastonata tra il fiume ed una parete rocciosa.
Iniziate la visita della Cittadella, la sentinella secolare della città. Da qui il colpo c’occhio sulla sottostante Cattedrale di Notre Dame con il suo particolare campanile a cipolla del XVI secolo e sulla Mosa è da brividi.
Nell’agosto del 1914, la Cittadella e i suoi dintorni furono testimoni di terribili combattimenti che videro opporsi le truppe francesi a quelle tedesche.
Numerose le testimonianze, con effetti visivi e sonori.

Poi scendete in centro con la funicolare della città, oppure, se volete, a piedi (408 scalini).
La prima cosa da visitare è la Cattedrale, quindi gironzolate per il centro affollato di turisti e ricco di negozi.
Non potrete non notare gli enormi sassofoni posizionati sul ponte sul fiume e il motivo è semplice: a Dinant è nato Adolphe Sax, l’inventore del sassofono.

🍺A due km dal centro di Dinant si trova l’Abbazia di Leffe, dove si produce la nota birra.
Il sito non è visitabile, ma è possibile entrare al piccolo museo per la degustazione.
Se volete mangiare bene, a soli 300 mt dalla Leffe, vi consiglio il pittoresco e originale ristorante Le Confessionnal (Rue Rémy Himmer 4).
La cucina è franco-belga e le porzioni sono davvero generose.

ℹ️ Vi consiglio il grande parcheggio in alto, sulla sommità delle Cittadella
(GPS 50°15’42.1″N 4°54’54.3″E).

Belgio in camper: Dinant

 


TAPPA 4

Bois du Cazier

Il nostro itinerario prosegue: percorriamo 55 km per arrivare a Bois du Cazier di Marcinelle, che si trova a sud di Charleroi.
Marcinelle è tristemente famosa per via del disastro che avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier:
un incendio, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 275 presenti; in gran parte erano emigrati italiani.
La visita dura due ore e mezza, è molto suggestiva e la consiglio vivamente.
Ci si potrà rendere conto delle condizioni in cui lavoravano e vivevano gli italiani che emigravano in Belgio alla ricerca di lavoro.

 

ℹ️ Parcheggio della miniera (GPS N50.382203 E 4.444184 )


TAPPA 5

Mariembourg

Proseguite per circa 40 km e presso Mariembourg:
potrete abbinare la cena al ristorante della birreria e utilizzare il parcheggio per la sosta notturna.

🍺Des Fagnes è un concetto di birreria all’avanguardia, che rivela l’importanza sociale della birra in questo Paese: produce nell’arco dell’anno ben 50 tipi di birre, molte aromatizzate in base ai prodotti di stagione.
Sono tutte le birre speciali di produzione propria che si possono degustare qui, nell’annesso ristorante-brasserie escono da un ingegnoso sistema di tubazioni che collegano direttamente le botti all’interno della fabbrica della birra, alle spillatrici della brasserie.
Un sistema originale che permette d degustare la birra freschissima ad una temperatura ideale (le cantine sono refrigerate a 3°C) con tutto il loro aroma e sapore.

 

ℹ️ fermatevi nel parcheggio libero della Brasserie des Fagnes (50°05’03.4″N 4°31’26.2″E)

 


TAPPA 6

L’Abbazia d’Alune

Si riparte. La prossima tappa (50 km) è dedicata alla visita delle suggestive e romantiche rovine dell’Abbazia d’Aulne, dichiarate monumento storico.

 

ℹ️ Parcheggio presso l’Abbazia (GPS 50°21’60.0″N 4°19’54.2″E).

 

L’abbazia venne distrutta da un incendio, durante il periodo della Rivoluzione Francese nel 1794.
Al suo interno andarono perduti oltre 50.000 volumi tra libri e preziosi manoscritti.
Oggi le rovine sono visitate da migliaia di persone ogni anno.

E la birra…

🍺 L’annessa Brasserie artigianale Val De Sambre produce le birre della cultura brassicola belga nel rispetto della tradizione dei monaci cistercensi dell’abbazia di Aulne.
Qui si producono birre artigianali come Bières ADA, Blonde des Pères, Brune des Pères,Triple blonde, Triple brune, Super Noël, Blanche de Charleroi, Ambrée, la Chérie e ovviamente la birra d’Abbazia d’Aulne.
Naturalmente c’è la possibilità di degustazione e acquisto e inoltre è possibile pranzare.
Altri ristoranti si trovano nei dintorni dell’Abbazia.


TAPPA 7

Waterloo

Alle ore 14,30 spostamento a nord (56 km) per un tuffo nella storia: il campo di battaglia di Waterloo.

ℹ️ Parcheggio del sito (GPS N50.679917 E4.406016)

 

“Calpestando i luoghi della Storia” è il tema che vi riporterà indietro nel tempo e rivivere la disfatta di Napoleone contro l’esercito britannico del Duca di Wellington e quello prussiano di Leberecht von Blucher!

La Collina del Leone è il monumento commemorativo della battaglia.
Eretta dagli Olandesi nel 1826, dall’alto dei suoi 226 scalini, offre una panoramica sull’intero campo di battaglia dove 200.000 uomini di 7 nazioni diverse si scontrarono il 18 giugno 1815.
L’ideale sarebbe aggregarvi ad una visita in italiano, oppure procurarvi sul posto una guida, per comprende meglio lo svolgimento della battaglia che si è consumata in questa vasta pianura.

Molto suggestivo è “il panorama della Battaglia di Waterloo” inaugurato nel 1912.
È una costruzione dell’epoca, ospita una tela circolare lunga 110 m e larga 12 m, che illustra alcune vicende della battaglia del 18 giugno 1815.
Il visitatore si trova al centro di questo grande affresco circolare, dove fanti e cavalieri a grandezza naturale si affrontano in battaglia.

Al termine potete dirigervi verso il campeggio di Grimbergen (30 km da Waterloo) a nord Bruxelles.
GPS N50.934963 E4.381468.

Dal campeggio si raggiunge il centro di Bruxelles con il bus di linea.

 

Belgio in camper: Waterloo


TAPPA 8

Bruxelles

Cosa vedere a Bruxelles?

Non posso certamente elencare tutto quello che ci sarebbe da vedere, però, avendola visitata ben quattro volte, posso darvi dei suggerimenti su quello che non dovreste perdere:

La Grand Place

E’ considerata una delle più belle piazze del mondo, a pieno diritto nella lista dei luoghi Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Se vi trovate a Bruxelles nei giorni 16, 17, 18 e 19 agosto 2018, potrete assistere ad un’attrazione mondiale: il Tapis des Flores.
Nella stupenda cornice di questa piazza, viene allestito un’enorme tappeto di fiori, ben 75 m di lunghezza e 24 m di larghezza.
Composto da oltre 600.000 begonie colorate a formare disegni geometrici.
Una meraviglia!
Ogni sera è organizzato un concerto per emozionare i visitatori con musica e luci, creando un’atmosfera magica attorno al bellissimo tappeto di fiori

 

L’Ilot Sacrè – Il centro storico

ruota attorno alla Grand Place: un intrigo di caratteristiche viuzze, popolato di turisti, caffè, ristoranti e negozi di souvenir.
La maggior concentrazioni di ristoranti è in Rue des Bouchers, dove il piatto più diffuso sono le “moules et frites”, ovvero un pentola di gustose cozze cotte con il sedano accompagnate da una dose abbondante di patatine fritte.
Non c’è viaggio in Belgio, soprattutto in Vallonia, senza un assaggio di moules et frites.
Le patatina fritte, dal taglio più spesso rispetto alle nostre, sono un vero culto in Belgio.
Ovunque in giro per il paese, troverete le “friteries”, le friggitorie dove preparano solo le patatine, accompagnate come da tradizione, dalla maionese. Tutti gli anni viene stilata una classifica delle migliori “friteries”

 

Choco-passion

Una passione belga che tutti conosciamo è il cioccolato, in particolare le praline di cioccolato.
Tutte le vie che portano alla Grand Place e nella Gallerie Saint Hubert (uno dei passaggi coperti più prestigiosi d’Europa) sono disseminate di negozietti che propongono queste delizie per il palato, anche se dal prezzo non proprio economico.
Sono autentici capolavori d’arte e del gusto; infatti è impossibile visitare il Belgio senza lasciarsi andare a questa tentazione.
Tra le numerose catene di cioccolaterie, vi consiglio i punti vendita di Leonidas e quelli di Godiva: troverete negozi di queste due cioccolaterie in tutte le città del Belgio.

 

Manneken Pis

Ovvero il bambino che fa la pipì
una delle attrazioni più curiose e popolari della città.
Poco distante dalla Grand Place (precisamente in Rue de l’Etuve) si trova la cinquecentesca fontana barocca con la statua in bronzo del Manneken-Pis, simbolo e mascotte della città.
Dall’alto del suo piedistallo, il famoso bambino dall’aspetto irriverente guarda turisti e visitatori mentre fa la pipì.
La piccola statua di bronzo, alta una cinquantina di centimetri, è diventata il simbolo irriverente di Bruxelles: il suo guardaroba consta di oltre 800 costumi.

 

L’Atomium.

Atomium

 

E’ forse il simbolo per eccellenza di Bruxelles e del Belgio.
L’Atomium è una singolare struttura che si trova nel Parco Heysel, nella periferia nord di Bruxelles.
Alta circa 102 metri, rappresenta un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte.
Ognuna delle 9 sfere che formano l’Atomium ha un diametro di 18 metri, che le rende adatte ad ospitare mostre, convegni, concerti, conferenze, oltre alle normali esposizioni sempre presenti.

Costruito per l’Esposizione Internazionale del 1958, anche l’Atomium (Come la Torre Eiffel di Parigi) doveva avere vita breve per poi essere smantellato: invece è ancora lì, anzi è rientrato a pieno titolo nel giro dei monumenti di Bruxelles da non perdere.
Nelle giornate limpide dalle sfere si gode una bellissima vista su tutta la città.

 

Visita del Parlamento

Se avete già un’idea della data in cui arriverete a Bruxelles, potete prenotare QUI la visita gratuita guidata al Parlamento Europeo: vi porteranno anche nell’Emiciclo, dove vengono vagliate le leggi che governano l’Europa.

 

🍺 E la birra?

Il Delirium Café è un bar che si trova nella Impasse de la Fidélité-Getrouwheidsgang, a pochi metri dalla Grand Place.
Il locale è allestito all’interno di una struttura del XVIII secolo e riprende il suo nome dalla birra Delirium Tremens, che ha come simbolo un elefante rosa.
Ha avuto un riconoscimento dal Guinness World Record, per la maggior varietà di birre disponibili in commercio, oltre 3000!
Cliccando qui un sito dove vengono elencate le più famose birrerie ed i migliori locali della capitale belga.


TAPPA 9

Tra le fiandre

 

Quando ripartite, proseguite per 65 km per arrivare a Gent (Gand).

ℹ️Sosta consigliata al Camping Blaarmeersen (GPS N51.046298 E3.68089)

Dal campeggio si raggiunge il centro di Gent con il bus di linea.
Siamo nelle Fiandre e rispetto alla Vallonia, non potrete fare a meno di notare che qui c’è più ricchezza, più benessere e tutto è tenuto alla perfezione.
Ogni quarto d’ora per le strade di Gent si diffonde la musica di un carillon.

Seguite queste note e arriverete alla torre!

E’ il Belfort, il campanile di Gand, di ben 91 metri d’altezza che in passato aveva funzioni di avvistamento e di orologio.
Gang è la città dei capolavori di Van Eyck .

  • La Cattedrale di San Bavo (Sint-Baafskathedraal), di stile gotico, dove all’interno si trova la celebre opera di Jan Van Eyck “Il Polittico dell’Agnello Mistico”, una pala d’altare davvero impressionante.
  • La Chiesa di San Nicola (Sint-Niklaaskerk) importante esempio di gotico del Belgio, da non perdere.
  • l Graslei e Korenlei, ovvero i due punti da cui partono le visite sui battelli, circondati dalle caratteristiche casette a gradoni delle corporazioni dei mercanti: un angolo romantico e suggestivo.
    Dal ponticello che le sovrasta si gode uno splendido panorama sul fiume sul centro cittadino.
    Consigliato un giro in barca sul canale:  Gent vi sorprenderà, è bellissima.
  • Gravensteen, un castello nel pieno centro cittadino.
    Molto bello il panorama che si gode dal muro di cinta.
  • I waffels (gauffre in francese) sono le classiche cialde belghe e sono state inventate a Gent nel 1839.
    Sono generalmente servite calde da venditori di strada, con una spolverata di zucchero; oppure ricoperte di panna montata, frutta o scaglie di cioccolato.
  • 🍺 Il Dulle Griet è un pub, che serve oltre 250 tipi diversi di birra.
    La particolarità di questo posto è che dovrete lasciare in deposito una scarpa nel cestino, quale pegno per la restituzione dei caratteristici bicchieri in cui viene servita una birra tipica, la kwak.

Volete fare un pranzo o una cena diversa, a base di costine di maiale in abbondanza? Allora vi consiglio Amadeus Gent, in Plotersgracht 8-10.
Un pittoresco ristorante dove divertirsi in compagnia.

Vi consiglio di tornare in centro alla sera per vedere la città illuminata: ne vale davvero la pena!

 


TAPPA 10

Incantevole Bruges

La prossima tappa è la fantastica Bruges (45 km).

Sosta presso l’area camper Kampeerautoterrein Interparking Brugge
GPS N51.196202, E3.226136
situata tra due canali.
Alcune piazzole dispongono di allacciamento elettrico, altre no.

La bomboniera delle Fiandre!

L’UNESCO l’ha dichiarata “totalmente” Patrimonio Mondiale!
Bruges (Brugge) è un borgo medievale da girare a piedi, anzi in cui perdersi passeggiando!
Solo così si possono ammirare le più belle piazze della città quali il Burg e il Markt.

Consigliatissimo il tour in barca dei canali (circa 30’).
Con la gita in barca è possibile visitare gran parte della città da una prospettiva totalmente differente e molto affascinante.

Nei beghinaggi (Begijnhof in lingua nederlandese) un tempo si ritiravano le comunità di beghine, donne sole perché vedove o orfane, spesso di famiglia benestante, che vivevano al di fuori dell’organizzazione gerarchica della Chiesa animate da spirito mistico e dedite ad attività caritative e artigianali.
Il beghinaggio di Bruges, con il portale settecentesco collegato alla piccola e sognante piazza della Vigna con un ponte “a schiena d’asino”, è molto caratteristico;
con le particolari casette immerse nel verde, è oggi abitato da monache benedettine.

Durante una visita a Bruges, vi imbatterete senz’altro in qualche negozio che espone i famosi merletti, un prodotto tipico del posto, pregevole e raffinatissimo.
Se volete conoscere tutto sull’argomento, allora il Centro del Merletto è quello che fa per voi.

E la birra…

🍺 Uno straordinario locale di Bruges è il De Halve Maan (Walplein 26).
Questo piccolo e vecchissimo birrificio a conduzione familiare produce le birre “Straffe Hendrik” e “Brugse Zot”.
Queste varietà vengono vendute solamente a Bruges.
De Halve Maan, sopravvissuto a sei generazioni di Henri Maes e a due guerre mondiali, è in attività fin dal 1856.
Nella taverna interna si possono degustare piatti tipici fiamminghi.

È consigliato fare una tappa nella cioccolateria più famosa di Bruges: The Chocolate Line.
Dominique Persone invita tutti i golosi ad assaggiare una deliziosa esplosione di cioccolato artigianale: i cioccolatini classici o le praline trendy e futuristiche vi faranno venire l’acquolina in bocca.

In bici fino a Damme

Lasciando il camper a Bruges, è possibile effettuare una bella escursione in bici lungo il canale fino a Damme (8 km), raggiungibile anche con i mezzi pubblici.
Damme è un incantevole villaggio immerso in un sorprendente silenzio, con bellissimi monumenti ed un fantastico mulino a vento, il più pittoresco della regione (qui siamo al confine con l’Olanda).

Bruges


TAPPA 11

Anversa

Si riparte da Bruges alla volta di Anversa (85 km) con sosta al Camping de Molen
(GPS N51.23348  E4.392575)

 

Anversa, la zona del vecchio porto e dei musei:
Con il bus di linea, dal campeggio si raggiunge il MAS, il nuovo simbolo di Anversa!

Il MAS, acronimo in olandese di “museo sul fiume”, è situato nella parte più antica del porto di Anversa.
Questo moderno parallelepipedo, che sembra composto da una pila di container, propone una serie di opere e musei.
Oltre a garantire un panorama a 360° sulla città, il Mas offre ai visitatori le collezioni del Museo nazionale di etnografia, del Museo nazionale della navigazione e del Museo del folclore, oltre ad esposizioni temporanee.
La struttura è suddivisa in 4 aeree, che simboleggiano gli aspetti principali della storia della città. Sul tetto del museo c’è una terrazza panoramicissima (accesso libero).
Il MAS è accessibile gratuitamente, solo le esposizioni sono a pagamento!

 

Da vedere

A pochi minuti a piedi dal MAS è possibile visitare un altro interessante museo (aperto nel 2013), Il Red Star Line Museum.
Il viaggio di molte persone negli Stati Uniti e in Canada è iniziato in un magazzino del porto di Anversa.
Tra il 1873 e il 1934, ci fu un gran flusso ad Anversa di migranti, turisti, avventurieri e cercatori di fortuna provenienti da tutta Europa – più di due milioni in tutto salirono sui piroscafi oceanici della ”Red Star Line” per un viaggio verso il nuovo mondo , alla ricerca della felicità e di una vita migliore.
Due navi salparono ogni settimana durante il periodo di massimo splendore della storica azienda di trasporto con la stella rossa sulla sua bandiera: portavano fino a 1.500 passeggeri.
Questi per la maggior parte erano immigrati poveri, ma ben presto i primi – facoltosi turisti – iniziarono a utilizzare la compagnia di navigazione.
Il Museum Red Star racconta la storia dei milioni di europei che hanno osato lasciare tutto alle spalle e sono partirti da qui: racconti di grandi aspettative e delusioni profonde, di speranza e di notti insonni.
Anversa è il secondo porto d’Europa (dopo Rotterdam).

Il centro storico di Anversa:

Con il bus di linea, dal campeggio, si raggiunge il centro.
Onze-Lieve-Vrouwekathedraal (Cattedrale di Nostra Signora).
Quella di Anversa è la più grande chiesa gotica del Belgio e di tutti i Paesi Bassi; un museo di grande interesse artistico famoso soprattutto per i dipinti di Rubens conservati al suo interno, questa cattedrale viene visitata ogni anno da oltre 300.000 turisti, ed è tuttora un vivo luogo di culto di Maria, patrona di Anversa e simbolo della città.

Grote Markt

Similmente a Bruxelles, il cuore del centro storico di Anversa è costituito da questa piazza di forma triangolare ove si affacciano, oltre al palazzo del municipio, anche le sedi delle varie gilde, corporazioni medievali di arti e mestieri.
Al centro si erge la fontana Brabo completata nel 1887 in forme neo barocche dall’architetto Jef Lambeaux.
La statua che sormonta la fontana rappresenta Silvius Brabo, un leggendario personaggio la cui figura è correlata alle origini della città.
Secondo la leggenda, infatti Silvius Brabo era un legionario romano che uccise l’altrettanto mitico gigante Druon Antigon che sedeva sulle rive del fiume Schelda esigendo un pedaggio dai barcaioli che transitavano sotto il suo naso.
Il gigante tagliava la mano a quanti rifiutavano di pagare il balzello.
La leggenda ha un qualche fondamento storico: Lla casa al numero civico 7 è considerata la più bella.
Si riconosce facilmente dalla statua che ne adorna la facciata raffigurante San Giorgio nell’atto di uccidere il drago

 

Anversa

Diamond city

Anversa è considerata la capitale della lavorazione dei diamanti.
Non perdetevi la visita in uno dei tanti showroom, anche solo per ammirare questi luccicanti gioielli.
Intorno alla Stazione Centrale di Anversa, si sviluppa il quartiere dei diamanti.
Otto diamanti grezzi su dieci provengono da Anversa e un diamante su due è tagliato qui: non a caso l'”Antwerp Cut” è considerato in tutto il mondo il più prestigioso.
Diamondland, è il più grande showroom di diamanti di Anversa e si trova in Appelmansstraat 33, mentre il Museo del Diamante è in Koningin Astridplein, a due passi dalla Stazione Centrale;
se volete perdervi in mezzo ai 1800 negozi di diamanti di questa zona e acquistare un diamante, non dimenticatevi di controllare che sia provvisto del marchio “ADJA”, garanzia di qualità.

🍺 A 25 km dal campeggio si trova l’Abbazia di Westmalle, dove producono una delle 6 birre trappiste del Belgio.
Ovviamente, come tutte quelle trappiste, l’Abbazia non è aperta al pubblico, ma nel vicino “cafè trappiste” si possono degustare le birre trappiste dell’abbazia di Westmalle sia la double (scura e più leggera) che la triple (bionda e più fortina) alla spina.
Il logo esagonale, Authentic trappist product, garantisce che il prodotto è fabbricato nell’ambito di un’abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.
L’Abbazia produce anche un tipico formaggio.
Coordinate GPS N51.280589, E4.660689

 


TAPPA 12

Un patrimonio di miniera

Si riparte puntando verso sud.
Si rientra in Vallonia, prossima tappa (130 km) è la miniera di carbone di Blegny, Patrimonio dell’Unesco.

ℹ️Sosta nel grande parcheggio della miniera
GPS N.685650, E 5.723154

Dopo la chiusura nel 1980, questa miniera di carbone (l’ultima del bacino di Liegi) è stata conservata a testimonianza della vita dei minatori.
La visita è molto interessante perché guidata da veterani della miniera.
I due pozzi visitabili furono scavati nel XIX sec.
All’epoca vi lavoravano donne e bambini.
La visita (totale durata 2 ore) è costituita da un video dal tema: “La Pietra che brucia”, seguita dala visita dell’impianto di lavaggio e di smistamento.
Il momento più forte della vostra visita sarà il passaggio a 60m sotto terra con la discesa nel pozzo della gabbia d’estrazione, la scoperta delle gallerie e di una faglia, la dimostrazione dell’uso delle macchine d’abbattimento e degli attrezzi dei minatori.


TAPPA 13

L’ultimo assaggio prima di tornare…

 

🍺 L’ultima tappa in Belgio non poteva essere che presso una famosa birreria.
A 90 km a sud di Blegny, nel cuore delle verdi Ardenne belghe, la brasserie Achouffe fondata nel 1982 è’ specializzata nel mescolamento di birre speciali di qualità.
I prodotti di questo birrificio sono facilmente riconoscibili grazie al simpatico folletto stampato sull’etichetta.
La birra la più famosa è la Chouffe: una birra bionda dorata, che si distingue per la sua freschezza e il suo bouquet fruttato.
La sua sorella scura la Mc Chouffe, merita a pieno titolo la denominazione “skotch delle Ardenne”:  il suo colore scuro e il suo sapore ricordano le sue cugine scozzesi.

Non solo potrete degustare questa rinomata birra, ma anche assaporare i piatti delle Ardennne nei due ristoranti del villaggio, di proprietà della brasserie Achouffe:
La Petite Fontaine e la Taverna.
Sosta notturna nel parcheggio della birreria (50.150774, 5.746187) indirizzo: Achouffe n.9 – 6666 Wibrin.

Franco Parla

 

 

  • Il Tour del Belgio (e delle birrerie belghe!)

Scopri Camperisti Italiani Premium, un mondo di vantaggi a misura di camperista

📺 Guarnizioni – Chiedilo a Luigi

GUARNIZIONI E SIGILLATURE

In questa puntata di Chiedilo a Luigi parliamo inizialmente di guarnizioni e sigillature delle finestre, degli oblò e dei profili del mezzo ricreazionale.
L’utilizzo di componenti di qualità unitamente ad una programmata pulizia e lubrificazione degli elementi sono il segreto di una vita duratura delle parti in gomma del mezzo ricreazionale.

Direttamente dalla sua officina, Luigi Van affronterà le tematiche legate ad una corretta manutenzione di questi materiali preposti ad isolare o sigillare il mezzo, con un piccolo tutorial su come affrontare un piccolo lavoro di sigillatura fai da te.

Spazio come sempre alle vostre domande tecniche su cellula e motore, con le risposte in diretta da parte dei nostri installatori professionisti.

Vi ricordiamo che potete mandare le vostre domande anche durante la settimana, semplicemente scrivendo alla nostra mail redazione@camperisti-italiani.com

Chiedilo a Luigi è in LIVE STREAMING tutti i martedì dalle 19:30 sui nostri canali social.


Chiedilo a Luigi è un LIVE STREAMING trasmesso sui portali social della piattaforma Camperisti Italiani.
Ogni settimana diamo spazio alle richieste degli utenti camperisti in merito a tutto ciò che di tecnico ruota attorno al camper.
Protagonisti di ogni episodio sono:

  • Luigi Van, ambassador tecnico della Community nonché professionista installatore e riparatore  nella sua officina di Castel Goffredo ( MN )
  • Giovanni Boglioli, tecnico motorista e carrozziere, specializzato in verniciatura e lucidatura della cellula esterna.

scopri tutti gli episodi di CHIEDILO A LUIGI sul nostro canale YouTube
PASSA A PREMIUM e scopri tutte le officine e strutture convenzionate con noi.

La Val di Zoldo

La Val di Zoldo

Oggi vi portiamo alla scoperta della Val di Zoldo, una valle in provincia di Belluno dove la natura non è stata prevaricata dal turismo di massa ed è ancora incontaminata.

Questa valle delle Dolomiti, posta ai piedi del monte Civetta e del Pelmo, in estate si trasforma in una affascinante meta per le escursioni ad alta quota mentre in inverno, con il comprensorio sciistico più grande del Veneto, è l’ideale per gli appassionati di sci ma anche per chi desidera scoprirla con le racchette da neve, immerso nel silenzio assoluto dei suoi sentieri tracciati nei boschi.

In Val di Zoldo si parla un dialetto appartenente alla famiglia del ladino, o ladino-veneto, e il legame con le tradizioni qui è ancora molto forte.

Da qui provengono le famiglie degli squeraroli, ovvero i costruttori di barche della laguna veneziana che nei secoli scorsi sono emigrati a Venezia e con la loro maestria hanno reso famosa la gondola nel mondo.

Questa è anche la terra dei gelatieri, è da qui che dalla fine del’800, gli Zoldani sono partiti per portare il gelato artigianale in tutto il mondo e una delle cose da provare assolutamente in questa valle è proprio il gelato che si fa ancora con le vecchie ricette.


Cosa fare in Val di Zoldo in inverno

Val di Zoldo in camper

  • Sci da discesa

Per gli amanti dello sci e dello snowboard la Val di Zoldo offre l’accesso allo ski area Civetta, il più grande comprensorio del Veneto che, con circa 72 km. di piste collega 3 valli tra loro.

A Pecol inoltre si può anche sciare in notturna. Utilizzando la cabinovia che in 5 minuti porta in quota, si può poi ridiscendere a valle con sia con la rossa “Cristelin” sia con la nera “Foppe” entrambe completamente illuminate.

 

  • Sci nordico

Da Palavera partono 3 anelli di fondo di varie difficoltà per un totale di 10 km di piste perfettamente innevate.

Sempre a Palafavera c’è l’unica piattaforma di biathlon del Veneto, aperta a tutti coloro che volessero avvicinarsi a questa disciplina.

 

  • Escursioni con le ciaspole

Gli itinerari tracciati per fare un’escursione con le racchette da neve (in dialetto zoldano “caspe” ma più conosciute come “ciaspe” o “ciaspole”),
in valle sono numerosi sia che si voglia raggiungere un rifugio per rifocillarsi sia che per passare una giornata nel silenzio dei boschi.
Noi abbiamo percorso un itinerario, lungo le pendici del Pelmo, che partendo poco dopo Palafavera, ci ha permesso di arrivare, immersi nella neve, fino all’abitato di Coi, lungo un sentiero con dei panorami mozzafiato sul monte Civetta e sul Gruppo della Moiazza.

ℹ️ Chi non avesse tutta l’attrezzatura necessaria la può noleggiare direttamente a Pecol, nel piazzale del campeggio Civetta, di fronte agli impianti di risalita.

Scarica la mappa dell’area ski Civetta clicca qui

Per scaricare la mappa degli anelli di fondo clicca qui

 


Dove dormire

 

Val di Zoldo in camper

 

In valle ci sono tre campeggi comodi per le attività da svolgere e si trovano a Forno di Zoldo, a Pecol, di fronte alla partenza della cabinovia e a Palafavera, dove vi è anche un’area di sosta gestita dai proprietari del campeggio e entrambe sono a ridosso degli impianti sciistici.

Noi abbiamo scelto di fermarci per la notte a Pecol presso il Campeggio Civetta che è aperto tutto l’anno a fianco della pista da sci e agli impianti di risalita.

Chi non avesse l’attrezzatura adeguata per provare a cimentarsi in una ciaspolata o altre attività sulla neve,un fornito negozio di noleggio appena fuori il campeggio, è disponibile nel parcheggio degli impianti di Pecol.

 

 


Visitierai la VAL DI ZOLDO in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium, un mondo di vantaggi a misura di camperista

 

Parco Burcina

Riserva Naturale Parco Burcina

Un suggerimento “veloce” per quando non sapete dove andare nel weekend e volete far muovere il camper.

La famiglia Piacenza è pronta ad accogliervi nella celebre riserva.
Il parco può vantarsi di essere la casa di specie rare di piante provenienti da tutto il mondo.
Un vero punto di riferimento per gli amanti della flora e della natura.
Adatto per famiglie, all’interno del parco è possibile scoprire fiori dai colori sgargianti e piante che difficilmente si trovano altrove, percorrendo a piedi semplici sentieri.

All’ingresso della riserva, l’ufficio informazioni che fornisce anche materiale ai bambini per una divertente “caccia al tesoro”.
In primavera, la “conca dei Rododendri” è in fiore e crea un paesaggio spettacolare davvero imperdibile, non solo per chi ha il pollice verde.

ℹ️ Sosta camper
Prima dell’ingresso del Parco c’è un’area sosta a pagamento, molto comoda.

il Parco si trova in Via Attilio Botto a Pollone (Biella)


INFORMAZIONI UTILI

  • Il parco è situato nel territorio dei comuni di Biella e Pollone, ha una superficie complessiva di 57 ettari e l’escursione altimetrica va da 570 a 830 m s.l.m.
  • L’accesso al parco è pedonale.
  • Gli anziani con più di 65 anni ed i disabili, potranno accedere utilizzando il proprio automezzo, nei giorni di giovedì dalle ore 8:30 alle 18:00 e di sabato dalle ore 9:00 alle 11:00.
  • All’interno della riserva sono predisposte alcune aree per il picnic, ma non si devono abbandonare rifiuti ed è vietato accendere fuochi.
  • A pochi minuti dall’ingresso, è a disposizione dei visitatori il PUNTO RISTORO PARCO BURCINA.
  • Nei giorni da martedì e venerdì è consentito raccogliere i funghi ai possessori di apposito tesserino regionale.
  • I cani devono essere tenuti al guinzaglio.
  • E’ consentito l’accesso alle biciclette solo lungo la strada principale e nel sentiero che dalla vetta porta alla frazione Favaro; la velocità deve essere moderata per non causare pericolo ai visitatori.
  • I guardiaparco sono disponibili per fornire ogni genere di informazione e per far sì che la visita al parco si svolga il più piacevolmente possibile.

maggiori informazioni cliccando QUI

Coordinate GPS N45.58491, E8.00376
PORTAMI QUI

Costa Vicentina e Algarve

La Costa Vicentina e l’Algarve

In questo capitolo proseguiremo il nostro viaggio in Portogallo attraversando la splendida Costa Vicentina per poi entrare in una delle mie regioni preferite, l’Algarve 

 


SI RIPARTE DA LISBONA

Lasciata Lisbona, si prosegue verso sud.
Se dovete fare spesa, ad Alcàcer do Sal troverete un supermercato con distributore.

La cittadina l’ho solo intravista costeggiando il fiume dal lato opposto.
Sembra carina, affacciata sul fiume, tutte case bianche ed un bel castello sulla collina.

Quando arriverete a Comporta, andate a sgranchirvi le gambe sulla spiaggia, che è di una lunghezza incredibile!
Nessun problema di parcheggio.

Ora, che siete rilassati, in riva all’oceano, potrete fare il punto della situazione.
Vi accorgerete di come il tempo sia passato veloce dal momento del vostro arrivo in Portogallo e di come e le giornate siano volate in un lampo.
Se il tempo a vostra disposizione volge al termine, dirigetevi direttamente a sud, per visitare l’Algarve.
Prendete la IC 1, una bella strada che attraversa distese di pini e querce da sughero. È anche un po’ monotona, perché i villaggi sono pochissimi e le distese di querce da sughero sono infinite, ma è decisamente la strada più veloce.

A proposito del sughero

Non tutti sanno che il Portogallo è il principale produttore mondiale di sughero ed ha un’area di querce da sughero corrispondente al 25% di quella esistente in tutto il mondo.
Viene utilizzato non solo per i rinomati tappi delle bottiglie di vino, ma anche per pavimenti in sughero, poltrone in sughero e pannelli isolanti.
Inoltre, girando per le bancarelle dei vari mercati e nelle piccole botteghe di artigianato, resterete sorpresi dalla quantità di oggetti che si possono produrre dalla lavorazione di questa corteccia: scarpe, borsette, cravatte, cappelli, opere d’arte e vestiti.
Ci agganceremo più avanti alla visita dell’Algarve.

 

 

Costa Vicentina

Torniamo al nostro itinerario.
Se avete qualche giorno in più, vi consiglio di proseguire lungo la costa e poi, prima di entrare nell’Algarve, di visitare la Costa Vicentina.
In pratica, entrerete in un Parco Naturale, dove la natura incontaminata ha un aspetto rigoglioso e selvaggio, che si manifesta in paesaggi affascinanti.
Molti tratti del litorale sono zone protette: le spiagge si susseguono, a volte con grandi distese di sabbia, a volte con piccoli arenili, oppure con scogliere e sufggestivi fari.
L’oceano è sempre agitato e l’inebriante odore della salsedine penetra nelle narici, anche se vi trovate a decine di metri dalla riva.

Passate la città di Sines, qui si trova una raffineria e il porto più trafficato del Portogallo.
Arrivate a Porto Covo.
Questo sì, che è un bellissimo posto!
Alte scogliere, spiagge, calette, un mare (anzi oceano) azzurro e onde alte.
Inoltre il piccolo paese è molto caratteristico, casette bianchissime con linee blu come decoro.

Grande parcheggio sulle scogliere, a circa 300 metri a nord del paese.
Da qui fate una bella passeggiate tra scogliere e spiagge, camminando fino ad arrivare nel centro di Porto Covo.

Porto Covo - Portogallo


DI NUOVO IN VIAGGIO

Si riparte in direzione Vila Nova de Mifontes, che non è sul mare. In realtà la cittadina è sulle rive di un fiume che sfocia nel mare, ma le spiagge sulle due rive del fiume, sono di sabbia e sono lunghe.
Un bel centro storico di casette tipiche portoghesi, una cittadina decisamente più grande di Porto Covo, anche in periferia.

ℹ️Sosta camper:
Vi consiglio il campeggio Mifontes
GPS 37°43’53.4″N 8°46’58.9″W

Partite in direzione sud e fate sosta nel grande e unico parcheggio, di fronte alla bellissima spiaggia di Almograve.
L’odore del mare è fortissimo e c’è sempre una nebbiolina dovuta all’evaporazione delle onde che si infrangono sulla sabbia.
Respirate a pieni polmoni e scendete in spiaggia per una camminata,  ma non avventuratevi tra gli scogli, oltre la spiaggia:
qui un’onda più lunga può sempre arrivare improvvisamente (e io ne so qualcosa…)
Mai sottovalutare l’imprevedibilità dell’oceano!

Si prosegue, per arrivare al parcheggio sterrato, nei pressi del faro, proprio sopra le impressionanti falesie di Cabo Sardão.
Passeggiando lungo il sentiero a strapiombo, vedrete scogliere altissime e minacciose. Da brividi!
Il mare ribolle di schiuma, infrangendosi, decine di metri sotto di voi, contro le taglienti rocce: uno spettacolo della forza della natura.

Si riparte verso sud.
Fermatevi in una altra bellissima spiaggia, quella di

Zambujeira do Mar

ℹ️ Sosta Camper
Lasciate il camper nel grande parcheggio in paese
GPS 37°31’30.3″N 8°46’59.2″W

Raggiungete a piedi la spiaggia.
Arrivare dall’alto è veramente spettacolare: ampia (specialmente se c’è bassa marea) e racchiusa fra due grande falesie.

In questo paesino, nel mese di ottobre, abbiamo trovato quasi tutto chiuso.
E un gruppetto di donne di una certa età, sedute a chiacchierare.
Saluto e scambio due parole.
Chiedo: “come si sta qui?”
una signora, la più anziana ma ancora bella arzilla, mi risponde: “Bene. Qui a Zambujeira si vive bene”.
E poi aggiunge sorridendo: “vede, a me mancano solo dieci anni per arrivare a cento.”
Evidentemente l’aria pura dell’oceano è decisamente salutare!

Ora spostatevi, sempre più a sud, dove raggiungerete la spiaggia Odeceixe-Mar.
Il bel parcheggio per camper, sterrato, in alto e con vista oceano, invita a passare qui la notte.

 

⚠️ ( prestate attenzione alle nuove restrizioni Nazionali in ambito di sosta libera, in vigore da inizio 2021 )

Scendete verso la spiaggia, anche questa molto spettacolare, selvaggia e lambita dall’estuario di un piccolo fiume.

Odeceixe spiaggia

 

Ripartite da Odeceixe-Mar in direzione Carrapateria per puntare alla Praia do Amado.
È una bellissima, grande spiaggia, presa d’assalto dalle scuole di surf.
Infatti è l’arenile più animato della Costa Vicentina. Ora lasciate la selvaggia Costa Vicentina per arrivare a Cabo de São Vicente.
Qui finisce la Costa Vicentina.

 


L’Algarve

 

Cabo de São Vicente rappresenta il punto più sud occidentale del continente europeo.
La luce del faro attirerà la vostra attenzione.
Troverete decine di camper parcheggiati poco prima del faro.
Siete in alto rispetto all’oceano, che si trova molto sotto di voi; le scogliere sono imponenti.

Di giorno c’è un via vai di turisti in auto ed in bus e nel tardo pomeriggio, in molti vengono a vedere il tramonto, che qui è bellissimo.
Ma alla sera tutti ripartono, tranne i camperisti. E allora, non ci sono altri rumori se non lo sciabordio delle onde.
Il fascio di luce che parte dal globo del faro illumina la costa, rivelando a intervalli regolari imponenti scogliere.
Anche qui avrete la sensazione di essere arrivati ad un estremo lembo del nostro vecchio continente.

 

Cabo de Sao Vicente

 

IN VISITA ALLA FORTEZZA

Alle dieci arrivano i primi pullman e le auto, ma il posto non perde il suo fascino.
Apre anche il cancello del faro, così si può ammirare il panorama anche dalla terrazza e visitare il museo.

Dopo un giro sulla falesia, lasciate il faro e dirigetevi alla Fortaleza de Sagres.
C’è un enorme parcheggio e anche qui troverete altri camper.

La fortezza è visitabile a pagamento (4 euro). Questo forte è unico nel suo genere, poiché ha soltanto un muro difensivo che si estende lungo l’estremità meridionale, mentre gli altri tre lati sono protetti dalle immense e ripide scogliere del promontorio.

All’interno c’è una piacevole camminata di 1,5 km accanto alle scogliere, un faro, una grotta e una grande rosa dei venti.
In realtà, a dispetto dell’importanza che ha avuto questa struttura, all’interno non c’è molto altro da vedere.
Molto meglio una passeggiata nei dintorni per ammirare il panorama e poi scendere in una delle cinque spiagge che circondano questo promontorio

 

SEGRES, ULTIMA SPIAGGIA DESERTA

Spostatevi ora di pochi chilometri, al porticciolo di Sagres, animato dalle barche dei pescatori e da qualche ristorante.

ℹ️Parcheggiate direttamente sul molo.

Se a Sagres avete trovato ancora spazi a volontà e spiagge semi deserte, nel proseguo di questo itinerario dell’Algarve, noterete come le località che visiterete siano più turistiche e decisamente più popolate.
In particolar modo sono frequentate tutto l’anno da turisti inglesi.

Arrivate a Lagos

ℹ️Sosta Camper
potete parcheggiare nel grande parcheggio per camper che dista poco meno di due chilometri dal centro.
GPS 37°06’53.2″N 8°40’44.2″W
Se la vostra visita è in giornata, vi consiglio di parcheggiare nel parcheggio del supermercato Pingo Doce, che si trova a poco più di un chilometro dal centro.
GPS 37°06’45.8″N 8°40’34.9″W

Incamminatevi lungo il canale, tramite la bellissima passeggiata.
A Lagos si inizia a vedere lo sfruttamento edilizio dell’Algarve, ma il centro storico è comunque bello ed animato, ricco di ristoranti e negozi.
Ci sono alcune costruzioni storiche, come la bella chiesa di S. Antonio, un gioiellino.
Nell’antico Mercado dos Escravos (mercato degli schiavi) all’interno da vedere non c’è nulla, se non alcune presentazioni multimediali.

E poi il Forte da Ponta da Bandeira, la Porta de São Gonçalo e i resti del Castelo de Lagos.
Alla fine del fiume, dove sfocia nel mare, troverete la lunghissima spiaggia (4 km) di Meia Praia.
Vi consiglio anche una sosta al mercato coperto del pesce, sul lungofiume.

Poco prima di arrivare al Pingo Doce, potete visitare il curioso “Museo delle cere do descobrientos”, un museo delle cere dove vengono presentati i personaggi che hanno fatto grande il Portogallo. Interessante.

 

SPIAGGE IMPERDIBILI

Lasciate il centro ma non Lagos.
Infatti vi sposterete in camper per andare a vedere le spettacolari spiagge di Praia Dona Ana e Praia do Camilo e la bellissima la veduta da Ponta da Piedade.
Rocce gialle erose che formano suggestive spaccature, pinnacoli e scogli: assolutamente imperdibili.

 

Sagres

 

Si riparte.

Meriterebbe una visita anche la lunga spiaggia Praia da Rocha (specialmente la parte finale, la Praia dos Três Castelos) a Portimao.
Fino a poco tempo fa, c’era una grande area di sosta nei pressi della Marina di Praia de Rocha.
L’area è stata chiusa e non so dirvi se è stata riaperta o se è possibile parcheggiare.

Spostatevi all’interno, ed esattamente a Silves

ℹ️Sosta camper
parcheggiate nella bella area di sosta Algarve Motorhome Park Silves
N 37°11’15.0″ W 8°27’04.6″

 

CASTELLO DI SILVES E CASTELLI DI SABBIA

Incamminatevi verso il centro, che dista 10 minuti.
Iniziate la salita verso il castello.
Del castello moresco (in quel periodo Silves era la capitale delle Algarve) resta un bel giro di mura di mattoni rossi e le cisterne.
Il prezzo del biglietto è limitato (2,80€) così come quello della Cattedrale (1€), ma forse più interessante della Sè, è la piccola chiesa di fronte, ora sconsacrata: all’interno è molto singolare.

Se volete pranzare qui, vi consiglio di cercare in una Tasca, l’equivalente della nostra Trattoria, “Prato do dia”.

 

Ripartite ora in direzione Pèra, per visitare la FIESA, l’esposizione di sculture di sabbia più grande d’Europa.
L’ingresso non costa poco (9,90€) ma l’insieme è davvero molto bello e ne vale davvero la pena.

 

Costa Vicentina e Algarve

 


PROSSIMA TAPPA: ALBUFEIRA

Per visitare la cittadina, lasciate il camper nel piazzale sterrato di fronte all’ Auditório Municipal de Albufeira
GPS N 37.090923, – W8.246245
poi a piedi, in dieci minuti, arriverete nel centro di Albufeira.

L’impatto, arrivando dall’alto è molto bello; uno zoccolo roccioso sopra il quale è costruita la cittadina bianca, che si affaccia su una bella spiaggia dorata.
Sembra quasi una cittadina greca.
Ma girando per le belle vie del centro storico ci si rende conto di come si sia convertita al turismo di massa, specialmente a quello inglese.
Birrerie e pub ovunque, una quantità di ristoranti e fast food impressionante, negozi di paccottiglia, vistose luci al neon e al led. Gente ce n’è, eccome, tutto l’anno.
Comunque è piacevole da girare, il centro storico è caratteristico.

 

ℹ️Sosta camper
Lasciate il centro di Albufeira e portatevi all’area sosta camper Motorhome Park Falesia, a circa 9 km.
Area sosta camper Motorhome Park Falesia, R. do Pinhal 2, 8200-593 Albufeira.
L’area è gestita da olandesi ed è molto ben tenuta con docce (incluse) e lavatrici. Costa 10€ con allacciamento elettrico.
Doccia 1 euro.
Proprio di fronte passa il bus per Albufeira.

 

FALESIA PRAIA: LA PIÙ BELLA

Percorrete il sentiero (circa 700 mt) che parte direttamente dall’area camper e attraverso una bella pineta conduce alla scala di legno, che dalla falesia (che dà il nome alla spiaggia) scende verso l’oceano.

Lo spettacolo è magnifico!
Falesia Praia è una lunghissima spiaggia costeggiata da una coreografica falesia frastagliata, dalle sfumature che vanno dal giallo all’ocra, al rosso.
Credo che sia tra le spiagge più belle che vedrete in questo viaggio.
Lo sguardo corre lungo l’infinita spiaggia dove tante persone camminano sul bagnasciuga.
È talmente lunga che sembra che la gente là in fondo, si disperda in una nebbiolina: Davvero uno spettacolo.

Nota: al mattino in Portogallo, lungo il litorale, è possibile che ci sia una nebbiolina, a volte una nebbia vera e propria.
E’ un fenomeno tipicamente oceanico.
Poi, dopo qualche ora, la nebbia si dirada ed esce un bel sole.

 

VERSO FARO

Per il pranzo, vi consiglio una sosta al ristorante “Zè du Norte”, lungo la statale in direzione Faro.
GPS 37°06’07.7″N 8°04’05.9″W
Le porzioni di “Zè du Norte” sono enormi e la qualità della carne eccellente, ne uscirete satolli (e soddisfatti).
Anche in fatto di sobremesa (dolci), Zè du Norte se la cava più che bene!
Noi abbiamo pagato 40 € in due e vi assicuro che abbiamo mangiato bene e tanto!

Se volete visitare Faro, la città più grande e più turistica dell’Algarve, vi consiglio di parcheggiare vicino al centro, nell’enorme parcheggio di Largo S. Francisco.
GPS 37°00’44.3″N 7°55’55.4″W

Io purtroppo Faro non l’ho potuta visitare, perché entrambe le volte in cui mi sono fermato, sono incappato nella festa di Santa Iria, che si svolge dal 20 al 29 ottobre.
Buona parte dell’enorme piazzale era occupato dalle giostre.
Inoltre, la strada di accesso era chiusa.
Ho cercato posto inutilmente in altri parcheggi, ma era pieno di auto ovunque.

 

PROSSIMA TAPPA: OLHÃO

Grande parcheggio
GPS 37°01’26.2″N 7°50’43.9″W

Olhão è situata sulla laguna “Ria Formosa.
Bel lungofiume e un fornito mercato (coperto) del pesce, che si trova in due costruzioni, sempre sul lungofiume.

Il centro della città è sicuramente caratteristico, anche se, le case dall’aspetto quasi nordafricano, hanno visto fasti migliori.
È in corso una profonda opera di ristrutturazione e di recupero, che promette bene per il futuro.

ℹ️Sosta camper
Se cercate un’area di sosta attrezzata, vi consiglio quella di Moncarpacho, un posto in campagna lontano da tutto.
Il gestore è francese! L’area è piccola e molto rustica, ma c’è tutto quello che serve al costo di 12€ docce comprese.
In alternativa potete sostare nel campeggio di Fuseta, che si affaccia sulla laguna.
Parque de Campismo Fuzeta
GPS 37°03’10.3″N 7°44’41.4″W
A Fuseta potete anche semplicemente parcheggiare, nei parcheggi lungo il canale.

Alohao Algarve

 

Le prossime tappe sono il borgo marinaro di Santa Luzia e la città di Tavira.
Le indico insieme perché distano 3 km l’una dall’altra.
Se avete con voi la bici, consiglio di fermarvi in camper a Santa Luzia nel parcheggio vicino al centro e al canale della laguna Ria Formosa e poi da Santa Luzia potete percorrere la ciclabile fino a Tavira (3 km).
GPS 37°05’58.1″N 7°39’52.3″W

In alternativa, se volete arrivare a Tavira in camper, potete parcheggiare nel parcheggio del Mercado Municipal de Tavira, che dista 500-700 metri dal centro città.
GPS 37°07’19.5″N 7°38’36.0″W

 

TAVIRA e Santa Luzia

Tavira è una piccola, bella, cittadina bianca, gradevole da girare.
Un ponte pedonale a sette arcate di origine romana unisce la piazza centrale sulla riva occidentale del fiume con in quartieri settentrionali, nella città vecchia.
La Chiesa è visitabile (1,50€).

Santa Luzia invece, è un borgo di pescatori.
Questo villaggio è conosciuto come “Il Re del Polvo” (il Re del Polipo) e noi abbiamo voluto vedere se la sua fama era attendibile.
Sia nel 2016 che nel 2017, abbiamo mangiato al ristorante “Tasquinha Casa do Polvo” per un costo di 45 euro in due.
Tutto ottimo a abbondante.
Da provare “arroz de polvo” e il piatto della casa: “polvo Tasquinha” .

A Santa Luzia vi consiglio un’escursione imperdibile: La Praia do Barril.
Poiché ci troviamo in una laguna, per arrivare alla spiaggia, dovrete camminare (se avete la bici, ve lo consiglio) costeggiando il canale a ritroso verso ovest, per circa 1,8 km fino ad arrivare al ponte.
Attraversate il ponte sul canale e da lì inizia il sentiero che porta alla stupenda Praia do Barril.
Se non volete percorrere a piedi il sentiero (lungo circa 800 mt) potete prendere il “trenino della sabbia”, un simpatico e vecchio trenino con i binari sulla sabbia (1,30 € a corsa).

La spiaggia è lunghissima e molto bella. L’acqua è calma e non è fredda.
L’unica costruzione su questa spiaggia è un bar ristorante, ricavato nella ex tonnara, ed un paio di negozietti.
È un’altra di quelle spiagge che consiglio di non perdere.


GLI ULTIMI CHILOMETRI PRIMA DEL RIENTRO

Siamo arrivati quasi alla fine del nostro itinerario.

Proseguendo lungo il mare, verso est, in direzione della Spagna, troverete Cacela Velha (11 km da Tavira) definito come un piccolo villaggio rimasto integro, non intaccato dalle moderne costruzioni.
Un angolo del Portogallo di cinquant’anni fa.
E in effetti non ci sono brutture di cemento.
Il paese è piccolissimo e si affaccia su un promontorio e sulla laguna del Parco Ria Formosa.
Una chiesetta, una piazzetta, qualche casetta bianca e un ristorante che concentra i turisti.

Volete fare ancora un’ultima passeggiata su una spiaggia dell’oceano?
Poco più avanti, fermatevi ad Altura.
La spiaggia è lunghissima e qui non c’è più la laguna da attraversare, quindi l’accesso al mare è diretto.
GPS 37°10’18.2″N 7°29’52.8″W

 

UN’ULTIMA VISITA CHE VALE

Prima di lasciare il Portogallo, fermatevi a visitare Vila Real de Santo Antonio.

ℹ️Sosta camper
Area sosta camper Av. da República
GPS 37.199153, -7.415207
euro 4,50 senza elettricità: è possibile avere anche l’allacciamento elettrico, ma stranamente, viene effettuato solo entro le ore 18,30.

Vila Real de Santo Antonio è l’ultimo paese portoghese, situato sul fiume Guadiana, che divide il Portogallo dalla Spagna.
Fino al 1991, anno della costruzione del Ponte Internacional do Guadiana (a Castro Marim), l’accesso alla Spagna era possibile solo tramite un traghetto che partiva proprio da Vila Real de Santo Antonio e la collegava ad Ayamonte, sulla sponda opposta, in terra spagnola.

Il centro storico è caratterizzato da vie dritte, sullo stile della Baixa di Lisbona.
Una bella passeggiata sul lungofiume con barchette ancorate.
Il mare, la cittadina ed i numerosi negozi di biancheria (anche qui tanti negozi di biancheria, come avevano visto a Valença, nel nord del Portogallo e sempre al confine della Spagna) attirano frotte di turisti soprattutto dalla vicina Spagna.

Questa zona è anche terra di approdo per pensionati italiani attirati dalle agevolazioni fiscali portoghesi.
Ed è proprio in un negozio di articoli natalizi (stranissimo da vedere qui) che conosciamo una coppia di Ferrara che si sono trasferiti dall’Italia e che hanno acquistato casa a Vila Real de Santo Antonio.
E sembrano decisamente contenti di aver fatto questa scelta.

⚠️ Quando entrerete in Spagna, ricordatevi di riportare le lancette dell’orologio avanti di un’ora, perché il Portogallo ha un fuso orario diverso.
Infatti è un’ora indietro rispetto a noi.

 


Certamente non tutto il bello di questa grande Nazione è stato elencato in questo itinerario che vi ho proposto.
Sono sicuro però, di avervi fornito tutte le info necessarie per aiutarvi ad organizzare il vostro futuro viaggio in camper in quello che è uno dei miei paesi preferiti: il Portogallo.

 

Questo racconto fa parte di un percorso più articolato diviso in 5 parti, di cui questa è la parte finale.
Per leggere i restanti articoli, clicca i link qui sotto:

1) L’accesso al Portogallo ed il Nord
2) Porto
3) da Porto a Lisbona
4) Lisbona e dintorni
5) La costa Vicentina e l’Algarve

Da Porto a Lisbona

Da Porto a Lisbona

Lasciato Porto, dirigetevi a sud, per visitare il Castello di Santa Maria de Feira. 

Non molto grande, ma integro, una bella struttura, la cui costruzione è iniziata nel lontano 1040.
Situato in posizione dominante sopra una collinetta e immerso in un bosco.
Gli interni sono spogli. L’ingresso costa 3 €. 

Poi percorrendo la strada normale fate una deviazione a Vàlega, per vedere la colorata Jgreja de Vàlega.
Davvero molto carina.

Proseguite in direzione Aveiro. 

ℹ️Sosta camper
Parcheggio a pochi minuti dal centro, in prossimità del ponte ed il canale.
GPS N40°38’37.8″ W8°39’34.2″


LA DOLCISSIMA AVEIRO

Il centro storico è piacevole e le barche colorate (moliceiro), dal fondo piatto che solcano i canali, sono molto pittoresche.
Il moliceiro è una piccola, lunga, tipica imbarcazione in legno.
Fino a pochi anni fa veniva utilizzata dai pescatori per rimuovere le alghe dai fondali della laguna: ora invece, trasportano i turisti per un tour lungo i canali, che anche voi, ovviamente, dovrete fare. 

In una delle tante pasticcerie, provate le dolcissime e famosissime “oves moles”.
In pratica sono dei dolci a base di uovo e zucchero. 

Potete fermarvi per la notte ad Aveiro.
Personalmente vi suggerisco di spostarvi con il camper di 15 minuti per arrivare a Costa Nova do Prado.
Parcheggiate a ridosso di una duna (troverete sicuramente altri camper) nessun servizio.
GPS 40°36’38.9″N 8°45’09.7″ W

 

COSTA NOVA DO PRADO

Vi devo confessare che Costa Nova è uno dei miei posti preferiti.
Una volta parcheggiato il camper, andate a vedere la spiaggia, salite la passerella di legno per superare la duna e… spettacolo!
Davanti a voi si apre una magnifica lunga e bellissima spiaggia!
Tra l’altro con la bassa marea è ancora più grande.
Questa notte vi addormenterete sentendo il canto potente dell’oceano.

Ma non basta una bella spiaggia per fare di Costa Nova una delle mie mete preferite.
Al mattino fate due passi in paese e mi darete ragione: Costa Nova è davvero una perla! 

Incastonato tra la laguna ed una fantastica spiaggia, il paese è un susseguirsi di case e casette dipinte a righe verticali e colorate.
Alcune sono ancora in legno, quelle originali dei pescatori; ci sono altre casette caratteristiche nella via parallela interna, decisamente più rustiche.

ℹ️Sosta camper:
qualche centinaio di metri più a sud, c’è anche un campeggio, il Camping Costa Nova.

 

PRAIA DE MIRA

Quando partirete da Costa Nova do Prado proseguite verso sud, in direzione Praia de Mira.
Anche qui troverete una bella e lunghissima spiaggia. 

Date un’occhiata alla suggestiva chiesetta in legno sul lungomare, la Nossa Senhora da Conceição: è la piccola chiesa dei pescatori.
A volte lungo la spiaggia è possibile vedere alcuni trattori che recuperano una lunga rete piena di pesci, che vengono messi direttamente nelle cassette, pronti per essere venduti.

 

consigli gastronomici

Se prendete la N109 in direzione di Figueira da Foz, lungo la statale, in località Pedros, troverete alcuni camion e delle auto ferme nel parcheggio di un ristorante (Manuel do Evaristo).
Un posto rustico ma con un buon menù e ottimi prezzi… e tanti avventori.

Il lungomare tra Buarcos e Figueira da Foz è caratterizzato da una spiaggia immensa, larghissima.
Peccato che qui si è urbanizzato molto, è una selva di condomini e palazzi.

ℹ️Sosta camper
Comunque, se vi volete fermare a Figueira da Foz, potete parcheggiare il camper in un enorme parcheggio alla fine della spiaggia, in prossimità del fiume.
GPS 40°08’54.6″N 8°52’03.7″W 

In centro a Praia de Mira  si trovano alcuni bei palazzi e sul fiume c’è una bella passeggiata.
Anche qui sull’oceano esiste una ciclo pedonale.
Fuori stagione è una città vuota, perché è fatta prevalentemente di seconde case.
Comunque non è un posto per me, un abisso rispetto alla bella e tranquilla Costa Nova. 

Se attraversate l’elegante ponte sul fiume sul Rio Mondego potrete vedere la spiaggia di Cadebelo.
La spiaggia è lunghissima e c’è sempre vento, infatti troverete dei surfisti.

 

COIMBRA

ℹ️Sosta camper
Quando arriverete a Coimbra, potrete parcheggiare nell’area camper del grande parcheggio dalla parte opposta del fiume, al Parque do Choupalinho, vicino al ponte pedonale.
GPS 40°11’58.1″N 8°25’42.7″W

Il parcheggio è sempre movimentato per via del parco e del circolo nautico.
Se volete tranquillità, potrete sostare al campeggio municipale di Coimbra (circa 35 euro)
GPS 40°11’20.1″N 8°23’58.1″W 

Il campeggio non è vicino al centro, ma è ben collegato con il bus n. 38 che in circa venti minuti ferma sul lungofiume in prossimità del centro storico.

Quando sarete in centro, percorrete la salita che porta alla vecchia Università, il gioiello di questa città.
Il biglietto costa 10€ cad. che permette di visitare l’Universitá, la Cappella e la bellissima Biblioteca:
uno spettacolo, sicuramente la parte più bella di questo complesso. 

Quando uscite dall’Università, date un’occhiata alla Sè nuova e visitate (2,5€) la Sè vecchia con il suo bel chiostro.
Scendete verso il centro e visitate la stupenda Chiesa di Santa Cruz, bellissima, con i suoi azulejos e l’imponente e scenografico organo.

Poi gironzolate per il centro: ci sono bei palazzi, molti (come per altre città portoghesi) un po’ in decadenza.
Tanti negozi, tanti turisti. 

La città è animata da studenti universitari che non passano inosservati, perché indossano il classico mantello nero.

Probabilmente lo avrete notato, lungo la salita che dal centro porta all’Università, c’è un locale sulla sinistra, dove nel tardo pomeriggio potrete assistere ad un concerto di Fado di Coimbra (10 euro).
E’ un Fado diverso da quello di Lisbona e anche da quello classico: Si tratta generalmente di serenate e canti studenteschi e viene interpretato solo da uomini che indossano il mantello nero dell’Università.

 

 

ED ORA TRE AUTENTICI GIOIELLI

il Convento do Cristo a Tomar, il Monastero Alcobaça e quello di Batalha, inseriti dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità.
Vi consiglio di fare il biglietto cumulativo (15€ a persona) che vi consente di visitare i tre siti, il biglietto è valido alcuni giorni.
Tra queste visite, naturalmente dovrete inserire anche Fatima, che ovviamente non costa nulla.

Vi consiglio di iniziare da Tomar.
Una volta arrivati in questa città, salite in camper verso il Convento do Cristo.
Troverete un parcheggio, non molto grande ed a pagamento.

Questo enorme convento ha ben 8 chiostri, tante celle è una cinta di mura, ma le cose più spettacolari, sono la chiesa e le decorazione della facciata in stile manuelino. Una visita imperdibile.
Poi scendete dalla collinetta e parcheggiate nel parcheggio adiacente ai pompieri (Bombeiros Municipais De Tomar, in Rua de Santa Iria) e visitate il centro.
Tomar è una cittadina piacevole.
Attraversate il ponte, percorrete la via pedonale e arriverete nella graziosa piazza: la pavimentazione a scacchi è davvero bella.

 

VERSO FATIMA

Lasciate Tomar e fate una breve sosta poco fuori città, per ammirare l’imponente Aqueducto Pegões, costruito per approvvigionare l’acqua al Convento.
GPS 39°36’31.7″N 8°26’21.4″W

Arrivati a Fatima parcheggiate nel P2-P3 sosta gratuita, comoda anche per la notte.

Fatima non ha certo bisogno di presentazioni, è il luogo di culto più importante del Portogallo e uno dei più famosi al mondo.
Visitate la Chiesa con le tombe dei pastorelli, la Cappellina dell’apparizioni e l’enorme chiesa nuova dalla parte opposta della spianata.

Alla sera, potrete assistere (alle ore 21,30) al Rosario che si svolge presso la Cappellina delle apparizioni.
C’è tantissima gente ad assistere con le candele in man: molti devoti percorrono l’ultimo tratto sulle ginocchia.
Al termine della funzione viene fatta una processione nell’enorme piazzale.

Se avete tempo e siete interessati, potete andare in camper e visitare il Centro Commercial Fatima, un grandissimo negozio dove vendono tutti gli articoli religiosi che si possono trovare nelle bancarelle e altri souvenir.

ℹ️Sosta camper
Parcheggio in loco
GPS 39°38’24.9″N 8°41’05.2″W

Una sosta merita il piccolo villaggio Aljustrel, dove si trovano le case natali dei pastorelli Francisco, Jacinta e Lucia.

Se volete, potete fare un’escursione a Grutas de Mira de Aire, a circa 20 km da Fatima.
La visita delle grotte è guidata (in portoghese).
Belle grotte, anche se ne ho viste di meglio, ma comunque la visita è piacevole.

Ripartite per Batalha e fermatevi nell’enorme parcheggio della Rotunda de Dom Duarte, dove una parte è riservata ai camper. Comodo per la notte.
ℹ️Sosta camper
GPS 39°39’40.9″N 8°49’23.8″W

A pochi passi dal parcheggio, lungo la strada per il centro, troverete una rosticceria che può essere utile per il pranzo.
Il Monastero di Batalha è un altro bellissimo complesso da non perdere:
la Capela do Fundador, il Claustro Real, la Sala Capitolare e la Cappella incompiuta.

Spostatevi quindi ad Alcobaça.

ℹ️Sosta camper
Parcheggiate nel grande P segnalato (❗️in pendenza).
GPS 39°32’57.2″N – 8°58’30.9″W

 

IL MONASTERO

Anche questa enorme struttura (la chiesa con i suoi 106 metri, è la più grande del Portogallo) merita la visita. Spettacolare anche l’enorme camino della cucina. Rispetto agli altri due, il Monastero di Alcobaça sembra meno in rovina, o comunque in parte restaurato.
Comunque sia, tutti e tre meritano assolutamente di essere visitati.
Fate due passi nell’area pedonale della cittadina e nella premiata pasticceria Alcôa di fronte alla lunghissima facciata del Monastero, acquistate dei dolci speciali, un po’ diversi dal solito, dal costo leggermente più alto della media. Ne vale la pena.

 

 

SI TORNA VERSO LA COSTA: NAZARÈ

ℹ️Sosta camper
Grande parcheggio in Avenida do Municipio 7
In alternativa, c’è il Camping Valado (Orbitur 16 euro).
E’ fuori dalla cittadina, ma vi avviso che il terreno e sabbioso e si rischia di affondare.
Il campeggio è ombreggiato da bellissimi, altissimi pini…dai quali cadono enormi pigne.

Nazarè è bellissima!
La spiaggia è stupenda, larghissima, lunghissima.
Un lato termina sotto una lunga e imponente roccia sopra la quale domina la Chiesa di Nostra Senhora di Narazè è più in là si vede il faro.
Tutto il lungomare pullula di negozi per turisti e ristoranti.

Sulla spiaggia troverete alcune donne, mogli di pescatori, che vendono del pesce essiccato.

Arriviate alla funicolare e salite al Sitio, la roccia che vedete dalla spiaggia (2,40€ a persona A/R).
Una volta arrivati, troverete la chiesa, non particolarmente spettacolare, ma la veduta da quassù sulla spiaggia e sulla città, è fantastica!!
Un panorama, davvero imperdibile.

Acquistate frutta secca da pittoresche signore con ampie gonne colorate, che hanno la loro bancarella qui, al Sitio. Incamminatevi in direzione del faro.
Là, sotto di voi, in oceano aperto, in alcune condizioni, si sviluppano onde enormi.

Nel gennaio del 2018 è stata registrata un’onda di 35 metri di altezza, un record.
Atleti e appassionati, arrivano qui da tutto il mondo, per cavalcare questi muri d’acqua.

GUARDA IL VIDEO

 

SI RIPARTE VERSO SUD

in direzione della laguna di Óbidos, esattamente sulla spiaggia di Bom Successo.
Qui la laguna incontra l’oceano, ampie spiagge rivierasche che formano isolette, in un paesaggio molto, molto bello e di ampio respiro.
Da qui parte una ciclabile che in 15 km arriva ad Óbidos.

ℹ️Sosta camper
Ad Óbidos ci potete arrivare comodamente anche in camper e sostare nell’area camper in prossimità del “Aqueduto de Óbidos” a pagamento con carico e scarico
GPS 39°21’23.9″N 9°09’24.0″ W
Troverete anche altri parcheggi, polverosi e gratuiti.

 

ÓBIDIOS

Óbidos è una delle cittadine più pittoresche del Portogallo e di conseguenza, una della più turistiche.
In effetti la cittadina è molto bella.
Pur avendo un aspetto un po’ trascurato come in tanti posti qui in Portogallo, (insomma non tenuto bene come per esempio nei paesi del nord Europa) ha un fascino indiscutibile.

Per avere un’idea della struttura della città, niente di meglio che salire sul merli della cinta muraria per avere una visione del l’insieme del villaggio.
⚠️ Attenzione: sulle mura non ci sono parapetti e anche se il camminamento è largo un metro, non è proprio il massimo della sicurezza.

Assaggiate e acquistate la specialità del posto, la Gingja, un liquore di ciliegia servito in un bicchierino di cioccolato.

 

UNA SOSTA NOTTURNA SPETTACOLARE

ℹ️Sosta camper
Per la notte vi consiglio un posto in libera molto speciale.
Arrivate alla spiaggia di Baleal prima del tramonto del sole.
Il parcheggio è grande e troverete altri camper e furgoni di vario tipo, qui infatti è pieno di surfisti.
La spiaggia che parte da qui, è una lunghissima mezzaluna (veramente lunghissima) e arriva fino a Peniche, dove si intravede l’altissima scogliera.
Il disco arancione del sole starà tramontando ed in acqua ci saranno decine di ragazzi con il surf.
È davvero uno spettacolo!
Avrete la strana impressione di non essere neppure in Europa.
Il crepuscolo vi regalerà colori bellissimi e alcuni irriducibile del surf, saranno ancora là, in acqua, con la loro tavola.

Percorrete a piedi il breve tratto che porta al villaggio di Baleal, in pratica è una stradina tra due spiagge, davvero un bel posto.

Lasciate Baleal e percorrete i pochi km che vi separano da Peniche.

 

PENICHE

ℹ️Sosta camper
Vi consiglio l’area camper ASA di Peniche: è una bella area di sosta completa di tutti i servizi, anche lavaggio camper.
ASA Peniche Motorhome Park – Rua da Liberdade 12 Peniche.
5 euro per la sosta + 3 allacciamento elettrico + 1 per la doccia.

Fate un giro in centro fino alla fortezza.
Una visita interessante, se pensate che fino a pochi fa sotto il regime di Salazar, era stata utilizzata come prigione.

A Peniche potete anche parcheggiare in libera, nell’ampio parcheggio accanto ai Bombeiros.

( prestate attenzione alle nuove restrizioni Nazionali in ambito di sosta libera, in vigore da inizio 2021 )

Consigli gastronomici

A Peniche noi abbiamo pranzato da “O Saraiva“.
Abbiamo preso il “prato do dia” che era un’ottima grigliata di pesce fresco (sardine, sgombri e branzino) con contorno di insalata e patate, acqua, vino bianco, dolce e caffè.
Il tutto a soli 21€.

Poi in camper fate il giro della penisola, fermandovi sotto il faro di Cabo Corvoeiro, dove la scogliera a strapiombo è formata da scenografiche rocce che sembrano tagliate a fette e messe una sul l’altra.

A questo punto, prima di arrivare nella zona di Lisbona e dintorni, potete fare una sosta a Mafra, dove parcheggerete facilmente nell’ampio Parking gratuito sulla destra dell’enorme, imponente Monastero-Palazzo Nazional de Mafra (ingresso 6€ cad).
La facciata è lunga ben 200 metri!
Il Palazzo contiene qualcosa come 1200 stanze.
Anche se la parte visitabile è molto ridotta, si deve camminare parecchio attraverso i lunghi corridoi per vedere la parte conventuale, l’appartamento del Re e quello della Regina.
Tuttavia, l’arredo è scarso e in buona parte ricostruito.

La chiesa è imponente.
La straordinaria biblioteca è lunga ben 90 metri è decorata e zeppa di antichi libri.

 

Continuate il viaggio con me. 
Nel prossimo capitolo arriviamo a Lisbona 
CONTINUA

 

Franco Parla


 

Questo racconto fa parte di un percorso più articolato diviso in 5 parti. Per legger i restanti articoli, clicca i link qui sotto:

 

1) L’accesso al Portogallo ed il Nord
2) Porto
3) da Porto a Lisbona
4) Lisbona e dintorni
5) La costa Vicentina e l’Algarve

Lisbona e dintorni

Lisbona e dintorni

Il nostro viaggio ora punta verso la capitale del Portogallo, l’affascinante e unica Lisbona.

 


Ripartite alla volta di Sintra.

SINITRA

ℹ️Sosta camper
Questa località è una delle mete imperdibili, ma presenta una viabilità difficile.
Quindi non avventuratevi in camper in città, ma parcheggiate nell’area di sosta camper in Avenida Conde Sucena, nei pressi di un centro sportivo (7€ con carico e scarico).

⚠️ In prossimità di Sintra, il vostro navigatore potrebbe dare i numeri.
Ciò dipende dal fatto che il terreno e le rocce di queste colline sono ricche di metalli ed a volte questo potrebbe creare un campo magnetico.
A noi è successo per circa cento, duecento metri, poi il navigatore è tornato a funzionare normalmente.

 

Tra le tante visite che si possono fare a Sintra, vi consiglio le due imperdibili:
il Palacio Nacional e il Palacio de Pena.

A cento metri dall’area di sosta camper, ferma il bus 433, che vi porterà in centro.
Se volete fare il tragitto a piedi, ci vorranno circa 25-30 minuti all’andata e dieci in più per il ritorno.
Sono poco più due km, ma non sono in piano: inizialmente c’è una leggera salita, poi è tutto in discesa.
Ricordate però, che questa strada non è fatta per i pedoni, in particolar modo l’ultimo tratto, è privo di marciapiede e con decine di bus turistici e minibus che convergono a Sintra.

 

SINITRA – cosa vedere

La città si presenta caotica, tantissimi turisti.
Circondata da colline ricoperte di nubi, si vedono tante case e ville molto belle, alcune tenute benissimo, altre in decadenza.

Arrivati in centro, troverete subito il Palacio Nacional (10€) riconoscibile dai grandi camini della cucina.
Visitate questo palazzo, davvero molto bello e con pezzi d’arredo di assoluto valore.
Fate poi un giro nel piccolo centro gremito di turisti e di negozi, bar e ristoranti.
Cercate la famosa pastelaria Piquirita (che troverete senza fatica, anzi adesso c’è anche la Piquirita 2) e assaggiate le specialità della casa:
le queijdas ed i travesseiros, sono degli ottimi dolci!

A Sintra ci sono parecchi ristoranti, che troverete sempre pieni, invasi da turisti.
Noi abbiamo trovato posto, dopo un’attesa di pochi minuti, alla “Tascantiga” una trattoria che propone dei petiscos (piccoli piatti appetitosi, simili alle tapas).
Abbiamo pranzato con alcuni spuntini, spendendo 23,50 euro in due.

 

PALACIO DE PENA

Per visitare Palacio de Pena, dovrete prendere in centro, il bus 434, che porta a Palacio de Pena (ticket giornaliero 5,50 €).
La strada si inerpica subito e il bus la prende con un certo brio, facendo accostare immediatamente i pochi audaci automobilisti che incrocia in questa stretta stradina.
Il prezzo del biglietto è di 14 € (Palazzo de la Pena + giardino).
Appena entrati vi troverete davanti ad un cartello, il quale vi avvisa che, ci sono da percorrere altri 500 mt in salita per arrivare al Palazzo Pena.
Se volete, un altro minibus vi porterà con un ulteriore ticket di 3 euro.
Insomma, è un business di bus e minibus.

Salite tranquillamente a piedi, è una passeggiata facile e poco dopo vi trovate davanti all’incredibile costruzione multicolore. Bellissima!
Pur non essendo antica (escluso ovviamente il nucleo originale del Monastero) è davvero affascinante.
Per visitare l’interno, molto bello anche questo, con mobili originali di fine ottocento, bisogna mettersi in coda.
La visita interna, dovendo seguire il flusso di persone (regolato dagli addetti) dura circa 45 minuti.
Un’altra mezz’ora almeno per vedere gli esterni ed il panorama e poi potrete gironzolare nei giardini.

Lasciate Sintra alla volta di Cabo da Roca.
Vi consiglio di prendere la N 249 e poi la N9-1 per Cabo da Roca: strada bella e soprattutto...larga.

 

IL PUNTO PIÙ A EST

Arrivati a Cabo da Roca la strada finisce e quindi dovrete parcheggiare nell’ampio parcheggio.
Il posto è bellissimo e anche se troverete tanta gente, avrete l’impressione di essere arrivati in un punto lontano, estremo.
Ed è proprio così.
Infatti siete arrivati nel punto più occidentale d’Europa.
Vedrete la colonna, sormontata da una croce, dove alla base si trova la citazione dal famoso poeta Luis Camoes che ha così descritto questo luogo:

“Dove la terra finisce e comincia il mare”

Vi trovate molto in alto, vertiginosamente a picco sul mare.

Ripartite verso sud ed in meno di mezz’ora starete passeggiando su una delle bellissime spiagge a Guincho.
Troverete altri camper parcheggiati in libera.
Guincho Praia Parking – Cascais
GPS N 38.72792 – W 9.47483

⚠️ ( prestate attenzione alle nuove restrizioni Nazionali in ambito di sosta libera, in vigore da inizio 2021 )

Il posto è bello e selvaggio, molto spesso ventoso.
Le dune di sabbia proseguono nell’entroterra, solcate da passerelle di legno.
C’è anche un campeggio appena all’interno, riparato dai venti.

 

CASCAIS

La prossima tappa è Cascais.
Volendo è possibile arrivarci in bici da Guincho, tramite la bella ciclabile (10 km tutti lungo l’oceano) con qualche piccolo saliscendi.
Oppure costeggiate il mare in camper fino ad arrivare alle prime case di Cascais.

Vi consiglio di parcheggiare sul lungomare a circa 50-100 metri prima di “Boca do Inferno” una roccia a forma di arco dove, durante le tempeste, le onde risuonano fragorosamente: un angolo suggestivo.
Da qui proseguite a piedi verso il centro costeggiando l’oceano (1 km).

Cascais ci è piaciuta tanto, anzi tantissimo…

Bellissime ville d’epoca, uno spettacolare lungomare, spiagge e calette, un centro storico zeppo di caffè, ristoranti e una bella Marina. Palme, fiori e giardini tenuti benissimo.
Un mix di eleganza, un movimentato centro storico, con una tipica pavimentazione (chiamata la calçada portoguese) molto coreografica.
Un posto elegante ma non snob, tantissima gente e una bella atmosfera.

Partite poi alla volta del Palazzo Reale di Queluz (10 euro) situato a pochi km da Lisbona.
Veramente molto bello, merita decisamente di essere visto, sia gli interni che il giardino, anche se parte di questo era in corso di rifacimento.

 

E FINALMENTE… LISBONA

Si riparte alla volta della capitale, Lisbona.

 

Anche se sul lungofiume, in zona Belem, ho visto alcuni camper in sosta libera, io vi consiglio (come sempre nelle grandi città) la sosta in campeggio.

ℹ️Sosta camper
Camping Lisboa – Estrada da Circunvalaçao
GPS N 38.72462 W9.20809

Se per Porto due giorni erano pochi, per Lisbona non ne basterebbero quattro.
Infatti io vi propongo un itinerario di visita, di cinque giorni.
Poi, ovviamente ognuno dedicherà il tempo che riterrà opportuno e che avrà a disposizione.
Le cose da vedere sono tante e la città ha un’ampia estensione.

 


Lisbona- Primo giorno

I quartieri della Baixa e dell’Alfama

 

Dal campeggio prendete il bus (il n.714, biglietto a bordo) che vi porta in centro in circa 35-40 minuti.
Il capolinea è a Praça Figueira, ma voi oggi scenderete prima, nella grande Piazza del Commercio (Praça do Comèrcio) sul lungofiume, per recarvi alla biglietteria automatica della metropolitana, per acquistare la tessera 7 Colinas.
Poi caricatela dell’importo che volete, sempre con la macchinetta automatica.
Ogni ricarica giornaliera vi dà accesso illimitato a tutti gli autobus e tram di Lisbona.

Visto che siete già in zona, iniziate l’esplorazione della Baixa, la zona pianeggiante che sfocia sulla Praça do Comèrcio, attraverso l’arco “Arco da Rua Augusta”.
Tutta questa zona, è stata ricostruita dopo lo spaventoso terremoto del 1755.
Una zona facile da girare, elegante e piena di negozi e ristoranti.
Vi consiglio di prendere l’ascensore che porta sulla sommità del Arco da Rua Augusta .
Da qui sopra è possibile ammirare interamente la bella coreografia della “calçada portuguesa” (la classica pavimentazione portoghese formata da pietre bianche, simili a piccole formelle di pavè, decorate con pietre nere a formare geometrie ornamentali) di Rua Augusta.

Pian piano risalite il quartiere in direzione nord, verso la piazza del Rossio (bella la facciata della stazione).
Capirete come Lisbona sia una città particolare quando vi troverete davanti l’Elevador de Santa Justa, un ascensore di grande spessore architettonico, che collega l’area della Baixa alle rovine della chiesa di Igreja do Carmo.
L’Elevador de Santa Justa è una meraviglia dell’era industriale, con esterni in ferro battuto.
E c’è sempre la coda per salire.
Ma non è l’unico ascensore che collega la parte bassa alle colline che la circondano.
Ne troverete altri.
Gli Elevador, gli ascensori d’epoca e i vecchi suggestivi tram che sferragliano nel centro, conferiscono a Lisbona un fascino unico, da vecchia capitale europea.

 

 

SI SALE ALL’ALFAMA

Iniziate la salita a piedi nell’antico quartiere dell’Alfama;
vicoli scalcinati e scale, tram che si arrampicano sulle ripide salite.
Un quartiere che nelle guide viene spesso paragonato ad un rione di qualche vecchia città del sud Italia.
Il quartiere dell’Alfama custodisce l’anima tradizionale di Lisbona.
Noto anche come “quartiere del fado“, è anche il luogo di nascita di una delle più grandi fadiste di tutti i tempi, Amália Rodriguez.

Visitate la Sè, imponente struttura romanica con due organi in legno.
Arrivati a Santa Luzia, il panorama che si gode dal Miradouro è magnifico.
Salite ancora fino alla chiesa di São Vincente de Fora (che come tanti monumenti in Portogallo, al lunedì è chiusa).
La chiesa non ha niente di speciale, ma dovete visitare l’annesso convento: un gioiellino.
Una concentrazione di azulejos impressionante.

Sempre nel convento, non perdete il Panteon dove si trovano le tombe dei Re del Portogallo, ma soprattutto la bellissima terrazza bianca, da dove si gode di bellissime vedute sulla città.

Per tornare in campeggio, scendete nella zona bassa.
In Praça Figueira (adiacente alla piazza del Rossio) c’è la fermata del bus n. 714 che qui fa capolinea.

 

 


Lisbona- Secondo giorno

il quartiere di Belém.

 

Oggi andiamo alla scoperta del quartiere monumentale di Lisbona, il quartiere di Belém.
Non è situato in centro città, si affaccia sul Tejo (Tago in italiano), il fiume di Lisbona ed è uno delle zone più frequentate dai turisti.
Dal campeggio prendete il bus 714, e scendete alla fermata Mosteiro dos Jerónimos.
Sono circa 15 minuti di bus.

Per prima cosa vi consiglio una pausa golosa in una pasticceria, la famosa “Antica Confeitaria de Belem“, una vera istituzione in città.
Ci siete già passati davanti ieri in bus, andando verso il centro.
Se sarete lì dopo le dieci, orario in cui arrivano i bus dei turisti, troverete la coda.
Tra le tante specialità che questa pasticceria propone, la vera star è il Pastel de Nata (Pasteis al plurale), noto anche come Pastel de Belém, è un dolce diffuso non solo in Portogallo, ma anche in tutti i paesi di lingua portoghese.
A base di sfoglia, ripieno di crema (infatti “nata” significa crema) lo potete gustare ancora caldo, seduti in pasticceria, oppure, come fa la maggior parte delle persone, mettetevi in fila e prendetene una confezione da sei (fornita con bustina di cannella da spolverare sopra) che divorerete passeggiando.

Ora, dopo il dolcetto, guardate verso il fiume e spostatevi sulla destra. Davanti a voi si aprirà la visione della fantastica ed enorme facciata del

 

Mosteiro dos Jerónimos

Mettetevi in coda e acquistate il biglietto combinato, Mosteiro+Torre di Belem al costo di 12€ a persona.
Entrate nel chiostro del Mosteiro dos Jerónimos e rimarrete a bocca aperta. Una meraviglia!
Probabilmente il più bel chiostro che avrete mai visto.
Nella pietra color miele, gli scalpellini hanno creato un capolavoro in pieno stile Manuelino.
Corde, nodi, ghirigori, conchiglie.. simboli marinareschi ovunque.
Non sai cosa guardare e vorresti fare foto ad ogni angolo, davvero imperdibile!
È in questo Monastero che nel 2007 fu siglato il Trattato di Lisbona, che sancì la Costituzione dell’Unione Europea.

Anche la Chiesa non è da meno.
Il portale, alto 32 metri, è di una bellezza incredibile.
Tra l’altro, l’ingresso alla chiesa è gratuito e anche qui la coda per entrare è notevole.
La stupenda tomba di Vasco de Gama è sempre circondata dai visitatori.

Lasciate il Mosteiro e incamminatevi lungo il Tejo.
Fermatevi davanti al Padrão dos Descobrimentos.
Il monumento, pur essendo recente, è suggestivo e la grande rosa dei venti che si estende sulla pavimentazione, davvero molto bella.
Il Padrão dos Descobrimentos (Monumento alle Scoperte) è stato costruito sulla riva nord del fiume Tago nel 1960 per commemorare il 500esimo anniversario della morte di Enrico il Navigatore e le scoperte portoghesi.
Io non l’ho visitato internamente, ma se lo volete vedere, negli spazi interni troverete un museo multimediale e l’ascensore che raggiunge la terrazza per ammirare il panorama su Belém.

Proseguite sul fiume e vedrete stagliarsi l’inconfondibile

Torre di Belém.

Quando era stata costruita nel 1520 si trovava in mezzo al fiume a difesa della città dalle navi nemiche che dall’oceano risalivano il Tejo.
Poi il terremoto del 1755 ne ha deviato le acque ed ora dista dalla riva solo pochi metri ed è raggiungibile con una passerella in legno.
Anche qui per entrare c’è una bella coda, ma voi riuscirete a saltarla grazie al biglietto combinato.
È una fortezza militare e quindi, pur ingentilita dallo stile Manuelino, da vedere non c’è molto, però ci vuole del tempo, perché per salire la stretta scala a chiocciola che porta ai piani superiori, gli addetti alla vigilanza limitano il passaggio ad un numero limitato di visitatori.

Sempre nel quartiere di Belém, c’è un’altra cosa che dovete assolutamente vedere: il Museu Nacional dos Coches, ovvero il Museo nazionale delle carrozze.
E’ diviso in due parti, anche qui vi consiglio di fare il biglietto combinato: Museo delle carrozze + Picardia Reale, per un totale di 16€.
Per arrivare al Museu Nacional dos Coches dovrete tornare all’Antica Confeitaria de Belem e passare oltre.
Visitate prima il museo delle carrozze, sullo stesso lato della strada della pasticceria; è’ situato in un grande e bel salone d’epoca.
Le carrozze d’epoca sono una decina e sono stupende.
C’è poi una sezione storica dedicata ai Bombeiros, i pompieri, che qui, in Portogallo, sembrano tenuti molto in considerazione.

Quando volete poi, nella stessa giornata, visitate il secondo museo delle carrozze, cioè la Picardia.
Dovrete solo attraversare la strada.
Fantastico, tante bellissime carrozze storiche di tutti i tipi; alcuni pezzi assolutamente imperdibili.

 

UN PONTE DA CARTOLINA

Ormai sarà quasi sera:
per terminare nel migliore dei modi la giornata nel quartiere di Belém, vi consiglio di fare una passeggiata sul lungofiume per arrivare al Maat, lo spettacolare, recente museo di arte e tecnologia, che si trova proprio sul fiume, quasi in corrispondenza del Museo delle carrozze.
Sinceramente non ho trovato granché esposto all’interno del museo, ma la struttura è bellissima, da fuori sembra un astronave immersa in una spianata bianca.
La costruzione, che è situata sul fiume è veramente futuristica, davvero spettacolare.
Da qui si vede il bel ponte del 25 aprile.
Se arrivate al tramonto, vedrete gli ultimi raggi riflettere sull’acqua e sul ponte, regalandovi uno spettacolo di colori.

Un consiglio: se da Belém volete andare in centro, prendete il tram 15E che vi porta alla stazione Cais Sodrè. E’ più velocemente rispetto al bus 714.

 

 


Lisbona- Terzo giorno

il quartiere del Chiado, il Castello e il Jardin Amalia Rodriguez.

 

Oggi si va alla scoperta di un elegante quartiere di Lisbona: il Chiado

Dal campeggio prendete il bus 714, e scendete a Cais do Sodré, una stazione nevralgica della città; infatti è sia stazione ferroviaria che stazione marittima, ed è una fermata importante della metropolitana e dei bus.
Attraversate la grande via Av. 24 de Julho, per entrare infine nell’antico mercato coperto: il Mercado da Ribeira.

Del vecchio mercato rimane ben poco, perché questa struttura è stata ristrutturata ed adibita in una court-food, chiamato Time Out Market.
Qui si trova un po’ di tutto, anche se prevale la cucina portoghese.
Tenetelo presente se volete pranzare o fare uno spuntino: la qualità in generale di tutti i ristoranti sembra ottima, i prezzi sono come quelli di un ristorante medio, circa 10-13€ a piatto, che si presenta bene ma non è molto abbondante.
Però si mangia bene e lo consiglio, anche perché la scelta è veramente vastissima.

 

TRA GUSTOSE PIETANZE, MERCATI ed ELEVATDORES

A proposito di pranzo veloce, vi consiglio di provare almeno una volta, la Bifanas.
Apparentemente sembra un normale panino contenete una scaloppina, ed in effetti è così, ma la bistecca è molto saporita, perché viene fatta marinare per almeno sei ore in frigorifero con vino, paprica, aglio, alloro, sale e pepe.
A Lisbona la vendono ovunque.
Per esempio, in Praça Figueira, dove fa capolinea il bus 714, c’è un locale che si chiama Casa Das Bifanas.

Torniamo al Mercato da Ribeira.
Uscite dalla parte opposta del Time Out Market, attraversate un paio di strade, e in Rua de S. Paulo cercate L’Elevador de Bica. Una rarità, un pezzo raro dell’Ottocento.
In pratica è una funicolare, ma non è come le altre: il vagone è costruito come un piccolo tram, (come quelli vecchi che sferragliano ancora a Lisbona), scorre sui binari come un tram, ma sale come una funicolare, tagliando le vie e i vicoli dove le persone si fermano al suonare la campanella e guardano divertite.
L’interno è tutto in legno, che scricchiola; troppo divertente.
È compreso nel prezzo del biglietto giornaliero (tessera 7 Colinas) che avete fatto precedentemente.

 

UNA LIBRERIA DA RECORD E TRE SCELTE 

Il Chiado è un elegante quartiere, con tanti negozi.
Qui si trova la libreria più vecchia del mondo (è nel Guinness dei primati) ed il romantico e opulento caffè “A Brasileira”.
Vi avevo parlato dell’Antica Confeitaria de Belem, che ha fatto la storia del Pastel de Nata, ma ci sono altre pasticcerie che stanno spopolando in fatto di qualità e bontà di questo dolcetto tipico.
Una di queste si trova proprio qui, nel quartiere del Chiado e si chiama Manteigaria (in Praça Luís de Camões).
Ve le preparano sotto i vostri occhi e sono strepitose!
Dolci di altro tipo, ma comunque buonissimi, li potete trovare alla pasticceria Alcoa, sempre in questo quartiere.

Ora avete tre scelte:

la prima è quella di proseguire nel Chiado ed andare a vedere la Chiesa del Convento do Carmo, che è molto suggestiva.
Distrutta dal grande terremoto del 1755 è rimasta volutamente senza il tetto: da qui potrete scendere a piedi nella zona della Baixa, dove sbucherete nella piazza del Rossio.
Dopo la visita del Convento do Carmo, vi consiglio di girare attorno alla Chiesa del Convento e salire sulla passerella dell’Elevador de Santa Justa, da dove avrete una bella veduta sulla Baixa e quindi scendere con questo bell’ascensore (a pagamento).

La seconda alternativa e quella di prendere lo storico Tram n. 28 che fa capolinea proprio qui, nell’animata Praça Luís de Camões.
Non è facile, perché è sempre pieno di turisti, ma qui c’è meno coda che nelle fermate successive.
Il tram numero 28 di Lisbona collega Matrim Moniz con Campo Ourique e passa per i popolari quartieri turistici di Graca, Alfama, Baixa e Estrela.
È il classico tour a Lisbona, a bordo di un pittoresco tram giallo che stride e sferraglia per le strette vie della città.
Se riuscite a prenderlo, rimanete a bordo fino ad arrivare al Castelo de Sao Jorge (la fermata più vicina al castello è Portas do Sol) che si trova nella parte superiore della collina dell’Alfama ed è visibile da diversi punti della città.
Dal Castello avrete una bellissima vista panoramica su tutta la città e troverete parecchi turisti.

Non è raro fare un po’ di coda, perché, più di venti persone per volta non possono entrare nella Camera Oscura, un sistema ottico di lenti e specchi, che consente, con una visione a 360° osservando minuziosamente la città in tempo reale, con i suoi monumenti, le zone più emblematiche e il fiume.

La terza alternativa è la Lisbona verde.
Scendete a piedi al Rossio e prendete la metro Azul in direzione Amadora fino alla fermata San Sebastiano. Da qui, dopo qualche minuto a piedi, arriverete nei Jardin “Amalia Rodriguez”. Una gigantesca bandiera del Portogallo svetta sopra una terrazza, dalla quale la vista spazia fino al mare. Un scenografico giardino con siepi (Parque Edoardo VII) attraverso il quale scenderete fino alla grande rotonda dove si erge la statua del Marquês de Pombal. Se volete continuare a piedi la discesa per questa grande arteria (Av. Da Libertade), vi ritroverete al Rossio. E poi, nella piazza adiacente, Praça Figueira, potete prendere il bus 714 per tornare al campeggio.

 

 


Lisbona – quarto giorno.

 

Al mattino prendete il bus, ma stavolta il n. 750 che parte proprio davanti al campeggio e che, dopo un lungo giro nel quartiere di Benfica, arriva al Parque dal Nações.
Se vi può interessare, lungo il tragitto ferma anche nella zona del grande centro commerciale Colombo, adiacente allo stadio del Benfica.
La destinazione comunque, è la Stazione d’Oriente, disegnata da Calatrava.

 

MEMORIE DALL’EXPO 1998

Passate attraverso il centro commerciale Vasco de Gama e vi troverete nel Parque dal Nações.
Qui nel 1998 si è svolta l’Expo.
Sullo sfondo vedrete il lunghissimo ponte Vasco de Gama, che con i suoi 17 km è il ponte stradale più lungo d’Europa.
E poi la futuristica torre, l’edificio più alto di Lisbona, 140 metri.
È proprio nei pressi della torre, che parte la telecabina. La teleferica corre parallela al fiume Tejo a 30 metri di altezza e percorre circa 1250 metri.
Da lì sopra si godono ottime vedute sia sul fiume, sul lunghissimo ponte, la torre e di tutta l’area dell’Expo, stazione di Calatrava compresa.
Un bell’esempio di rivalutazione dell’area utilizzata per l’Expo:
ci sono mostre, palazzetti dello sport e un bel Oceanario.
Da visitare.

 

 


Lisbona – quinto giorno

 

Con il bus 714, scendete a Cais Sodrè.
Prendete il battello che vi porta in pochissimi minuti sull’altra sponda del Tejo e precisamente a Cacilhas.
Il Cacilheiro, così viene chiamato in modo informale questo battello, viene utilizzato praticamente come se fosse una metropolitana cittadina, tanto sono frequenti le corse e veloce la traversata.

Sbarcati a Cacilhas, vi renderete subito conto che questa è una meta “fuori porta” per i lisbonesi, dalla quantità di ristorantini e trattorie.
Ma voi per il pomeriggio, avete un obbiettivo preciso, anzi due: Ponto Finale e Cristo Re.

Scendete dal battello e tenete sempre la destra, percorrendo una stradina senza traffico che costeggia il Tejo.
Sulla vostra destra avete naturalmente il fiume (e una bellissima vista sulla sponda opposta, quindi su Lisbona) e alla vostra sinistra una fila ininterrotta di mura diroccate, in rovina: sono i vecchi magazzini abbandonati.
Nonostante lo scenario apparentemente inquietante, lungo la stradina vedrete sono coppie di giovani ragazzi, turisti e famiglie.

 

IL PRANZO CON LA VISTA PIÙ BELLA

Dopo qualche minuto arriverete ad un ristorante, lo passate e vi fermate a quello successivo, che si chiama Ponto Final.
Sarebbe meglio prenotare, perché, i tavolini non molti, ma se è disponibile, prendetene uno di quelli sul piccolo molo che si affaccia sulla spiaggetta di spiaggia.
È un locale rustico, ma con ottimo cibo ed una posizione spettacolare!
Lisbona si estende davanti a voi sull’altra sponda del fiume ed il bellissimo ponte del 25 aprile svetta imponente poco lontano, sul Tejo.
Se la giornata è bella, ci sarà una bellissima luce fantastica, che accende i colori.

 

DALL’ALTO DEL CRISTO RE

Dopo pranzo, proseguite per una cinquantina di metri e il lungofiume viene arricchito da un bel prato, in corrispondenza di un ascensore che porta alla strada al livello superiore.
Dopo aver immortalato questo bellissimo panorama su Lisbona, sul Tejo e sul ponte, tornate sui vostri passi.
In pochi minuti siete di nuovo a Cacilhas, dove eravate sbarcati.

Qui prendete il bus che, salendo sulla collina, fa capolinea ai piedi dell’imponente Cristo Re.
Fu il Cardinale patriarca di Lisbona Don Manuel Gonçalves Cerejeira a voler costruire un monumento con l’immagine di Cristo simile al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, dopo una visita in Brasile negli anni Trenta.
L’enorme statua si trova all’interno di un parco di ulivi, nell’area del Santuario, con una strepitosa veduta sul Tejo, sul ponte e su Lisbona.
Prendete l’ascensore (6€ a persona) che in poco tempo porta ai piedi della gigantesca statua.
Inutile dire che da quassù il panorama è moltiplicato per dieci, rispetto a quello che si vede dal parco.

Riprendete il bus e tornate a Cacilhas, se volete fate due passi tra i numerosi pittoreschi ristorantini e poi riprendete il battello.

 


SI RIPARTE VERSO NUOVE METE

E arriva il momento di lasciare anche Lisbona.
Uscendo dalla città percorrerete il ponte 25 Aprile.
L’altezza sul fiume è vertiginosa e i panorami sono mozzafiato.

Nota: uscendo da Lisbona verso sud, il ponte è gratuito, ma se entrate a Lisbona da sud, per percorrete il ponte dovrete pagare un pedaggio.
Perché? Non lo so. Misteri portoghesi!

 

Continuate il viaggio con me. 
Nel prossimo capitolo arriviamo nella Costa Vicentina e nell’Algarve 
CONTINUA

Franco Parla

 


Questo racconto fa parte di un percorso più articolato diviso in 5 parti. Per leggere i restanti articoli, clicca i link qui sotto:

 

1) L’accesso al Portogallo ed il Nord
2) Porto
3) da Porto a Lisbona
4) Lisbona e dintorni
5) La costa Vicentina e l’Algarve

Porto – Portogallo

Porto

Se state seguendo il Tour del Portogallo, arriverete a Porto dopo aver toccato le prime tappe che vi ho suggerito nel precedente articolo, che trovate cliccando qui

 

PORTO MERITA IL GIUSTO TEMPO

 

ℹ️Sosta camper
Come in tutte le grandi città, personalmente sconsiglio la sosta libera.
I campeggi si trovano a Vila Nova de Gaia, sulla sponda sud del Douro, di fronte a Porto.
Di campeggi ce ne sono almeno cinque.
Io mi sono sempre fermato al Canidelo Camping (35 euro)
Canidelo Camping –  Avenida Beira-Mar, Nº 441 – Praia de Salgueiros, Canidelo
forse il più vicino a Porto.

NOTE UTILI
Il campeggio è diviso dalla passeggiata (pedonale e ciclabile) sul lungomare, solo dalla strada.
Una volta sistemati nel campeggio, fatevi una rilassante passeggiata sulla lunga, enorme spiaggia oceanica.
Il bus n. 15 ferma a soli duecento metri dal campeggio e dopo 45-50 minuti circa sarete in centro a Porto, in Praça da Batalha.

 


VERSO IL CENTRO

Il bus ci impiega tutto questo tempo, perché transita in mezzo ad alcuni quartieri di Vila Nova de Gaia, e quindi il tragitto si allunga rispetto alla distanza reale.
In alcuni punti passa in strade talmente strette nelle quali vi augurerete di non capitarci mai con il vostro camper.

Arrivati in Praça da Batalhia (Piazza della Battaglia) visitate la vicina stazione di São Bento, con i suoi grandi azulejos.Poi iniziate il su e giù per la città per vedere le cose migliori e gironzolare a piedi tra le sue vie.
Solo così potrete scoprire questa bellissima città.

Numerose le chiese da visitare:

La bella Chiesa des Clèrigos con salita sulla torre della chiesa (3€) per vedere il panorama sulla città.
Le altre chiese, tra cui la bellissima Chiesa do Carmo e la vicinissima Chiesa Carmelitas.

Gironzolate nell’affollata via pedonale Rua da Santa Catarina
In questa zona si trova anche l’animato mercato coperto di Bolhao, ancora uno dei luoghi dove si può trovare la vera essenza della vecchia Porto.

Colorato, vivace e rumoroso, qui si trova tutto quello che si vende normalmente in un mercato e ultimamente, anche molti souvenir.

 

Porto

ATMOSFERE CHE ISPIRANO

Molto bella e originale la scala in legno della Livraria Lello (5€ a persona).
La libreria Si trova nel centro storico di Porto ed è ritenuta una delle librerie più belle al mondo.
Un piccolo gioiellino ottocentesco con interni in legno, una meravigliosa scala al centro della sala e un lucernario in stile liberty.
Si dice che la scrittrice Joanne Rowling si sia ispirata qui, per scrivere la saga del suo Harry Potter.

Non vi deluderà neppure la chiesa di São Francisco.
Appena entrati, resterete impressionati dallo sfarzo, un barocco intenso, che sconfina nel rococò. Di sicuro effetto!

Uscendo dalla chiesa entrate nel museo, sempre con lo stesso biglietto (5 € a persona) ed oltre agli altari lignei, ostensori e altro, scenderete una scala che porta alle singolari catacombe, praticamente un insolito cimitero coperto.

e per mangiare…

Ci sono alcuni piccoli, rustici, ristorantini che propongono pesce tipico portoghese: bacalhau, calamaretti, sardine, vongole. Forse a qualcuno potrà ricordare un suq mediorientale.
Non so se rimarrà ancora così, perché è in corso un opera di ristrutturazione e alcuni negozi sono stati momentaneamente trasferiti nei piani inferiori del vicino centro commerciale.

Per il pranzo vi consiglio di sbirciare nei ristoranti e cercare il “prato do dia” ovvero il piatto del giorno.
La spesa è contenuta (10-15 €) e le porzioni sono ottime e abbondanti.

DA NON PERDERE:

Strepitosa è la visita della Borsa (Palacio da Bolsa, 8€ a persona), veramente da non perdere”.
La visita è guidata, ma non è prevista in italiano.
La sala orientale è veramente notevole.

Per le strade troverete sia qui, che a Lisbona, alcuni negozi (Loja das Conservas) che vendono una grande scelta di conserve ittiche portoghesi, come scatole di sardine, sgombri, tonno…

Visitate la Sè (la Cattedrale).
Il complesso è molto bello, dall’esterno è imponente e dalla sua grande terrazza si godono delle belle vedute sulla città vecchia sottostante.
L’interno della Cattedrale non è particolarmente entusiasmante, ma il chiostro (3€ a persona) è imperdibile.
Ricco di grandi e belli azulejos, con cappelle decorate e poi la Sala Capitolare.
Tutto l’insieme rende la visita molto interessante.

 

MOVIDA E PANORAMI

Scendete lungo fiume, c’è un sacco di gente: siete arrivati alla Ribeira, il pittoresco quartiere di Porto che si affaccia sul fiume e che è tutelato dall’Unesco.

Ristoranti ovunque, negozietti di souvenir e colorate caratteristiche barche.

Vi consiglio poi di risalire il quartiere per attraversate a piedi la parte superiore del ponte Dom Luís I verso Vila Nova de Gaia : lo spettacolo da quassù è a dir poco, strepitoso.
La veduta dal ponte è davvero meravigliosa: da una parte il lungofiume di Vila Nova de Gaia con le sue cantine, i caffè, i ristoranti e le barche colorate ancorate, con le botti in bella vista.

Dall’altra parte la pittoresca “muraglia” di case colorate della Ribeira, il pittoresco quartiere di Porto che si affaccia sul fiume. Anche su questo lato ci sono barche, perlopiù sono quelle che fanno la crociera dei sei ponti. Questa città vi piacerà sempre di più.

Passato il ponte, scendete lungo le viuzze che portano sull’animato lungo fiume di Vila Nova de Gaia.
In questi vicoli, vedrete decine di murales, alcuni molto belli. Ce ne sono anche di molto spiritosi.
Pochi turisti sono a conoscenza di questi murales, perché per vederli, bisogna addentrarsi nelle vecchie vie di Vila Nova de Gaia.

C’è anche una funicolare che collega la parte alta del ponte con il lungofiume e costa 5€ a persona (8 a/R).
In questo caso però, vi perderete i murales.

Comunque, una volta arrivati sul fiume, troverete molti turisti che passeggiano e si godono la vista della Ribeira, sull’altra sponda, o che visitano le numerose cantine dove stagiona il rinomato vino: il Porto🍷
Oppure si accalcano per fare il tour in battello dei sei ponti, praticamente una minicrociera sul Douro (12€ pp).
PS: Noi il tour l’abbiamo fatto: piacevole anche se non entusiasmante.

E’ possibile attraversare il fiume con un traghetto solo per passeggeri, che in un paio di minuti ti porta dalla sponda di Porto a quella di Vila Nova de Gaia (o viceversa) per 3 euro a persona.

 

UN CONSIGLIO “GASTRONOMICO”

Se per l’ora di pranzo vi trovate a Vila Nova de Gaia, vi consiglio un piccolo ristorante leggermente defilato, dove mangiare un ottimo bacalhau, ovvero, il baccalà, il piatto tipico portoghese.
Si dice che venga cucinato in 365 modi diversi, praticamente un piatto diverso ogni giorno per tutto l’anno.

Il ristorante si chiama “Toca de Coelhio” ovvero alla “tana del coniglio”.
Il nome gioca sull’ironia, in quanto il propietario (Josè) si chiama proprio Coelhio, che vuol dire appunto, coniglio.
In effetti è una piccola trattoria un po’ nascosta, dietro all’ex mercato coperto di Vila Nova de Gaia (ora rivalutato con vari fast food, un posto dove fare un pranzo veloce).
Provate l’ottimo “bacalhau a moda de casa”, cioè fritto, con patatine fritte tagliate a rondelle.

 

LE CANTINE PIÙ FAMOSE D’EUROPA

Ovviamente, per comprendere appieno la storia e lo spirito della città non potete esimervi da una visita ad una delle famose cantine, con tanto di degustazione finale.
Ce ne sono alcune famose in tutto il mondo, come quelle di Sandeman, Càlem, Offley e altre più piccole e meno note.
Vi raccomando vivamente di prenotare, perché arrivano gruppi di visitatori da ogni parte del mondo e rischiate di non entrare, se non avrete prenotato.

Poiché non vi basterà un giorno solo, per visitare Porto, vi voglio dare un consiglio:
prenotate la visita alla cantina per l’ultimo giorno della vostra permanenza in città.
Prenotate l’ultima visita, quella del tardo pomeriggio, di solito è verso le 19.
Prenotatela in una cantina, come per esempio quella di Càlem, dove è previsto, dopo la visita, la degustazione con esibizione del Fado.
Vi costerà un po’ di più della visita classica, ma se non avete mai ascoltato il Fado, la tipica, struggente melodia portoghese, non perdete l’occasione.
La visita non è in italiano, a meno che non ci sia un gruppo precostituito, ma sarà in inglese o in portoghese.

Al termine della visita, verrete accompagnati in una grande sala: vi faranno sedere al tavolo e vi porteranno due degustazioni di Porto (uno bianco e uno rosso), vi verranno spiegate le caratteristiche e poi…si spengono le luci ed inizia il Fado!
Quando uscirete dalla cantina sarà già buio: lo spettacolo della città e del fiume illuminati è fantastico!

 

RIMARRETE PIACEVOLMENTE SODDISFATTI

Risalite il ponte per prendere il bus n. 15 per tornare al campeggio (lo potete prendere anche su questa sponda).
Prima di lasciare la città, ammirate ancora una volta il panorama: sarà la suggestione del Douro, la dolce melodia del Fado, o forse il Porto che avete bevuto, ma sono sicuro che sarete molto, molto contenti di aver visto questa città.

Con queste immagini impresse negli occhi, lasciatevi Porto alle spalle e incamminatevi verso la fermata del bus.

Se volete proseguire nel Tour del Portogallo, allora vi aspetto con la prossima parte del viaggio.

 


Questo racconto fa parte di un percorso più articolato diviso in 5 parti. Per leggere i restanti articoli, clicca i link qui sotto:

 

1) L’accesso al Portogallo ed il Nord
2) Porto
3) da Porto a Lisbona
4) Lisbona e dintorni
5) La costa Vicentina e l’Algarve

 

Portogallo in camper

Portogallo in camper

Questo itinerario del Portogallo in camper prende vita dai miei diari di viaggio del 2016 e 2017.
Due bellissimi viaggi in camper in terra lusitana, della durata di oltre trenta giorni ciascuno.
Entrambi i viaggi si sono svolti nel mese di ottobre.
Io vi consiglio il tour da nord verso sud.
Le informazioni che vi fornirò sono davvero tantissime ed è per questo che ho pensato di dividere l’itinerario in cinque parti:

1) L’accesso al Portogallo ed il Nord ( questo articolo )
2) Porto
3) da Porto a Lisbona
4) Lisbona e dintorni
5) La costa Vicentina e l’Algarve

⚠️ Tutte le info sono state estratte dai miei diari del 2016 e 2017, per cui sono possibili eventuali variazioni o modifiche di campeggi, aree di sosta e costi, rispetto a quelli riportati.

 

 


Parte prima

L’accesso al Portogallo ed il Nord


Arrivando in Portogallo da Nord-Est è impossibile non fare una tappa alla città di Salamanca.

Lasciata Salamanca potete fare il pieno a Ciudad Rodrigo ( il gasolio costa meno in Spagna ) e poi entrare Portogallo!

 

⚠️ Se non avete il telepass europeo, al primo casello in autostrada, accostate nell’apposita corsia dove dovrete registrare la targa associandola alla vostra carta di credito.
Per buona parte della rete autostradale funziona così, non ci sono caselli. Entrate ed uscite e le telecamere registreranno tutto: l’importo verrà detratto automaticamente dalla vostra carta di credito.

 

 

Iniziamo da  Trancoso.

ℹ️ Sosta camper
Facile parcheggio nel grande piazzale di fronte alle mura storiche.

Trancoso è un piccolo caratteristico paese, con le rovine di un castello.
Se vi fermerete in un bar a bere un caffè, rimarrete sorpresi di scoprire che in questa nazione il caffè, è proprio come l’espresso italiano, con la differenza che in Portogallo costa 60 centesimi

Lasciate Trancoso e arrivate a Viseu.

ℹ️ Sosta camper
Sosta nel grande parcheggio vicino alla rotonda di Avenida Europa, dove ci sono 8 posti riservati ai camper, carico e scarico gratuito.

Incamminatevi lungo la salita che porta al centro, che è molto carino.
E la “Sé” é molto bella.
La parola “Sè” in portoghese sta per Sede Episcopal ed è il corrispettivo della nostra Cattedrale.
Potrete accedere al centro città anche con la funicolare, che è gratuita.

 

NOTA IMPORTANTE
⚠️ in Portogallo gli animali sui mezzi pubblici non sono ammessi. Noi abbiamo una cagnolina di piccola taglia (maltese) e qualche volta ci hanno fatto salire sul bus, ma solo perchè era nel suo zaino- trasportino.
Anche al ristorante non potete portare il cane, a meno che il locale non disponga di un dehors. In questo caso potrete pranzare o cenare seduti ai tavolini sistemati all’aperto.

 

 

Se dovete fare spesa, a pochi chilometri da Viseu c’è il Palacio do Gelo, un elegantissimo centro commerciale, con tanto di pista da pattinaggio su ghiaccio.
C’è anche un parcheggio ombreggiato dove un parcheggiatore abusivo vi chiederà un euro per la sosta.
Oppure, per la notte, potete ritornate al parcheggio di Viseu.

IL SANTUARIO DI LAMEGO

ℹ️ Sosta camper
Troverete posto facilmente nel parcheggio in zona piscina, non lontano dalla lunga e scenografica scalinata che porta al Santuario de Nossa Senhora dos Remédios.

La scalinata con gli azulejos (le tipiche piastrelle blu portoghesi) è notevole.
Dopo circa 500 scalini, arriverete al Santuario, visitatelo.
Se l’esterno è molto bello, l’interno non é spettacolare, ma quello che conta qui, specialmente per i portoghesi, é la statua della Nossa Senhora dos Remédios.

Ridiscesi in paese, potrete fare un giro nel piccolo centro storico e visitare la Sé.
In paese ci sono alcune pasticcerie che vendono (in autunno) dei dolci locali di sfoglia ripieni di crema di zucca, tipici del nord del paese. Buonissimi.

 


LUNGO IL DUORO

Si prosegue per il Douro, il fiume più famoso del Portogallo, in quanto è costeggiato da ripidi e spettacolari vigneti, sui quali, matura l’uva che darà vita a corposi e ottimi vini e anche al famoso Porto.
Ed è proprio via fiume che, ancora fino a pochi anni fa, le pittoresche barche trasportavano le botti di vino alle cantine di Vila Nova de Gaia, sulla sponda opposta alla città di Porto.

Arrivati a Pesa da Regua, costeggiate il fiume fino a Pinhao.
Per entrare in paese bisogna attraversare un ponte di ferro sul Douro. Prima di imboccare il ponte verificate che in senso opposto non arrivino camion o camper, perché il ponte è stretto.

 

⚠️ Vi segnalo che a Pinhao ci sono difficoltà di parcheggio.

 

Ripercorrete a ritroso il Douro, ammirando i geometrici e coreografici vigneti e se volete, fermatevi a Pesa da Regua, nella grande piazza vicino al centro.

La cittadina non ha niente di particolare, tranne che per il molo, dove sono attraccate le navi da crociera fluviale.

ℹ️ Sosta camper
Nel P ci sono quattro posti riservati ai camper con due colonnine della corrente.
Ovviamente i camper sono molti di più dei quattro posti dedicati, ma la sosta migliore è sicuramente quella sul lungofiume, vicino al ponte pedonale.
Nella parte superiore del parcheggio, c’è un camper service gratuito e una nuova area camper con allacciamento elettrico al costo di 3€.

Da qui potete incamminarvi per fare due passi in centro e se volete cenare, provate il ristorante “Gato Preto” (Gatto nero), in due abbiamo pagato 36 euro dall’antipasto al dolce, con un ottimo vino del Douro.

DIREZIONE GUIMARÃES, PATRIMONIO UNESCO

ℹ️ Sosta camper
Parcheggiate senza problemi nel grande parcheggio vicino al Teleférico che porta sul monte Penha.
Altro parcheggio dietro il Castello in Rua de Dona Teresa.
GPS: N41.449068, E8.288737
Questo parcheggio è sterrato e molto grande: l’accesso avviene in due punti, entrambi con una breve rampa piastrellata, liscia e scivolosa. In più è corta e ripida, tanto che se avete il camper con uno sbalzo prolungato, dovrete prendere la rampa un po’ di traverso, per non toccare sotto.
Qui troverete uno pseudo-parcheggiatore che vi chiederà 1€.

 

Guimarães ci è piaciuta davvero tanto, consiglio vivamente di non perderla.
Belle le facciate delle case in uno stile davvero tipico, bella la piazza, bella le chiese.
Il piccolo castello (2 €) presenta una torre e un giro di mura integro.
Per l’importanza dei suoi monumenti storici è stata riconosciuta dall’Unesco, che nel 2001 ha dichiarato la città Patrimonio dell’Umanità.

E’ proprio a Guimarães che troverete riportata su un muro, la famosa scritta “Aqui nasceu Portugal” ovvero:
“Qui nacque il Portogallo”.
Impossibile lasciare la città senza i dolcetti alla zucca, come i Toucinhos do Ceu.

 


PER CHI ACCEDE DA NORD

Se decidete di entrare in Portogallo più a Nord, ovvero dalla città spagnola di Verin, la prima cittadina che troverete è Chaves.

ℹ️ Sosta camper 
Noi abbiamo trovato posto all’ombra dei Jardim do Tabolado.

 

⚠️ Anche qui, se non avete il Telepass europeo, dovrete registrare la carta di credito per i pedaggi autostradali.

 

CHAVES

Se venite a Chaves, dovete per forza andare a mangiare al Restaurante “Pensao Flavia” – Travessa Candido dos Reis 12.
Il menu non si sceglie: non si usano piatti, ma si mangia direttamente nei padellini che arrivano sul tavolo.
Ti portano un’infinità di gustosi antipasti di terra e di mare. E poi un bacalhau da favola!
Quindi un grande piatto di ottima tagliata con patatine, anche loro buonissime. Dolce, caffè, vino tinto (rosso) sfuso e anche un ottimo liquore.
Al momento del conto, non ti portano il conto….ma un piccolo pentolino in ghisa con un coperchio, dove inserisci quello che credi sia giusto in base al tuo gradimento del pranzo.
Noi siamo rimasti molto soddisfatti della quantità e della qualità.
Inoltre, il proprietario/cuoco – un omone che ha lavorato anche in Italia – nei tempi morti prende la chitarra portoghese e intona alcuni canti tipici.
Chaves è una cittadina con una ponte romano e una bella torre.

 

ℹ️ Sosta camper
Se vi fermate anche per la notte, allora potete optare:
l’area di sosta camper Guest House Chaves – R. Solidão – 5400-518 Chaves.
completa di tutto, docce e servizi per 15 € a camper.
Si trova a cinque minuti a piedi dal centro storico e a 500 mt dal Leclerc (con distributore carburante annesso ).

 

 

UN GIOIELLO Di “PALACIO”

Lasciate Chaves in direzione Villa Real, per visitare il Palacio Mateus.
L’ingresso non è dei più economici (12 €) e la visita è solo guidata.
Vi dovrete aggregare ad un gruppo, a volte capitano anche gruppi italiani e in questo caso la visita sarà in italiano.

Il palazzo è un gioiellino, pavimenti e soffitti in legno lavorato.
Mobilio di pregio e un bel giardino.
Al termine della visita, potrete recarvi verso il fiume Douro ed agganciarvi all’itinerario descritto precedentemente, per arrivare quindi a Guimarães.

 


E ADESSO SI SALE…

Lasciate Guimarães per spostarvi Santuario di Bom Jesus do Monte, dove potete fermarvi nel grande parcheggio che si trova nei pressi della base della lunga scalinata.

Iniziate quindi la lunghissima salita a piedi, lungo la prospettiva rettilinea della scalinata barocca.
Uno spettacolo!
La chiesa, cioè il Santuario, non è spettacolare come la scalinata, ma tutto l’insieme vale davvero la pena.
Se non volete percorrere a piedi la scalinata, potete salire (o scendere) con la funicolare: un pezzo d’epoca, ma pienamente funzionante!

 

ℹ️ Sosta camper
Potete fermarvi nel parcheggio anche per la notte, ma non ci sono servizi.

 

MOSTEIRO DE TIBÃES

Lasciato il Santuario di Bom Jesus do Monte spostatevi ad un altro monumento religioso poco lontano da Braga, il Mosteiro de Tibães.

Non arriviate troppo presto, perché il Monastero apre alle 10, altrimenti dovrete aspettare nel grande e deserto parcheggio.
La visita costa 4 euro a persona e permette di girare liberamente (con un pieghevole illustrativo in più lingue, ma non in italiano) il grande monastero.

Bella la chiesa, i chiostri rivestiti di azulejos e il salone decorato.
Le numerose celle dei monaci sono state ristrutturate da poco in stile moderno e pur essendo numerose non sono particolarmente suggestive.
Arrivati nella parte posteriore del monastero si vedono gli orti, i vigneti ed i giardini, che danno un senso di pace e tranquillità.

 


 

Ripartite in direzione Braga e andate al campeggio municipale della città, vicino al vecchio stadio.
Non é il massimo dei campeggi, ma c’è tutto quello che serve.
Inoltre il centro é raggiungibile (oltre che con il bus) con una facile passeggiata a piedi lungo una grande via piena di negozi, in circa 15- 20 minuti.

 

BRAGA

Braga è la città più grande che avrete visto finora in Portogallo, tanta gente, tanti negozi.
Non così caratteristica come Guimarães, ma è spesso animata e ad ottobre, si svolge anche una simpatica sfilata in costume in occasione della festa “Braga Barocca”.

Visitiate la Cattedrale e il Museo-tesoro.
Il biglietto combinato costa 4 euro.
La Sé è strana, in realtà sono due chiese, e il chiostro viene inglobato nel Museo, ma quando entri in chiesa e alzi gli occhi verso l’organo e il soppalco…é un tripudio del barocco portoghese.

 


UN VILLAGGIO D’ALTRI TEMPI

Al mattino successivo, vi consiglio un’escursione a Lindoso, nel Parco National de Peneda-Gerês.
Come avrete notato in altre zone boschive del nord del Portogallo, chilometri di boschi sono bruciati e le montagne sono nere, a causa di violenti incendi che hanno colpito queste zone montuose.

Nonostante dovrebbe essere una zona turistica, di turisti in giro se ne vedono pochissimi.
Solo a Lindoso c’è un “certo movimento”.
Infatti il motivo principale per cui vi ho consigliato di arrivare fin qui sono i suggestivi Espigueiros, piccole costruzioni utilizzate in passato per l’essicamento e la conservazione dei cereali.
Qui se ne trovano una cinquantina in ottima conservazione, raggruppati sotto le mura del piccolo castello.

Il villaggio di Lindoso é quasi spopolato, strette viuzze lastricate coperte di pergolati di vite, case in pietra decadenti, qualche pecora.
Una storica Casa del Popolo calamita i pochi abitanti e si vede ancora qualche vecchietta vestita di nero.
Gironzolando nel villaggio, si prova davvero la sensazione di tornare indietro nel tempo.

 

e per mangiare…

 

Su consiglio di un’anziana signora del posto, abbiamo pranzato al ristorante Saõ Martinho, dove mangiamo bene a base di gigantesche bistecche cucinate in modo diverso e speso 36,70€ (un antipasto per due, due gigantesche porzioni di secondo, acqua, 1/2 vinho verde, un dolce e due caffè).
Nota: il vinho verde è un vino bianco che va bevuto giovane, verde appunto: è leggermente frizzante e viene servito fresco. E va giù che è un piacere!

 


SI RIPARTE…

Ripartite alla volta di Ponte de Lima, nel grande parcheggio sul fiume, proprio vicino al bellissimo ponte.
Qui c’è un sacco di gente, anche perché questa cittadina, con i prati sul fiume, il bel ponte pedonale ed i caffè, si presta per un una passeggiata in un pomeriggio soleggiato.

Lasciato Ponte de Lima arriverete a Viana do Castelo.

ℹ️ Sosta camper
Parcheggiate sul lungofiume, non lontano dal ponte e in compagnia di altri camper. É un gran bel posto, c’è una ciclopedonale che costeggia il fiume.

Incamminatevi per andare a prendere la funicolare (3€ a/r) che sale al Monte di Santa Luzia, dove dal Santuario, si ha una bella veduta sul Fiume, sulla città, sulla spiaggia e sull’oceano.

Poi ritornati in città, attraversate il centro storico per andare a visitare la Nave Ospedale Gil Eannes (3,4€ cad), una visita davvero molto interessante.
Fate anche un giretto in centro, è carino.

 

 

E FINALMENTE L’OCEANO

Andate a vedere una spiaggia e precisamente quella di Vila Praia de Ãncora, una ventina di km piú a nord.

ℹ️ Sosta camper
Parcheggio facile vicino al ponte pedonale che attraversa il fiume e poi vi ritroverete davanti….una grandissima spiaggia!
In zona c’è anche un campeggio, il Sereia da Gelfa, ottimo per la notte.

Alla sera, scegliete uno dei tanti ristoranti sul lungomare e fatevi portare una “catalpana” la classica pentola portoghese, dove viene cotto il pesce. Ottima! 
E poi cenare di fronte all’oceano è uno spettacolo.

 


SEMPRE PIÙ A NORD

Si prosegue ancora più a nord, fino ad arrivare a Valença do Minho, al confine con la Spagna.

ℹ️ Sosta camper 
Parcheggio facile nell’enorme piazzale sotto la fortezza.

 

Valença do Minho é davvero un bel posto: la fortezza è estesa, integra e all’interno ci sono tantissimi negozi mirati ai turisti spagnoli che vengono in giornata.
Infatti basta attraversare il ponte sul Minho e ci si trova in Spagna.

I turisti, prevalentemente spagnoli, invadono le viuzze e passano da un negozio all’altro.
Oltre ai soliti souvenir, qui c’è un grande commercio di tovaglie, lenzuola e completi per il letto e tutto quello che viene chiamato “bianco”.
I prezzi sono davvero invitanti e la qualità dei tessuti è ottima.

Se volete vedere la struttura della fortezza però, dovrete lasciare i negozi e farvi una camminata sui verdi bastioni.
É piacevole passeggiare qui, non solo in centro, ma anche lungo i dolci pendii fortificati che circondano la cittadina.

 

ED ORA VERSO SUD

Potrete fermarvi ad Esposende, sempre lungo la costa.

ℹ️ Sosta camper 
Potete parcheggiare sul lungomare, anzi, sul lungofiume, sicuramente ci saranno anche altri camper

GPS N 41.5278176 – E 8.7804729

Da qui potrete percorrere a piedi o in bici, la bella ciclopedonale che costeggia il fiume, fino ad arrivare alla grande spiaggia.

Se arrivate di mercoledì sera, potrete scegliere di vistare  il caratteristico mercato del giovedì a Barcelos.
Vi conviene raggiungere Barcelos nel tardo pomeriggio, in modo da essere già sul posto la mattina dopo.

Barcelos è un posto più che gradevole, anche se non spettacolare.
Al mattino, incamminatevi lungo la salita che porta alla grande piazza dove si svolge il mercato.
Effettivamente è molto grande, almeno la metà é occupato da frutta e verdura, molti venditori sono proprietari di orti.
Poi abbigliamento, articoli da cucina, souvenir e qualche alimentare.
In sostanza un grande mercato, soprattutto agricolo.

 


IN DIREZIONE PORTO

Si scende lungo la costa, per fermarsi ad Apulia.

ℹ️ Sosta camper 
Parcheggio fronte spiaggia.

Qui, sulla spiaggia, ci sono alcuni mulini a vento (ma senza le pale) che ora sembrano privatizzati.
Prima di raggiungere Porto, potete fare una tappa all’Outlet di Vila do Conde
Nota: troverete spesso una catena di supermercati portoghese che si chiamano Pingo Doce

 


 

Questo racconto fa parte di un percorso più articolato diviso in 5 parti. Per leggere i restanti articoli, clicca i link qui sotto:

 

1) L’accesso al Portogallo ed il Nord
2) Porto
3) da Porto a Lisbona
4) Lisbona e dintorni
5) La costa Vicentina e l’Algarve

 

La valle dell’Ötztal

Ötztal  Tirolo (Austria)

Oggi voglio segnalarvi alcune mete da non perdere per chi va o transita in Tirolo con la famiglia.
La maggior parte dei luoghi si trovano nella valle dell’Ötztal, attraversata dal fiume Oetz, ricca di splendidi paesaggi e circondata da suggestive montagne.

 

PER CHI ARRIVA IN CAMPER

Noi abbiamo fatto base al “Camping Oetztal”, a Laengenfeld, in bellissima posizione, molto curato e con vari parchi giochi per bambini.
Ottima base di partenza per escursioni a piedi e in bicicletta.
Nelle immediate vicinanze si trovano anche piscine comunali all’aperto (con scivoli) e le Terme di Aquadome.

Per gli spostamenti verso altre località, abbiamo utilizzato biciclette e bus di linea (ben serviti).

 

Oetztal - TiroloOetztal - TiroloOetztal - TiroloOetztal - TiroloOetztal - TiroloOetztal - TiroloOetztal - Tirolo

 

 

COSA NON PERDERE

 

WIDIVERSUM a Oetz (Hoch-Oetz, la parte alta a mt. 2.000).

Si sale con la cabinovia “Acherkogelbahn”. Geniale parco per famiglie con percorso didattico tra giochi, acqua e installazioni in legno e materiali vari. Unico nel suo genere!!
Il parco è base di partenza per escursioni, tra cui anche un piccolo sentiero per bambini in mezzo al bosco.

Bar, ristorante e rifugi sono a disposizione.

 

AQUADOME
Impianti termali a Langenfeld, tra le più belle d’Austria. Struttura moderna con vasche interne ed esterne, solarium, piscine con giochi per bambini e scivoli, tutti con acqua termale. C’è anche l’area SPA per adulti, ben attrezzata con vari tipi di saune, bagni a vapore, idromassaggi e molto altro. Si può fare ingresso giornaliero o anche di 3h (serale dalle 19.00).

 

ALPINE COASTER a Immst (Hoch-Immst, la parte alta a mt. 2.500).

Una discesa di 3,5 km su bob a rotaia…. Spettacolare!! Si parcheggia il Camper nell’area parcheggio a Hoch-Immst e si sale con seggiovia per scendere poi con il bob coaster. In quota, anche possibilità di escursioni e rifugio per ristoro.

 

PERCORSO DIDATTICO GEOLOGICO “Winkelberg” ad Au, frazione di Laengenfeld (in valle, non in quota).

Percorso semplice per famiglie, con una grande varietà di vegetazione, della durata di circa 2 ore con “Caccia al Tesoro” per bambini.
Si passa prima all’ufficio turismo di Laengenfeld per ritirare la mappa per la caccia al tesoro e poi durante il sentiero si cercano i forzieri seguendo le istruzioni e gli indizi.
Alla fine del percorso, e dopo aver trovato i forzieri, si torna all’ufficio turismo a ritirare un piccolo premio di partecipazione.

Buon divertimento a tutti!

Marzia Moro


passa a premiumVisitierai IL TIROLO in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium,
“un mondo di vantaggi a misura di camperista”

 


Freddo e neve

Freddo e neve in camper

affrontare i rischi delle gelate invernali col proprio camper

Amici camperisti, un saluto dal nostro staff.
Come ben sapete, sul nostro gruppo ufficiale e sul nostro sito vi diamo ogni giorno molte idee interessanti, suggeriamo e spunti,  evidenziando con passione le vostre testimonianze.
Oggi vorremmo condividere un bel post scritto da Emiliano Gabriele, membro della nostra community.

 


Freddo e neve… troppo spesso paure ingiustificate!

Leggendo in questo periodo vari “post invernali”, mi sono reso conto dalle domande che vengono fatte, di vere e proprie paure ad affrontare questa splendida stagione con il camper…vacanze o settimana bianca con neve e freddo che, viste sotto un altro punto di vista, sono meravigliose!
Premetto che io amo il periodo invernale ( a volte anche di più dell’estate), soprattutto vado alla ricerca di ambienti e località che solo un abbondante nevicata può trasmettere tutto il suo fascino…

Questo post, con piccoli consigli/accortezze in base alle mie esperienze, spero possa aiutare tutti quelli che “vorrebbero” ma non “osano”!
Tutti i camper ( marche blasonate e non ) possono affrontare la neve e il freddo:
ci sono camper più adatti a climi invernali e quelli che in cui occorre “entrare nel compromesso”: in fondo abbiamo scelto di viaggiare in camper e l’adattamento c’è e ci sarà sempre!

Freddo in camper


neve e freddo in camper

I fondamentali da conoscere

Più di come è strutturato un camper ( che sicuramente ha una sua importanza per la coibentazione), dobbiamo soffermarci con accurata importanza sugli impianti autonomi, energetici, idrici e di riscaldamento.
Partiamo col dire che ci possono essere due tipi di soste:
– le soste presso strutture ( aree di soste e/o campeggi) con allaccio corrente elettrica, carico e scarico e a volte bagni con docce
– le soste così dette “in libera” ( solo parcheggi senza nulla) che a volte siamo obbligati a fare per via del “tutto pieno” periodo Natale/Capodanno.

Soste in strutture

L’impianto autonomo energetico gestito con la batteria di servizio (BS) può passare in secondo piano ( come importanza ) in quanto, avendo l’allaccio alla corrente 220V, basta avere anche una sola BS e non avremo nessun problema, anche utilizzando accessori elettrici a 220V.

Soste in libera

In questo caso, l’impianto autonomo energetico deve avere la sua importanza, in quanto la BS dovrà garantire giorni e giorni di autonomia, utilizzando gli impianti del camper ( luci, pompa acqua,TV…anche l’impianto di riscaldamento ha bisogno di energia per la ventilazione forzata di aria calda).
Per tranquillità, consiglio di installare almeno una doppia batteria dei servizi, meglio quelle a tecnologia “scarica lenta” – GEL o le AGM, quest’ultime più indicate in quanto soffrono meno le continue ed improvvise ricariche e scariche anche profonde tipico dei camper.

Le batteria dei servizi: le basi

Qui ci sono diverse scuole di pensiero:
1) Si possono collegare tra loro con il classico “parallelo secco” ( collegate tra loro con ponte positivo e negativo con cavo di adeguata misura e avere simbolicamente una sola batteria ma con il doppio degli Ah )
oppure
2) utilizzarle prima una e poi l’altra tramite uno scambiatore manuale o elettronico.
E anche qui ci sono diverse scuole di pensiero di come meglio collegarle e/o utilizzarle… ad ognuno la libertà di decidere!

Ovviamente le BS ( batterie servizi ) ad un certo punto si scaricheranno ( e qui si deve dire che meno sprechi si hanno e più autonomia e giorni in sosta possiamo permetterci )…dobbiamo rintegrare energia.

Generare energia in inverno

Ci sono accessori molto costosi ( che partono da circa 1.500 € per arrivare a circa 4.000 € ) che garantiscono la ricarica:L’Efoy ( accessorio che tramite il metanolo ricarica le BS producendo 12V )
I generatori fissi specifici per camper ( che vengono installati esternamente sul telaio del mezzo con accensione dall’interno del camper), poco rumorosi con motori a 4 tempi ( ad esempio il Dometic Tec 29, che produce 220V consentendo la ricarica e l’utilizzo delle più comuni utenze domestiche, anche un asciugacapelli )
Ovviamente sono cifre che non tutti possono affrontare e quindi la gestione di ricarica può essere diversa…

Un pannello solare può rallentare la scarica delle BS integrando energia ( ma in inverno con tempo incerto e/o coperto da nubi, il pannello solare non garantisce una vera e propria ricarica totale delle BS).
Esistono poi generatori portatili meno costosi, ma c’è da dire che, oltre all’impegno di posizionarlo fuori dal camper quando dobbiamo farlo funzionare e riporlo all’interno una volta spento, solitamente sono a 2 tempi e funzionano a miscela, emanano un odore sgradevole e sono abbastanza rumorosi.
Da qui si capisce che si possono incontrare problemi con i “vicini di casa”, quindi il buon senso sui tempi di utilizzo dovrebbe fare la differenza.

In alternativa, possiamo gestire la ricarica delle BS (o almeno alzare un pò i valori), mettendo in moto il camper giornalmente ad orari consoni e per un tempo non troppo lungo, così da non dare troppo disturbo agli altri…
l’alternatore ricarica anche le BS oltre che la BM ( batteria motore).


Freddo e neve in camper

IMPIANTO IDRICO

Per le entrambe le soste che decidiamo di fare, l’attenzione deve essere rivolta anche per l’impianto idrico.
Per i camper che non hanno il doppio pavimento riscaldato, luogo dove viene solitamente installato il serbatoio di recupero acque grigie o un supplementare delle acque chiare, il rischio congelamento a temperature sotto lo zero è alto, proprio perché installati esternamente.
Esistono resistenze a 12V da installare internamente ai serbatoi, ma credo sinceramente siano sono poco efficaci a temperature molto basse.
I serbatoi si possono coibentare con lana di vetro ( e con le resistenze + coibentazione si resiste fino a – 5 gradi al massimo ).
Forse la migliore soluzione e quella di mettere un secchio o un serbatoio portatile sotto la valvola di scarico del serbatoio di recupero acque chiare, lasciando la stessa valvola aperta.
Il doppio serbatoio è meglio lasciarlo vuoto e non utilizzarlo, specie se le temperature scendono in maniera significativa.
Solitamente il serbatoio di serie ubicato internamente del camper e senza rischio di congelamento ha una capienza/autonomia di circa 100 lt.

Se si è in sosta libera e non potete mettere un secchio, possiamo versare negli scarichi dei lavandini del sale grosso da cucina o del liquido antigelo ecologico specifico per camper.
Io utilizzo sale grosso, comodissimo ed economico.

⚠️Attenzione… se siete in zone/località estremamente fredde e ventose ( tipo Livigno per intenderci con di media – 20), posizionarsi con il camper in modo che la parete dove passano i tubi dell’acqua sia protetta dal vento ( se si ha camper non coibentato a modo, si rischia che si ghiaccino nonostante il riscaldamento interno).

Riscaldamento…a temperature mediamente basse ( a circa – 10)

Un riscaldamento a gas fa fuori una bombola da 10 kg in 4/5 giorni al massimo e se consideriamo fornelli, boiler dell’ acqua calda frigo tenuto in modalità a gas, i giorni diventano facilmente 3 o 4.
Il riscaldamento deve sempre rimanere acceso, anche se al minimo, pure quando noi non siamo in camper.
La temperatura interna non deve scendere al di sotto dei 10° gradi circa.
Calcolare bene quanti giorni vogliamo fare e di conseguenza portiamoci la quantità idonea di bombole.
Altra cosa importante: utilizzare solo gas propano puro per le bombole, più adatto a temperature basse dato che non “ghiaccia”.
Il GPL comune ( gas propano liquido ) è comunque una miscela di propano e butano e a basse temperature può ghiacciare, non facendo più funzionare le utenze di bordo.

Fare il pieno di gasolio in località di montagna:  quello normale contiene già additivi invernali e non ghiaccia a temperature basse.
E’ bene adottare questa abitudine specie per chi ha il riscaldamento a gasolio (Webasto/Eberspecher ) che utilizza lo stesso gasolio del serbatoio del motore.


Freddo e neve in camper

Altri consigli utili

Anche se si adottano pneumatici invernali, portasi sempre dietro le catene da neve…meglio se da 16 mm.
Per un migliore isolamento/coibentazione sono utili gli oscuranti termici esterni per vetri cabina, meglio se coprono anche il cofano motore.

Con queste piccoli accorgimenti, si possono passare giorni indimenticabili e divertirsi senza problematiche.

Buona strada e buona vita a tutti

Testi: Emiliano Gabriele

Foto: Emiliano Gabriele e Tony Sunrise

Hai intenzione di viaggiare anche in inverno?
Scopri la nostra APP, la nostra Premium Card e le nostre convenzioni nelle località di montagna abbonandoti a Camperisti Italiani Premium

scopri di più cliccando QUI

📺 Litio in camper – Chiedilo a Luigi

BATTERIE AL LITIO IN CAMPER

In questa puntata di Chiedilo a Luigi parliamo del litio in camper, un sistema di accumulo energetico che sta progressivamente prendendo piede.  Un mercato ancora in sviluppo, specie per il prezzo che a prima vista può sembrare impegnativo.

In realtà abbiamo scoperto che, per un determinato tipo di turismo, forse quella del Litio è la scelta più giusta e che si ripaga nel tempo, consentendo un’ottima gestione di tutte le utenze di bordo.
Ne abbiamo parlato con Mattia di Sabatino, amministratore delegato di NDS Energy, marchio leader nello sviluppo e produzione di sistemi per la gestione energetica del camper.
Insieme a Mattia abbiamo affrontato i dubbi, le curiosità ma anche le svariate opportunità che il nascente mercato del litio applicato al mezzo ricreazionale possono dare.

Non sono mancate le domande in diretta dei vari camperisti, che hanno saputo approfittare dell’opportunità unica di poter dialogare direttamente con l’Azienda NDS per voce del suo CEO.

Esempio prodotti NDS Litio per camper:

NDS Energy litio kit
Chi è NDS ENERGY ?

NDS è una azienda specializzata nella, progettazione, sviluppo e produzione di Batterie,Sistemi di ricarica e Apparati di gestione e controllo dell’energia.

NDS è costantemente impegnata in ricerca e sviluppo ed ha da sempre la prerogativa di comprendere le necessità dei propri clienti e prevederne le esigenze future.

Queste caratteristiche hanno portato NDS a distribuire i propri prodotti in tutta Europa e ad ottenere prestigiose certificazioni che ne confermano la qualità ed il continuo sviluppo tecnologico.


 

scopri tutti gli episodi di CHIEDILO A LUIGI sul nostro canale YouTube

La Provenza in camper

LA PROVENZA IN CAMPER

Inizia il nostro tour della Provenza in camper.
Tenete questo articolo sotto mano, per aiutarvi nelle scelte delle cose da vedere e su dove sostare

Il filo conduttore di questo itinerario sarà la fioritura della lavanda, un tour facile, che inizia dalle gole del Verdon e termina a Saintes-Maries-de-la-Mer.
Base di partenza è la cittadina di Castellane che si trova nell’entroterra provenzale, a circa 100 km da Nizza.

ℹ️ Vi consiglio di arrivare alla sera prima e sostare nell’area camper Municipale, oppure in uno dei due campeggi:
Castellane Aire Municipale – Ancienne Route de Grasse, 04120  –  9€ con carico e scarico.
Ci sono anche 2 campeggi

Nota: se vi può interessare, a pochi km da Castellane c’è il Musée des Citroën – Citromuseum .
Vi è rappresentata tutta la produzione Citroën degli ultimi 70 anni, e si trovano modelli retrò come le storiche DS, Le Dyane, vecchi camioncini del latte ( quelli con i fari gialli ) e anche un modello 4×4 della 2cv

Provenza in camper

 

ITINERARIO


Giorno 1

Castellane  Gole del Verdon Lago di Sainte Croix

Lago di Sainte Croix – Moustiers-Sainte-Marie  -> km 5
Moustiers-Sainte-Marie – Plateau De Valensole -> km 31
Plateau De Valensole – Rustrel -> km 70
Tot 150 km (questa è la tappa più lunga di questo tour)

 

Gole del Verdon

Il Parco Naturale Regionale del Verdon è una meraviglia della natura.
Le profonde gole del fiume Verdon spaccano la terra per 25 chilometri creando il canyon più impressionante d’Europa, grazie alle sue pareti a strapiombo sul fiume verde smeraldo alte fino a 1500 metri, immerse in una natura lussureggiante e rigogliosa.
Le strade che costeggiano le gole offrono paesaggi davvero mozzafiato, splendidi percorsi da fare a piedi e meravigliosi villaggi arroccati che sapranno incantare.

Troverete lungo il percorso, alcune piazzole panoramiche dove potrete fermarvi per ammirare il vertiginoso panorama e scattare delle foto.
Possibilità di trekking e di canoa.

 

Un lago verde smeraldo

Arriverete per pranzo al lago di Sainte Croix, un bacino artificiale creato nel 1973 a seguito della costruzione dello sbarramento del fiume Verdon.
Qui inizierete a vedere estesi campi di lavanda.
Il lago di Sainte-Croix è di un bellissimo verde brillante:
 potete pranzare sul lago oppure proseguire per altri 5 km e arrivare a Moustiers – Sainte-Marie, il primo dei 4 villaggi che vedremo, classificati fra i più bei borghi di Francia.

Moustiers-Sainte-Marie

 

Moustiers  Sainte Marie ->  Plateau De Valensole ( km 31 )

Partenza dopo il pranzo, si passa dal borgo di Valensole per arrivare al Plateau di Valensole, un altopiano dove sarà possibile vedere i grandi campi di lavanda che hanno ispirato artisti del calibro di Van Gogh e Cezanne.
Infatti il suo altopiano di 800 km² è dedicato principalmente alla coltivazione di girasoli, lavanda e cereali.

 

⚠️NOTA:

Mi raccomando, quando passerete dal villaggio di Valensole per raggiungere il Plateau, rimanete sempre sulla strada principale!
Non addentratevi nelle stradine strette del centro.
Per visitare il villaggio parcheggiate nel Parcheggio della Avenue Segond.

 

Valensole è davvero grazioso con le sue vie antiche, la fontana del 1700, le cappelle e il panorama viola che lo circonda.
A 300 metri dal centro c’è il Musée de la Lavande, dove potrete anche acquistare la lavanda, gli oli essenziali, saponette e tutti i derivati (caramelle incluse).
Raggiungete pure il museo a piedi.

A Valensole si produce un miele di lavanda dal sapore sottile e delicato
Nota: la 3 ° Domenica di Luglio a Valensole si svolge la Festa della lavanda.

Quando infine arriverete sull’altopiano, vi sembrerà davvero di mettere piede all’interno del famoso quadro di Van Gogh!
Questo Plateau rappresenta una tappa fondamentale per chi vuole ammirare lo spettacolo della fioritura della lavanda.

 

Valensole lavanda

 

Plateau De Valensole – Rustrel km 70

Nel tardo pomeriggio portatevi a Rustrel (circa 70 km) passando da Manosque.
Volendo potrete fare una breve sosta per vedere la città vecchia di Manosque, che ha un aspetto tipicamente provenzale.
Una volta arrivati a Rustrel: Sosta nel Parcheggio (a pagamento 8 € compreso ingresso) del parco “Le Colorado provençal” oppure nel campeggio Le Colorado.

 


Itinerario


Giorno 2

I percorsi delle terre dell’Ocra

Rustrel – Roussillon – Gordes

 

 

A Rustrel dedicate la mattinata al Colorado Provençal.
Questo villaggio provenzale è famoso soprattutto per le sue cave d’ocra: incredibili formazioni rocciose dall’aspetto fantasioso, con profili stravaganti, colonne e piramidi che spiccano per i meravigliosi colori che oscillano dal giallo pallido fino al rosso acceso passando per tutte le gradazioni di arancione.
Ci sono diversi percorsi a piedi (da 1 ora a 4 ore) per andare alla scoperta delle conformazioni colorate.

Dopo pranzo proseguite il percorso delle terre d’ocra, percorrete 20 km per arrivare a Roussillon.

ℹ️ Sosta nel Parcheggio del Le Sentier des Ocres.
C’è anche un’area camper a pagamento
.

 

Roussillon

Roussillon è stato classificato fra i più bei borghi di Francia.
Le case e l’ambiente di Roussillon si confondono grazie alle tante sfumature rossastre e ocra della terra estratta dalle cave vicine.
Il risultato è un villaggio dai mille colori.

Per visitare Le Sentier des Ocres ci sono due sentieri, uno da 30 minuti e uno da 60 minuti che vi guideranno, grazie a percorsi segnalati con scale e cartelli, nel cuore della vegetazione per ammirare da ogni angolazione le forme colorate e stravaganti delle rocce.
Questo sentiero è un vero e proprio paradiso per gli amanti della fotografia.
⚠️Anche qui abbigliamento adatto.
⚠️Portatevi scarpe da trekking e indumenti adatti perché tornerete al camper coperti di polvere colorata.

 

Al termine, proseguite per Gordes (13 km)

 


Un’altro borgo da favola

Abbarbicato su un promontorio, Gordes si inserisce in uno scenario da cartolina. E infatti questo famoso villaggio provenzale è stato classificato fra i più bei borghi di Francia. 
Il castello, le stradine lastricate, la piazza ombreggiata e i tanti negozietti, sono un invito al passeggio.

ℹ️ Sosta camper presso l’Aire Municipale in Rue de la Gendarmerie, 84220 Gordes, 12€ con tutti i servizi
.

Gordes

Giorno 3

Abbazia di Sénanque – Avignone ( km 45
 )

 

Al mattino per prima cosa spostatevi all’Abbazia di Sénanque km 5

L’abbazia cistercense è immersa e circondata dai campi di lavanda ed è la cartolina più conosciuta di tutta la Provenza.
Per questo vi consiglio di andarci subito al mattino, prima che arrivino le orde di turisti.

Abitata ancora oggi da monaci e frati, il campo di lavanda davanti all’ingresso la rende un soggetto fotografico unico.

Nota: Potete effettuare la visita in autonomia, ma richiedete l’HistoPad, un tablet, disponibile anche in italiano, che vi porterà alla scoperta degli spazi interni:
La chiesa abbaziale, il chiostro, il dormitorio, la sala capitolare e lo Scriptorium, unica sala ad essere riscaldata, oltre alla cucina.
Prima di uscire dal complesso, passerete dal negozio fornitissimo di prodotti, dalle marmellate ai sacchetti di lavanda, realizzati artigianalmente da varie Abbazie.

 


Partiti dall’Abbazia, puntate il navigatore in direzione

Avignone (40 km)


 

Lungo il percorso potrete fare una visita al Musée de La Lavande a Cabrières-d’Avignon (276 Route de Gordes) anche qui con possibilità d’acquisto.

 

ℹ️ Sosta Camper:
Una volta arrivati ad Avignone vi consiglio il camping Camping Bagatelle (22 €) Allee Antoine Pinay 25, 84000 Avignon
In alternativa c’è un’area camper a pagamento (18 € tutto compreso) Aire de Camping-Car Pont d’Avignon
si trova in Route de la Barthelasse, 84000 Avignon

Dedicate il pomeriggio e la sera ad Avignone.

Avignone Provenza

 

 

Avignone fu città papale tra il 1309 e il 1376 e il suo centro storico è stato inserito dall’UNESCO fra i patrimoni dell’umanità.
Protetta da bastioni, la città vecchia custodisce ancora meravigliose testimonianze del proprio passato. Edificato nel XIV secolo.

Il Palazzo dei Papi è assolutamente da non perdere.
Questa fortezza, residenza dei papi nel XIV secolo, è un magnifico palazzo gotico diviso in due parti: Il Palazzo Vecchio e il Palazzo Nuovo.
In Place du Palais si trovano altri edifici prestigiosi come il Petit Palais, antica residenza degli arcivescovi trasformata in un museo con dipinti e sculture;

  • il Palazzo dei Monnaies dalla facciata barocca del XVII secolo e la cattedrale di Notre-Dame-des-Doms, edificata nel XII secolo.
  • Il Rocher des Doms, che è all’origine stessa della città, è oggi un piacevole giardino abbarbicato sulla roccia con una bella vista sul Rodano e, in particolare, sul ponte Saint-Bénezet, più conosciuto come ponte d’Avignone.
  • Place de l’Horologe è un luogo molto animato e piacevole.
  • Rue des Teinturiers, molto pittoresca, invita al passeggio lungo il fiume Sorgue, con deliziose ruote a pale.

 


 

Giorno 4

Pont du Gard – Châteauneuf du Pape – Les Grottes de Thouzon – Fontaine de Vaucluse  (km 102)

Dedicate ancora un paio d’ore ad Avignone e magari acquistate in centro qualcosa di buono per il pranzo.

Prima di mezzogiorno lasciate il campeggio per andare a Pont du Gard che dista km 25.
Capolavoro dell’antichità, oggi riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, questo ponte romanico, costruito nel I secolo al fine di condurre l’acqua proveniente dalla sorgente dell’Eure, nei pressi di Uzès, fino a Nîmes, ha resistito molto bene all’azione del tempo.
Attraversando le acque del fiume Gardon, questo impressionante ponte-acquedotto romano, con tre piani di arcate, si inserisce meravigliosamente nella natura lussureggiante che lo circonda.

Sulla riva sinistra del Gardon, un museo molto interessante, dedicato all’acqua, alla civiltà gallo-romana e alla celere opera architettonica, completa la visita.

 

 

Pont du Gard

 

Nel pomeriggio ripartite alla volta di

Châteauneuf du Pape – a 40 km di distanza.

Vi troverete immersi nelle vigne che producono questo famosissimo vino.
Prima di dedicarvi alle degustazioni, fate una passeggiata ai ruderi del castello dei Papi, che offre una vista mozzafiato sul borgo e sulla valle del Rodano.
Un tappeto di velluto verde e sul fondo, il vasto blu del Grande Rodano. Il vino AOC di Châteauneuf-du-Pape, estremamente regolamentato, è prodotto da una quindicina di varietà di uva conosciute in tutto il mondo.

Il Museo della Vite e del Vino racconta la storia della viticoltura nella regione nel corso dei secoli, ed è anche possibile visitare diverse e cantine per la degustazione (e l’acquisto) del famoso nettare.

Lasciata Châteauneuf-du-Pape spostatevi a sud di circa 20 km, per arrivare alle Grottes de Thouzon.
Sono molto belle: il giro dura circa 40 minuti e viene fornita una guida cartacea scritta in italiano, inglese e spagnolo.
La guida vi farà assaporare l’emozione della scoperta della grotta spegnendo tutte le luci e accendendole poco a poco.
⚠️La temperatura è di 13 gradi, quindi, coprirsi!

Per sera, arrivate a Fontaine de Vaucluse 17 km

ℹ️ Sosta Camper: 
Aire Camping-Car Park, Route de Cavaillon- Fontaine de Vaucluse. 13,20 € tutto incluso

Da vedere a Fontaine de Vaucluse:

La sorgente, a 5 minuti a piedi dal villaggio.
Gratuita
 Moulin à Papier Vallis Clausa: Vecchio Mulino utilizzato per produrre la carta di qualità.
Si può vedere tutto il processo di trasformazione: un’enorme ruota con pale di legno è messa in rotazione dal flusso dell’acqua corrente, e genera energia per muovere i meccanismi della cartiera.


 

Giorno 5

L’Isle-sur-la-Sorgue – Les Baux de Provence- Pont de Langlois- Arles ( km 82 )

 

Al mattino spostatevi a L’Isle-sur-la-Sorgue (11 km)

ℹ️Sosta camper:  nel Parcheggio della stazione.
 Parking de la Gare – Avenue Julien Guigue, 84800 – Isle-sur-la-Sorgu

L’Isle-sur-la-Sorgue

Questa bellissima cittadina è uno dei villaggi più affascinanti della zona, percorsa da diversi canali punteggiati e da antiche ruote idrauliche in legno ricoperte di muschio (un tempo erano più di 70).
Qui si trovano molti negozi di antiquariato e brocante.
L’ideale sarebbe arrivare al sabato sera e parcheggiare alla stazione, perché alla domenica mattina c’è un bel mercato provenzale molto caratteristico.

Lasciata l’Isle-sur-la-Sorgue spostatevi a

Les Baux de Provence – a 42 km.

Questo villaggio è sicuramente uno dei più straordinari luoghi della Provenza.
Si trova su una collinetta e i parcheggi sono lungo la strada.
Nei giorni festivi per trovare posto si dovrà parcheggiare lontano e salire a piedi al borgo, perché questo villaggio è uno dei più visitati in Francia.

Salite a piedi al caratteristico e minuscolo villaggio, tutto pedonale, poi si sale ancora al castello.
In realtà il castello è una serie di grandi rovine, ma l’insieme è tutto molto, molto pittoresco.
Il castello in alto, più sotto il villaggio e ancora più sotto la piana di ulivi, insomma una tappa imperdibile; inoltre animatori in costume danno dimostrazioni medievali, come il lancio di massi con una vera catapulta!

Girovagando tra gli spalti del castello e i suoi meandri si perde la cognizione del tempo.
Nel villaggio sottostante ci sono numerose botteghe e negozietti in stile medievale.

Lasciata Les Baux de Provence, prima di fermarsi ad Arles, vi consiglio una breve visita al Pont de Langlois a 25 km, meglio conosciuto come il Il ponte di Langlois di Vincent Van Gogh .
Un soggetto molto amato da Vincent Van Gogh che lo dipinse, in varie versioni, nella primavera del 1888 ad Arles.

Spostatevi alla vicina Arles 4 km.

ℹ️Sosta camper:
Aire de Camping-Car Quai Kalymnos – Avenue de la Camargue, 13200 Arles, ( area sosta gratuita lungo il Rodano, con carico e scarico.)

 


Giorno 6

Arles – Saintes Maries de la Mer – ( km 36 )

Arles è una bellissima città romana che conserva prestigiose vestigia.

DA VEDERE:

Il Museo di Arles antica:
8.000 mq che ripercorrono l’evoluzione della città dal 2500 a.c. passando dagli aspetti economici, culturali e della vita quotidiana e perfino la ricostruzione di un mulino idraulico del periodo romanico.
Ci sono diverse sezioni tematiche: acqua, profumi, navigazione e tanti oggetti e mosaici.

Les Arènes:
Questo splendido esempio di anfiteatro romano si svela agli occhi dei visitatori che sbucano nel centro del vecchio quartiere della città.
Immerso in una piazza circondata da vecchi palazzi con le persiane colorate ha un fascino decisamente unico.
Da luogo in cui si svolgevano le corse con le bighe e le lotte fra gladiatori, oggi è sede delle tante corride che animano la città e può ospitare fino a 12.000 spettatori.

nota:
Ad Arles siamo in Camarques: la Corsa camarghese altrimenti detta Corsa della coccarda è uno sport taurino che, a differenza della più nota corrida, non prevede l’uccisione dell’animale.
Lo scopo della Corsa camarghese è quello di sottrarre al toro, non a mani nude ma servendosi di uno strumento chiamato “crochet”, degli “attributi”, come piccole coccarde e laccetti, fissati sulla testa e sulle corna dell’animale.
I partecipanti al gioco sono detti raseteurs: sono tipicamente vestiti in abiti bianchi e non sono dotati né di armi, né di mantello per distrarre il bovino

DA NON PERDERE:

Da Pasqua a Settembre è un susseguirsi di ferias, gli eventi che scandiscono la stagione taurina
Tutta la città si trasforma in un immenso fiume di gente con ambulanti, orchestre e bancherelle che affollano le vie del centro.

Il teatro antico:
Questo antico teatro romano per secoli è stato utilizzato come cava per la costruzione della città.
A causa di questo terribile saccheggio, oggi rimangono poche vestigia che diventano sede del cinema estivo.

Gli Alyscamps:
E’ un splendido viale alberato di cipressi che porta a una chiesa diroccata. Lungo questi 2 km sono allineate centinaia di tombe romane.
Il fascino di questo posto ha ispirato diversi quadri di Van Gogh e Gauguin.

I Criptoportici
Sotto la piazza della cattedrale, si cela un immenso quadrilatero sotterraneo di colonnati.
Questo enorme forum era adibito a magazzino e si scorgono ancora le zone usate come negozi, le condutture d’acqua e le fogne.
⚠️ La sconsigliamo a chi soffre di claustrofobia.

 

E POI…

Terme di Costantino:
costruite a uso privato dell’Imperatore Costantino oggi è ridotto a qualche anfratto caratteristico inserito nel tessuto urbano della città.
Esiste un biglietto unico che consente l’accesso a tutti i monumenti romani della città .
Van Gogh ad Arles. Sebbene il celebre pittore abbia realizzato qui ben 200 quadri, in città non ne è esposto nessuno. Quello che di Van Gogh resta sono i luoghi, i colori e le atmosfere che permeano la città e che sono impresse nelle sue tele.

Place Victor Hugo:
qui Van Gogh minacciò l’amico Paul Gauguin con un rasoio prima di tagliarsi parte dell’orecchio destro.

Fondation Vincent Van Gogh: nasce dalla volontà di esaudire un desiderio dell’artista, ovvero creare un atelier du Midi. Qui troverete esposti opere di artisti contemporanei come David Hockney, Francis Bacon e Fernando Botero.

La Chambre de Vincent:
anche se la vera camera del pittore in Place Lamartin, ritratta nel celebre dipinto fu distrutta durante la seconda guerra mondiale, potete visitare la sua ricostruzione fedele (sulla base delle tele) a grandezza naturale.

Espace Van Gogh:
è l’ex ospedale psichiatrico dove fu internato l’artista in seguito a una petizione firmata dai vicini di casa. Lo splendido giardino è una vera meraviglia di fiori colorati in primavera.

Il mercato d’Arles (mercoledì e sabato)
è uno die più belli e grandi mercati della Provenza

 

Prima di sera, portatevi a Saintes-Maries-de-la-Mer, a 36 km di distanza.

 


Giorno 7

Saintes Maries de la Mer
:

Un piccolo reticolo di case bianche intorno a una meravigliosa chiesa romanica, un lungo mare spazzato dal vento con immense spiagge di sabbia bianca, gitani pittoreschi che si aggirano nelle piazzette con chitarre e cappelli neri, cartomanti che leggono la mano e tanti ristorantini in cui assaggiare la prelibatezza della regione. Il fascino che questo villaggio esercita è incredibile: sembra un’enclave spagnola. È anche un’ottima base per esplorare con calma la Camargue.
Saintes-Maries-de-la-Mer è una località nella quale puoi tranquillamente passarci una settimana.

ℹ️Sosta camper

  • Camping de La Brise Rue Marcel Carrière, 13460 Saintes Maries de la Mer
  • Camping du Clos du Rhone Route d’Aigues Mortes
  • Aire de Camping-Car Plage Est 13 € con carico e scarico
  • oppure in Rue Crin Blanc 13 € con carico e scarico
  • area alternativa in Plage Ouest 13 € con carico e scarico

Cosa fare:

– Escursioni in battello al piccolo Rodano
Escursioni in bici

– chilometri di spiagge selvagge

– Visita alle Manade (fattorie dove si allevano tori e cavalli)

– Gite con il trenino

– Gite in carrozza

– 
Cavalli e tori che passeggiano liberamente tra paludi, saline, campi e canneti abitati da circa 350 specie di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa.

 

Il Pellegrinaggio delle Sante.

Fin dal XII secolo, le Saintes Maries sono luogo di pellegrinaggi.
Le reliquie delle Sante scoperte nel 1448 in occasione degli scavi ordinati dal Re René sono venerate in modo particolare durante due pellegrinaggi.
Il più conosciuto ha luogo perennemente tutti i 24 e 25 maggio di ogni anno con la partecipazione dei gitani.

La giornata del 25 è consacrata alle Sante del villaggio, Marie Jacobé e Marie Salomé, entrambe portate in processione fino al mare.
Vengono portate dai gitani, attorniate dalla folla di fedeli, delle arlesienne e dei guardiani in costume tradizionale e anche dei pellegrini provenienti da tutto il mondo e vengono benedette dal Vescovo.


 

 

Spero di avervi dato un po’ di consigli utili nel caso voleste intraprendere questo splendido itinerario.
Vi suggerisco di dare un’occhiata anche alla puntata di ITINERANDO che ho voluto dedicare proprio alla Provenza in camper.
La trovate cliccando QUI

Provenza in camper

 

 

Buoni km a tutti,

Franco Parla
Camperista Italiano

 


Visitierai la PROVENZA in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium, un mondo di vantaggi a misura di camperista.

Kithira e le isole

Kithira e le isole

di Alberto Angelici

 

La Grecia, ma soprattutto le isole greche, hanno rappresentato per me, come per tanti della mia generazione, la più naturale delle destinazioni vacanziere.

Per almeno cinque, ottime ragioni:

vicine all’Italia, economiche, clima splendido, tanto mare.
In realtà nelle Cicladi e nelle Sporadi ci andai già da adolescente con i miei genitori. In seguito ci sono tornato una quantità di volte, negli anni dell’università e anche dopo, con moglie e figli.

Conosci Kithira e le isole?


È l’isola greca (una delle 14) che avrebbe dato i natali ad Afrodite/Giunone/Venere
Si trova a 14 miglia marine dal Peloponneso, e a metà degli anni ’90 era frequentata soprattutto da ateniesi.
Noi l’abbiamo scoperta per caso, facendovi tappa con una nave della Costa Crociere.
Non mi dilungo sull’aspetto croceristico della vacanza a Kithira e le isole. Anche se so che a molti tale formula soddisfa, il trovarmi gomito a gomito con altri duemila croceristi a dover scegliere se pranzare con il turno A o con il turno B non risponde al mio concetto di vacanza. Ma, ripeto, è solo il mio parere.
Tuttavia, in quelle poche, striminzite ore dell’escursione a terra, l’isola suscita in me particolari, inaspettate emozioni e mi riprometto di tornarci presto.
È così che il 1° agosto dell’anno successivo, assieme a mia moglie e a una nostra amica, ci imbarchiamo ad Ancona con il fuoristrada e l’attrezzatura da campeggio diretti a Patrasso, via Igoumenitsa.

Poi Corinto e il Mani

una strana regione, arida e lunare ma affascinante, fino a Neapolis, da dove parte il piccolo traghetto che in pochi minuti conduce all’isola.
Altri traghetti partono da Gythion e altri ancora da Kissamos, sull’isola di Creta. Continuiamo il tour a Kithira e le isole.
Una grande mandorla screziata di marrone e di verde, sospesa nel mare assurdamente blu, variegato di turchese e di un delicato verde-azzurro sulla linea costiera. Così dall’aereo ci apparirebbe Kithira, dopo un volo di circa 35 minuti da Atene. 
Per i veneziani che la occuparono attorno al 15° secolo e la tennero fino alla metà del ‘700, era Cerigo, Citera in italiano.

 

 

È una terra mediterranea

ammantata di una vegetazione che lungo la costa i venti modellano in forme sinuose e arcane.
Le zone interne, invece, e le profonde fenditure, a nord e a sud, sono il regno di pini marittimi ed eucalipti dall’aria smorta e piagnucolosa.
Altrove sono i lecci e i ginepri a dominare, oltre a rosmarini, aneto, salvia selvatica, gerani spontanei e ciuffi di capperi ovunque ci siano vecchi muri sbrecciati o una pietraia a fare da tutori.
E poi fichi, a volte tentacolari come animali fantastici e ulivi, una moltitudine di ulivi spesso secolari e contorti in fogge che il colore cinerino fa sembrare scolpite nella pietra. Non è grande, l’isola, circa 35 chilometri da nord a sud e forse una ventina da est a ovest; scarsi gli abitanti, quanti ne entrano in cinque condomini delle nostre città. In altre epoche furono di più ma nel secolo scorso in molti sono emigrati in Australia.

Poco considerata

per fortuna, dal turismo di massa, Kithira vede, soltanto nelle due settimane centrali di agosto, la presenza di famiglie provenienti soprattutto da Atene, oltre a una discreta rappresentanza di nostri concittadini.
Del resto l’isola poco può offrire a chi cerchi svaghi quali le discoteche, quattro o cinque in tutto. Alcune belle spiagge, una delle quali frequentata anche da naturisti (Avlemonas) ma priva di alcuna indicazione stradale, varie mini-calette raggiungibili solo dal mare, una grotta ricca di variopinte formazioni, una ventina di piccoli ristoranti dove mangiare pesce alla griglia freschissimo o insalate con olive, pomodori, cetrioli, cipolla e formaggio feta.

Sono arredati sommariamente e ricavati da vecchie case imbiancate a calce o sotto tettoie che ibiscus e buganville striano di rosso, arancio e viola.
Le strade serpeggiano sinuose seguendo le curve di livello e sembrano ignorare completamente il concetto stesso di rettilineo.
Sono strette, quasi assente la segnaletica, alcune ancora sterrate. Frequenti gli incroci, che sembrano nati per caso laddove un pastore decise di alzare un ricovero per le pecore o accanto a una delle innumerevoli, minuscole chiese che punteggiano di bianco il panorama.

Una viabilità arcana e irrazionale

che da noi provocherebbe ogni giorno dozzine di incidenti e che invece qui è più che adeguata allo scarsissimo traffico. Non è infrequente imbattersi in piccoli gruppi di asini bardati con cesti di ortaggi, cocomeri o cumuli di pietre, condotti da personaggi baffuti o da scugnizzi scalzi che sembrano scappati da una commedia del grandissimo Eduardo.
Tutto contribuisce a conferire al paesaggio un’aria senza tempo e i ritmi sono sincopati, cloroformici per chi è avvezzo a ben altre cadenze.
Dossi, crinali e vallette sono di continuo segnate da trine di muri a secco, nati dalla doppia necessità di liberare i pascoli dal pietrisco e nel contempo delimitare le singole proprietà, così che il territorio sembra un immensa coperta patchwork preparata per un popolo di freddolosi giganti con ciò che è rimasto del mondo.
Taluni sbarramenti appaiono malandati, a volte inalberano gibbose formazioni di fichi d’ India; altre volte i lunghi serti delle viti, abbandonate al proprio destino, vi hanno cercato supporto e, caparbie, offrono al passante radi grappoli di uva dolce come miele.

Le foglie, verdissime e chiare e il rosato degli acini creano allegre ferite nell’irsuto progredire dei rovi che nulla possono contro il vigore delle viti.
Dopo chilometri di viottoli, attraverso un paesaggio disabitato e silente, capita d’imbattersi in piccoli borghi, stretti alla piazza su cui s’affaccia la chiesa dalla cupola azzurra e ombreggiata d’eucalipti.
Poche e vecchie, le botteghe, oltre all’immancabile bar con i tavolini e le sedie impagliate, ritrovo e centro focale della comunità, ombreggiato dall’immancabile rampicante.

Pòtamos

nella parte centro-settentrionale dell’isola è, con i suoi 500 abitanti, uno dei centri più importanti e vitali. Lì, sulla lunga piazza triangolare, si svolge da secoli un mercatino domenicale che vede pastori e contadini offrire su stuoie stese a terra o su improvvisati banchi la loro merce: patate incrostate di terra, pomodori, trecce d’agli e cipolle, miele straordinario, cesti di giunchi.
In mancanza dello spauracchio di un’inesistente ASL, tutto è proposto senza particolari modalità igienico-sanitarie e l’allegra confusione che mi circonda sembra tratta da immagini del nostro meridione di mezzo secolo fa.
Lungo il perimetro della piazza e all’ombra di alcune piante vetuste, espongono alcuni personaggi dall’aria fricchettona. Gioielli in argento e pietre dure, stuoie di lana tinta a colori naturali, cappellini annodati all’uncinetto, piccoli oggetti fatti e dipinti a mano di sapore vagamente hippy che ricordano gli anni sessanta, le comuni e le adunate oceaniche alla Woodstock.

A ridosso del vecchio muro a calce

alcuni cesti di foggia strana attirano lo sguardo. Panciuti e solidi, mostrano i segni di un uso prolungato.
Li guardo, ne impugno uno…
<< Old baskets …tipically made for grapes and fruits…vecchi cesti, in origine fatti per contenere uva e altri frutti >>
La voce ben impostata e profonda mi fa girare all’istante verso l’uomo alto e abbronzato. Forse 60 anni, capelli portati indietro e appena brizzolati, sorriso ampio e occhi azzurri come le cancellate che in nord Europa ravvivano i colori al posto di un cielo perennemente plumbeo.

Edwin è tedesco di Stoccarda

e assieme alla moglie si gode al sole di Kithira la pensione che integra con la vendita di oggetti trovati gironzolando per le isole vicine. In realtà di anni ne ha settanta, incredibilmente ben portati e, racconta divertito, ogni anno festeggia in pompa magna il giorno in cui regalò il guardaroba invernale al fratello, che restava in patria.
La casetta che ha qui è piccola, racconta, rispetto all’appartamento in Germania, ma sufficiente per le loro necessità.
<< Quel che non c’è non può rompersi e neppure occorre spolverarlo o tenerlo in ordine – aggiunge e il suo sguardo un po’ guascone scivola carezzevole sulle curve levigate di due ragazze che ci passano accanto – … e la lunga stagione calda offre più di un vantaggio – conclude con tono ironico >>

Nena Parkes

una simpatica inglese che da anni ha messo radici a Kithira assieme alla figlia sedicenne, ha un piccolo bazaar, gremito di cose variopinte e di buon gusto, spesso nate dalla sua creatività artistica che traspare anche dai decori a stencil con cui ha saputo ingentilire crepe e deformità dei muri.
La bottega si trova alla fine della piazza, dopo l’ufficio postale, tra vecchi edifici male in arnese che si sorreggono a vicenda con la fierezza di anziani che rifiutano il braccio dei nipoti. Impotenti a nascondere le malefatte del tempo, acquistano dignità e freschezza grazie alle mani di calce e ai rampicanti che con i loro colori accesi coprono le ferite più evidenti
A pochi passi dalle sue strette vetrine contornate di azzurro cielo, si apre Vassili’s Nautic Store, il più vecchio negozio del paese: un’arruffata congerie di attrezzature navali, cordami, carpenterie, tubi, vecchie bussole, pulegge e carrucole, motori elettrici, gialle cerate e un’infinità di componenti e oggetti in qualche modo legati al mondo della nautica. Il tutto uniformemente coperto da una spessa coltre di polvere che conferisce ad ogni cosa il medesimo colore grigio.
In stridente contrasto con questa immagine d’altri tempi, proprio accanto agli screpolati stipiti di un paio di anni fa è sorto un caffee-shop, gestito da un gruppo di teen-agers che fanno la spola con i tavolini sistemati al centro della piazza.
Sotto una doppia fila d’alberi, anche la sera ci si può godere il fresco sorseggiando una granita o un aromatico ouzo alla luce delle lampadine che a festoni pendono dai rami.

La parte secondo me più vitale e bella dell’isola

resta però all’estremo sud, attorno alla doppia baia di Kapsali con le ampie baie gemelle che sembrano seni colmi ed invitanti.
Sul fondo delle due insenature, una spruzzatina di basse costruzioni multicolori precedute da verande fiorite.
Poche le imbarcazioni, in gran parte barche da pesca, poco più che scialuppe. Dipinte di azzurro e giallo, verde e rosso stanno alla boa in rada, simili a quelle dei fumetti di Topolino.
Accanto a un basso muretto, chiazzato di capperi siede un vecchio pescatore che con gesti misurati ripara una rete stesa davanti a lui come lo strascico di una sposa.
Al nostro passaggio alza lo sguardo ombreggiato al nero di una coppola stinta.
Ci fissa con occhi azzurri e calmi e i pochi denti sono appena sufficienti per illuminare il viso rugoso e scuro di un sorriso dal quale esce un rauco kalimera, cioè buongiorno.

Sulla sinistra la costa è alta e rocciosa, segnata da sottili lingue di sabbia bianchissima.

Lungo il pendio poche case sparse e una microscopica, chiesa che luccica candida sullo sfondo scuro della pietra retrostante e, più su, la capitale Hora (o Khora) che la sovrasta dall’alto di una rupe.
Le costruzioni, piccole e bianchissime e con porte e finestre azzurre, sono dominate dai resti del castello comprendenti non solo le fortificazioni di epoca veneziana (15° secolo) ma alcune altri ben più antichi edifici, (13° e 14°sec.), un paio dei quali destinati al culto.
Splendido il panorama che si può cogliere dalla sommità delle mura: le due baie, la sottile elisse di case che le sottolinea e ne costituisce il setto separatore, il ripido sperone roccioso che sorge a circa un miglio dalla costa e tutta la zona circostante, fatta di piccole insenature e promontori, in parte coperti dalla macchia mediterranea, in parte di nuda roccia bruna.

Kithira NON è isola per tutti.

È luogo adatto a chi pretende moltissimo o, dipende dalla prospettiva, la terra ideale per chi s’accontenta davvero di poco.
Poco adatta per i cultori della mondanità, per chi concepisce la vacanza come sinonimo di shopping.

NON per chi ama fare le ore piccole in discoteca

per chi vuol sfoggiare mises firmate o accessori costosi.
Kithira non è neppure adatta a grossi camper. L’unico campeggio, il Camping Kapsali, si trova in una pineta sopra la doppia baia, a 400 metri dalla spiaggia.
Non tanto grande, è adatto principalmente a tende e non può ospitare più di tre camper e neanche tanto grandi. Telefono: 0030-2736031580 oppure 2736031213.
Mi è stato però detto che spesso al telefono non risponde nessuno e in ogni caso non accettano prenotazioni. Non c’è market quindi per ogni necessità in 5 minuti si scende alle case di Kapsali.

Kithira e le isole sonoe per chi sa e vuol vivere una terra dal profumo antico

nella semplicità di un pomidoro tiepido mangiato a grugno in riva a un mare che senti tuo e non d’altri, nel tramonto infuocato di una scogliera segnata da due chiesine bianche grandi come cabine telefoniche, nella pace di secolari ulivi contorti che sfidano il salino a due passi dall’acqua, nella continua scoperta di ritagli d’orti rigogliosi nelle pieghe del terreno dove acqua e riparo offrono possibilità di vita migliore.

Questo luogo è raccogliere tracce dolcissime di grappoli

sui resti abbandonati di antiche vigne accanto a un rudere che fu casa e piccoli fichi che trovi seguendone il profumo intenso e fai di tutto questo un pranzo mentre stai nudo in mezzo metro d’acqua limpida.

È una dama bella e intelligente

che ama piacere a chi l’apprezza ma preferisce restare ignota a chi non sa goderne i pregi.
Kithira ha l’anima minimalista e così andrebbe vissuta. Con un camper o una tenda, al limitare di una spiaggia deserta, l’amaca tesa tra due ulivi e il poco d’altro che serve per amare ciò che ci circonda.

La mattina un tuffo, quando il mare è una lastra lattiginosa e densa, il resto del giorno a godere profumi e colori, la sera davanti a un fuoco di legna raccolta tra i ciottoli della riva che raffredda lentamente sotto i nostri piedi ancora nudi.

Kithira e le isole sono questo e molto ancora. Se ti basta.

Tutto attorno è la tipica vegetazione mediterranea, fatta di rosmarini e salvia, bassi pini, lecci, eucalipti, grandi gerani spontanei e capperi in fiore. Sono immobile sulla riva, mi guardo intorno e intanto la pelle irradia sensazioni intense e strane. Percepisco quell’isola differente da ogni altra visitata prima. Mi sento a un tempo nervoso e pervaso da una strana pace. Assurdo. Mi guardo intorno, mentre polmoni e occhi si colmano di profumi e colori, come un assetato davanti a un fonte.
Sui muri s’aggrappano le bouganville, rami come tentacoli, accesi di rosso e viola e arancio.

Non è grande, Kythira. A forma di ovale

è percorribile tutta da nord a sud in due ore e da est a ovest in meno di una. Stradine sterrate che serpeggiano ovunque, su e giu’ per colline sulle quali il disordine della vegetazione spontanea si alterna a macchioni di eucaliptus e a campi di ulivi ordinati in geometriche scacchiere grigio-verdi che approfittano di ogni piega del terreno per proteggersi dal vento.
Il terzo giorno, vagando verso il mare, troviamo una spiaggia stupenda sulla costa est.

È quella di Palaiopoli

lunga forse tre km e delimitata alle due estremità da grandi rocce verticali. Poche persone, due bambini e un buffo cagnetto tutto pelo sale e pepe che corre come un razzo, avanti e indietro. Il più vestito è lui, che porta il collare.
Andiamo in esplorazione e a pochi metri da una delle rocce verticali, scopriamo una micro – insenatura, protetta da un grosso scoglio a pochi metri dalla riva. Non lontano una famiglia campeggia silenziosa, le due canadesi all’ombra di un ulivo contorto, immenso e così antico da sembrare scolpito nella pietra. Il tour di Kithira e le isole sta per concludersi.

Acqua bassa e trasparente

in tutte le sfumature del verde e dell’azzurro, sciaborda languida con lieve mormorio e le iridescenze preziose di certi vetri di Murano. Alla base della parete rocciosa montiamo la tenda, dove il mare ha scavato un incavo, quasi una grotta, e lì, nella fresca ombra, sistemiamo le nostre cose: acqua fresca, pesche, fichi, pane e dei bellissimi pomodori dolci e grandi come un pugno.
Nudi, come i primi abitatori di un mondo nuovo, entriamo in acqua tenendoci per mano.

In alto un paio di gabbiani dondolano sopra Kithira e le isole.

Come aquiloni e il loro verso stride come il gesso su di una lavagna di scuola.
Acqua fresca e lieve bacia la pelle in ogni piega.
Il paradiso? Non so, ma certo lì ci si sente davvero in pace col mondo.
Nell’acqua bassa, con i sassolini che ci segnano la schiena ad ogni movimento, poi sulla sabbia calda, mangiamo fichi e pane al limitar della grotta.
Abbandonato sulla riva trovo un buffo aeroplanino ricavato da un frammento di legno portato dal mare.

Un ferretto regge l’elica

che un temperino ha ottenuto da un tratto di canna.
Lo tengo alto nella brezza leggera e l’elica frulla veloce con un suono che ricorda una vecchia cinepresa in azione.
Mare e sole, ricordi struggenti e dolci come quei fichi, sapidi come quei pomodori, come il sale sulla pelle di Anna.
La chiamo “la mia saliera”, lei finge di arrabbiarsi se le strofino pezzi succosi e rossi sulla pelle rovente dove il sale ha già lasciato un velo bianco…

Il giorno della partenza, prima di lasciare quella spiaggia, nascondo sotto la sabbia un pezzo di legno antico con i nostri nomi incisi sopra.
È ancora lì, ne sono sicuro, pegno per una nuova, futura vacanza in paradiso dopo quella a Kithira e le isole.

Buoni km a tutti da Alberto Angelici, CAMPERISTA ITALIANO.


 


passa a premiumVisiterai la Grecia in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium,
“un mondo di vantaggi a misura di camperista”

 


Leggere in camper

Leggere in camper

Oggi vi parlo di un’attività perfetta per tutti i camperisti che cercano qualche ora di relax durante le pause dei loro viaggi:
la lettura.
Vorrei consigliarvi tre libri.

 


Into the wild, nelle terre selvagge di Jon Krakauer:

Un “must read” on the road imperdibile per veri viaggiatori. Si raccontano le avventure e i viaggi di Alexander Supertramp, pseudonimo di Christopher McCandless che hanno ispirato il capolavoro cinematografico di Sean Penn. Un libro introspettivo che, citando Kerouac e altri grandi autori, ripercorre gli ultimi ani di vita di un personaggio realmente esistito. Il rapporto tra uomo e natura è espresso all’ennesima potenza e si cita uno dei “camper” più famosi della storia, il Super Bus.


La nave di teseo di J.J Abrams e Doug Dorst:

Un vero e proprio metalibro. Da avere anche solo per come è fatto, un “falso romanzo” all’interno del quale si trovano appunti e oggetti reali lasciati da due lettori immaginari. La storia degli scrittori, reali e immaginari, si mescola con quella dei personaggi e del lettore finale in un mix che vi terrà incollati alle pagine per mesi.
Complesso ma da non perdere.


L’ultima spiaggia di Roberto Innocenti e J. Patrick Lewis:

Cosa accadrebbe se un artista perdesse l’immaginazione? Forse inizierebbe un viaggio onirico per ritrovarla. Illustrazioni e racconto di altissima qualità, un libro perfetto per tenere a bada anche i bambini più scatenati durante le giornate di pioggia.

 
buon divertimento e buoni km a tutti da Marzia,
CAMPERISTA ITALIANA.

Scopri tutti i vantaggi e le convenzioni disponibili con la nostra Premium Card digitale.

Algarve in camper

Viaggio nella regione del Portogallo più amata dai camperisti

Oggi vi suggerirò un itinerario per percorrere l’ Algarve in camper, in Portogallo, una Nazione tra quelle amo di più.

Un tour che ho recentemente presentato in una puntata di ITINERANDO, il Live Streaming dove si parla di viaggi in camper a medio e lungo raggio.
La potrete rivedere raccontata in questo video
 e trovare altre info utili fornite dai miei ospiti e altri suggerimenti: gastronomia, souvenir e anche un’introduzione sul Fado, la struggente melodia portoghese.

L’Algarve è la regione più a sud del Portogallo ed è anche la più turistica: vi posso assicurare che offre davvero moltissimo:
splendide cittadine costiere, castelli, arte, storia, gastronomia e spiagge meravigliose e infinite, sull’oceano.

 

Algarve in camper

 

Inoltre è  veramente ben attrezzata per i camper. 


Ho suddiviso questo itinerario in 6 tappe: va da sé che alcune singole tappe richiederanno più di un giorno, ma questo lo potete decidere voi in base alle vostre esigenze.

 


Algarve in camper
Tappa 1


Incominciamo con la prima tappa.
All’estremo ovest, dove finisce la Costa Vicentina con le sue spiagge selvagge, inizia l’Algarve.
Questa tappa prende il via dalla grande spiaggia di Amado, nei pressi di Carrapateria, meta di scuole di surf; poi prosegue fino al Faro di Capo di São Vicente e termina alla fortezza di Sagres.
Alla Praia do Amado ci si arriva tramite un facile sterrato e si parcheggia il camper nel grande piazzale che sovrasta la lunga spiaggia.

Tra fari e fortezze, gli antichi confini del mondo

Proseguendo in direzione sud, si arriva al Faro di Capo di São Vicente.

Capo di São Vicente rappresenta il punto più a sud-ovest dell’Algarve  ed è stato da sempre l’ultimo scorcio di terra che i marinai portoghesi vedevano prima di lanciarsi nelle grandi scoperte tra il XV e XVI secolo.

Di giorno, il faro e le alte scogliere, sono affollate di turisti, molti vengono apposta per assistere al tramonto.

Di sera però, quando tutti se ne vanno e restano solo i camperisti, in sosta libera, ritorna ad essere un paradiso.

All’interno del faro c’è un piccolo museo.

A pochi km si trova la Fortezza di Sagres: c’è un grande parcheggio libero e la fortezza è scenograficamente illuminata.

L’interno della fortezza è visitabile, ma la cosa più bella è la sua posizione rialzata e le tre spiagge che circondano questa punta.
La fortezza ha un unico muro difensivo: gli altri tre lati sono protetti dalle alte e ripide scogliere.
Ad un paio di km si trova il Porto da Baleeira e il porticciolo di Sagres, dove arrivano i piccoli pescherecci col pescato del giorno e dove potrete provare in uno dei “ristorantini” del porto.

 

ℹ️SOSTA
Oltre alla sosta libera al faro o alla fortezza, potete fermarvi al campeggio Parque de Campismo Orbitur Sagres.

⚠️ prestate attenzione alle recenti normative 2021 inerenti alla sosta libera in Portogallo: all’epoca di questo viaggio non erano in vigore.

Algarve in camper
Tappa 2


 

Lasciamo questo tratto di costa selvaggio e ci spostiamo a Lagos: qui si inizia a vedere l’urbanizzazione della costa.

Prima di arrivare a Lagos, potrete fare una sosta al villaggio di Burgau e alla sua spiaggia.

Lagos è un posto straordinario.
Qui troverete un bel centro storico da visitare:
per esempio la chiesa di Santo Antonio, l’antica sede del Mercado dos Escravos (l’antico Mercato degli Schiavi)
L’arrivo a Lagos, nel 1444, di alcuni schiavi portati dall’Africa, diede origine al primo mercato degli schiavi: il primo piano era utilizzato come Casa di Intendenza e Dogana, Casa di Guardia e Prigione Militare.

Il mercato possiede una simbologia che si mescola alla tradizione popolare.
Il piano terra è oggi occupato da una galleria d’arte, mentre quello superiore è composto da una sola sala, sulla cui facciata sono incise le insegne del Marchese di Nisa.

A Lagos c’è l’affascinante Forte Bandeira, risalente al 17° secolo, un fortino arroccato sulle scogliere che controllava l’accesso al fiume.
Poi tanti negozi, pasticcerie e ristoranti, un porto turistico molto attivo e un porto canale con una lunga ed elegante passeggiata.

 


Due spiaggie spettacolari

Ad est troviamo la lunghissima Meia Praia, una spiaggia di sabbia, lunga ben 5 km.

Ad ovest si snoda una costa rocciosa, frastagliata con spiagge e insenature fantastiche, come Praia Dona Ana, Praia do Camilo e Ponta da Piedade.
Rocce gialle erose che formano suggestive spaccature, pinnacoli e scogli, assolutamente imperdibili.
Vi suggerisco vivamente, oltre che vederle da terra, di fare anche il tour in barca e ammirarle dal mare: ne partono di continuo dal porto, più volte al giorno.
Il tour in barca costa circa 20 euro e dura poco più di un’ora.

 

Algarve in camper

 

Vi voglio consigliare anche un ristorante particolare.
Non si trova in centro, ma al porto peschereccio, dall’altra parte del canale.
È “A Barrigada” che letteralmente vuol dire “la spanciata”. È un “All you can eat del pesce” ad un costo fisso davvero contenuto. Lagos vi piacerà e ci resterete ben più di un giorno. 
A Lagos esiste un campeggio, tra l’altro in bella posizione, però io non ve lo consiglio.
È tenuto malissimo ed è davvero poco invitante.

C’è una area di sosta nel Parking Estadio Municipal, 3 € con carico e scarico. Due km dal centro, raggiungibile a piedi con la passeggiata lungo il canale.
In alternativa, c’è un bel campeggio, il Parque de Campismo Orbitur a Valverde. Dista 5 km da Lagos, raggiungibile con bus di linea. Lo stesso bus vi porta anche alla bella Praia da Luz.


Algarve in camper
Tappa 3


Lasciamo Lagos.
Ora ci si addentra un po’ all’interno: vi consiglierei la bellissima spiaggia di Portimao, Praia da Rocha, anche se l’enorme area camper, comodissima, è stata chiusa e al momento in cui scrivo non so dirvi se c’è altra possibilità di sosta.
Ad ogni modo è una spiaggia molto bella.

La prossima tappa è Silves.
Qui sì che c’è una bella area di sosta, l’Algarve Motorhome Park Silves.
Circa 10 euro con tutti i servizi.

Meraviglie artistiche di sabbia

Il castello di Silves è il monumento principale e si trova in una delle parti più alte della cittadina, così da offrire ottimi scorci sulla campagna circostante.

Nel centro storico troverete ottime pasticcerie e ristoranti.
Ma prima di tornare sulla costa, dovete assolutamente fare una sosta nei pressi di Pêra, per vedere la FIESAInternational Sand Sculpture, ovvero una grande esposizione di sculture di sabbia, che dura alcuni mesi e che ogni anno cambia tema: straordinarie opere d’arte costruite con la sabbia.
Il biglietto costa circa 10 euro.

 

FIESA Pêra

 


Torniamo ora sull’oceano per arrivare ad Albufeira.

L’impressione che ho sempre avuto, quando arrivo ad Albufeira è quella di aver di fronte una tipica cittadina greca.

Tutta bianca, a sbalzo sulla spiaggia. Impressione che si rafforza passeggiando nei vicoli con le chiese e le case bianche.
Pur essendo affollatissima di turisti per lo più inglesi e zeppa di ristoranti, pub, locali di tendenza e negozi, è piacevole da girare, c’è un centro storico caratteristico e una bella spiaggia.
Certo, se si alza lo sguardo si vedono sulla collina che sovrasta la città, un’infinità di palazzi e non tutti gradevoli.

Lasciata questa animata cittadina, proseguite sulla costa e dopo qualche km, arriverete all’area camper Falesia Motorhome Park.
La persona che vi accoglierà sarà probabilmente un olandese, il gestore dell’area. Il costo è di 11 euro con tutti i servizi.
L’area è tenuta molto bene, con docce (incluse) e lavatrici: proprio lì davanti passa il bus per Albufeira.

Da qualche anno, è stata aperta un’altra area di sosta a poche decine di metri da quella che vi ho indicato:
è il Parque Caravanas Açoteias.
Comunque sia, vi ho indicato questa località per un motivo:
qui c’è una delle più belle spiagge dell’Algarve: Praia da Falésia.

 

Algarve in camper

 

Una spiaggia magnifica

Percorrete il sentiero (circa 500 mt) che parte direttamente dall’area camper e attraverso una bella pineta conduce alla scala di legno, che dalla falesia (che dà il nome alla spiaggia) scende verso l’oceano.
Lo spettacolo è magnifico! una lunghissima spiaggia, la Falesia Praia, che quando c’è la bassa marea è anche molto larga. Alle spalle della spiaggia una coreografica falesia frastagliata, dalle sfumature che vanno dal giallo al rosso. Lo sguardo corre lungo l’infinita spiaggia dove tante persone camminano sul bagnasciuga. Davvero uno spettacolo.

 


Algarve in camper
Tappa 4


 

La prossima tappa è Faro, la capitale dell’Algarve: non è una propriamente città per camperisti:  il posto più comodo dove parcheggiare è Largo de São Francisco.

⚠️Attenzione: il grande Parcheggio è chiuso per la festa di Santa Iria, che si svolge dal 20 al 29 Ottobre.
Il centro storico è animato ma la spiaggia è distante, ed è raggiungibile tramite un ponte.
Parere personale:
Sinceramente a me la spiaggia non ha entusiasmato, in Algarve ce ne sono di migliori.


Olhão

 

Un mercato e una spiaggia fantastica

La prossima tappa è Olhão, una cittadina che ha un centro storico decadente e periferia è decisamente bruttina: eppure il suo grande campeggio è sempre pieno di turisti.

I motivi sono due:

il mercato del pesce di Olhão è veramente ricco e animato, e si trova all’interno di due edifici di mattoni rossi in stile arabo.
L’edificio a est ospita il più grande mercato del pesce dell’Algarve ed è zeppo di bancarelle che vendono pesce fresco pescato la notte precedente.
L’edifico a ovest offre numerosi prodotti, con bancarelle che vendono frutta e verdure locali, fiori, pane e oggetti artigianali regionali.

Il secondo motivo è il Rio Formosa.
A partire da Faro e per buona parte della costa est, la spiaggia è separata dalla terraferma dai canali e lagune del Parque Natural da Ria Formosa.
È una vera e propria riserva naturale.
Gite in barca, trekking, bici, pesca e le spiagge bellissime delle isole Armona e Culatra, costituite da banchi di sabbia.

Nota: da Olhão è possibile raggiungere Faro comodamente in treno.


Algarve in camper
Tappa 5


 

Proseguento lungo la costa verso est, si arriva alla cittadina di Fuseta.
Anche qui siamo sul Rio Formosa ed il campeggio non potrebbe essere in posizione migliore.
Dopo una decina di km arriverete al piccolo villaggio di pescatori di Santa Luzia, specializzato nella pesca dei polpi: per questo motivo è soprannominata “Capital do polvo”.
Il fronte del porto è cinto da numerosi ristoranti che servono polpo fresco e che si affacciano sulla colorata flotta di pescherecci.
Noi siamo andati due volte alla “Tasquinha Casa do Polvo” e ci siamo sempre trovati bene.

Da Santa Luzia a Praia do Barril.

Con una facile passeggiata lungo il Rio Formosa, oppure in bici, potrete raggiungere il ponte pedonale che attraversa il Rio e proseguire a piedi fino a Barril, una delle più belle spiagge di questo versante.
In alternativa, se non volete camminare oltre il ponte, potrete farvi portare dal simpatico “trenino della sabbia”.
Arrivati a Praia do Barril, noterete subito il “Cimitero delle ancore”, un monumento arrugginito che celebra la vecchia flotta peschereccia, con le ancore usate per la pesca dei tonni conficcate nelle dune di sabbia vicino alla spiaggia.

E poi una lunghissima, soffice, bellissima spiaggia.

A Santa Luzia, non c’è il campeggio, né areae di sosta, ma potete sostare liberamente in un parcheggio sterrato all’inizio del villaggio.

Algarve in camper

 

Una terra di spiagge incontaminate ci aspetta

A pochi km si trova la città di Tavira, una cittadina che si caratterizza per i suoi vicoli stretti che collegano il porto con il centro storico e le case bianche.
Nel centro svetta un castello che risale al XIII secolo: è possibile visitarlo salendo a piedi sulla collina.
Non poco lontano vi è la chiesa rinascimentale Igreja da Misericordia.
Da visitare, la chiesa di Santa Maria do Castelo, costruita sul sito della vecchia moschea moresca.

Tavira è circondata poi da una serie di spiagge incontaminate, che si trovano tutte nell’area protetta del Parco Naturale di Ria Formosa, pertanto questa parte dell’Algarve è meno frequentata dai turisti ed ha mantenuto un carattere più tradizionale.
A Tavira potete parcheggiare il camper nel grande Parking del Mercado Municipal, oppure nel campeggio “Parque de Campismo da PSP”.
Tavira è collegata a Santa Luzia tramite una pista ciclabile (circa 4 km)


Algarve in camper
Tappa 6


Lasciate Tavira e proseguendo per altri 10 km in direzione est, arriverete al minuscolo villaggio di Cacela Velha, candidato a diventare patrimonio Unesco.
Poi giungerete nell’ambiente selvaggio del Rio Formosa, un posto incontaminato, dove le acque abbondano di pesci, crostacei e molluschi.
Al di là della zona paludosa, Cacela Velha ha una spiaggia propria raggiungibile a piedi, se la marea lo permette, oppure in barca.
In questo punto finisce il Rio Formosa e il tratto di costa prosegue verso la Spagna con un’unica lunghissima spiaggia di 10 km, toccando luoghi balneari raggiungibili facilmente in camper, come: Praia da Manta Rota, Praia Verde, Praia de Monte Gordo e Praia de Santo António.

L’ultimo tratto di spiaggia, quella di Santo António, termina qui, in corrispondenza della foce del fiume Guadiana.
Questo fiume divide il Portogallo dalla Spagna.

Vila Real de Santo António si trova proprio su questo fiume: è’una bella cittadina vivace, si respira aria di frontiera.
Devo confessare che ho un debole per Vila Real, con le sue case basse e la bellissima piazza Praça Marquês de Pombal, cuore pulsante della città, la cui pavimentazione si irradia dal grande obelisco eretto nel 1776.
Il centro storico è caratterizzato da vie dritte, sullo stile della Baixa di Lisbona.
Una bella passeggiata sul lungofiume con barchette ancorate è sicuramente piacevole, dato che il mare a pochi passi, la cittadina ed i numerosi negozi di biancheria sono attrattiva di molti turisti provenienti specialmente dalla vicina Spagna.

Curiosità:

Fino al 1991, anno della costruzione del Ponte Internacional do Guadiana, l’accesso alla Spagna era possibile solo tramite un traghetto che partiva proprio da Vila Real de Santo Antonio e la collegava ad Ayamonte, sulla sponda opposta, in terra spagnola.
L’area camper si trova proprio sul fiume, comodissima.

Castro Marim è l’ultimo villaggio che incontrerete in terra portoghese: vi troverete l’antico castello, in cima a un poggio, mentre su di un’altra altura ammirerete il forte, a forma di stella.
In mezzo, le piccole case candide di Castro Marim, con i loro archi variopinti, le terrazze e i camini traforati.
Un tipico paese racchiuso tra il fiume Guadiana, il mare e le montagne delle Serras.
Infine, si passa il ponte sul Guadiana e si entra in Spagna, ed esattamente in Andalusia.

Ma questa è un tour che vi racconteremo un’altra volta…

 

Buoni chilometri a tutti

Franco Parla


Visitierai l’ALGARVE  in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium, un mondo di vantaggi a misura di camperista

Firenze Innevata

Firenze Innevata

Quella volta che un cambio di rotta ci fece scoprire una meraviglia inaspettata: Firenze

AMICI CAMPERISTI, un saluto da Franco Parla.

Nel 2010 avevamo deciso di tornare in Baviera in camper, per vedere i Mercatini di Natale, ma le avverse previsioni meteo ci convinsero a cambiare destinazione.
Non è la prima volta, anche a voi sarà capitato di cambiare meta proprio il giorno precedente la partenza.
Poter decidere all’ultimo momento è uno dei vantaggi che abbiamo viaggiando in camper.
Le previsioni per Monaco e la Baviera erano impietose, era prevista una corrente d’aria gelida con temperature che oscillavano dai -7 ai -12 gradi!
Allora se lì fa così freddo, perché non andare dalla parte opposta?

Firenze innevata

 

Visto che la partenza era imminente, decidemmo di andare in posti che conoscevano bene: Firenze e Roma.
Anche Firenze aveva il suo Mercatino di Natale; e poi Roma… è sempre Roma!

Decidemmo per Firenze

Arrivati a Firenze, ci sistemammo nell’area camper di via Scandicci, un posto che conoscevamo.
Il mattino di venerdì 17 dicembre 2010 (notare la data) salimmo sul bus che portava in centro.
Iniziò a nevicare, però smise quasi subito; per evitare la coda alla Galleria degli Uffizi, eravamo partiti presto.
Appena dopo le ore 9 ci trovavamo già all’interno dell’enorme complesso museale.
Poco prima di mezzogiorno, quando uscimmo dagli Uffizi, nevicava copiosamente.

Firenze innevata: che spettacolo

Ben presto i fiocchi divennero più grandi, la nevicata più intensa e la città era coperta da una spessa coltre bianca. Era magnifico!
Piazza della Signoria, iI lungarno, il Ponte Vecchio, il Duomo, tutti imbiancati… chi l’ha mai vista una Firenze così innevata ?
Per completare quella strana atmosfera, quell’anno in Piazza Santa Croce, c’era il Mercatino di Natale Bavarese. Quindi era proprio l’ironia della sorte: non eravamo andati in Baviera perché le previsioni erano avverse, per ritrovarci a Firenze sotto la neve, gironzolando tra le bancarelle del Mercatino di Natale Bavarese.

Ci sembrava di essere parte di una fiaba

Eravamo felicissimi.
Franca si è persino comperata una borsetta al mercato della pelle di San Lorenzo.
Però, se per noi era divertente, al di fuori del centro pedonale il traffico era completamente nel caos!
Non abbiamo visto nessuno passare a pulire le strade, la neve si era accumulata, le auto scivolavano e urtavano le altre auto in sosta.
Alcune persone non riuscivano a ripartire perché le ruote slittavano e non avevano le gomme da neve o le catene per proseguire: allora scendevano, chiudevano l’auto e la lasciavano lì.
Ben presto fu il caos totale.
La situazione stava degenerando, la città era totalmente impreparata ad una nevicata come questa.
In un solo pomeriggio si erano accumulati quindici centimetri di neve.
Vista la situazione, decidemmo di raggiungere la partenza del bus e tornare al camper: ma purtroppo era troppo tardi! I bus erano fermi non partivano.
Alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella c’era una folla incredibile! Motivo? Non partivano neanche i treni!
Ci dissero però, che la tramvia per Scandicci era ancora operativa.
Arrivati alla partenza della tramvia c’era già tantissima gente che aspettava: il tram era pieno fino all’inverosimile e non riuscimmo neppure a salire.
Partì. Ne arrivò un altro e riuscimmo a stento ad entrarci.


Il nostro tram non si muove

Purtroppo quello in cui eravamo saliti non partì mai!
Dopo trentacinque minuti che eravamo lì fermi, stipati come delle sardine, venne annunciata la sospensione del servizio.
Incredulità e stupore serpeggiavano tra la gente.
C’era chi diceva che il tram precedente era deragliato, chi diceva che, causa neve, alcune auto erano ferme di traverso lungo i binari del tram, impedendo agli stessi di circolare!
Incredibile, non sembrava vero, la città era completamente in tilt!

Ma noi eravamo in vacanza e la prendemmo con lo spirito giusto.
L’area camper distava dalla stazione circa quattro chilometri e ci dissero che potevamo arrivarci a piedi, bastava seguire i binari del tram che andava a Scandicci e saremmo arrivati nella zona dell’area camper.
Avevamo scarponi invernali e abbigliamento pesante, e così decidemmo di percorrere quei quattro chilometri camminando nella neve fresca.
Non c’eravamo solo noi lungo i binari, ma anche tante altre persone, perché quella linea porta al grande parcheggio di Scandicci!
Sembrava una scena “Felliniana”: Lungo i binari del tram una moltitudine di persone camminava in mezzo alla neve per tornare a casa, magari dopo una giornata di lavoro!

A piedi verso l’amato camper

Il nostro spirito ovviamente era diverso, eravamo persino di buonumore perché avevamo ancora negli occhi quel bellissimo centro storico ricoperto di candida neve!
E la camminata l’affrontammo con divertimento, tanto che non potei fare a meno di telefonare ad un amico per raccontargli in diretta questa strana “avventura fiorentina”.
E finalmente, dopo poco meno di due ore, alle 20:15 arrivammo a casa, ovvero al calduccio del nostro camper!
Non nevicava più, ma per terra si erano accumulati più di venti centimetri di neve.
La mattina dopo splendeva un bel sole: l’area camper era ancora piena di neve e nessuno l’aveva spalata.
Anche volendo restare un altro giorno in questa Firenze innevata, quando ma si sarebbe potuto tornare in centro? Quando sarebbero potuti circolare bus e tram?
Allora, montate le catene alle gomme del camper, siamo partiti con grande stupore del gestore, il quale scuoteva la testa e continuava a ripeterci: “ma aspettate, poi si scioglie, poi si scoglie…”

“Si, aspetta e spera!”


Uno scenario post-nucleare

L’uscita da Firenze (con catene) sembrava il Day After: tante auto abbandonate, anche di traverso, ma finalmente si iniziò a vedere qualche camion spazzaneve.
Anche la superstrada Firenze-Siena non era da meno: praticamente una corsia era inagibile perché occupata da auto ricoperte di neve, ovviamente abbandonate da tutte quelle persone prive di catene o gomme da neve che non riuscivano più a circolare.
A sud di Siena la neve sparì completamente.
Alla radio, la notizia principale era proprio quella nevicata straordinaria e il caos che aveva generato a Firenze.

 

Firenze innevata

 


Ad ogni modo anche questa avventura valeva la pena di viverla e condividerla con voi.
Una Firenze innevata in camper non credo ci capiterà più.

Un saluto da Franco Parla e buoni chilometri a tutti.


passa a premiumVisitierai MAINAU o il LAGO DI COSTANZA in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium,
“un mondo di vantaggi a misura di camperista”

 


I dolcetti di Re Mida

Nel 2001 durante uno dei miei viaggi in camper in Turchia, avevo deciso, con mia moglie, di visitare il sito archeologico del mitico Re Mida.
Ecco un’estratto del mio diario di viaggio, relativo a quella parte del percorso.
Qui ho avuto modo di assaggiare i famosi dolcetti di Re Mida direttamente nei luoghi storici che ne hanno consacrato il mito.


Gelibolu (Dardanelli)

Il ritorno in Turchia mi provoca sempre grande emozione: una vaga sensazione adrenalinica comincia ad affiorarmi non appena passati i Dardanelli.
Sbarchiamo con il nostro camper dal traghetto e tocchiamo il suolo Asiatico.
Il breve braccio di mare è attraversabile in meno di mezz’ora imbarcandosi a Gelibolu, (dove al porticciolo troviamo già dei venditori che aspettano i turisti) e sbarcando a Lapseki.
La strada passa per Bandirma e costeggia per alcuni km il mare, che sembra molto bello, ma poi quando ci avviciniamo, ci accorgiamo che l’acqua non è poi così invitante come sembrava da lontano.
La stessa Bandirma è una città di cemento e quindi passiamo oltre e ci fermiamo per la notte sulle sponde del lago Kus Gölü, dove si trova il Kuscenneti Milli Parki (parco Nazionale paradiso degli uccelli) una riserva ornitologica.
Non possiamo pernottare all’interno del parco (è vietato il campeggio), allora sostiamo all’ingresso.

Proseguiamo per Bursa, una grande città con oltre un milione di abitanti.
Parcheggiamo all’esterno dell’Otopark (all’interno i camper non entrano per via dell’altezza, ma il mezzo è comunque custodito) che si trova entrando in città nei pressi dell’Otogar.
Andiamo in centro con uno dei tanti Dolmus, una sorta di taxi-minibus collettivo a prezzi bassi.
Prima Capitale dell’impero Ottomano, Bursa è una città prospera e ha un bel centro.

Turchia Re Mida

I suoi monumenti più belli sono:

  • l’Emir Sultan Camii, una delle Moschee preferite dagli abitanti.
  • La Uli Camii, la grande Moschea con all’interno una selva di colonne di sostegno, in stile selgiuchide.
  • La Yesil Camii, la Moschea verde con l’annessa Loggia del sultano, che è il più grande monumento di Bursa.
  • Il pittoresco quartiere di Bat Pazari, dove artigiani lavorano nelle loro botteghe e vendono i loro prodotti.

Shopping ovviamente anche al Bedesten, il bazar coperto, molto grande.
A Bursa troviamo molti ristoranti: è nato qui infatti il famoso Iskender Kebap, lo “spiedone” verticale di carne di agnello o montone che si trova in ogni angolo della Turchia e ultimamente anche in molti posti d’Europa.
Naturalmente pranziamo con due bei piatti ricolmi di Iskender Kebap e le sue saporite salse.
All’Otopark è possibile anche pernottare.

Dopo la città con la sua folla e i suoi negozi, lasciamo Bursa e ci rechiamo in un luogo sperduto davvero speciale.
Arriviamo a Çifteler e quindi deviamo a destra; percorriamo ancora 50 km quasi interamente sullo sterrato, e finalmente arriviamo a Midas Sehri, il sito archeologico del mitico Re Mida.
Il minuscolo villaggio, veramente fuori dal tempo, è prevalentemente composto da stalle e ovili.
Ormai è sera e ci fermiamo per la notte parcheggiando il camper nel piccolo giardinetto del sito archeologico.
Passa un pastore con il suo cane, ci guarda incuriosito e ci saluta, poi non vediamo più nessuno: il silenzio è interrotto saltuariamente, da qualche belato di pecora.
Dopo cena facciamo due passi e ci accorgiamo che il sito non ha cancelli, non è recintato, praticamente è aperto.
Allora entriamo…

Una visita suggestiva

Vedere le rovine e le tombe alla luce della luna piena è veramente suggestivo.
Siamo consapevoli di trovarci in un posto speciale; siamo nel cuore dell’antico Regno di Frigia, che era governato dal mitico Re Mida, una figura nota per la leggendaria capacità di trasformare in oro qualsiasi cosa toccasse.

Torniamo in camper soddisfatti.

Il sito archeologico lo vedremo domani con calma, ma anche solo per questa breve, emozionante, passeggiata notturna tra le rovine di questo luogo remoto, posso dire che sì, ne è valsa la pena guidare per tutti quei chilometri sullo sterrato.
Notte tranquilla, una pace assoluta. Sono beatamente disteso sul letto della mansarda, quando un pensiero mi sfiora la mente:
“Re Mida, potresti toccarmi il camper?”

Turchia re Mida

Il mattino dopo

Veniamo svegliati da lontani suoni primordiali: belati di pecore, cani che abbaiano, e dal vociare di pastori che guidano il gregge tra le vie del villaggio.
Nessun rumore di alcun tipo di motore: Franca abbassa l’oscurante e vede che, sul gradino della piccola casetta che funge da biglietteria e da ostello, c’è seduto un uomo.
Questi, quando ci vede, saluta con la mano.
Scoprireremo ben presto che è il custode; mi chiedo quanti possano essere i visitatori che si spingono in questo luogo così remoto.

Dopo colazione, scendiamo dal camper e il custode, parlando un mix d’inglese e francese, ci farà da guida alla tomba di Re Mida, alle altre tombe e alle rovine scavate nel tufo, non solo della civiltà Frigia, ma anche a resti Bizantini che ci ricordano molto la Cappadocia.
E’ un posto che ha un potenziale enorme!

Terminata la visita che dura un paio d’ore, ripartiamo alla volta di Afyon.
Percorriamo lo sterrato con prudenza, la strada sembra non finire mai e finalmente raggiungiamo l’asfalto e arriviamo a Afyon.

Conosciamo i famosi dolcetti di Re Mida

La città non è particolarmente bella, ma merita la sosta per la panna Kaymak e i suoi particolari dolci “all”oppio”.
Intendiamoci: è tutto regolare.
In questa zona dell’Anatolia, si coltiva un terzo dell’oppio prodotto legalmente in tutto il mondo.
L’oppio è prevalentemente destinato all’uso farmaceutico: i semi non vengono usati, e allora vengono sparsi sul pane e sui dolci, e gli scarti della pianta vengono dati come mangime alle mucche. Ebbene, le mucche sembrano gradire questa alimentazione, e producono un ottimo, particolare, latte cremoso che viene usato per fare la Kaymak, una panna usata per i dolci.
La Kaymak non ha controindicazioni ed è venduta anche in piccoli contenitori, oppure usata come ripieno nei dolci.
Assaggiamo questa panna e i dolci, in una delle numerose pasticcerie della città.
Ci dicono scherzando, che questi sono i dolcetti di Re Mida.
La panna è buonissima!
Acquistiamo una vaschetta di panna Kaymak e alcuni dolcetti di Re Mida, poi lasciamo Afyon.

Dolcetti re Mida

Buoni chilometri ( buoni come i dolcetti di re Mida )

Franco Parla


passa a premiumVisitierai MAINAU o il LAGO DI COSTANZA in camper ?
Cerca le strutture convenzionate con la nostra Premium Card digitale. 
scopri Camperisti Italiani Premium,
“un mondo di vantaggi a misura di camperista”

 


Birmania, un viaggio nel tempo

BIRMANIA

UN VIAGGIO A RITROSO NEL TEMPO

 

Tre settimane on the road per le polverose strade della Birmania / Myanmar con moglie e due collaudati amici,  autista e guida-interprete.
Un viaggio attraverso lo spazio e  nel tempo man mano che dalla capitale Yangon ci si sposta  lentamente verso nord.
Siamo in un Paese  rimasto  chiuso al turismo  fino a pochi anni fa da un regime militare duro e dittatoriale che al momento sembra aver indossato i guanti morbidi…almeno nei confronti dei visitatori, che portano valuta pregiata.

 

L’ARRIVO

Yangon International Airport.
Viaggio lungo e contorto,  via Amsterdam e Canton, dove il duty free cinese  mi “offre” un caffè mediocre a 5 dollari.

All’esterno l’aria è calda e profumata.
Sa di fiori, spezie e polvere.
Nelle strade ritrovo  il  traffico caotico delle città indocinesi.
Meno anarchia che a Phnom Penh, forse, dove  ti aspetti incidenti rovinosi a ogni incrocio.  Ritrovo camioncini decrepiti,  tricicli,  carretti e autocarri carichi all’inverosimile di merci  d’ogni genere.
E’ un’umanità variopinta e compostamente indaffarata che ho imparato ad amare  nei precedenti viaggi.
Solo in questo momento,  mentre  guardo fuori dal mini-van,  il naso schiacciato al vetro, mi rendo conto di quanto mi sia mancata.

 

 

Ritrovo i pick-up gremiti di persone  aggrappate ad ogni possibile appiglio e come ogni volta prima mi chiedo come facciano a non cadere.
Sono i taxi dei birmani e ognuno di loro paga al  conduttore la stessa cifra, anche se ha trovato posto sul tetto o sta in bilico sul predellino con la sola punta di un piede.

 

Birmania

 

 

UN POPOLO DEVOTO

La devozione la  incontri a ogni passo,  nei gesti della gente,  nelle mille statue di Budda, nelle pagode scintillanti d’oro offerto dai fedeli, nei tempietti sparsi nelle vie, a volte di foggia  tanto puerile e approssimativa da fare tenerezza.
L’attaccamento al culto è una presenza costante,  palpabile come qualcosa di fisico.
Ovunque poso lo sguardo  trovo il rosso bruno d’una tonaca di monaco o il  rosa dell’omologo femminile.

 

Uomini e donne,  giovanissimi, adulti o anziani,  tutti  hanno il  cranio rasato a zero.
Spesso  un pentolino gli pende dalla mano.  È per le offerte di cibo che ricevono nelle case.
I monaci  maschi  ottengono sempre cibo già cotto,  mentre alle monache  si offre  solamente riso crudo.

In Birmania i monaci sono più di un milione,  su di una popolazione di quasi sessanta, le donne non votano e di norma percepiscono salari molto più  bassi degli uomini.

 

 

 


 

L’ACQUA

 

Ovunque e da sempre l’acqua costituisce la via più agevole per trasportare persone e cose.
Il Myanmar non fa eccezione: canali,  fiumi e laghi  sono vere e proprie autostrade liquide, solcate da un flusso continuo di  imbarcazioni  di ogni foggia e  dimensioni.

Chiatte stracariche  di merci, animali vivi,  persone,  fusti di carburante,  casse,  rotoli, involti di ogni genere,  legname,  bambu, motociclette e bici,  stuoie intrecciate,  sabbia e mattoni cotti al sole,  parti di ricambio e sacchi,  montagne di sacchi pieni di grano e riso.
Sottili e agili scialuppe sfrecciano da ogni parte,  spinte da motori spesso  di origine agricola o  stradale.
Sono  montati a poppa,  di solito su di una piastra  che il  pilota fa ruotare  mediante un palo.

Solidale al motore si trova l’albero di trasmissione  che termina con l’elica.
In tal modo, ogni  spostamento dell’intero complesso motore-albero-elica  genera un cambiamento di rotta e non serve alcun timone.
Molte,  specie nelle aree più lontane dai centri abitati e nei laghi,  le canoe propulse da un solo remo a poppa che il rematore aziona stando in piedi e utilizzando a volte le braccia,  altre volte un solo braccio e una gamba, con la caviglia che tiene agganciato il remo.
In tal modo  resta libero  un braccio con il  quale l’uomo può, all’occorrenza,  pescare con una piccola rete circolare.

 

 


I MERCATI

 

In  questo Paese i supermarket non ci sono ancora e proprio ora stanno costruendo il primo, a Yangon.

Il  mercato all’aperto,  fatto di banchi disseminati per un piazzale in terra battuta ha ancora  una funzione fondamentale nel tessuto sociale birmano,  anche come luogo d’incontro e di scambio.

Di mercati, grandi e piccoli,   ne incontri ovunque, viaggiando per il  territorio.
Frutta,  verdura,  manufatti come  i  machete e i coltelli da cucina, pesce fresco o essiccato,  carne,  stoffe, piatti e tegami,  stie di giungo dalle quali fanno capolino polli e galline,  nei mercati  si vende di tutto.
Fin qui è  come da noi in Occidente dove però non trovi quasi più l’artigiano e i prodotti del suo ingegno, della sua abilità.

Quel che nei nostri mercati manca da anni è il  martellare  sul  metallo del battirame o quello più sincopato del  ciabattino che rifaceva i tacchi seduta stante mentre il  cliente attendeva con i piedi scalzi appoggiati su di un foglio di giornale gentilmente offerto dal bottegaio.
Manca il  ruvido ronzio dell’arrotino e le frasi allegre e argute con le quali attirava l’attenzione delle massaie.

Solo di recente mi sono reso conto  di quanto sia cambiato il sottofondo sonoro dei nostri mercatini e di come si sia appiattita la proposta,  ridotta la varietà delle merci.  Perché sul posto non si produce più nulla, l’artigianato sta scomparendo e la mercanzia è  lì, calata sui banchi, silenziosa e immota,  spesso sempre uguale, come se tutti  gli ambulanti si servano dal medesimo  grossista.

 

 

LUNGO LE STRADE: 

 

Le Strade  birmane più importanti sono spesso  in buono stato,  di solito asfaltate talune volte in cemento.
La media oraria cala invece molto rapidamente  quando  arrivi  su tracciati  minori che i monsoni e l’incuria hanno ridotto a mal partito.
Allora è  realistico pensare di percorrere 40/50  chilometri in un’ora, per evitare buche,  carretti, vacche ossute,  cani, e autocarri ultra-carichi.

Quando si è  in strada, capita di imbattersi in improvvisi rallentamenti.
D’un tratto ti trovi fermo, in fila.
Nessuno suona,  nessuno si agita, tutti attendono con filosofica pazienza, qualcuno scende e s’accuccia nell’ ombra dei mezzi.

Davanti a te il tracciato è avvolto dalla polvere dei carretti tirati da due buoi capisci di essere  entrato in un’area di cantiere.

E CHE CANTIERE…

Niente mezzi meccanici, intorno,  non bulldozer o scavatori o  gru, soltanto una quantità di figure che si muovono indistinte o stanno carponi, inginocchiate a terra,  il  capo chino.
Ti rendi conto che fanno qualcosa,  in quella nuvola  rossiccia alzata dal  vento e dal via vai dei carri.
Tengono fra le mani attrezzi che al momento non identifichi: poi capisci che stanno  costruendo il fondo di ghiaia di una massicciata e che lo  fanno a mani nude.

Pezzi di pietra grossi come pugni vengono scelti,  uno per uno, da mucchi alti come camion,  caricati in caldarelle metalliche che sembrano wok o anche su teli  che le donne portano a  quattro mani accanto al tratto di strada da rifare.
Un reticolo di fili colorati, tesi fra paletti di bambù, indica il livello preciso  che la ghiaia deve avere.

Nella fase successiva  altri di loro,  o meglio altre,  visto che  prevalentemente di donne si tratta, sempre a mano e con l’ausilio di vecchi bidoni fissati a un manico, coleranno il  bitume.

A MANI NUDE

Poco distante, un’apposita squadra ha nel frattempo liquefatto il catrame appoggiando i fusti direttamente sulle fascine accese.
Senza guanti , il  capo avvolto in un telo che  copre cappello e viso,  ai piedi nudi semplici infradito,  nessuna protezione; in tal modo affrontano giornate di dieci ore sotto un sole  che non scherza.
Tutto questo dopo aver cercato una conoscenza, una raccomandazione, perché  di  un ruolo ambito si tratta, non facile da trovare.
Per meno di un euro al giorno.
Eppure  quando mi avvicino,  lampeggiano i sorrisi sotto i cappelli,  mi parlano nella loro lingua e rispondo  con lo sguardo e il sorriso.

 

 

 

IL COMMERCIO

 

Le contrattazioni commerciali si svolgono in strada o sotto tettoie di stuoie e bambù, più che nelle botteghe,  piccole, buie e stracolme d’oggetti.
La polvere li ricopre d’un velo di polvere che con il tempo s’inspessisce conferendo loro un unico, identico colore.

Su  tavoli improvvisati,  d’assi recuperate e  foglie di palma, donne sorridenti o vecchi senza denti  propongono  banane  piccole e verdi o lunghe e gialle e screziate di nero,  ananas e manghi,  papaie e altri frutti  sconosciuti all’Occidente,  cipolle e cavoli.

 

 

 

In altre postazioni friggono misteriosi grumi gialli in olio di palma o propongono un dolce locale, zucchero di canna aromatizzato con curcuma o zenzero.
Due donne sorridenti arrotolano a velocità incredibile dei sigari verdi come lattuga.

 

VILLAGGI E ORTI GALLEGGIANTI

 

Il  lago Inle, è formato in realtà da due distinti bacini collegati fra loro da un lungo canale e si trova al centro del Myanmar a circa 900 mt. sul  livello del mare. Lungo una cinquantina di chilometri, ha una profondità media di due metri soltanto.
Questo ha favorito la nascita di  una serie di  villaggi  su palafitte di teak a poca distanza dalla riva.

Le costruzioni,  interamente in  bambù e stuoie vegetali, comprendono anche negozi, templi,  pagode e qualche ristorante.
In tal modo si sono formati dei veri e propri quartieri definiti da canali lungo i quali scorre il traffico di canoe  a remi, simili alle    gondole veneziane, e scialuppe a motore lunghe spesso più  di venti metri.
Gli edifici,  alti sull’acqua,  sono di solito costituiti da due piani,  il  più  basso utilizzato per tutte le normali attività di casa durante la buona stagione.
Lì,  in ampi spazi  aperti e freschi, la famiglia  vive, cucina e  dorme, consuma i pasti, immagazzina il cibo e altri materiali.
Al piano superiore, chiuso da fitte e robuste stuoie e munito di  scuri,  ci si rifugia nei mesi in cui i monsoni infuriano e la temperatura può scendere sotto i dieci gradi.

 

il lago Inle

 

 

Nei pressi  di questi agglomerati  palafitticoli sorgono gli orti, ma non orti normali,  bensì orti galleggianti.
Si tratta di vasti graticci di sottili bambù intrecciati s e coperti da uno spesso strato di erbe lacustri e  da una crosta di terra presa sul fondo del lago.
Su questa base piantano gli ortaggi.

E’  normale veder sfilare per i canali le piroghe cariche di terriccio e cesti di pomidoro appena  raccolti mentre gli orti ondeggiano al loro passaggio come turaccioli in una pozzanghera.

 

 

UN PAESE DA VISITARE

 

Non ancora corrotto dal turismo di massa, indenne da negozi  che propongono Prada e Ralph Laurent,  privo di McDonald, offre l’immagine  tradizionale e genuina di un Paese asiatico legato a tradizioni antiche, con tutti i  pregi e i difetti che questo comporta.

I bambini non ti corrono incontro per chiedere monetine ma solo per toccarti, per stringerti la mano,  sentire la tua voce e,  dopo un momento di sorpreso stupore,  ridere contenti.
Le carte di credito sono per ora relegate a pochi hotel di lusso (e solo se avvisi quando prendi alloggio).

I nostri cellulari non funzionano ma un massaggio, un vero massaggio, può durare anche un’ora e costare appena cinque dollari,  la gente è  di solito educata e gentile.

 

 

In un villaggio del nord, dove la totale assenza di mezzi meccanici crea davvero l’illusione di essere in un altro secolo, una donna anziana  si rivolge a mia moglie nella sua lingua,  gli  occhi spalancati a piattino.

“Ehehe… – ridacchia divertito  Myo, la nostra guida –  chiede se può toccarti.  Dice di non aver mai visto una pelle tanto chiara, capelli così biondi”.

Mia moglie annuisce,  ammutolita dalla sorpresa e anche imbarazzata. La piccola donna  alza una mano e lentamente le sfiora il  braccio, più volte, timorosa. Aggiunge qualcosa,  quasi bisbigliando.

“Dice che sei così liscia…così liscia!”

 

 

Un Paese di certo denso di paradossi e contraddizioni, il Myanmar, in bilico fra medio evo e terzo millennio, dove  un visitatore pranza ad aragosta con appena dieci dollari ma non pensa che per un’operaia quella cifra rappresenta la fatica di due settimane.
Dov’è normale che a fianco di una scintillante SUV  avanzi lentamente una fila di carretti con le ruote in legno e due buoi davanti.
Dove puoi trovare la bottega di un fabbro accanto a un hotel  a dieci piani e a poca distanza da un palazzo tutto specchi scorre un fiume solcato da  canoe  a remi e le capanne non hanno la luce elettrica.

Non aspettare, vacci ora.
Ma ricordati che vorrai tornarci ancora.
Dopo.

 

Alberto Angelici

 

Scozia: Skye

Scozia: Skye

Eccomi, sempre a zonzo assieme a voi attraverso la Scozia, questa volta siamo nella grande isola di Skye.
Per quanto piuttosto frequentata dal turismo, anche per la comodità del ponte che la collega al resto della Scozia, offre suggestivi, infiniti scorci di grande bellezza.

OCCHIO ALLE STRADE

Lunga 100 km e larga la metà, l’isola presenta una natura estremamente varia: profonde baie di acqua limpida, altissime gobbe inerbite e dalle linee morbide cui seguono scure rocce nude che sembrano tagliate con l’accetta, coste frastagliate di scogli contro i quali rompono le onde in schiuma bianchissima e lisce spiagge sabbiose.
Anche qui, contrasti continui come in ogni parte della Scozia.
Lo stesso vale per le strade di Skye: ottime e sinuose le statali (rosse sulle mappe) emozionanti e a una sola corsia (one lane roads), quelle segnate in giallo.

Sempre presenti e frequentissimi, gli slarghi laterali, è vero, ma mentre guidi devi restare concentrato e controllare ai lati, dove le ruote riempiono la carreggiata e sono ai limiti del ciglio, ma anche davanti, per verificare che non sopraggiungano auto o, peggio, camper e bus.
Ieri, un percorso di 20 chilometri ci ha impegnati per 2 ore, soprattutto per il notevole traffico contrario che obbligava a sostare ogni pochi istanti.
Però erano soste anche utili ad apprezzare i dettagli di un panorama spesso mozzafiato.
Lo vedrete nelle foto, alcune dal mio smartphone.

 

IL BOG MYRTLE CAFÈ

A circa metà del percorso, sulla A863 nei pressi di Struan, decidiamo di sostare per un caffè.
Scegliamo un posto a caso, per via del comodo piazzale.
Si tratta del Bog Myrtle Café, un locale simpatico e di buona atmosfera, un caffè-letterario come oramai se ne incontrano un po’ dappertutto, anche nel nostro Paese.

Nell’unico, comodo ambiente, ibrido fra il classico bar e una libreria, si può fare colazione con torte e muffins fatti dalla padrona di casa, oppure con uova strapazzate, aringhe, funghi e pomidoro grigliati, secondo la tradizione locale.
Nel contempo possiamo sfogliare un libro che, se ci convincerà, potremo anche acquistare.

Mentre attendiamo i nostri caffè, lo sguardo è attirato da alcune fotografie su cartoncino 20×30.
Sono paesaggi di queste parti, dettagli di boschetti ai margini di radure, tramonti o albe dai colori stemperati, chiazze di neve in riva a un fiordo.
Chiedo di chi siano alla biondina indaffarata al banco e lei mi fa segno, indicando il tavolino dietro le mie spalle.
Faccio così la conoscenza di Andrew Annis, suo marito e autore delle immagini che stavo osservando.

 

 

UNA PIACEVOLE CHIACCHIERATA

Chiacchieriamo un poco, di fotografia e di paesaggi e intanto decido di acquistare un’aurora invernale.
C’è una strada appena spolverata di brina che il passaggio delle auto ha segnato di tracce zigrinate che si perdono in distanza e scompaiono nella foschia rosa del primo mattino.
Mi colpisce la semplice bellezza del momento colto e so già che l’appenderò nello studio.

Terminato il tour dell’isola e chiudendo una sorta di cerchio, abbiamo dormito nello stesso posto di ieri, Kyleakin, in riva al mare, di fronte al ponte che collega Skye alla “terraferma”.
Davanti a noi alcune barche a vela stanno ormeggiate alla boa; nella luce sempre più rossa del tramonto le guardo ruotare su se stesse, come lancette d’un orologio, mano a mano che il vento gira.

ℹ️Sosta camper
Park non grande ma tranquillo e in bella posizione sull’acqua, con due pub a 50 metri di distanza.
In uno abbiamo cenato. Posto simpatico, nella norma. Buona la scelta di Anna dal limitato menu: fish and chips.
Infelice la mia, cheeseburger, con carne troppo cotta e unta.
Ottima la birra, bionda, non troppo amara, pizzichina quanto basta.

Un po’ caro il conto: 26 sterline, considerato che non abbiamo preso altro e Anna andava ad acqua.
Spazi parcheggio gratuiti sufficienti per camper di 7,30 come il nostro.
Pernotto consentito senza alcun limite perchè non abbiamo trovato alcun cartello specifico.
GPS: N57*16’24.67” O 005*44’09.15”

Buoni chilometri da
Alberto Angelici


 

Scopri la PREMIUM APP di Camperisti Italiani. Tutte le soste Europee, gli spunti di viaggio, i vantaggi, le convenzioni e molto altro in un’unica comoda card digitale, sempre con te.
CLICCA QUI per saperne di più.